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Soft Revolution presenta: Quilt

Quilt

Quilt

A volte i gruppi hanno dei nomi bruttissimi. Si perdono in complicati giri di parole evocativi, cercano di colpire con costruzioni ardite, scelgono la banalità pura. A volte però qualcuno riesce a trovare un nome bellissimo. Poi ovviamente conta anche il genere di musica che fanno. Gruppi bravissimi con nomi bruttissimi, nomi bellissimi per gruppi pessimi. Succede anche questo.
E gruppi con nomi particolarmente azzeccati? Non me ne vengono in mente tantissimi. I Quilt sono tra questi. La prima volta che li ho googlati non mi aspettavo di trovarmi di fronte una sfilza di immagini coloratissime, perché non sapevo che cosa volesse dire questa parola. Il “quilt” è la trapunta patchwork, con diversi pezzi di stoffa che si uniscono e formano disegni bellissimi, geometrici e non. Ed è così che sono anche le loro canzoni: intrecci curati di melodie psichedeliche, rimandi al folk, sonorità lo-fi. Brani elaborati e, tranne qualche eccezione, calmi, da contemplare come uno di quei meravigliosi disegni. Curioso poi che la band sia nata da un gruppo di studenti della scuola d’arte; a loro il rimando visuale è sembrato sicuramente perfetto.

Held In Splendor

Cover di “Held In Splendor”

La loro seconda prova, Held in Splendor è uscita a febbraio per l’etichetta americana Mexican Summer, e arriva tre anni dopo un primo album omonimo, anch’esso bellissimo. Il suono è diventato qui più pulito e le canzoni più accurate, dove l’elemento fondamentale è la perfetta unione di diverse parti strumentali e vocali maschili ma soprattutto femminili, perché sì, un elemento fondamentale dei Quilt è l’adorabile Anna Rochinski, che cantando e suonando chitarra e organo diventa l’artefice principale di questo intreccio.
Ed è interessante anche scoprire il metodo che usano per comporre le loro canzoni: una sorta di improvvisazione a tutto campo, da cui non escono fuori solo le melodie delle canzoni, ma anche gli stessi testi, cantati una prima volta senza senso, ma che un qualche significato sembrano averlo, e ispira tutto il resto.
Di tutta la nuova scena psichedelica, dai Tame Impala ai Temples, passando per gli Unknow Mortal Orchestra, i Quilt sono quelli dall’aria più leggera, il lato più spensierato di quegli anni ’60 a cui tanto rimandano. Una spensieratezza che traspare anche dalle loro interviste, in cui glissano diplomaticamente sull’uso di droghe psichedeliche, parlando più che altro di viaggi fatti insieme, di connessione filosofica tra tutti i membri del gruppo o di un parco di divertimenti misterioso che stanno costruendo in una foresta.
Ecco, se forse un piccolo difetto vogliamo trovarglielo, è che il fatto di essere così pacati e naturali, raramente funziona per farsi notate. Ma se la naturalezza ci piace, qui ne troveremo, e di ottima e colorata fattura.

Date italiane:
09.04.2014 Forlì
10.04.2014 Roma
11.04.2014 Padova

Per vincere un biglietto per una delle due date vai qui. E a questo link trovi tutti i concerti presentati da Soft Revolution.


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