Crea sito

I cieli blu di “Sils Maria”

di Ilaria Moretti

In una lirica di Bertold Brecht, Ricordo di Marie A., il poeta accostava il pensiero dell’amata perduta a quello di un limpido cielo settembrino:

E su di noi nel bel cielo d’estate
c’era una nube ch’io mirai a lungo:
bianchissima nell’alto si perdeva
e quando riguardai era sparita.

L’immagine dell’impalpabilità dei rapporti umani accompagnata alla mutevolezza dei cieli stagionali, ritorna prepotentemente come sfondo dell’ultimo film di Olivier Assayas, Sils Maria, presentato all’edizione 2014 del Festival di Cannes.

La trama racconta la vicenda di Maria Enders, un’importante attrice di cinema e teatro arrivata all’apice del suo successo, interpretata da Juliette Binoche. In viaggio verso Zurigo per ritirare un premio letterario dedicato allo schivo scrittore Wilhelm Melchior, apprende dalla sua assistente Valentine (Kristen Stewart, vincitrice di César come migliore attrice non protagonista) che l’autore è deceduto la notte stessa. Frastornata e sconvolta per la perdita del caro amico, si troverà costretta a partecipare ugualmente alla cerimonia di premiazione, al fine di rendere omaggio al drammaturgo scomparso.

In realtà, il forte legame tra l’uomo e Maria Enders non è dovuto ad un semplice rapporto di amicizia. Melchior era stato autore di un importante testo teatrale scritto molti anni prima, Maloja Snake, grazie al quale la donna aveva raggiunto, appena diciottenne, successo e notorietà. Il ruolo interpretato allora, era stato quello della spregiudicata Sigrid, una ragazza cinica e libera, capace di sfruttare a suo vantaggio l’innamoramento della matura Helena, sua datrice di lavoro, fino a farla capitolare, spingendola al suicidio.
Nel corso della permanenza a Zurigo, Maria incontrerà un giovane regista di teatro, “uno dei migliori della nuova generazione”, Klaus Disterweg, che sembra interessato a scritturarla per una nuova messa in scena di Maloja Snake, con l’intento di farle interpretare, a più di trent’anni di distanza, il ruolo della donna matura: la sventurata Helena. La parte di Sigrid sarà invece assegnata ad una giovanissima attrice hollywoodiana, Jo-Ann Ellis, interpretata da Chloe Grace Moretz, perfetta icona del nuovo divismo anni duemila, autodistruttiva e talentuosa quanto basta per essere immortalata sui social network di maggior tendenza. La richiesta dell’uomo, accompagnata dalla difficile situazione emotiva, causeranno nella donna una messa in crisi della propria identità. Sullo sfondo delle montagne dell’Engadina, Maria e l’assistente Valentine, decidono di prepararsi alla parte, prendendo in prestito la casa del defunto Melchior, con il beneplacito della moglie di lui, vecchia amica di Maria.

È a questo punto del film che le due identità, quella della donna e dell’attrice, entrano in un pericoloso contatto. Le montagne e i cieli limpidi del piccolo paesino svizzero, sono attraversati da nubi mobili e filamentose. Maria e Valentine, oltre alla preparazione del copione, discutono sui rispettivi ruoli, su cosa significhi essere giovane, quanto conti la libertà e la spregiudicatezza nella vita, e su come sia difficile, se non impossibile, accettare il tempo che passa, nella consapevolezza che è necessario riconoscersi e accettarsi, dimostrando i propri anni, facendosene carico fino in fondo.

sils maria

“Sembri più vecchia quando vuoi fare la giovane”. È Valentine che si rivolge a Maria; con la sua giovinezza scomposta e scarmigliata, cerca di farle assumere uno sguardo differente sul personaggio della donna matura

Il titolo originale del film è Clouds of Sils Maria, come se la presenza delle nuvole s’inscrivesse a pieno nella dinamica vissuta dalle due donne. Sono ancora le nuvole che divengono ora personaggio, ora scenografia, come accade al piccolo paese dove è ambientata la vicenda, minuscolo centro abbarbicato tra le montagne, che porta in sé il nome della stessa protagonista.

E non è un caso se il titolo del testo messo in scena, indichi un particolare fenomeno atmosferico legato, una volta in più, alla complessità dei cieli di montagna. Le correnti provenienti dalle vallate italiane, subiscono una condensazione tale da trasformarsi, sul versante svizzero, in un lungo serpente di nubi, che attraversa il paesaggio di Sils passando per il passo del Maloja.

Maria è là, alle prime luci dell’alba, seduta sulla collina, ad ammirare la coltre inspessita di una lunga nuvola a forma di serpente. È un connubio di bianco e di blu, poiché al di là della barriera compatta, il cielo è limpido, c’è silenzio, niente rompe la perfezione della natura.

Il cielo attraversato da nubi veloci verrà proiettato anche sul sipario chiuso, prima che lo spettacolo tanto atteso abbia inizio. Lo stesso panorama (una visione del film Das Wolkenphaenomen von Maloja di Arnold Fanck, 1924) si fa teatro, nella sua intatta bellezza, del disvelamento umano di Maria, donna, prima ancora che artista.


RELATED POST

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

By using this form you agree with the storage and handling of your data by this website.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.