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Men Don’t Protect You Anymore: le parole di ...

Men Don’t Protect You Anymore: le parole di Jenny Holzer

Il mio approccio con l’arte contemporanea è sempre stato di tipo esplorativo-istintuale. Mi annoiavo incredibilmente durante le lezioni su Duccio di Buoninsegna e ritenevo il mio manuale di storia dell’arte un libretto inutile scritto in modo pessimo, così pregai il mio lungimirante professore di prestarmi (ovvero rubare dalla biblioteca della scuola) un bel libro sulla storia dell’arte contemporanea.

Fu grazie a queste sere passate a “studiare” quel manuale che mi imbattei per la prima volta nei nomi dell’arte contemporanea che oggi amo, tra cui quello di Jenny Holzer. Nel lavoro di Jenny Holzer ritrovai certe velleità artistiche che avevo a quindici anni: l’elaborare concetti universali con le parole, l’appendere poesie sui pali della luce, il denunciare brutture e contraddizioni del mondo con la poesia.

L’arte concettuale si avvale di un linguaggio particolare: il principio di base è che il concetto supera il risultato estetico, per questo le opere ci appaiono a primo impatto “brutte”. La ricerca del significato è affidata allo spettatore, che deve impegnarsi di fronte all’opera per ricercarne il senso. In tutta l’arte precedente, il senso dell’opera è più semplice da trovare: l’arte figurativa ci prende per mano e ci fa vedere la realtà così com’è, o tuttalpiù ce la presenta per mezzo di allegorie codificate (ad esempio, la donna nuda che rappresenta la Verità, la donna bendata che rappresenta la Fortuna, eccetera). Gli artisti concettuali di solito saltano questo passaggio: vogliono metterci alla prova, vogliono che ci sia uno sforzo reale di ricerca di un perché.

Jenny Holzer è un’artista concettuale, ma ci spiazza e disorienta ancora di più perché mette bene in evidenza il concetto che vuole trasmettere, scrivendolo. Sono molti gli artisti che utilizzano le parole come strumento d’arte (Ben Vautier, Joseph Kosuth, Bruce Nauman), ma Holzer è riuscita a portare questa pratica ad un livello superiore.

Jenny Holzer

Jenny Holzer

Jenny Holzer nasce a Gallipolis, in Ohio, il 29 luglio 1950. La vocazione artistica si fa sentire in lei fin da subito che, determinata a diventare un’artista astratta, studia pittura alla Duke University, alla University of Chicago e infine alla Ohio University. Con il trasferimento a New York inizia a diventare davvero operativa nel settore.

Comincia negli anni Settanta con i Truisms, fogli stampati contenenti delle frasi lapidarie, appesi abusivamente in tutta Manhattan. Dalla carta, passa ad altri supporti: t-shirt, biglietti da visita, cartelloni dei teatri, involucri dei preservativi, pagine web (rivoluzionaria!). I Truisms non costituivano LA verità, ma le verità che l’artista vedeva intorno a lei.

silver installation wall berlin

La sua formazione avviene all’interno della corrente d’arte femminista sviluppatasi a New York negli anni Settanta, insieme ad artiste come Judy Chicago, Barbara Kruger e le Guerrilla Girls. Essere donna ed essere artista significa scontrarsi con una realtà ostile, in un mondo e in un mercato prettamente maschile. I Truisms che ci presenta Jenny Holzer, però, non valgono solo per lei o per un’élite di artiste, ma per tutt*.

“Raise Boys And Girls The Same Way”, “Men Don’t Protect You Anymore”, “Abuse Of Power Comes As No Surprise”, “Everyone’s Work Is Equally Important” sono frasi che mettono alla prova il nostro mondo, le nostre convinzioni, le nostre credenze. Jenny Holzer non crede di avere la verità in tasca, ma crede che sia più importante dirla che tacerla.

I want people to concentrate on the content… I want my art to be a utility to as many people as possible.

Voglio che la gente si concentri sul contenuto… Voglio che la mia arte sia utile a più persone possibile.

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Un’altra importante serie è quella dei Lustmord, del 1993, volta a testimoniare i crimini sessuali avvenuti durante la guerra di Iugoslavia. Holzer lavorò con delle volontarie che si lasciarono scrivere dei testi sulla pelle: i testi contengono il punto di vista delle vittime, ma anche degli stupratori o degli omertosi che hanno assistito a queste violenze senza fermarle.

La scritta, simile ad un tatuaggio, è il simbolo di un atto che rimane impresso sulla coscienza di tutti, di chi ha subito e di chi ha compiuto: sta allo spettatore decidere da che parte stare, che lembo di pelle attaccare alla propria (si tratta di testi molto forti, perciò non li riportiamo qui, ma sono facilmente recuperabili in rete).

I Truisms, i Lustmord e molti altri lavori di Holzer sono così semplici da comprendere che risultano difficili da accettare. Messi di fronte alla nuda e cruda verità ci troviamo fragili. Questa è la magia dell’arte di Jenny Holzer: cambiare il mondo, una parola alla volta.


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