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Il nuovo Ghostbusters è un bel film e la dovete pi...

Il nuovo Ghostbusters è un bel film e la dovete piantare

 

Sono andata a vedere il nuovo Ghostbusters (diretto dal sopracitato Paul Feig) principalmente per prendere posizione contro il chiasso insopportabile provocato negli scorsi mesi dalla popolazione nerd mondiale che, alla vista del solo trailer, aveva iniziato a strapparsi di capelli e sparare insulti: con questo film le “feminazi” avevano colpito ancora una volta, dopo Star Wars e Mad Max, condannando il cinema a non avere mai più protagonisti maschi e bianchi, distruggendo sogni d’infanzia e la possibilità di un Ghostbusters 3aprendo le porte dell’inferno e dando inizio all’Apocalisse.

Non essendo mai stata fan di reboot, remake e rimaneggiamenti di vecchio materiale, mi aspettavo che questo film (che è un reboot e non un sequel) fosse una vuota operazione commerciale, un voler cavalcare l’ondata di femminismo pop che sta coinvolgendo il mondo mainstream nell’ultimo periodo. Dato che il mio masochismo mi aveva portato a leggere innumerevoli commenti e articoli astiosi, alla fine mi aspettavo un film bruttino, con personaggi e storia scopiazzata. Ebbene, non è andata così. Il film si è rivelata una piacevole sorpresa.

Abby (Melissa McCarthy), Erin (Kristen Wiig), Holtzmann (Kate McKinnon) and Patty (Leslie Jones) in Columbia Pictures' GHOSTBUSTERS.

Abby (Melissa McCarthy), Erin (Kristen Wiig), Holtzmann (Kate McKinnon) e Patty (Leslie Jones)

Erin Gilbert (Kristen Wiig) è una professoressa di fisica della Columbia con un passato impopolare da nascondere: anni prima aveva scritto un libro sulle presenze paranormali con la sua collega ed ex-amica Abby Yates (Melissa McCarthy). Quando scopre che il libro di cui si voleva sbarazzare è ancora in vendita su internet e che potrebbe pregiudicarle una carriera già instabile a causa di un ambiente accademico estremamente patriarcale, Erin si riunisce ad Abby e raggiunge un compromesso secondo cui il libro verrà ritirato dal commercio se lei accetterà di partecipare ad un’investigazione paranormale con Yates e la sua collega ingegnera Jillian Holtzmann (Kate McKinnon).

Dopo aver deciso di continuare a investigare questi fenomeni ed essere state licenziate in massa, le tre fonderanno la loro agenzia e assumeranno come inadeguatissimo segretario Kevin (Chris Hemsworth). Infine, anche Patty Tolan (Leslie Jones), un’impiegata della metropolitana newyorkese, entrerà nella squadra per indagare su una pericolosa minaccia.

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Come già detto, la critica secondo la quale i personaggi sarebbero semplicemente ricalcati dai classici Venkman, Stantz, Spengler e Zeddemore è totalmente infondata: Gilbert è una scienziata che cerca di reprimere il proprio interesse per il paranormale in nome di una carriera accademica prestigiosa; Yates è riuscita ad accettare l’inspiegabile e potremmo definirla piuttosto una Fox Mulder della vicenda; Holtzmann è “la scienziata pazza”, che si dedica con l’anima alla progettazione di strumenti anti-fantasmi; Tolan è la più intuitiva e quella con la maggiore conoscenza dei luoghi storici della città.

Per dire una cosa sacrilega (KILL YOUR IDOLS), oserei affermare che nel reboot le protagoniste sono meglio caratterizzate che nel film originale, dove Venkman era il furbacchione che se ci pensi bene diventa un po’ angosciante; Egon era lo scienziato stereotipato; Stantz era un nerd a caso e Zeddemore era un personaggio talmente sostituibile da essere stato praticamente eliminato dalla versione home-video in formato 4:3 (come si può vedere anche nel video qua sotto).

Ammettiamolo: il Ghostbusters originale non è un capolavoro. Pur essendo un bel film è invecchiato parecchio male: procede in maniera praticamente piatta (al limite del noioso), fino a quando non viene risollevato dalle scene clou, che sono poi le uniche a venire ricordate. Una delle cose che però faceva bene, a differenza del nuovo, era stata dare più profondità agli antagonisti, permettendoci di sbirciare anche nelle loro vite.

Per quanto riguarda il film appena uscito, pur non avendo apprezzato l’idea del reboot (si poteva fare qualcosa di più originale, tipo trattare delle figlie dei Ghostbusters storici o di nuove leve acchiappafantasmi), non si può dire che sia un brutto film, anzi: è molto carino. La storia è piacevole e divertente (anche se qualcosa è stato perso nella traduzione), non ci sono troppi momenti morti e il film scorre piuttosto bene. I camei non sono irritanti (nel film compaiono i vecchi Ghostbusters in vesti insolite) e ci si affeziona velocemente ai personaggi, in particolare a Holtzmann, Kevin e Patty.

Il tono è leggero – non bisogna dimenticare che è un film per bambini – ma vengono anche affrontati problemi legati all’essere considerat* “divers*” e all’importanza di trovare qualcuno che finalmente ti apprezzi per le tue stranezze. Il film celebra la solidarietà e amicizia tra donne, e questo vale a Paul Feig e Katie Dippold, che hanno curato la sceneggiatura, un grosso plauso. Niente rivalità, niente invidie segrete: un miracolo.

La pecca che è stata già ampiamente discussa sta nella triste coincidenza per la quale l’unica Ghostbuster non scolarizzata è anche l’unica afro-americana: fortunatamente, Patty è uno anche uno dei personaggi più riusciti ed energici del film, ha alcune delle intuizioni più importanti ed è di fondamentale importanza per portare avanti le indagini. La stessa Roxane Gay ha espresso lodi per Leslie Jones, augurandosi “che le arrivino altri grandi ruoli dopo questo” e pur trovando giuste le critiche sul suo mancato essere scienziata, ha aggiunto “il suo personaggio è intelligente, competente e carismatico”.

Sicuramente non è il miglior film che abbia mai visto, ma nemmeno un’oscenità: gli do un bel 7,5/10, mi sono divertita parecchio e lo consiglierei ad altri. Ha poi due bonus aggiuntivi che dovrebbero spingere a vederlo: l’aver fatto arrabbiare un sacco di gente triste e frustrata, e l’essere probabilmente uno dei primi film mirato a bambini/preadolescenti in cui ho visto una vera e propria girl-squad spaccare i culi ai cattivi.

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Addio eterosessualità.

 

Altre cose che ho apprezzato:

l’assenza di una sottotrama romantica, nonostante l’abbondanza di personaggi femminili e la presenza di Chris Hemsworth;
il percorso di crescita e di perfezionamento delle tecniche per acchiappare i fantasmi e degli strumenti;
– il fatto che sia uno dei pochi film in cui Melissa McCarthy non giochi sul fatto di essere grassa, ma semplicemente sia grassa e che questo sia normale e totalmente trascurabile.

Le poche cose che non ho apprezzato:

il “nuovo” tema dei Fall Out Boy;
– i Fall Out Boy;
– la finta band metal che suona nel film.

Cose terribili:

– Leslie Jones ha subito un durissimo attacco sui social da parte di hater razzisti e sessisti, a qualche giorno dall’uscita del film negli Stati Uniti. Un episodio gravissimo che ha richiamato l’attenzione di Jack Dorsey, CEO di Twitter, il quale ha fatto un mea culpa per l’assenza di linee guida che monitorino il contenuto di post offensivi e si è detto pronto a migliorare in questo senso il servizio del network. In suo sostegno moltissime star hanno tweettato messaggi di supporto con l’hashtag #LoveForLeslieJ, e alla fine l’attrice ha deciso di non abbandonare il suo account sul social network.

Cast e troupe al femminile!

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  1. p.v.

    3 agosto

    Ah le risate con lo scherzo della sc0reggia registrata, i doppi sensi su “tirarlo fuori” e “dargliela” nella scena del logo di kevin, la scenetta delle dita medie del rettore, la wiig che infila il coltellino nel didietro del pupazzo posseduto e la mcCarty che spara negli zebedei del fantasma gigante, questa è comicità fine, mica come l’ originale! Della storia non parliamo neanche, visto che è praticamente assente. Lei lo apprezza solo per reazione al discorso della misoginia, che tra l’ altro era solo di pochi e non così generalizzata come vogliono far credere.

  2. P.V.

    3 agosto

    chiariamo: lei può pensare quel che vuole dell’ originale, ma dire che questo è un bel film significa avere le orecchie tappate e non sentirne i dialoghi buttati lì e i giochi di parole cretini.

  3. eli

    5 settembre

    Anche a me e’ piaciuto. I personaggi mi sono piaciuti molto, soprattutto Holtzmann, ho apprezzato molto l’assenza di una storia romantica, ho riso tantissimo, insomma…ho passato un bel paio d’ore al cinema! la finta rock band faceva cagare, e’vero.

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