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Life Is Strange: un gioco superbello che vi consig...

Life Is Strange: un gioco superbello che vi consigliamo di provare

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©mollifiable

Ammetto di non essere una giocatrice schizzinosa. La quantità e la varietà di videogiochi che acquisto è notevole, e fortunatamente sono pochi i casi in cui resto delusa: nella maggior parte dei casi mi diverto; in alcuni li consiglio, in altri li rivendo. Sono molti meno i giochi che mi segnano e che mi restano fissi in mente per settimane o mesi: Life Is Strange è diventato uno di questi.

Non sto dicendo che è un gioco perfetto: il basso budget si riflette in lip-sync e animazione facciale approssimativa, ci sono alcuni buchi nella trama, il cast resta comunque al 90% bianco. Ad ogni modo, considerando il fatto che la Dontnod è una compagnia francese piuttosto piccola, ma anche i problemi che hanno incontrato nel cercare di mantenere una protagonista donna e le difficoltà date dalla struttura episodica del gioco, mi sento di dire che per vivere l’esperienza totale di Life Is Strange vale la pena di superare questi aspetti problematici.

L’avventura ha inizio quando Max Caulfield, ragazza diciottenne, torna nella sua città natale per frequentare la prestigiosa accademia Blackwell e seguire il suo sogno di diventare una fotografa. Di lì a breve, scopre di poter manipolare il tempo e modificare il corso degli eventi del passato, e usa la sua capacità per salvare la sua amica d’infanzia Chloe da un’aggressione finita male.

Da questo punto in poi, le cose si fanno più complicate: la possibilità di riavvolgere la storia non rende necessariamente le cose più facili e, nel corso del gioco, le decisioni importanti da prendere non sono poche. Ed è proprio qui che sta il bello del gioco: non c’è una decisione universalmente considerata giusta. Vi ritroverete a premere “rewind” diverse volte, solo per ritrovare la stessa incertezza nel compiere una scelta definitiva, senza poter prevedere gli effetti inattesi che questa avrà sulla trama.

Più che un videogioco nel senso classico del termine, il gameplay di Life Is Strange prende spunto dalle vecchie avventure grafiche (come Monkey Island), unendole a Gone Home e ai più moderni giochi della Telltale, dove l’esplorazione e lo sviluppo della storia in base alle nostre decisioni sono tutto. Non per niente è stato soggetto alle solite contestazioni daMA NON È UN GIOCO, È UN FILM!!1!, che non portano a niente e significano ancora meno. Se non vi piacciono le avventure grafiche, potete anche chiudere questa pagina, io vi giudicherò in ogni caso.

©mollifiable

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Life Is Strange è diviso in cinque episodi, pubblicati tra gennaio e ottobre 2015. Il primo episodio è decisamente il peggiore, ma serve da spiegone e introduzione per tutto quello che verrà dopo, quindi affrontatelo con coraggio e non lasciatevi abbattere dall’apparenza troppo perfettina di Max o dai personaggi un po’ scontati.

Trovo che gli autori abbiano rappresentato molto bene quella fase adolescenziale in cui molti di noi (tutti?) si sono sentiti in dovere di incastrarsi in categorie prestabilite per nascondere la propria insicurezza, facendo trapelare parti intime della propria personalità solo ad uno sguardo più attento.

Tutti i clichè di Life Is Strange sono fatti per essere smontati. I nostri migliori amici sono una punk che non ascolta punk, una ragazza fortemente cattolica e un adorabile supersfigato? Perfetto! Max è una ragazza a cui piace Cannibal Holocaust? Niente da dire! Le subculture tipiche del liceo si mescolano, senza essere statiche nei loro pregiudizi? Ottimo!

Nel videogioco vengono affrontate tematiche difficili, ma con un tocco delicatissimo e attento: si parla di sessualità, di lutto, di disabilità, di eutanasia, di suicidio, di violenza sessuale, di bullismo, di malattia mentale, e di ribellione, ma non sono mai argomenti fini a sé stessi o usati per scioccare il pubblico.

La maggior parte dei personaggi, compresi quelli secondari, sono tratteggiati estremamente bene e questo, insieme alla grande ricchezza di dettagli (si può interagire con tutto e i protagonisti si cambiano i vestiti, piango!), alla buona recitazione vocale (soprattutto di Chloe) e alla colonna sonora, ha reso Life Is Strange uno dei giochi più immersivi con i quali abbia mai avuto a che fare.

Quando ho scaricato il quinto episodio ho acceso una candela profumata, mi sono spostata sul letto, avvolta in una copertona, e messa le cuffie: il gioco meritava tutta la mia attenzione possibile e mi ha ricompensata con un finale che mi segue ancora.

Fate una cosa buona per voi stess* e acquistate questo gioco (su Steam o su altre piattaforme). Il prezzo è basso, gli sviluppatori si sono impegnati al massimo (qui potete vedere tutto il backstage diary) e vi assicuro che in un modo o nell’altro vi rimarrà nel cuore. In più, ormai sono uscite tutte e cinque le puntate, non avete più nemmeno la sofferenza dell’attesa.

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Il team DONTNOD. Guardate che carini.

Da qui in poi l’articolo contiene spoiler. Continuate a leggere solo se avete finito il gioco, o se non vi interessa che vi venga rovinato quel che succede.

 

Vorrei affrontare qualche questione importante e controversa del gioco, che come ho detto tocca argomenti difficili e che sicuramente possono essere interessanti come spunto di riflessione, cominciando dalla figura di Warren: leggendo diversi pareri sul gioco, ho trovato una massa di persone che si lamentavano della sua presenza, per i motivi più disparati.

*
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Warren, nella migliore delle situazioni, viene visto come prova dell’eteronormatività imposta nel gioco: perché c’è bisogno di un maschio bianco con cui poter intraprendere una relazione sentimentale, per altro totalmente priva di chimica, quando c’è Chloe?

Ora io sarò parziale perché amo Warren, ma trovo che questa sia un’analisi un po’ tendenziosa. Dopotutto, è un gioco di scelte: nessuno obbliga a scegliere Warren piuttosto che Chloe. Anzi, nessuno obbliga a intraprendere relazioni sentimentali con nessuno dei due. Come afferma Ashly Burch, l’attrice che dà la voce a Chloe:

Life Is Strange is very much about choice, and I think the devs wanted players to be able to decide the nature of Max and Chloe’s relationship. But again, the lovely thing about the game is that the subject of queerness is present regardless of how you choose to shape Max and Chloe’s relationship, and I think it does a wonderful job of normalizing and supporting any choice you choose to make.

Life Is Strange è fortemente basato sulla capacità di scegliere, e credo che gli sviluppatori volessero lasciare i giocatori liberi di decidere la natura della relazione fra Max e Chloe. D’altronde, la cosa bella del gioco è che l’elemento queer è presente indipendentemente da come si decida di plasmare la relazione tra Max e Chloe, e credo che faccia un magnifico lavoro di normalizzazione e supporto di qualsiasi scelta voi decidiate di prendere.

Come Chloe (che non si fa particolari domande sull’essere attratta sia da Rachel, che da Max, che da Jefferson), credo che anche Max abbia una sessualità fluida, di cui giustamente non si fa problemi. Warren è semplicemente una strada, che chiunque può scegliere di intraprendere, o meno.

Io poi, a parte essere una fan degli sfigatissimi, devo ammettere che quasi preferisco la versione in cui Chloe e Max sono “semplicemente” amiche, un po’ perché mi risparmia di scadere nel trope della tragic lesbian, un po’ perché la storia dà vita ad un’amicizia incredibile, che si vede poco spesso nelle rappresentazioni del mondo femminile.

Secondo alcuni, in caso ci si rifiuti di uscire al cinema con Warren, questi diverrebbe l’incarnazione del ‘nice guy’, gentile e disponibile quando anche Max lo è; creepy e vendicativo quando lei lo rifiuta. Anche questa è un’esagerazione: Warren continua sì a contattare Max, ma mi sembra normale, in quanto 1) sono comunque amici, buonissimi amici, 2) dato che è un personaggio con cui si può intraprendere una relazione romantica, la Dontnod gli ha volutamente riservato più spazio di interazione, quindi, volenti o nolenti, vi godrete un saaaaacco di Warren.

La risposta che dà quando scopre dell’eventuale relazione con Chloe, è questa: “She sounds hot. Now I understand why you didn’t want to ‘Go Ape’ with me. You should take her” (“Sembra una in gamba. Adesso capisco perché non volevi uscire con me. Dovresti portare fuori lei”). Una risposta delusa, ma pacifica e comprensiva. In più, poco dopo uscirà con Brooke.

Riguardo l’incubo di Max, in particolare della parte stealth in cui tutti i personaggi maschi diventano angoscianti e ti cercano con una torcia, compresa gente con cui non ci sono mai stati grossi problemi, tipo Warren o il preside. Personalmente, ho dato spazio a due interpretazioni: la prima riconduce il tutto allo stress post-traumatico di Max, che è appena passata per la “dark room”; la seconda è più un riflesso della società attuale, in cui la paura nei confronti di uomini semisconosciuti, in quanto possibili aggressori, è diffusissima. Considerato che il gioco, pur essendo di fantasia, è radici saldamente piantate nella realtà, la seconda interpretazione potrebbe tristemente essere la più giusta.

Infine, un’altra cosa più leggera che mi è sembrata interessante, è che oltre al fatto che Max venga gloriosamente definita “feminazi”, anche Warren in più occasioni si autodefinisca “white knight e beta“, due modi classici in cui vengono definiti, spregiativamente, i femministi maschi: considerato che Life Is Strange è stato ostracizzato dai maschilisti fin dalla pre-produzione in quanto diffusore di propaganda femminista (never forget questa bellissima discussione), mi è sembrata una mossa divertente degli sviluppatori in risposta alla massa decerebrata anti-SJW.

In conclusione, se non l’avete ancora giocato, non dovreste stare leggendo questo! Ma gli spoilers sono stati molto blandi, quindi ripeto: compratelo e giocatelo, il prima possibile. Se invece l’avete già giocato, fatelo provare a qualcun altro e scoprite le nuove scelte che voi non avreste mai preso (parlo per esperienza)!

Vi lascio con qualche perla che ho scovato, giusto un ultimo saluto agli haters:

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  1. Rebecca

    11 novembre

    Come al solito riuscite ad incuriosirmi! 🙂 Grazie mille davvero per dritta!!!

  2. zak

    11 novembre

    peccato ci sia solo per Windows altrimenti avrei già l’avrei preso e iniziato a giocarci.

    p.s.
    completamente d’accordo sul non dare peso alle lamentele tipo
    “MA NON È UN GIOCO, È UN FILM!!1!”

  3. Ambra

    14 febbraio

    Bellissima recensione! L’ho appena finito di giocare e sono veramente rimasta colpita. Sono una gamer alle prime armi,e avrei una domanda da fare. Quale gioco ti sentiresti di consigliare che sia molto sulle note di life is strange? Della serie.. “non è un gioco ma è un film!!” Ho visto che c’è un articolo in cui parli di diversi giochi.. ma quale potrebbe essere il più simile? Grazie!

  4. paperoga

    16 febbraio

    ambra: il gioco più simile in quanto a scelte ed empatia coi personaggi è the walking dead della telltale. c’è più azione e una buona dose di sangue, ma non farti ingannare: i personaggi sono vividi e a tutto tondo, il rapporto tra i due protagonisti è stretto e toccante, e il finale lascia il segno.

  5. Sara Antonicelli

    18 febbraio

    Ciao Ambra! Direi che Gone Home potrebbe piacerti per il suo essere “più film che gioco”. Come dice Paperoga sopra, praticamente tutti gli ultimi giochi della Telltale sono gestiti in una maniera simile (la storia e le decisioni sono tutto), ma sono legati ad ambientazioni di fumetti, serie tv, quindi vedi un po’ tu cosa ti ispira maggiormente: anche io ti consiglierei entrambe le stagioni di The Walking Dead (che puoi giocare tranquillamente anche se non hai seguito il fumetto o la serie).

    Se invece a piacerti è il meccanismo scelte/conseguenze (che personalmente ADORO), potrai trovare una quantità enorme di giochi di tipi diversissimi che vengono plasmati dalle tue decisioni: The Witcher, Undertale, Lisa, The Stanley Parable, This War of Mine, Always Sometimes Monsters, Papers Please, … giusto per citarne qualcuno.

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