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I viaggi di Soft Revolution: Italia

Quest’anno abbiamo deciso di sfruttare la nostra redazione e darvi finalmente consigli di viaggio parlando delle città dove abitiamo. Questa settimana rimaniamo in Italia e parliamo di Cagliari, Firenze, Parma, Taormina, Torino.

 

 Cagliari

di Carol Rollo

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Firenze

di Salomè Sodini

Qualche mese fa correvo trafelata sotto al Duomo e a un certo punto mi sono fermata a guardarlo. Accidenti, è bello, ho pensato, quando ho iniziato a dare per scontate queste cose – il Duomo, la Cupola di Brunelleschi, Piazza della Signoria, Santo Spirito, Piazzale Michelangelo e tutto il resto?

Frequento Firenze da quando mi sono iscritta all’università e sono finita nel favoloso mondo di Architettura. Non posso definirmi fiorentina, però la considero un po’ la mia città e a tutti quelli che vengono a trovarmi lo ripeto: a Firenze non ci sono soltanto i monumenti.

La cosa che preferisco sono i parchi: il più bello è il Giardino delle Rose, che si trova sotto Piazzale Michelangelo e fu costruito dallo stesso architetto (Giuseppe Poggi, 1865) nel periodo in cui la capitale d’Italia veniva spostata da Torino a Firenze; oggi è un posto fantastico con una vista splendida, dove potete fermarvi a contemplare la città, leggere in solitaria ascesi e annusare le oltre 1000 varietà botaniche presenti.

Consiglio per la prossima primavera: tra aprile e maggio è aperto anche il Giardino degli Iris, poco distante; sembra un po’ dì quello di Mary Lennox, perché l’entrata non si trova immediatamente e perché ci si può entrare soltanto durante il periodo della fioritura.

Un altro posto che mi mette pace, perfino durante le sessioni d’esame, è la Biblioteca delle Oblate (via dell’Oriuolo 26): all’ultimo piano ha un caffè che guarda dritto sulla cupola di Brunelleschi. E visto che vivo di pause caffè, non posso trattenermi dal condividere con voi altri due posti che amo senza riserve: il primo è L’Arte del Sogno (Borgo la Croce, 24/26r), una sala da tè con tanto di albero dei desideri a cui affidare la vostra richiesta all’universo, il secondo il caffè letterario Le Murate, nascosto in una piazzetta vicino al mercato di Sant’Ambrogio (Piazza delle Murate), perfetto per parlare della vita anche all’ora dell’aperitivo.

Sempre per il ciclo “posti belli e un po’ meno conosciuti”, perdetevi Oltrarno sull’imbrunire: sembra di stare fuori dal tempo, potete imbattervi per caso in cose meravigliose – lo sapevate che Dostoevskij ha scritto L’idiota in Piazza de’ Pitti, per esempio? Io no, l’ho scoperto andando a correre da quelle parti. Vi segnalo la bottega dell’artista Celt Abraham (Via dell’Olmo 8r) e piazza Santo Spirito dopo cena, ritrovo della gioventù locale: insieme a piazza Santa Croce e a piazza Sant’Ambrogio è un buon posto per sedersi a bere qualcosa e incontrare le persone più disparate.

Tra le cose da evitare: avere la pretesa di visitare attrazioni turistiche del centro storico, quali ad esempio gli Uffizi o il Duomo, in tarda mattinata o nel primo pomeriggio d’estate. Prima che arrivi il vostro turno nella migliore delle ipotesi avete perso ogni poesia, nella peggiore vi siete presi una insolazione.

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Parma

di Caterina Bonetti

Parma non è certo una rinomata meta turistica estiva: il caldo, l’afa e le zanzare scoraggerebbero anche i più motivati visitatori di città d’arte. è però comoda da raggiungere e si presta per gite a basso budget. Accessorio imprescindibile, nemmeno a dirlo, il repellente per zanzare. Nei mesi più caldi non potete attraversare un parco pubblico senza!

Nota come capitale della “food valley”, Parma è impossibile da promuovere senza discutere di cibo. I miei consigli sono due paninoteche “storiche” e considerate antagoniste, ovvero Frank Focaccia e la Clinica del Panino di Walter. Io, che vivo di dubbi laici, ve le consiglio entrambe.

La città è ricca di angoli interessanti da scoprire e monumenti di cui potrete trovare informazioni su qualsiasi buona guida, ma il cuore pulsante di Parma, il luogo che a mio parere non potete mancare di vistare è il quartiere Oltretorrente (si, quello del romanzo di Cacucci). Non esiste in realtà un itinerario specifico: la zona è da visitare con il naso all’insù, magari partendo da piazzale Picelli e proseguendo, attraverso i borghi, in direzione via D’Azeglio.

Intanto che vi aggirate per l’Oltretorrente vi consiglio una visita all’eno-libreria Chourmo: se siete fortunati potreste incappare in uno dei tanti eventi culturali organizzati dai ragazzi che la gestiscono (o informarvi da loro su cosa “bolle in pentola” in città).

Le strade del centro, in particolare via Sauro e via XXII luglio sono piacevolmente ricche di negozietti dove scovare cose interessanti per tutte le tasche: dai dischi usati all’abbigliamento vintage, passando per l’artigianato e – a mio parere imperdibile – un negozio di giocattoli “come quelli di una volta”, Orso Ludo, gestito da giovani ragazzi simpatici.

La città si gira interamente a piedi se arrivate in treno, ma se doveste arrivare in macchina vi consiglio caldamente una visita al mercatino Loppis, in via Spezia. La proprietaria ha creato in questo spazio un luogo magico, non solo per gli amanti del vintage: vestiti, pezzi d’arredo, vecchi dischi, macchine fotografiche si affiancano a una piccola galleria d’arte al piano terra, dove sono quasi sempre presenti esposizioni di artisti contemporanei. Intanto che siete lì, visto che è estate, non negatevi un gelato dai Banchini (sempre in via Spezia): così unirete il dilettevole al dilettevole.

Nel mese di luglio e di agosto imperdibile la rassegna cinematografica I giardini della paura: horror d’epoca e trash contemporanei nella cornice dei giardini di San Paolo. Un rito collettivo imperdibile fra urla, applausi e commenti sguaiati. Un ottimo luogo dove incontrare persone e socializzare un po’ in una città – ogni luogo ha i suoi difetti – non particolarmente “aperta”.

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Taormina

di Claudia Cavallaro

Taormina ha un fascino speciale. Ogni angolo ha una storia a sé, testimone delle varie dominazioni e del suo lungo passato. È conosciuta in tutto il mondo grazie ai tanti scrittori, pittori e fotografi che si sono innamorati del suo paesaggio e hanno cercato di catturarne la sua bellezza nelle loro opere.

Il posto che preferisco in assoluto è la Villa Comunale. In origine, era il giardino di Lady Florence Trevelyan, dama di compagnia della regina Vittoria di Inghilterra, nonché sua cugina; venne esiliata per un amore adultero con il figlio, il Re Edoardo, più grande di lei di undici anni e già sposato e scelse di trascorrere il resto della sua vita a Taormina.

Qui si sposò e iniziò a dedicarsi al suo giardino, piantando vari tipi di alberi e fiori. Si racconta che amasse molto i cani e che avesse costruito una serie di costruzioni ancora presenti, chiamate victorian follies, per ospitare gli uccelli. Lady Florence donò il suo giardino al Comune, con l’obbligo di ospitare gli animali in difficoltà. Oggi si può ammirare il suo busto vicino all’entrata principale della Villa.

Un luogo molto interessante è Casa Cuseni, un museo/B&B, in passato residenza esclusiva per artisti, oggi riconosciuto come Monumento Nazionale Italiano.  Dall’1 luglio al 30 settembre 2015 sarà allestita la mostra “Amore gay” di Sir Frank Brangwyn, pittore inglese di fine Ottocento.

Non ci sono posti da evitare a Taormina. Vi consiglio di visitarla tutta e di spostarvi nella zona marittima dell’Isola Bella, di Mazzarò e Spisone. Non dimenticatevi, però, di portare un paio di scarpe comode. Il paese è pieno di salite e scalinate, inoltre il centro è solo pedonale quindi si cammina molto. Non vorrete mica perdervi la tradizionale passeggiata sul corso Umberto!

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Torino

di Veronica Tosetti

Fact: La cosa più bizzarra che ho scoperto dopo aver vissuto due anni a Torino è che ci sono i gabbiani, presenti a frotte nei pressi dei due fiumi, il Po e la Dora. Fiction: Torino è famosa per essere una città magica, pare infatti sia attraversata da flussi di magia bianca e magia nera. Se interessati al genere, consiglio la visita al negozio Esotericamente, nascosto nel cortile tra via Bellezia e via Garibaldi, in pieno centro, in netto contrasto con le bancarelle che fino a giugno distribuivano i santini (souvenir) della Sacra Sindone.

San Salvario e Vanchiglia sono i due quartieri dove gli studenti si sono trasferiti in massa da qualche anno a questa parte e che hanno ridefinito la mappa del divertimento notturno dopo l’irrimediabile chiusura degli storici Murazzi. Non a caso sono pieni di studi di artisti, di locali e ristoranti di street food. Alcuni posti peculiari dove bere e mangiare: Poor manger (dove mangiare patate ripiene in ogni variante), le Lavanderie Ramone, il Blah Blah, e la gelateria Mara dei Boschi in San Salvario, ma anche la Cavallerizza Reale occupata.

Torino è la perfetta città per una gita fuori porta a poco prezzo e ad alto tasso culturale. Sono tantissimi i musei, oltre all’Egizio e quello del cinema dentro la Mole, i più interessanti da visitare sono: il MIAAO, su via Maria Vittoria, il MAO di arte orientale e il museo Lombroso, che raccoglie la collezione privata del famoso “scienziato”, tra cui armi e suppellettili appartenenti ai criminali da lui studiati.

Torino è una città dove ci si può muovere a piedi o in bici senza rimpiangere l’automobile, ma attenzione, perché il tasso di furti è altissimo. Accessorio indispensabile, dunque, il blocca bici. Consigliato un giro nelle periferie ex-industriali riconvertite, come i Docks Dora.

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