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Pillola dei 5 giorni dopo: ricetta obbligatoria solo per le minorenni

In Italia, ottenere un contraccettivo d’emergenza può equivalere ad un lungo e fastidioso rito d’umiliazione. Tra obiezione di coscienza imperante, cliniche private che restano chiuse tutto il fine settimana e farmacie di turno dislocate in cima ai monti, mettere le mani sulla pillola del giorno dopo è raramente un’impresa facile. Scenari ancor più angoscianti sono quelli in cui la persona che va in cerca del contraccettivo è minorenne o priva di documenti.

Nel suo complesso, il sistema sembra concepito per far passare il maggior numero possibile di ore dal rapporto sessuale all’assunzione della pillola, di modo da ridurne progressivamente l’efficacia.
Alla luce di questo, nel lontano 2011, avevamo accolto con favore la notizia della commercializzazione di ellaOne, la cosiddetta “pillola dei 5 giorni dopo”. Essa rappresentava una piccola rete di sicurezza in più, grazie alle tempistiche d’azione allungate rispetto alla pillola più comune. Il problema, tanto per cambiare, era la macchinosità del processo per farsela prescrivere.

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Quattro anni dopo, è finalmente giunta una novità positiva. La commissione tecnico scientifica dell’Agenzia Italiana del Farmaco ha infatti approvato la commercializzazione senza ricetta e senza bisogno di test di gravidanza di ellaOne. Si tratta di un grosso passo avanti rispetto alla posizione del Consiglio superiore di Sanità, favorevole alla prescrizione medica obbligatoria, in barba alle normative UE.

In questo scenario positivo c’è però una pecca: il mantenimento dell’obbligo di ricetta per le minorenni. Luca Pani, il direttore dell’Aifa, ha infatti dichiarato:

Sull’uso ripetuto e incontrollato non ci sono dati sufficienti per garantirne la sicurezza. Per tutelare le più giovani e visto che in Italia esiste la possibilità di prescrivere la pillola in ogni momento in ospedali e consultori, è stato deciso di lasciare il limite.

Si tratta di una scelta dai toni paternalistici, che nega l’esistenza di enormi ostacoli materiali nell’ottenimento della pillola da parte delle ragazze più giovani. Inoltre, il riferimento al presunto “ricorso ripetuto e incontrollato” al contraccettivo dipinge implicitamente le minorenni come persone incapaci di prendersi cura del proprio corpo.

Come sempre, se la preoccupazione primaria è la salute delle ragazze e la serenità della loro vita sessuale, invitiamo a procedere sul piano educativo, anziché tramite restrizioni dannose, che non fanno altro che complicare la vita a chi si trova in una situazione di difficoltà.


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  1. Sofia

    26 marzo

    c’è una cosa che non mi è chiara: per la pillola dei 5 giorni dopo non serve quindi ricetta (se si è maggiorenni) mentre per la pillola del giorno dopo ancora sì?

  2. immagino che il cambiamento riguardante ellaOne avrà delle conseguenze anche sulla politica di prescrizione della pillola “classica”, ma non ci sono ancora notizie a tal riguardo. staremo a vedere

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