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L’odore dei genitali femminili: smettiamo di...

L’odore dei genitali femminili: smettiamo di vergognarcene

In un articolo pubblicato sul New York Times nel gennaio 2015, l’economista Secondo Stephens-Davidowitz, se gli uomini hanno ancora una discreta tendenza a preoccuparsi delle dimensioni dei propri peni (ma va!?), la cosa che preoccupa le donne è l’odore e il sapore dei genitali femminili:

Women’s worries about their vaginas* are often health-related. But at least 30 percent of their questions take up other concerns. Women want to know how to shave it, tighten it and make it taste better. A strikingly common concern is how to improve its odor.

Le preoccupazioni delle donne riguardo alle proprie vagine* sono spesso legate alla salute. Ma almeno un 30% delle domande riguarda altri temi. Le donne vogliono sapere come depilarla, come renderla più stretta e come far sì che abbia un sapore migliore. Una preoccupazione incredibilmente diffusa è come migliorarne l’odore.

 

Odori e sapori? Ebbene sì. L’articolo prosegue sottolineando che:

Women are most frequently concerned that their vaginas smell like fish, followed by vinegar, onions, ammonia, garlic, cheese, body odor, urine, bread, bleach, feces, sweat, metal, feet, garbage and rotten meat.

Le donne sono più spesso preoccupate che le loro vagine abbiano un odore simile al pesce, seguito da aceto, cipolle, aglio, formaggio, odore corporeo, urina, pane, candeggina, feci, sudore, metallo, piedi, spazzatura e carne andata a male.

La cosa non preoccupa solo le donne: quando gli uomini fanno ricerche sui genitali femminili, in generale è per lamentarsi dell’odore, appunto. Addirittura

Men are trying to figure out how to tell a woman about a bad odor without hurting her feelings.

Gli uomini cercano di trovare il modo di parlare ad una donna riguardo il suo cattivo odore senza urtare i suoi sentimenti. 

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Illustrazione di Giulia Vetri

Alla lettura di questo paragrafo segue un momento di personale turbinio interiore. Si affacciano alla mente battute e barzellette da scuola media, ed è forte l’impulso di barrare tutti i paragoni sopracitati, salvano solo quelli che ritengo plausibili e non offensivi – una sorta di “trova l’intruso”.

Nelle orecchie echeggia anche il rombo del commento di un’amica (Marta Corato, ndr) che in un momento di lucidità disarmante mi disse:

Perché, secondo gli uomini i loro piselli sanno di Mastro Lindo?

Parole che non si dimenticano facilmente. Ironia a parte, l’articolo del New York Times scoperchia un calderone di pregiudizi e sessismo che ribolle da troppo tempo, e che puzza molto più di qualunque parte del corpo di una donna. É ora di affrontare questo insidioso argomento e di parlare di cosa veramente sanno i genitali femminili. Spoiler alert: i genitali femminili, o vulve, sanno di vulva!

Ecco per voi cinque fatti sull’odore dei genitali femminili per combattere il pregiudizio e vivere più felici nel proprio corpo e nelle proprie mutande senza vergogne inutili.

 

1. L’olfatto, il senso più oscuro

Difficile trovare qualcosa di più anti-univoco dell’olfatto: un odore che per qualcuno è gradevole, per altri è rivoltante e viceversa. Un profumo che ad una persona non sta bene, ad un’altra sta d’incanto. L’intera gamma di sensazioni olfattive associate ai genitali femminili è forse plausibile, ma orribilmente parziale e incompleta: manca infatti lo spettro della piacevolezza, che esiste eccome! Mancano aggettivi come muschiato, fruttato, salato, sensuale ed erotico: se vi è mai capitato di mettere il naso nei paraggi di una vulva, potreste essere entrati in contatto con un quantitativo di ormoni non da poco – e magari vi è piaciuto eccome.

L’assunto che i genitali femminili abbiano un unico odore, e che questo sia standard, perennemente statico e spiacevole, è illogico, oltre che riduttivo. Se nella vostra vita avete incontrato uomini ai quali il vostro odore non piaceva, e ve lo hanno fatto capire in maniera non gentile, non fatevi complessi: siamo tutti diversi, ma c’è sicuramente qualcuno a cui il vostro odore naturale piace, e forse è arrivato il momento di trovarlo.

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Illustrazione di Giulia Vetri

 

2. La relatività, il concetto più illuminante

L’odore di un corpo cambia costantemente, a seconda delle attività svolte, del clima, del cibo e dell’eventuale presenza di malattie. Questo principio si applica in maniera universale a tutte le parti del nostro corpo che producono secrezioni o hanno ghiandole endocrine: bocca, ascelle e piedi, giusto per nominarne alcune. I genitali femminili – sorpresa! – appartengono a questo gruppo: se mantenuti puliti e in salute escludendo infezioni e patologie, hanno un odore assolutamente non degno di venir criminalizzato e ostracizzato. 

 

3. Le vulve sono pratiche e relativamente economiche da gestire

A prescindere dai consigli costosi e bislacchi di Gwyneth, in termini di controllo-odori i genitali femminili richiedono una manutenzione piuttosto semplice: lavatevi regolarmente con il detergente o sapone che preferite, usate biancheria comoda e pulita, e rilassatevi. Le vulve sanno di vulve e non fatevi prendere in giro da chi sostiene che dovrebbero sapere di altro.

 

4. Il pregiudizio è antico e purtroppo a volte pericoloso

La demonizzazione dei genitali femminili ha purtroppo radici antiche. Nel saggio Sociocultural representations of the vaginaVirginia Braun e Sue Wilkison delineano uno spaccato vertiginoso e interessantissimo di tutto quello che di negativo è da tempo immemore associato ai genitali femminili, iniziando dal fatto che il termine “pube” deriva dal latino “pudere”, che significa appunto “provare vergogna”. Il capitolo “The vagina as disgusting” è davvero potente.

Le ricercatrici illustrano come le donne vengano allevate in una società che costantemente dice loro che i corpi puzzano, e che spesso lo slang relativo ai genitali e i peggiori insulti sessisti – come ad esempio smelly cunt (letteralmente, “figa puzzolente”) – invochino odori sgradevoli. Molte donne di conseguenza sono portate ad odiare le proprie secrezioni, e il marketing per i prodotti di igiene femminile (detergenti, salva-slip odor-free e addirittura deodoranti!) fiorisce. Secondo Braun e Wilkinson, molte donne sono cresciute con l’idea che i loro genitali siano qualcosa di disgustoso, sgradevole e anti igienico, da non toccare e da nascondere.

Il pregiudizio può a volte prendere pieghe drammatiche e tristemente ancora attuali. In alcune parti del mondo, la presunta impudicizia e impurità dei genitali femminili è una delle giustificazioni più comuni per la pratica della mutilazione dei genitali femminili e dell’infibulazione, o di una combinazione delle due. Ebbene sì: c’è chi crede che la mutilazione di labbra vaginali e clitoride sia l’unica soluzione possibile al tremendo problema delle vulve sporche e maleodoranti, nonché della diretta e inevitabile contaminazione di qualunque cosa che una donna non mutilata tocchi. A tanto a volte è necessario arrivare per essere socialmente accettate.

 

5. Siate orgogliose di voi stesse e del prodotto delle vostre vulve

La terza stagione di Orange Is the New Black ha incoronato la serie come uno dei prodotti più coraggiosi e innovativi per la rappresentazione della donna che ci sia in circolazione. Nel corso degli anni ha affrontato temi serissimi con un’ironia rara, e nella terza stagione nemmeno gli odori vaginali sono stati lasciati in disparte: in un impeto di folle creatività imprenditoriale, la protagonista inizia un business di mutandine sporche, o meglio, usate, e lo fa con un discorso che merita di essere spoilerato.

I too once was embarrassed and squeamish by my personal eau de perfume, but then I thought “Why should I be ashamed? Isn’t that part of the self hatred that has been bred into me by the patriarchy? And are those same men that would shame me not the same men that would wear my panties on their faces inhaling deeply?

Una volta anche io ero imbarazzata e schizzinosa riguardo la mia personale eau de perfume, ma poi ho pensato “Perché dovrei vergognarmi? Non è questo parte dell’odio nei confronti di me stessa che mi è stato inculcato dal patriarcato? E quegli uomini che mi metterebbero in imbarazzo non sono forse gli stessi che si porterebbero le mie mutandine al viso ispirandole profondamente?

Vi consiglio di per intero (Dovete. Per voi stesse.).

Inutile dire che la serie TV ha dato un’impennata seria al commercio di mutandine usate, e ha in qualche modo dato un senso diverso ad un commercio considerato per lo più un’attività da feticisti e pervertiti. Riprendendo la protagonista di OITNB, non solo non c’è nulla di cui vergognarsi riguardo ai propri odori intimi, ma anzi, c’è chi li trova così gradevoli e arrapanti da volerci spendere soldi.

La proliferazione di siti per comprare mutandine indossate da qualcun altro è grande (Usedpantyportal, PantyDeal, PantyBid, UsedPanty sono solo alcuni dei più famosi), e chi decide di acquistare un paio di mutandine usate può decidere per quanto verranno indossate, che tipo di secrezioni sono desiderate, oltre che ad ottenere pacchetti speciali e ancora più personalizzati con fotografie e quant’altro della persona che ha indossato le mutandine.

Esistono addirittura siti che spiegano come avviare un commercio proprio di mutandine. Un esempio nostrano è The Real Italian Aroma, che giocando con metafore culinarie e un design estremamente elegante e curato, riesce a incrinare un universo di vergogna, imbarazzo e oscurantismo a colpi di merletti e fantasia.

Mutandine usate come ennesima mercificazione del corpo femminile? Forse. Ma se a venire ricercate e apprezzate sono caratteristiche femminili una volta solo demonizzate e soggette a stigma sociale, ben venga il commercio di mutandine, tanga e brasiliane usate. Ben venga soprattutto l’idea di scoprire e apprezzare il proprio odore come parte integrante di noi stesse, e non trovarci niente di orrendo o di mostruoso, ma solo qualcosa di personale, e in definitiva unico.

Per concludere, vi invito a ricordare le parole tonanti di Marta: Nemmeno i piselli sanno di Mastro Lindo. 

 


 

*Il termine vagina usato dall’articolo del New York Times non è un errore – riporta semplicemente le ricerche Google dove il termine vagina (una parte dei genitali femminili) viene erroneamente confuso con vulva, ossia l’intero complesso dei genitali femminili.


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  1. Paolo

    14 settembre

    ma infatti è sufficiente lavarsi i genitali (e vale per il pisello come per la vulva) e se non ci sono malattie l’odore è normale..ci sarà a chi piace e a chi non piace ma è soggettivo

  2. pixelrust

    16 settembre

    Paolo, non banalizzare la questione.
    Non è semplicemente una cosa “soggettiva”. L’articolo non parla solo dell’odore dei genitali: parla di come anche l’odore dei genitali venga gestito socialmente, diventando uno dei tanti mezzi per preservare l’ordine delle cose, per mantenere il controllo sulle donne e sul loro corpo. E questo non vale certo per il pisello come per la vulva. Sono le donne a venire infibulate, e sono le donne a venire colpevolizzate se non profumano come saponette.

  3. pixelrust

    16 settembre

    sempre per Paolo: se leggi in inglese ti invito a dare un’occhiata al punto 2 qui:
    http://changefromwithin.org/2014/06/26/10-ways-men-can-combat-sexist-entitlement-in-public
    Io ci ho messo un pezzo a farmelo entrare in testa e ancora non ce la faccio sempre. Parla di conversazioni a voce ma si applica anche alle conversazioni online. Prova a pensarci su.

  4. Héloise

    18 settembre

    Grazie per l’interessante articolo. Una piccola precisazione: non è il termine “pube” a derivare dal latino “pudere”, ma il termine “pudenda” (nell’articolo in questione, “pudendum”, usato in inglese). “Pube” ha una sua etimologia distinta, che nulla a che fare con l’atto di vergognarsi.

  5. unuomoqualunque

    18 settembre

    “Sono le donne a venire infibulate, e sono le donne a venire colpevolizzate se non profumano come saponette.”

    Già, perché gli uomini invece non vengono circoncisi e possono tranquillamente andarsene in giro puzzando come caproni… Ah, la realtà, questa sconosciuta.

    A proposito di realtà: ma l’amica Marta vorrebbe davvero farci credere che i genitali maschili emanino la stessa quantità di odori di quelli femminili? Ma a chi vuole darla a bere?

    E vorrei che qualcuno mi spiegasse cosa c’entra il sessismo e il mitico patriarcato nel riconoscere che molte vulve PUZZANO. Ragazze, invece di cercare di scaricare sempre tutte le colpe sugli uomini, imparate a scendere a patti con il mondo reale. Vivrete meglio.

  6. Paolo

    20 settembre

    X un uomoqualunque

    è vero gli uomini nel mondo civilizzato non possono tranquillamente puzzare come caproni ed è un bene ma la circoncisione non ha sulla sessualità e sulla vita sessuale maschile le stesse conseguenze che una infibulazione ha sulla sessualità e sulla vita sessuale femminile. Oltretutto l’infibulazione serve a controllare la sessualità femminile impedendo alla donna di fare sesso pre-matrimoniale, la circoncisione non ha la stessa finzione quindi non sono equiparabili
    Sono convinto che le vulve, se non ci sono malattie, non odorino più dei genitali maschili e in ogni caso è sufficiente farsi una doccia

  7. martina

    20 settembre

    @Heloise, grazie per la precisazione!

  8. altro uomo qualunque

    6 novembre

    che palle dover perdere tempo a correggere le stronzate scritte da pezzi di merda come “unuomoqualunque”.

    “già, perché gli uomini invece non vengono circoncisi”
    >> Non c’entra un cazzo. La circoncisione non è un controllo sulla sessualità come l’infibulazione.

    “possono tranquillamente andarsene in giro puzzando come caproni”
    >> Sì. Noi uomini non veniamo certo condizionati e continuamente pressati a essere bellissimi e perfetti come le donne.

    “L’amica Marta”
    >> è chiaro che non la consideri tua amica. Muori, tu e il tuo sarcasmo.

    “vorrebbe davvero farci credere che i genitali maschili emanino la stessa quantità di odori di quelli femminili”
    >> questo c’è solo nella tua testa di cazzo. L’articolo non dice nulla del genere

    “vorrei che qualcuno mi spiegasse cosa c’entra il sessismo e il mitico patriarcato nel riconoscere che molte vulve PUZZANO”
    >>1) Non è vero che “vorresti” una spiegazione. Ce l’hai sotto gli occhi e pur di non accettarla ti sei messo a scrivere dieci righe di stronzate
    >>2) il patriarcato è un fatto, non è “mitico”. Ficcati in gola la tua ironia di merda
    >>3) la risposta alla tua finta richiesta è comunque molto semplice e l’articolo lo spiega

    “Ragazze, invece di cercare di scaricare sempre tutte le colpe sugli uomini”
    >> oh povero uomo fragile schiacciato dal peso delle colpe che ingiustamente tutte le donne del mondo caricano sulle sue innocenti -ma virilissime- spalle

    “imparate a scendere a patti con il mondo reale. Vivrete meglio.”
    >> HEHEHHEHEHEHEHE

  9. Il puzzone

    5 febbraio

    Voglio rispondere a ALTRO UOMO QUALUNQUE
    – «La circoncisione non è un controllo sulla sessualità come l’infibulazione.» Il “come”crea problema. Forse non è “come” l’infibulazione, ma certo è simile ad essa. La circoncisione riduce al massimo la sensibilità nel rapporto sessuale, quindi sì, direi che è per alcuni versi paragonabile all’infibulazione. Non è un caso che fosse una pratica ebraica, una religione che ha forti problemi con la sessualità (come tutte le religioni abramitiche). Direi che sì, la circoncisione è un controllo sulla sessualità e condiziona fortemente la vita sessuale del circonciso. Parlo da circonciso, non ho orgasmi dovuti allo strofinamento, devo indurli col pensiero ed è assolutamente diverso (non ero circonciso, ho un termine di paragone).
    – «Noi uomini non veniamo certo condizionati e continuamente pressati a essere bellissimi». Ah no? Solo io allora vedo in televisione pubblicità di uomini scolpiti e perfetti. Avrò un digitale terrestre taroccato da qualche furbone liberal. Si faccia un giretto in Olanda o posti simili e vedrà se il maschio non è continuamente condizionato. Lo è al punto che non ci provano più con le ragazze perché non si sentono all’altezza rispetto al modello.

    Per il resto son d’accordo con te, il patriarcato c’è ed è stupido negarlo. C’è ancora tanto da fare in tema di femminismo.

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