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Serie TV pregevoli: Les Revenants

di Salomè Sodini

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Seguo l’esempio di Martina e vi presento in sei punti Les revenants, serie tv francese diretta da Fabrice Gobert e andata in onda su Canal + alla fine del 2012. La seconda stagione è in produzione e verrà trasmessa nell’autunno 2014; recuperare la prima adesso, quindi, è fortemente consigliato. Di seguito, troverete i motivi per cui è assolutamente necessario che lo facciate.

1) Se gli zombie mangiano prosciutto cotto e baguette, sono ancora zombie?

Immaginate un tragico incidente, una classe intera di scuola media che finisce in un burrone durante una gita scolastica, metà generazione di un paesino sperduto eliminata. Immaginate l’incredulità delle famiglie, il dolore, l’accettazione che anni dopo continua ad essere molto faticosa. E poi immaginate vostra figlia, morta nell’incidente di cui sopra, che quattro anni dopo torna a casa, ancora dodicenne, con una gran fame e senza avere la più pallida idea di cos’è successo. Perché proprio vostra figlia? Perché soltanto lei? Torneranno altri? C’è speranza per tutti allora? In fin dei conti non vi importa nemmeno troppo, l’importante è che sia a casa e si stia facendo un bagno caldo nella stanza accanto alla vostra, per le risposte ci sarà tempo. Forse.

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2) L’acqua e il passato che torna a galla

Ha un che di paradossale: l’acqua, che generalmente viene associata alla vita, in Les revenants viene associata al ritorno dei morti. Camille si risveglia in cima alla diga, il cui livello cala in modo preoccupante mano a mano che si va avanti con la storia; le tombe che vengono aperte per capire se effettivamente i morti sono tornati in vita “anima e corpo” sono piene d’acqua; cadaveri di animali vengono ritrovati nei pressi del lago, morti affogati apparentemente di loro spontanea volontà. Il clima di inquietante mistero è associato anche ad altri fatti misteriosi, ad esempio l’elettricità che salta senza motivo o le farfalle infilzate su un cartoncino dietro ad una cornice che tornano in vita ed escono rompendo il vetro – ma principalmente è l’acqua che ricorre. Non a caso, lo slogan della serie dice: le passé a décidé de refaire surface, il passato ha deciso di ritornare in superficie. Non si sa quale legame ci sia con i ritornati, se siano effettivamente un presagio di morte, o se in qualche modo richiamino il ritorno alla vita. Il finale di stagione lascia con il disperato bisogno di vedere il seguito – e se credete che aspettare qualche mese sia tanto, pensate a me che mi tengo queste domande da più di un anno.

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3) I ritornati

Nel folclore europeo, il termine “revenant” o “ritornato” indica una creatura che è tornata dalla morte; può essere una persona qualsiasi evocata da un negromante che ha bisogno di servitori, ma anche lo stesso stregone che è andato a dare un’occhiata nel regno dei morti ed è tornato indietro. La serie pare non contemplare nessuna di queste due ipotesi: ci mette soltanto davanti al fatto compiuto. Camille, la ragazzina che è tornata per prima, non vuole fare del male a nessuno. Si chiede preoccupata se è uno zombie, si risponde di no, vuole soltanto andare avanti con la sua vita, vivere l’adolescenza che le è stata negata la prima volta. Sfortunatamente, il fatto che non voglia fare del male a nessuno non significa che nessuno si farà male. Nemmeno gli altri ritornati sembrano avere cattive intenzioni: Simon vorrebbe soltanto ritornare dalla fidanzata che aveva; Serge è un pazzo assassino ma dal resto anche prima di morire non stava benissimo, quindi nulla di nuovo; il piccolo Victor per qualche ragione non parla, e non vuol parlare nemmeno con l’infermiera Julie, che se ne prende cura senza sapere da dove venga, e lo accetta come il bambino che non ha. Malgrado nessuno di loro abbia ben chiaro per quale motivo è stato scelto per ritornare, tutti hanno in comune una cosa: il voler riprendere la propria vita là dov’erano stati interrotti. La grande domanda è: questo è possibile? Il telefilm, più che una risposta univoca, sembra voler far tornare i morti per raccontarci cosa ne è stato dei vivi.

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4) Camille e Léna, la sorellanza

Il ritorno di Camille viene accettato quasi senza nessuna esitazione da suo padre e da sua madre, ma negato fino all’inverosimile dalla sorella, Léna. La morte (e il ritorno) di Camille trasfigura in modo drammatico quello che era semplicemente un rapporto speciale, esclusivo, a tratti perfino crudele, fra sorelle. Léna deve vedersela con il senso di colpa, con la paura e probabilmente anche con l’elaborazione del lutto in ritardo di qualche anno; Camille deve accettare che il mondo è andato avanti senza di lei e che se non ci fosse stato il suo ritorno imprevisto avrebbe continuato a farlo. Il legame di Camille e Léna sarà abbastanza forte da superare la morte e la paura?

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5) L’infermiera Julie e la sua ex fidanzata

Julie, la donna che si prende cura di Victor senza sapere chi sia (in realtà senza nemmeno chiederselo più di tanto) è lesbica. Lo intuiamo non perché costei faccia proclami del suo orientamento sessuale per tutta la serie, ma perché ad un certo punto compare la sua ex fidanzata. Questo modo di mostrare, anziché raccontare, ciò che c’è stato fra le due donne e che cosa eventualmente ci potrebbe essere in futuro mi è piaciuto molto: Julie e Laure hanno pregi e hanno difetti, e vengono trattate come una coppia eterosessuale, non come manifesto di qualcosa di necessariamente positivo o negativo. La loro storia mi ha ricordato tanto quella di Idgie e Ruth in “Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Shop”, di Fannie Flag (se non lo conoscete, trovatelo e leggetelo!)

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6) La scelta di Adèle

Adèle, la bibliotecaria del paese, potrebbe essere la classica protagonista di una storia strappalacrime: caduta in depressione dopo la morte del promesso sposo, ha cercato di rifarsi una vita per la figlia Chloe e per il nuovo compagno. Proprio quando sta per sposarsi con Thomas, il miracolo: il suo vecchio amore ritorna e le promette di portare via lei e Chloe, per vivere la fantastica vita che avrebbero dovuto vivere un tempo. Adéle si trova così nel centro di uno stranissimo triangolo amoroso: da un lato l’amore della sua vita, che l’ha abbandonata anni prima, ma è tornato dalla morte (anche) per lei; dall’altro Thomas, che ha raccolto i pezzi, provato a fare da padre a Chloe e per cui Adèle, se non proprio amore, prova affetto. Eppure, è allora che lo stereotipo si rovescia, e Adèle, eroina da storia strappalacrime, trova la forza di salvarsi da sola.

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7) Horror da cartolina

La serie è stata girata nei dintorni di Annecy, nel dipartimento di Savoia, regione del Rodano – Alpi, da qualche parte sulle Alpi Francesi. Io prima di vedere Les revenants non conoscevo per niente la regione delle Alpi Francesi, figuriamoci Annecy: un vero peccato, perché obiettivamente i paesaggi sono proprio belli. Probabilmente la pro loco del posto dovrebbe ringraziare Canal +: non mi stupirei che, almeno fra gli appassionati di horror e mistero, fosse aumentato il turismo nella ragione dopo la messa in onda della serie. Merita anche la colonna sonora, firmata dal gruppo scozzese Mogwai.

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  1. Alice

    28 maggio

    Bello, bello, bello. Non c’è stata una cosa che non mi sia piacuta di questa serie.. i personaggi, l’atmosfera, la colonna sonora, tutto. Consigliatissimo.

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