Prosegue la lista dei regali di Natale consapevoli di Soft Revolution (la prima parte l’avete letta?). Oggi ci cimentiamo, dopo la puntata sui più piccoli, con i regali “da grandi”. Se trovare un regalo adatto a bambini e ragazzi può essere un’impresa infatti, cercare di essere originali quando si passa all’età adulta è davvero una sfida.

A volte, in particolare per gli amici che si conoscono da una vita, sembra quasi di aver già pensato a tutte le possibili idee creative sotto l’albero. Libri, dischi, biglietti per concerti, cinema e teatro, sono sempre perfetti, ma a volte molto “donati”. Quindi? Su cosa possiamo puntare per uscire dai cliché? Vale sempre la regola generale: pensare alla persona che abbiamo davanti.

Se per caso siamo a conoscenza del fatto che ella sta attraversando un periodo di ristrettezze (cosa non inusiale visti i tempi), potremmo anche scegliere di regalarle un buono o qualcosa di utile per la vita di tutti i giorni, ma – attenzione – spesso proprio queste persone hanno la – sana – abitudine a non “sprecare” denaro. Per loro quindi potrebbe essere cosa assai gradita ricevere qualcosa che desiderano davvero ma che, per ragioni di gestione finanziaria, non si concedono. Un piccolo “lusso” insomma, uno di quelli che le pubblicità dichiarano “alla portata di tutti”, ma che di tutti non sono affatto.

Una volta definito il tipo di persona che riceverà il nostro regalo e le sue esigenze, possiamo concentrarci sui prodotti che offrono la possibilità non solo a noi di fare un dono gradito e a chi lo riceve di esserne contento, ma anche a chi lo realizza di portare avanti un progetto o un percorso personale creativo ed etico. Gli esempi non mancano.

Illustrazione di Francesca Morini

  • Prodotti realizzati da chi sta cercando di “ricostruirsi una vita”. Un buon esempio sono gli oggetti realizzati da “Made in carcere”, un progetto che coinvolge le detenute di diverse carceri italiane (interessante è anche “Le Malefatte”, progetto veneziano per promuovere la riabilitazione professionale dei detenuti di un carcere maschile). Partire dall’acquisizione di competenze artigianali e creative per recuperare, oggetto dopo oggetto, una dignità individuale che l’esperienza del reato e della conseguente carcerazione rischia di minare.
  • Oggetti nati dalla collaborazione fra diverse realtà culturali. “Sep Jordan” ad esempio nasce dalla collaborazione fra designer e artigiane del tessile italiane e provenienti dal Medioriente. Ogni sciarpa, ogni borsa, racconta una storia ed è un prodotto unico e nato dalla collaborazione fra donne con una storia diversa e una diversa provenienza culturale. Nato insomma dalla vera integrazione.
  • Prodotti nati da imprenditoria femminile. Dai progetti artigianali di singole creative, a percorsi strutturati che, ad esempio, possiamo trovare promossi su siti come Natura donna impresa, che ospita on line – e off line in uno spazio fisico nel centro di Milano – le “eccellenze create dalle donne”.
  • Un progetto imprenditoriale. Sono tante le piattaforme di crowdfunding che ospitano sezioni dedicate alla raccolta di finanziamenti per “imprenditorialià femminile”. Le iniziative sono tantissime: dai libri ai progetti di mutuo aiuto per le donne in difficoltà, dai documentari alle app, passando per i prodotti dedicati alla cura personale. In America esiste una piattaforma interamente dedicata a questo tipo di finanziamento (www.ifundwomen.com), ma anche sulle maggiori piattaforme di crowdfunding italiane esistono sezioni ad hoc. Molti progetti permettono di ricevere un riscontro – materiale o di semplice ringraziamento – per la persona a cui “dedicate” la donazione. Un regalo doppio insomma.

In chiusura una nota. Il regalo migliore che si possa fare, se con femminismo si intende anche il recupero di tempi e spazi più compatibili con la vita vera e non con l’esistenza compressa che spesso siamo costretti a vivere tutti i giorni, è quello del tempo dedicato. Prendersi il tempo per un the insieme a una persona, per una passeggiata, per andare a ballare una sera, per condividere una passione o anche solo un momento di sospensione dalla routine vale molto di più di tanti frettolosi scambi di regali. Prendetevi quel caffè che “un giorno dobbiamo prenderci un caffè assieme”, prendete coraggio e staccate davvero il telefono per scappare un’intera giornata con voi stessi o con chi vi ricorda chi siete.

E allora, davvero, buon Natale.