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Qualche consiglio di lettura per questo mese

Qualche consiglio di lettura per questo mese

Abbiamo scelto alcuni libri usciti quest’anno e scritti da donne, da consigliarvi per l’estate.


lilyLily King, Euforia (Adelphi)
Euforia di Lily King contiene una delle scene di sesso scritte meglio che io abbia mai letto. È un romanzo ispirato alla storia dell’antropologa Margaret Mead, studiosa dei comportamenti legati alla sfera sessuale nelle culture dei popoli del Pacifico. Nell, il personaggio ispirato a lei, è appassionata nel suo lavoro e fortissima, anche nel suo modo di amare (“I miei amori rimangono il vino, ma io divento troppo in fretta il pane per loro”), che si tratti del marito Fenwick, o degli amanti Helen e Andrew. Dopo 239 pagine nella Nuova Guinea del 1933, vorrete sapere tutto di Mead. (Ludovica Lugli)

 

 

 

25330194Sarah Schulman, The Cosmopolitans (The Feminist Press, CUNY)
Amicizia, segregazione, razzismo. Ambizione, marketing, tradimento. Omofobia. Nel romanzo The Cosmopolitans, Sarah Schulman racconta lotte quotidiane e individuali e un pezzo di New York fine anni Cinquanta. La città non è un semplice sfondo, ma l’elemento chiave che mette in moto desideri, paure e tensioni dei protagonisti – entrambi cinquantenni – e degli altri personaggi.
Earl è un attore nero e gay, che non accetta il razzismo del mondo dello spettacolo e si guadagna da vivere lavorando in un mattatoio. Bette è la sua vicina di casa ed unica amica. È bianca, single, lavora come segretaria e guarda il mondo dalla sua finestra. Mentre lui cerca un ruolo importante nella finzione e subisce discriminazioni e violenze nella realtà, lei si accontenta di un’esistenza fatta di ripetizioni. Non è una protagonista, nella vita, e lo sa.
L’interazione con due ragazze molto giovani, una nipote aspirante attrice e una collega esperta di marketing di Bette, stravolge il rapporto tra i due protagonisti e ne ribalta i ruoli, mortificando Earl e convincendo Bette che forse la sua rivincita è arrivata. Il profumo dell’ambizione stravolge i desideri di lui e mette il potere nelle mani di lei, che a costo di recuperare l’amicizia con il suo amato vicino di casa, userà gli strumenti del razzismo per riavvicinarlo a sé. (Miriam Goi)

6730320_1310558Catherine Lacey, Nessuno scompare davvero (Sur)
Il romanzo d’esordio di Catherine Lacey non è di certo di quelli che lasciano indifferenti. O lo si ama o lo si odia. Si può odiarne la scrittura emotiva, viscerale, la trama infarcita di drammi personali come se piovesse (ragazza incontra ragazzo dopo che la sorella adottiva si è suicidata, scopre che ragazzo era il suo professore e che anche al ragazzo era accaduta una disgrazia analoga che l’aveva segnato da giovane. Ragazzo e ragazza si innamorano e si sposano, poi ragazza smette di amarlo – forse – e fugge lontano per non affrontare le sue responsabilità di adulta e di moglie) e la totale mancanza di direzione del romanzo. Ma sono gli stessi motivi che possono portarti ad amarlo, come si ama quell’amico bruttino e sfigato, un po’ lamentoso, ma che sa intrattenerti e che ti fa sentire compreso come pochi.
A metà tra il guilty pleasure e la rivelazione, il romanzo Nessuno scompare davvero ammalia e infastidisce per gli stessi motivi. Ci rivela quanto siano banali e immaturi certi nostri impeti di fuga, i nostri pensieri sull’amore e la felicità, il bisogno di trovarsi accuditi e accolti da qualcuno. Ma al tempo stesso non puoi che rimanerne invischiato fino al mento ed è per questo che lo consiglio. (Veronica Tosetti)

81szJzwSCWLAntonietta Pastore, Mia amata Yuriko (Einaudi)
Dalla traduttrice italiana di Haruki Murakami un romanzo che mescola Oriente e Occidente, passato e contemporaneità, vicende storiche e familiari.
Antonietta Pastore racconta la storia di Yuriko, una lontana parente acquisita, e del suo amore per Yoshi: sullo sfondo l’isola di Etajima, l’accademia navale, la Seconda Guerra mondiale. Una vicenda che si svela per piccoli quadri, descrivendo un Giappone delle donne, ancora fortemente impregnato di convenzioni e codici sociali, che la scrittrice osserva in prima persona. In un mondo costruito sulla strenua difesa delle apparenze, la tenacia di Yoshi si palesa invece nella difesa di ciò che per lei è essenziale: la sua identità, i suoi affetti, le sue scelte.
Con una lucida descrizione dei sentimenti, che mai sfocia in sentimentalismo, e delle atmosfere senza traccia di coloriture stereotipate, Pastore ripercorre insieme al lettore le tappe di un percorso di consapevolezza compiuto in prima persona: dall’entusiastica accettazione di qualsiasi “verità” il suo Giappone – quello della famiglia del marito, che l’ha accolta come una figlia – le volesse presentare, alla messa in discussione critica, per arrivare a una maggior consapevolezza delle proprie scelte e, al contempo, del proprio sé, proprio grazie al “rapporto” a distanza con l’enigmatica vicenda di Yuriko. (Caterina Bonetti)

frVeronica Carratello, Freezer (Bao Publishing)
Se decidessero di usarla come storyboard per realizzarne un cartone animato, la scanzonata graphic novel di Veronica Carratello starebbe benissimo su Cartoon Network.
Freezer è una commedia drammatica che segue per qualche giorno la vita di una famiglia in difficoltà economiche che di cognome fa Robinson, come la signora della canzone di Simon&Garfunkel (dovete dimenticare il Cosby Show, qui sono tutti bianchi). Il capofamiglia si barcamena recitando negli spot televisivi e assomiglia a Johnny Bravo, con i capelli però pettinati all’indietro e sorrisi più cupi, il figlio più giovane si chiama Elvis e ama infastidire tutti, compresa la sorella adolescente Mina che sta aspettando le arrivi il ciclo e cerca di sopravvivere alla preadolescenza facendo lunghe pedalate in solitaria. Ci sono anche una mamma premurosa e paziente, un gatto pasticcione, una nonnina silenziosa e un pedante zio Ernesto che ha una relazione online con una donna mai incontrata e sembra pronto per una puntata di Catfish.
Il freezer del titolo è, né più né meno, l’elettrodomestico refrigerante che conosciamo: loro ne hanno uno in cantina e non immaginerete come vogliano usarlo. Una lettura estiva gradevole e veloce, dall’autrice di Fat Bottomed Girls, autoproduzione ambientata nel Regno Unito, su tre ultrasessantenni che da giovani erano state delle groupies. (Valeria Righele)

la_storia_delle_mie_tette_71107Jennifer Hayden, La storia delle mie tette (Edizioni BD)
In La storia delle mie tette di Jennifer Hayden ho trovato un racconto della malattia aperto e spesso divertente, che è proprio la cosa che ci vuole quando si parla di tumori in generale, e di tumori al seno in particolare, per via del loro significato nel legare spesso madri e figlie, sorelle tra sorelle, e donne con la loro femminilità. È un memoir in forma di graphic novel, da passare subito a mamme e sorelle. (Ludovica Lugli)

 

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