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Bei film: “We are the best!” (Lukas Mo...

Bei film: “We are the best!” (Lukas Moodysson, 2013)

Odio lo sport!

Non è facile spiegare perché il film di Lukas Moodysson, We are the best (uscito lo scorso 5 giugno in Italia), mi è piaciuto così tanto. Appena la mia testa ricorda una scena, una battuta o un dettaglio apprezzabile del film, subito dietro se ne accavalla un altro e dietro a lui un altro ancora, e tutti desiderano ardentemente essere nominati e condivisi. Impossibile elencarli tutti senza sembrare affetta da una sindrome mista di Tourette e Stendhal.

Tuttavia, proviamoci.

I temi

Una premessa obbligata: i film che preferisco di solito sono quelli che trattano temi come l’amicizia, il diventare grandi, l’affrontare disagi personali e familiari, struggimenti amorosi, scuola e il vivere grandi avventure. Se aggiungiamo un’accattivante colonna sonora, chiudiamo il cerchio. E We are the best è tutto questo insieme. Considerando che è un adattamento della graphic novel scritta da Coco Moodysson, moglie del regista (il titolo originale svedese è Aldrig Godnatt, e vi si racconta com’era crescere negli anni Ottanta), è subito batticuore.

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Bobo, Klara ed Hedvig

We are the best è un bellissimo film sull’adolescenza che ha per protagoniste (che ci crediate o meno, sulla locandina ci sono tre femmine, non tre maschi) Bobo e Klara, cui si unisce in seguito Hedvig. Tre tredicenni che vivono a Stoccolma nel 1982 e mettono su una band punk in un momento in cui a suonare erano solo ragazzi e tutti considerano il punk morto (scalzato dalla New Wave).
Bobo (pronunciato Bobò) e Klara sono migliori amiche, condividono la passione per la musica rumorosa e il disagio esistenziale pur essendo molto diverse: Bobo è timida, insicura; Klara più spigliata e orgogliosa. Entrambe si sono tagliate i capelli da sole per rendere pubblica la loro diversità, ma Bobo ancora dubita del suo taglio corto (abbinato agli obbligatori occhiali tondi), mentre Klara sfodera la sua cresta alla moicana con spavalderia. Indossano maglioni di svariate taglie più grandi, fuseaux e anfibi incrostati dal fango. In una scuola dove le coetanee hanno lunghi capelli biondi ultra curati e si esercitano a ballare sulle note degli Human League, non potevano che sentirsi aliene. E indolenti: non hanno alcun interesse nell’agonismo, e il loro insegnante di educazione fisica (che fa flessioni mentre impartisce ordini) non esita un attimo a punirle con esercizi extra. Non lo sa, ma sta fornendo loro materiale utile a scrivere la prima canzone punk.

bobo-e-klara

Bobo (a sinistra) e Klara

“Stare con quelle meno fortunate è la nostra politica”

Hedvig frequenta la loro stessa scuola, ha un anno in più, ma nessun amico. Quando alla festa d’autunno si esibisce suonando con la chitarra Sylvius Leopold Weiss, viene fischiata e presa in giro – e lì Bobo e Klara la riconoscono come una di loro. Il primo approccio con lei non è facile, dopotutto lei è viene da una famiglia conservatrice e cristiana, è troppo una brava ragazza! Ad ogni modo è un’eccellente chitarrista e loro hanno voglia di imparare qualche base per tenere in piedi la band che si sono inventate di poter avere. “L’aiuteremo a pensare in modo libero e diverso”, si ripromettono. Hedvig è disponibile, e stoicamente paziente con le due scalmanate (Klara la provoca spesso – facendole per esempio ascoltare un pezzo punk intitolato “Picchia dio”) fors’anche perché incuriosita dalla loro libertà e dal loro anticonformismo. Non lo direste mai, ma alla fine il trio che ne risulta è perfetto.

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Hedvig a mensa

“Io non avrò mai un ragazzo” “Certo che l’avrai”

Fondamentale nel film è la fede musicale. Vengono nominati molti gruppi punk svedesi, come gli Ebba Grön, gli Akut Skjut, i KMSB… Le ragazze ne parlano di continuo e, com’è naturale, talvolta nel giudicare le persone si basano sui loro gusti musicali. Il fratello maggiore di Klara, Linus, una volta “era punk” poi l’ha rinnegato ed è passato ad ascoltare altro, come i Joy Division. Klara li detesta, e di conseguenza va anche poco d’accordo col fratello; Bobo tollera questo cambiamento ed è segretamente invaghita di Linus (che però ha 16 anni e pur volendole bene, la vede solo come l’amica della sorella svitata).
Un giorno su un giornaletto musicale, le ragazze leggono l’intervista ad una band punk locale, chiamata Sabotage. Anche loro sono molto giovani, e condividono la medesima linea di pensiero “abbasso la dance”. Bobo e Klara finiranno col contendersi il leader, Elis, a rischio di compromettere il loro legame – ma meno male che c’è Hedvig a farle ragionare.
Soprattutto in momenti come questo, il film mi ha ricordato Thirteen (dell’ormai lontano 2003), pellicola dove le protagoniste avevano la stessa età ma un look e un modo di porsi tutto diverso. Anche quest’ultimo, ambientato ai giorni nostri, raccontava una storia vera e i turbamenti dell’adolescenza, ma le ragazze erano più aggressive, meno “bambine” di Bobo, Klara ed Hedvig. We are the best è un film che si fa apprezzare soprattutto per il fatto di mostrare un’innocenza di cui tutti abbiamo nostalgia (quel periodo in cui decidi che tu “ti prendi lui” e la tua amica “si prende l’altro”, e in cui “prendersi qualcuno” significa semplicemente poter avere la sua esclusiva attenzione. Niente di più).

giornale

Il giornaletto

“Non siamo una girl band”

È presso il Centro Ricreativo locale che le tre ragazze si ritrovano per suonare, ma non sono le uniche ad utilizzare la sala prove. C’è anche un gruppo di ragazzi dalle pettinature memorabili che si serve di quello spazio: si chiamano Iron Fist e fanno metal. Ci credono fortissimo, e i gestori del Centro decidono che saranno loro ad esibirsi al Santa Rock, festival musicale indetto dalla città vicina, a gennaio: “Siete forti riuscirete a sconvolgere tutti”. Le nostre rimangono deluse da questa notizia (non essere considerate come candidate per almeno un secondo le avvilisce), ma sono molto più turbate dall’apprendere l’istante seguente che alla fine anche loro potranno esibirsi a quel festival… in virtù del fatto che sono una girl band. “Siete tre ragazze che suonano, siete una girl band”, così giustificano la loro scelta i titolari. “Non siamo una girl band! La nostra band è aperta anche ai maschi…” “Si che lo siete, è evidente”. Si tratta di una scena particolarmente riuscita che mostra un perfetto esempio di finta carineria (concedere un pezzo di show alle ragazze, in quanto ragazze) e di diversità di comportamento in relazione al genere. Breve, efficace, da pensarci su.

Gli Iron Fist

Gli Iron Fist

Il cast

Mira Barkhammar, Mira Grosin e Liv LeMoyne interpretano rispettivamente Bobo, Klara ed Hedvig. Sono attrici svedesi, al loro primo lungometraggio. Hanno ricevuto una menzione d’onore al Philadelphia Film Festival, nel 2013, come Best Ensemble.

Mira Barkhammar, Liv LeMoyne e Mira Grosin al Festival del Cinema di Venezia

Mira Barkhammar, Liv LeMoyne e Mira Grosin al Festival del Cinema di Venezia

La colonna sonora, un assaggio:

Qui trovate una tracklist per orientarvi: http://www.oggialcinema.net/we-are-the-best-colonna-sonora-migliore-punk-svedese/

Il trailer

Ultimo ma non meno importante. Questo weekend cercatelo nelle sale della vostra città!


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  1. ghirigori

    14 giugno

    Domanda, ma nelle sale (quelle poche in cui si trova) viene trasmesso in svedese sottotitolato o è doppiato?

  2. Valeria Righele

    16 giugno

    Io l’ho visto a Torino, ed era doppiato in italiano. Non credo si trovi in svedese (ma potrebbero fare eccezione alcune sale che prevedono già nei loro calendari film in lingua originale con sottotitoli). Prova ad informarti nella tua città, o limitrofi 🙂

  3. Eres

    17 giugno

    uffff. ho provato a controllare dalle mie parti.ma al momento non lo trasmette nessuno…spero che lo faranno prossimamente.

  4. Valeria Righele

    18 giugno

    @Eres: si trova anche in streaming!

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