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Pregio: intervista a Ragazze nel Pallone

Pregio: intervista a Ragazze nel Pallone

Mentre gli alti papaveri della FIFA latitano inseguiti dall’Interpol, un meraviglioso gruppo di ragazze piene di grinta e di voglia di fare ci ricorda che un altro calcio è possibile. Organizzato dal basso, non-profit, appassionato: questo è lo sport che ci piace, insieme divertimento e atto politico, risposta gioiosa alla sordità delle istituzioni.

Ragazze nel Pallone, quest’anno alla sua settima edizione, è il più grande torneo di calcio femminile in Italia, ed è nato dall’entusiasmo di quattro persone. L’evento si svolge nel corso di tre giorni (quest’anno dal 3 al 5 luglio a Padova), in cui alle partite di calcio si affiancano altri sport, eventi culturali, concerti. Il ricavato è devoluto in beneficenza.

Qui su Soft Revolution non possiamo che ammirare questa iniziativa, e cercare di contribuire a darle la visibilità mediatica che merita. Così ho contattato le organizzatrici, e abbiamo chiacchierato di calcio femminile oggi e della loro bellissima iniziativa.

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Vi va di raccontarci come è nata l’idea di creare Ragazze nel Pallone?

Inizialmente eravamo cinque persone, poi diventate quattro, che giocavano a pallone. L’idea è nata perché in quel momento c’erano soltanto tornei organizzati senza troppe attenzioni, che non davano il giusto valore alle calciatrici, che si sentivano marginalizzate e dovevano giocare sempre in situazioni miste. Rendendoci conto di ciò e del fatto che le esigenze dei ragazzi e delle ragazze sono differenti e quindi meritano un’attenzione diversa, abbiamo voluto dare vita a qualcosa più a misura di donna.

C’era poi un aspetto politico, quello cioè di creare un grosso evento che potesse dare visibilità al calcio femminile. Ma RNP è anche nato con uno spirito scherzoso e leggero, cominciando con un piccolo torneo di sedici squadre che sono raddoppiate il secondo anno fino a diventare sessanta nell’ultima edizione, rendendo Ragazze Nel Pallone il torneo di calcio femminile più grande d’Italia.

Per quanto riguarda i fondi, è sempre stato difficile trovarli, e tutt’ora è così. Fortunatamente tutto lo staff lavora a titolo di volontariato e, grazie ad una fitta rete di rapporti e di amici che ci aiutano e sostengono, siamo sempre riuscite a costruire degli eventi bellissimi senza ricevere fondi da istituzioni e sponsor.

L’esigenza di un torneo al femminile deriva quindi dalla combinazione di una scelta “politica”, dovuta al fatto che non vi sentivate abbastanza considerate, con la semplice voglia di divertirsi e organizzare qualcosa che non c’era?

Sì, direi le due cose insieme. Non tutte le ragazze dello staff giocano a calcio, anzi forse le calciatrici sono in minoranza. All’epoca mancava sicuramente un torneo di calcio femminile estivo, ma le nostre intenzioni erano anche altre: da sempre infatti abbiamo cercato di rendere RNP non soltanto un torneo di calcio (che rimane comunque il nostro ambito principale), ma anche un momento di divertimento, aggregazione e approfondimento.

Ricevendo riscontri sempre così belli e positivi e avendo capito che quello che stavamo portando avanti faceva davvero la differenza, abbiamo continuato anno dopo anno. Siamo diventate un grandissimo e variegato torneo di sport giocati dalle ragazze.

 

Il ricavato di Ragazze nel Pallone è devoluto in beneficenza. Come scegliete la sua destinazione?

Ogni anno cerchiamo di individuare un’associazione o una situazione che si sposi con i nostri valori fondanti: spesso infatti abbiamo finanziato iniziative che avessero ad esempio a che fare con lo sport, le discriminazioni o le disparità.

Per l’edizione scorsa, abbiamo scelto l’associazione indiana di Bhabani Munda e la sua squadra perché quello che stanno facendo queste ragazze in India è davvero grandioso: contro ogni discriminazione e difficoltà (e lì ce ne sono, credeteci) riescono non solo a giocare a calcio, ma anche addirittura a vincere e farsi rispettare! Sono davvero un esempio da seguire.

Il ricavato dell’edizione 2015 verrà devoluto a Medici Senza Frontiere: quando è avvenuto il terremoto in Nepal abbiamo deciso di sostenere un’iniziativa che si occupasse non solo del terremoto ma anche della tutela di soggetti più deboli (spesso donne e bambini), poiché questo si allinea con ciò che RNP si prefigge fin dall’inizio.

In parallelo, nel calcio, le donne sono considerate inferiori e subiscono costantemente disparità di trattamento. Quest’anno, poi, che il torneo diventerà internazionale, abbiamo voluto sottolineare la nostra intenzione di avere un’attenzione particolare per il sociale non solo in Italia ma anche all’estero. Questo perché in Italia le donne possono dire di godere comunque di tutele e di non subire i soprusi terribili che invece caratterizzano la condizione della donna in altri Paesi.

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Una parentesi di attualità: il caso Belloli. Personalmente sono contenta che sia stato allontanato dal suo incarico, ma ho paura che il suo licenziamento sia solo un modo per calmare le proteste e mantenere lo status quo, continuando a rimandare i cambiamenti che invece sono imprescindibili per un vero sviluppo del calcio femminile, prima fra tutte la costituzione di una lega autonoma. Voi cosa ne pensate?

Siamo assolutamente d’accordo con te. È fondamentale che a questo episodio seguano azioni concrete per sviluppare in modo attivo il calcio femminile: in questo senso sarà imprescindibile il riconoscimento della natura professionistica di questo sport, ad oggi visto ancora solo come un hobby ed un’attività dilettantistica (e sappiamo tutti che nella realtà così non è).

Il problema è che non è soltanto Belloli a pensarla così, soltanto che molti magari non ne parlano apertamente, ad esempio Tavecchio. Probabilmente questo è dovuto alla presenza di persone di una certa età che hanno un’idea delle donne un po’ antica e sorpassata.

Quindi a parte auspicarci un celere cambio generazionale, la nostra speranza è che intanto i fondi comincino ad essere indirizzati anche al calcio femminile, ma anche che vengano introdotti tutele e diritti per le calciatrici, condizione che ci permetterebbe di coltivare atlete che potrebbero emergere anche all’estero. Il calcio femminile dovrebbe poi conquistare quell’autonomia che al momento è riservata soltanto al calcio maschile: vanno quindi spinti gli organi che si occupano di promulgare delle leggi che favoriscono gli sport delle donne affinché garantiscano la professionalità di questi sport.

 

Torniamo al torneo. Da quest’anno avete deciso di lanciare anche un grande torneo di basket, avete voglia di raccontare qualcosa di questo progetto?

L’intenzione è da sempre stata quella di diffondere la pratica di sport e attività che avessero a che fare con la palla (da qui il nome dell’Associazione RNP). Quest’anno era assolutamente giunto il momento di evolverci e di offrire un valore aggiunto alle nostre partecipanti che da anni ci seguono con passione ed affetto. Il basket è uno sport molto sentito e praticato, quindi ci siamo dette: perché no! Inoltre la struttura che abbiamo finalmente trovato quest’anno ci ha dato la possibilità di creare un torneo di basket.

 

Inoltre, nel vostro programma spesso si trovano degli sport particolari, qualche tempo fa era stata la volta del Quidditch. Quest’anno sarà il calcio gaelico. (off the records: ma che figata!) Avete voglia di raccontarmi qualcosa di questa scelta?

Beh, RNP è il torneo più bello del mondo! E la bellezza del nostro torneo sta proprio nella capacità di offrire qualcosa che nessun altro è in grado di offrire: anche la proposta di sport inusuali ma divertenti fa parte di un approccio alle cose che da sempre ci caratterizza e ci premia. È per questo che ogni anno sempre più giocatrici ci scelgono.

Quest’anno vogliamo proprio rovinarci: non sarà uno soltanto lo sport “alternativo” proposto, ma avremo anche in esclusiva il bubble soccer (sarà lo sport dell’estate!) , il calcio balilla, il ping pong ed uno sport che non ha nulla a che fare con la palla ma che troviamo strepitoso: il Roller Derby. Questo sport sta trovando nuova linfa proprio grazie alla sempre crescente partecipazione femminile. Perfetto per RNP!

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Ragazze nel Pallone non è soltanto un evento, ma un contenitore di eventi. Mi date qualche anticipazione sulle attività di quest’anno?

Esatto, le attività complementari al gioco del calcio sono tante e diversissime. Bubble soccer, beach volley e calcio gaelico. Ma anche una conferenza sulla natura professionistica del calcio e concerti e spettacoli di artisti famosi sia a livello locale che nazionale.

Per noi le conferenze rappresentano proprio il modo per distinguerci: vogliamo anche creare consapevolezza e far riflettere su tematiche legate allo sport che quasi tutte noi praticano, ma molto spesso senza troppa consapevolezza. Infatti purtroppo la fatica e l’impegno che mettiamo quotidianamente nel calcio non vengono mai considerati o premiati. Dobbiamo sfruttare questo momento per ripartire!

Ma non vogliamo piangerci addosso: dobbiamo essere propositive e cercare risposte. Proprio per questo abbiamo pensato di organizzare una conferenza che parli del problema del professionismo e dilettantismo nello sport femminile, tematica portata prepotentemente alla ribalta dalle infelici dichiarazioni dell’ex presidente Belloli.

Parleremo di donne che hanno giocato e hanno vinto, facendo poi diventare una loro passione una professione attraverso attività complementari a quella del semplice gioco: organizzando eventi sportivi, divenendo giornaliste sportive, ecc. Partendo dalle loro specificità e conoscenze, non potendo diventare giocatrici professioniste, sono riuscite comunque a rimanere nel mondo del calcio.

 

Qual è la più grossa soddisfazione che avete avuto organizzando Ragazze nel Pallone?

Vedere quaranta volontarie che lavorano un anno intero per creare un evento di tre giorni così bello e ricco è sicuramente una soddisfazione enorme. Ma è ancora più incredibile vedere da un lato cosa siamo state in grado di creare negli anni, praticamente soltanto con le nostre forze ed il nostro entusiasmo, e dall’altro l’accoglienza meravigliosa che abbiamo ricevuto da parte delle nostre atlete, che hanno saputo cogliere ed apprezzare la bellezza di RNP. Questo sicuramente ci ripaga di tutta la fatica.


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