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Dell’amore per Alien e soprattutto per Ellen...

Dell’amore per Alien e soprattutto per Ellen Ripley

Da quando l’ho visto da piccola, Alien ha sempre occupato un posto speciale nel mio cuore: è stato il primo film di fantascienza che mi ha presentato mia madre, che mi ha spaventato a morte e resta tuttora fra i miei preferiti. Proprio per evitare di cedere ad opinioni troppo nostalgiche, l’ho riguardato qualche giorno fa, ma non c’è che dire: è bellissimo.

Nell’articolo potrebbero esserci blandi spoilers, però mioddio: chi non ha visto Alien, nel 2015? Se siete fra quest*, correte a guardarlo e poi tornate a leggere del mio amore per Ripley.

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Nel film, l’equipaggio dell’astronave commerciale Nostromo sta viaggiando in ibernazione verso la Terra dopo aver recuperato un carico, ma viene risvegliato dopo che il suo radar capta un messaggio di soccorso proveniente da un pianeta sconosciuto. Nonostante la riluttanza di gran parte della squadra, il gruppo scende sul pianeta per investigare, pena la perdita dei dividendi: da qui l’incontro con una creatura aliena che infetterà uno di loro e che, una volta tornati sulla nave, provvederà a decimare l’equipaggio.

La trama nel 2015 ci può sembrare trita, visto che è stata ripresa in ogni modo possibile da film sci-fi/horror usciti in seguito, ma lo stile ed il successo di Alien, uscito nel 1979, rimangono unici: grazie ad effetti speciali all’avanguardia, curati da H.R. Giger, o alla sceneggiatura apparentemente semplice ma credibile, o anche al personaggio dell’Ufficiale Ellen Ripley, senza precedenti e con pochissime eredi. Alien non è per niente invecchiato e ancora oggi resta fra i migliori film di fantascienza di sempre.

Alien

Ripley con il gatto coprotagonista Jones

Fra i vari pregi che ho citato, il più importante è a mio parere la presenza di Ripley, l’inarrestabile protagonista interpretata da Sigourney Weaver.

I personaggi del film sono tutti molto ben tratteggiati, ma Ripley spicca su tutti: è una donna estremamente decisa che prende il comando senza che nessuno abbia niente da ridire, si difende con l’intelletto e con i muscoli e non ha mai bisogno dell’aiuto dei colleghi maschi. I personaggi femminili tendono ad essere, anche nei film horror, appetibili e affascinanti, ma Ripley passa il 90% del film in un tutone unisex, praticamente struccata, sporca e con capelli ingestibili.

Sigourney Weaver ha dato inizio ad un periodo d’oro che portò alla ribalta anche Linda Hamilton in Terminator e Demi Moore in Soldato Jane, che sfortunatamente non durò a lungo: ricordiamo che solamente con The Hunger Games: Catching Fire (2013) si ha il primo film con protagonista femminile in prima posizione al box office annuale degli ultimi quarant’anni.

Gli elementi sopracitati han fatto sì che Alien sia stato considerato un film femminista da moltissimi (e anti-femminista da altrettanti), ma Weaver non è convinta:

Non penso che i produttori fossero femministi. Nella sceneggiatura originale, erano tutti uomini. Penso che abbiano pensato “cambiamo e facciamo che il sopravvissuto sia una donna, perché nessuno lo sospetterebbe mai”. (1)

In effetti, il suo ruolo era originariamente pensato per un uomo, come tutti gli altri: nello sviluppo della storia gli sceneggiatori si focalizzarono più sull’alien, scrivendo di tutti come di generici maschi, ma affermando che “la truppa è unisex e tutte le sue parti sono intercambiabili fra uomo o donna” (2). Probabilmente fu proprio questa libertà, in aggiunta al fatto che il ruolo di Ripley venne solo leggermente ritoccato dopo la scelta di Sigourney Weaver come protagonista (per altro, nella sceneggiatura al maschile il protagonista cede alle pressioni per far entrare sull’astronave il collega infetto, mentre Ripley no), a far sì che il personaggio sia così credibile e privo dei soliti cliché femminili.

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Tanto amore

Alien è stato uno dei film più studiati ed analizzati dagli accademici. C’è una bibliografia vastissima e spaventosa in merito. Dico spaventosa perché ho grossi problemi di sopportazione con chi eccede nell’analizzare cose che molto probabilmente non avevano nessun significato profondo quando sono state create. Faccio un esempio, che forse è quello che più mi ha irritato: le mutandine di Ripley.

Nella scena appena prima della fine, quando è convinta di aver eliminato Alien e di potersi rilassare, Ripley si toglie la tuta, restando in mutande e canotta. Ora, non nego che ci sia un po’ di male gaze (non dimentichiamo, regista maschio, produttori maschi che premono per una sessualizzazione di Ripley ecc.), ma quest’azione è stata condannata duramente da molte femministe, secondo le quali con lo spogliarsi Ellen annulla totalmente gli sforzi fatti durante il film per emanciparsi, riprendendo le sue vesti femminili e concedendosi all’occhio dello spettatore.

Quello che penso io è: Ripley ha combattuto per due ore contro un mostro orribile che le ha ammazzato tutti i colleghi, ha strisciato in condotti di areazione, ha usato un lanciafiamme e così via; si sente al sicuro, dichiara la no pants zone e finalmente si rilassa, come faremmo tutte noi. Come ha detto qualcuno, non sono tanto gli slip di Ripley ad essere sessisti, quanto le accuse che gli slip fossero sessisti: l’intimo è importante, lo portano sia gli uomini che le donne e vedere una donna in mutande bianche e canotta di cotone, che vuole solo riposare e si sta preparando per mettersi in criostasi, non dovrebbe sembrarci una cosa straordinaria e per forza sessista.

In conclusione, nonostante gli aspetti (forzatamente) controversi, Alien è un film incredibile da ogni punto di vista e Ripley spacca fortissimo. Quando ho parlato con amici maschi della mia fictional crush, la risposta generale è stata “è troppo mascolina / mi fa paura”, quindi amiche: amate anche voi Ellen Ripley e ammirate il suo metro e ottanta di altezza e la sua bruttissima tutona, perché vi salverà dai brutti film di fantascienza tipo Transformers, in cui l’unica cosa che riescono a fare le ragazze è invocare l’aiuto del protagonista o chinarsi a novanta per compiacere lo spettatore medio.


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  1. Paolo

    10 aprile

    totalmente d’accordo, anch’io ritengo forzate le accuse di sessismo ad Alien ma in effetti ritengo azzardate molte critiche di questo tipo alle immagini di personaggi femminili “sexy” o meno, al cinema. (ma Transformers fa schifo da ogni punto di vista, su questo concordo)

  2. vALENTINA

    10 aprile

    Tanto apprezzamento. All’enorme pregio di tutti i dettagli citati dalla buongustaia Sara citerei in aggiunta Carlo Rambaldi, italianissimo autore di effetti speciali che oltre Alien ha lavorato anche nelle chicche King Kong, ET l’extraterrestre e Incontri ravvicinati del terzo tipo.

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