Crea sito
READING

Il profumo come ricordo e status symbol: tre esemp...

Il profumo come ricordo e status symbol: tre esempi da film e serie tv

di Teresa Cannatà

Il profumo è spesso considerato un catalizzatore di emozioni: è naturale collegarlo ad un ricordo o ad una persona, ma può anche indicare l’appartenenza ad un ceto sociale o a un gruppo culturale, e addirittura essere uno status symbol. Questa duplice valenza (emozionale e sociale) emerge molto bene in ambito cinematografico e televisivo: è vero che la linea di demarcazione tra becero product placement e naturale uso di prop è a volte labile, ma un profumo che compare in scena, se scelto con maestria, può svelare molto di un personaggio.

Magic City, telefilm creato da Mitch Glazer, andato in onda tra il 2012 e il 2013, fornisce un esempio eccellente di questi due aspetti.
La storia si svolge nel 1959 a Miami: il protagonista, Ike Evans, proprietario del lussuoso hotel Miramar Playa, è vedovo e ha una figlia adolescente, Lauren. In Adapt or Die (terzo episodio della seconda serie) in mano alla ragazzina compare un flacone di Angelique Encens, profumo ormai fuori produzione del brand britannico Creed.
A prima vista potrebbe trattarsi di un banale esempio di product placement, invece Angelique Encens ha una funzione precisa: essendo il profumo indossato dalla madre di Lauren, ne diventa un simbolo in absentia. La valenza sentimentale però si unisce allo status symbol: stiamo parlando di un profumo oggi raro, estremamente costoso, lanciato nel 1933 ed amato da Marlene Dietrich. Le note di angelica ed incenso (come dice il nome stesso), unite a quelle di tuberosa, gelsomino, ambra e vaniglia, non sono adatte ad una persona così giovane, ma la sostanza perde importanza rispetto a ciò che rappresenta.

Magic City

Magic City

Un meccanismo simile si può trovare anche nel telefilm Mr Selfridge, prodotto dal canale britannico ITV: ambientato nel 1908, narra le vicende di Harry Selfridge, fondatore dell’omonimo department store londinese.
Nella prima stagione, facciamo la conoscenza di Ellen Love, attrice di varietà ed amante del protagonista, innamorata del lusso in tutte le sue manifestazioni. Sulla sua toeletta campeggia un flacone di Mitsouko, profumo storico di Guerlain. Qui il property master ha barato: ha preso un flacone moderno e gli ha dato un tocco vintage aggiungendo un vaporizzatore a pompetta; la scelta, inoltre, non è corretta dal punto di vista storico: Mitsouko è stato lanciato sul mercato nel 1919.
Il profumo però ben rappresenta la fascinazione per l’Oriente in voga tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo: classificato come chypre fruttato, ha un fondo ammaliante di ambra, cannella, muschio quercino e vetiver, che lo rende esotico ed avvolgente. Un’arrampicatrice sociale come Ellen Love usa Mitsouko per il suo valore seduttivo e sociale, ma anche per un meccanismo di emulazione: nel terzo episodio della prima stagione, infatti, spiega a Selfridge come la sua cantante d’opera preferita, la francese Emma Calvé, sia solita indossare profumi Guerlain. Usare lo stesso profumo del proprio idolo è come possederne un frammento e appropriarsi della sua magia.

mrselfridge_s01e03_bornunicorn-21

Mr Selfridge

Ricordi di un passato glorioso e di una bellezza ormai sfiorita: questa è la funzione di alcuni profumi che compaiono nel film Maps to the Stars (2014) di David Cronenberg.
Havana Segrand (Julianne Moore) è un’attrice ossessionata dal ricordo della madre defunta, anch’essa attrice, tanto da volerne interpretare il ruolo più famoso in un remake. Grazie ad un’inquadratura un po’ sfocata, abbiamo modo di dare un’occhiata alla toeletta di Havana, sulla quale spiccano tre flaconi – Boucheron, Classique di Jean Paul Gaultier e Spring Flower di Creed. Il primo, lanciato nel 1988, è un profumo sexy, con note di fiori bianchi (tuberosa, gelsomino, fiore d’arancio) e tocchi esotici/animali (ambra, vaniglia, benzoino e zibetto); il secondo, dal celeberrimo flacone a forma di corsetto, è un simbolo degli anni ’90, in cui trionfano rosa, anice stellato, zenzero, vaniglia ed ambra. L’ultimo, infine, creato per Audrey Hepburn nella metà degli anni ’80, è una fragranza fresca e fruttata, dove mela, pesca e melone si abbinano a rosa e gelsomino, a muschio ed ambra grigia.
I tre profumi, non recenti, rievocano un passato in cui la protagonista era giovane e seducente; continuare a portarli è come rifiutarsi di abbandonare una parte di sé che non esiste più. Qui le fragranze non rappresentano uno status sociale a cui ambire, ma sono tracce di memoria e specchio delle frustrazioni di una persona incapace di accettare il tempo che passa.

mapstothestars_agatha_bornunicorn

Maps to the stars

Ci sarebbero molti altri esempi da citare – l’innocente Chant d’Arômes di Guerlain nel film cecoslovacco Alibi na vodě; Chanel n°5 come esempio di emancipazione in An Education; Poison di Christian Dior come simbolo di ciò che non si potrà mai avere in La mano sulla culla – e tutti porterebbero alla stessa conclusione: riuscire a “leggere” anche i dettagli apparentemente insignificanti di un film o telefilm permette di entrare in un livello più profondo della narrazione. Il vostro ego ne uscirà soddisfatto e rafforzato.

vlcsnap-2015-05-03-01h50m19s122

Gli screencap sono dell’autrice dell’articolo.


RELATED POST

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

By using this form you agree with the storage and handling of your data by this website.

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.