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Siamo pronte per la spiaggia da tutta la vita

Siamo pronte per la spiaggia da tutta la vita

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Che fatica. Nelle ultime settimane, queste orribili pubblicità sono comparse in giro per il Regno Unito, facendomi venire voglia di strapparmi gli occhi ogni volta che vado a prendere la metro. La compagnia ProteinWorld ha deciso di fare un po’ di body shaming così, giusto per convincerci a comprare i loro beveroni raccapriccianti e perdere peso in vista dell’estate. OH LOL.

Purtroppo quello alla mia stazione locale non solo è gigantesco, ma è anche oltre i binari, quindi non posso commettere atti vandalici senza rischiare la vita.

In compenso, c’è chi l’ha fatto per me (potete trovarne decine sull’account Twitter di Vagenda):

Se pensate che le reazioni siano state esagerate, vi dico solo che il chief executive della compagnia ha risposto dichiarando che “spera che l’NSA trovi questi terroristi e li porti a Guantanamo”, riferendosi alle migliaia di donne e uomini che hanno protestato contro la pubblicità.

Nel momento in cui scrivo, la petizione perché Transport For London rimuova i poster ha quasi settantamila firme e la buona notizia è che l’Advertising Standards Authority (ASA) ha lanciato un’indagine sull’appropriatezza della pubblicità. Spoiler: non è appropriata.

Abbiamo parlato più volte delle ansie provocate dall’estate, in cui tutte le aspettative sui corpi delle donne si fanno gradualmente più intense man mano che diventa più caldo. Anche se è solo maggio, cominciamo già ad avvisarvi che andrà tutto bene e a nessuno tranne voi interessa delle vostre cosce.

Illustrazione di Gemma Correll

Illustrazione di Gemma Correll

Se volete fare un tuffo in piscina, fatelo. Se volete andare al mare, fatelo. Ricordatevi, in nome di Archimede, che in acqua siete senza peso e la gente non solo non si accorgerà della vostra pancia, ma non saprà neanche se state facendo pipì.

Il tema del mese di maggio sarà blu; non parleremo del mare che, è importante ricordare, è blu anche se ci fate pipì dentro. Ci dedicheremo invece al colore che assumiamo dopo aver passato una giornata del computer, alle grandi donne del blues, a Il Blu È Un Colore Caldo (no, non ci è ancora passata), alla Madonna.


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  1. valivi

    4 maggio

    Mi chiedevo quando avreste parlato di questi manifesti osceni… Brave ragazze!

  2. Anna

    6 maggio

    Mi spiace,questa volta non sono d’accordo sull’etichettare questo fenomeno come “body shaming”. Ritengo semplicemente che questa compagnia di “beveroni dimagranti” (passetemi il termine,su su) abbia pubblicizzato un corpo tonico (non scheletrico,a mio avviso). Non ci vedo nulla di diseducativo,pensiamoci: questo prodotto è acquistato da chi desidera dimagrire,mi sembra logico che non ci presenteranno l’immagine di una modella curvy. E’ inutile scagliarsi contro l’immagine femminile che le pubblicità ci propinano,diciamocelo: sta a noi,appellandoci al nostro senso critico,comprendere cos’è utopico e cosa non lo è.

  3. Paolo

    7 maggio

    comunque questi “beveroni” non servono a nulla quindi anche se facessero una pubblicità più “corretta” (una che magari riguardi anche il fisico maschile) sarebbe comunque ingannevole

  4. modello

    6 novembre

    grazie Paolo per l’ennesimo commento inutile in cui cerchi di contenere e minimizzare un problema raccontato da Soft Revolution Zine – in questo caso, il controllo sul corpo delle donne operato dalla nostra società e la pressione per omologarsi a un modello di fisico perfetto e irraggiungibile.

    “anche se facessero una pubblicità più corretta che riguardi anche il fisico maschile”…MA CHE FANTASIOSO SCENARIO.
    peccato che invece sia molto più spesso l’immagine di un perfetto fisico FEMMINILE a essere centrale nelle pubblicità e nei media.

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