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Fuori dall’ospedale di Vicenza si prega cont...

Fuori dall’ospedale di Vicenza si prega contro l’aborto, e nessuno dice niente

Qualche settimana fa, la mia potentissima bisnonna ultracentenaria ha avuto uno scompenso cardiaco ed è stata portata d’urgenza in ospedale. Mentre dei bravi dottori si prendevano cura di lei (e lei se la prendeva con chiunque le capitasse a tiro perché non le avevano portato il suo apparecchio acustico) fuori dall’ospedale San Bortolo di Vicenza succedeva questo:

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Nove ore di preghiera in ricordo dei sei milioni di concepiti ufficialmente abortiti dal 1978. Fuori da un ospedale.

Qual è allora la scelta consigliata? Portare a termine ogni gravidanza producendo figli indesiderati? Che non ci si può permettere di avere? Venire stuprate e vedersi davanti ogni giorno il frutto del momento più brutto della propria vita? Rischiare la vita perché non si può certo uccidere il feto?

Queste persone sono le stesse che si lamentano che le tasse li lasciano senza pane sulla tavola. Quei soldi vanno a pagare i servizi sociali per mettere toppe sulle situazioni familiari disastrate di chi ha fatto figli uno dietro l’altro senza sapere come gestirli. I soldi di quelle tasse potrebbero essere investiti per promuovere l’educazione sessuale per prevenire queste situazioni, e questo comprende l’interruzione di gravidanza, che a loro piaccia o no.
Invece l’aborto continua a venire presentato come un demone mangia-anima invece di un’operazione di certo poco gradevole, ma che può salvare la vita. Sia fisicamente che a livello spirituale.

È uno scempio che l’ospedale di Vicenza, dove viene applicata la legge 194, sia tenuto in ostaggio da questi perditempo – nove ore di preghiera! Stanno in agguato all’uscita, pronti ad importunare chi sta andando a visitare un ricoverato, ma anche i pazienti stessi. In un posto dove la serenità è già difficile da trovare, ci si trova a dover superare un ostacolo fisico di ignoranza e ostilità.

Tra quelli che cantavano Salve Regina si annida la ragione per cui l’Italia è un paese così ostile alle ragazze. Un luogo laico come dovrebbe essere un ospedale pubblico diventa un ricettacolo di bacia-banchi senza che nessuno alzi un dito. Un luogo dove si dovrebbe poter andare sicuri di trovare aiuto e conforto diventa una piazza dove esporre le proprie convinzioni retrograde con eventi programmati per l’intero anno a venire, senza che nessuno se ne lamenti.

Nove ore di preghiere per quelli che non sono “bambini” né “figli” per chi non li vuole. Blasfemi, a distribuire volantini a chi si trova di fronte ad un edificio dove si prega per persone vere che stanno male, dove si devono fare i conti con le morti reali di cari che sono stati vivi fuori da un utero. [*] Di fronte ad un luogo nato per salvaguardare la vita umana, si arrogano il diritto di imporre la loro scelta morale sugli altri. Gli stessi che probabilmente si imbizzarriscono ogni volta che incrociano un “musulmano che spussa” perché viene a imporre “el terorismo” in Italia.

Quanto ci vorrà perché la già esanime legge 194 tiri le cuoia e facciamo ancora una volta passi indietro verso una situazione che le nostre antenate avevano lottato per superare? Quanto ci vorrà prima che si ricominci con i matrimoni riparatori, la “bona creansa” e le donne chiuse in convento a nascondere la loro vergogna?

Forse sto esagerando, ma forse no. Comunque tra i fumatori incalliti che creano un muro tossico appena oltre le porte e gli anti-abortisti in preghiera, cercare di entrare in un ospedale è come andare in guerra.

 

[*] Queste persone di cattivo gusto non stanno di certo accanendosi contro gli aborti spontanei. Non serve farmi sapere che chi ha perso un figlio desiderato soffre. Lo so ed è una cosa lecita, comprensibile e condivisibile. Non è di quello che stiamo parlando. E n0n è che gli altri aborti siano mai fatti a cuor leggero.


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  1. Francesca

    3 febbraio

    In questo post c’è tutto quello che penso, niente da aggiungere. Sottolineo in particolare che andrebbe davvero messo l’accento sulla difficoltà fisica e psicologica dell’aborto, che questa gente sembra sempre dimenticare, come se fosse un atto impunito. Non è impunito per niente, è tragico, e me ne rendo conto io, che non ne ho mai fatto uno, solo per essermi informata a riguardo durante una simpatica doppia settimana di ritardo. Il rischio di dover fare una cosa simile mi ha fatto piangere ininterrottamente fino a rianimata mestruazione e ho deciso di fare quadrupla attenzione alle gravidanze indesiderate per il resto della mia vita. È un gesto estremo che andrebbe prevenuto, proprio per questo l’idea che si debba negare la possibilità di scelta è folle. Non vorrei essere sempre in malafede, ma a volte mi chiedo se gli attivisti pro-life di vario genere abbiano dato una lettura alla procedura della Ru (che personalmente trovo anche più spaventosa dell’aborto chirurgico) e di cosa possa provocare nella donna che ne è protagonista diretta, e non in loro, che evidentemente non dormono la notte pensando ai loro potenziali amici mai nati. Mi sembra l’unica spiegazione logica da dare al fatto che s’immaginano le donne che se la ridono quando decidono di abortire e quando fisicamente lo fanno, neanche fossimo il club del sadismo.
    Intanto ringrazio di non essere nella situazione spagnola, ma vista la quantità di dissenso mi viene paura che non sia tanto improbabile finirci in futuro.

  2. Raffaele Zanella

    3 febbraio

    E’ probabile che dichiarandomi Cristiano faccia a prescindere una forma di Harakiri in un contesto del genere…ma me ne prendo piena responsabilità, perché credo in Ciò in cui Credo!

    Detto questo, non posso inserire nessuna considerazione degna di un Illuminato o del più alto dei pensatori, ma invitare solamente a rispettare il senso della Libertà di Pensiero e di Manifestazione. E’ un sacrosanto diritto costituzionale e si esprime in maniera Biunivoca senza attribuirlo ad alcuna fazione politica/religiosa/intellettuale.

    Escludendo la mia espressione di Fede, tento di sottolineare che l’atto della preghiera, per coloro che non vi credono, è un mero atto intellettuale, incapace di paralizzare le mani di chi sta praticando l’aborto…ma, al più, di smuoverne la coscienza sempre nel rispetto della diversità.

    Cordialmente
    Raffaele Zanella

  3. Ilaria M

    3 febbraio

    Ma perché non viene mai presa in considerazione l’opzione che un figlio concepito e non desiderato possa non essere riconosciuto e, quindi, dato in adozione?
    Comunque generalizzazioni e pregiudizi come “Queste persone sono le stesse che si lamentano che le tasse li lasciano senza pane sulla tavola. Quei soldi vanno a pagare i servizi sociali per mettere toppe sulle situazioni familiari disastrate di chi ha fatto figli uno dietro l’altro senza sapere come gestirli.” mi hanno lasciata davvero sbigottita e delusa.

  4. Vale

    3 febbraio

    Libertá di pensiero? La tua libertá finisce li dove inizia quella degli altri. Il corpo di una donna é certamente al di fuori del raggio della libertá di qualcun altro. Nessuno può appriopriarsene, non é un qualsiasi oggetto su cui avere un opinione. L’atto della preghiera non é un gesto qualsiasi, é una forma di violenza simbolica e psicologica crudele usata contro persone che già sono in una situazione difficile. Di coscienze poi ne avete già scosse abbastanza, le percentuali degli obbiettori di coscienza sono piú alte che mai.
    Capisco l’intento di chi argomenta dicendo che l’aborto non é mai una decisione facile, ma dire che non é “impunito” mi sembra eccessivo. Mica é legittimo perché si soffre – se non ci fosse nessun dolore fisico o psichico non cambierebbe nulla.

  5. Ilaria

    4 febbraio

    Mah, io la penso come Raffaele. Anche se mi fanno impressione questi devoti che si radunano a pregare per nove ore davanti a un ospedale, perché mi sembrano un po’ fanatici, questo sì… tuttavia hanno tutto il diritto di pregare dove vogliono. Diverso sarebbe se cercassero per es. di impedire alle donne di entrare in ospedale per abortire, se fermassero le donne incinte ecc. Ma dato che non lo fanno, penso che in un paese libero le persone possano anche mettersi a pregare in pubblico, se non sono di ostacolo al regolare svolgimento della vita. Io sono favorevole alla legge 194, anche se personalmente non abortirei mai. Non condivido l’allarmismo che vi anima riguardo a questo argomento perché non penso proprio che in un paese come il nostro l’aborto possa mai tornare illegale.

  6. RAFFAELE

    4 febbraio

    Tu sei un puntino, circondato della tua stessa libertà, a sua volta contenuta nel suo limite che possiamo immaginare come la superficie di una bolla di sapone.
    Prendi 60 milioni di bolle di sapone e distribuiscile su 300.000 Km quadri e lascia passare una mole enorme di tempo. Prova a convincermi che nessuna di queste bolle andrà a scontrarsi con altre, col rischio, addirittura, di scoppiare.
    Perdonami la rappresentazione pittoresca di quello che considero un enorme contraddittorio del pensiero di John Stuart Mill che tu stessa hai citato, mi serviva a immaginare come l’intera Italia possa anche solo lontanamente vivere di uno spirito riduzionistico quanto quello che “la mia libertà finisce dove comincia quella altrui” porta con se.
    Detto ciò, personalmente mi riservo l’arroganza di pensare che la libertà si esprima, alla fine di tutto, nell’espressione di un solo connotato: la scelta.
    Le scelte sono ciò che, a conti fatti, ci differenziano di più dal resto del mondo animale e non (per il quale, comunque, riservo un grande rispetto).
    Una scelta, a mio parere, è fatta di un’analisi, un’azione e una conseguenza.
    Un qualsiasi individuo può prendere la scelta di fare cose giuste e cose sbagliate potenzialmente in modo indifferente (analisi + azione) ma, proprio perché sta esercitando una scelta, non si può privare dell’ultimo pezzetto: le conseguenze!
    Altrimenti non si tratta di scelta e, in ultima, non si tratta di Libertà.
    Proprio perché la scelta è così fondamentale, l’unica eccezione che riservo al mio pensiero è la situazione degli stupri, in cui l’animale protagonista della parte attiva priva la donna della libertà.
    Altre situazioni sono esplicito frutto di scelte e, per restare a Vicenza, in cui Pigafetta sulla porta di casa ha fatto incidere la frase “Non c’è Rosa senza Spine”, applicare una scelta per trarne il solo lato piacevole (Rosa) volendo strapparne il contenuto di “conseguenza” (Spina) è un atto disumanizzante per definizione.
    La conseguenza della scelta “sesso”, soprattutto quando volontariamente non protetto per provare più “Rosa”, quindi, resta la condizione “gravidanza”: conseguenza senza la quale nessuno di noi avrebbe la possibilità di esprimersi ora!
    Per di più qualcuno potrebbe aggiungere a queste considerazioni il fatto che non si priva della libertà solo la donna coinvolta, ma anche il futuro nascituro….e a questo punto chi è che sta calpestando la libertà altrui?
    Perdonatemi se sono stato prolisso, ma è un argomento che reputo importante…per favore, soffermatevi un secondo a leggere l’ultimo paragrafo di quelle pagine verdi fotografate da Marta, perché, per quanto sia molto di moda citare Papa Francesco, lì è contenuto tutt’altro che un inno alla sopraffazione della libertà altrui, ma un espressione di completo rispetto per l’altro, a prescindere dalla Fede professata o meno.

  7. Francesca

    4 febbraio

    @Vale, ti do ragione sul termine in questione, ho scritto di getto in rapida pausa dai libri e rileggendomi vedo l’ambiguità. Non era una “giustificazione”, gli argomenti a favore dell’aborto sono ben altri, semplicemente si tratta di una nozione che a molti attivisti manca del tutto. La forma più frequente di opposizione è la colpevolizzazione della donna, abbassata al livello di criminale, quando ci sarebbero argomentazioni molto più valide. Semplicemente volevo sottolineare che trattandosi di un processo assolutamente contro natura, come tutti gli interventi medici benefici, del resto, ha delle conseguenze fisiche e psicologiche che nessuna donna desidera di affrontare. Non è un argomento forte atto a giustificare, solo un’informazione aggiunta che sembra mancare nel repertorio mentale dell’accusatore tipo (non che sia un universale, ho incontrato anti-abortisti pacifici – è questo genere di manifestazione che lede i diritti).
    Per il resto sottolineerei che pregare in tutti i luoghi e in tutti i laghi è legittimo, ma una preghiera organizzata con tanto di appuntamento è una manifestazione (religiosa in luogo laico), non è che chiamarla “preghiera” la legittima automaticamente.
    Io capisco anche le posizioni degli anti-abortisti religiosi, a livello ideale è logico pensarla così, il punto è che la coscienza religiosa è personale e in una Repubblica laica non dovrebbe interferire con le scelte degli altri. Nel mondo ideale, neanche a livello psicologico. Per questo una manifestazione simile per me è fuori luogo. 🙂

  8. Bianca Bonollo

    4 febbraio

    Niente in contrario alla preghiera pubblica, ma allora propongo di andare là pacificamente il primo marzo a distribuire loro il seguente documento dell’Istat:
    http://www3.istat.it/salastampa/comunicati/non_calendario/20000306_00/testointegrale.pdf
    da cui si evince che da quando l’aborto è legale, il numero di aborti è via via diminuito 😀 (ho guardato le serie storiche fino al 2009, e il trend è sempre in discesa)

  9. ilaria

    4 febbraio

    Ecco, l’idea di Bianca mi piace, soprattutto perché statisticamente è proprio così. Anche se dubito che ciò basterebbe per convincere quelle persone…benché pacifici (in quanto si limitano a pregare) sono comunque degli integralisti, quindi rigidi nelle loro idee.

  10. RAFFAELE

    4 febbraio

    Perdonate l’insistenza…se andiamo sui numeri ci vengo volentieri anch’io…

    qui i link dell’istat da cui reperire (con un colpo d’occhio al link scritto in rosso come “tavole”) dati di interruzioni volontarie di gravidanza ancora più recenti (quelli linkati si fermano al 1998)

    http://www.istat.it/it/archivio/45855

    qui, invece, l’indice di natalità italiano confrontabile (anche se su periodi un po’ più contenuti):

    http://www.istat.it/it/archivio/38402

    in ambedue si denota, per quanto riguarda la sola popolazione italiana non straniera, un calo del trend….quindi una prima considerazione da fare è che se si resta incinta meno, saranno minori anche le interruzioni di gravidanza (mi permetto la leggerezza di considerare il rapporto 1 fecondazione : 1 gravidanza : 1 parto, escludendo i nati morti e gli aborti spontanei…quelli proprio non so contarli)

    in secondo luogo mi permetto una considerazione meramente matematica…prendo a riferimento un anno di cui abbiamo tutti i dati, il 2009:

    Nati (da soli italiani) : 491.748
    IVG : 114.793 (dal quale non ho il tempo di estrapolare i dati degli stranieri…)

    per correttezza, quindi, prendo il dato di natalità in toto 568.857

    ora li sommo (facendo finta che tutti gli abortiti fossero nati): 683.650

    di questo valore guardo a che percentuale corrisponde il numero di IVG

    [114.793 : (683.650 : 100)] = 16.79 %

    quindi all’incirca 1 su 6 bambini non nascono (arrotondando per difetto, e sottolineando che tutto questo è frutto di approssimazioni di cui mi prendo la responsabilità)

  11. Bianca Bonollo

    4 febbraio

    In effetti Ilaria temo tu abbia ragione, ma tentar non nuoce, magari per alcuni di loro è solo questione di ignoranza… in ogni caso sarebbe un bel segnale! – mumble mumble devo pensare bene a come farlo, ma ho tempo fino a marzo per organizzarmi… 😉

  12. ilaria

    9 febbraio

    Io personalmente invece trovo molto violento il fatto che siano fisicamente presenti di fronte all’ingresso di un ospedale pubblico, per 9 ore, a pregare e distribuire materiale, non è certo violenza fisica (come avviene negli US di fronte a studi e cliniche dove si praticano aborti, con attentati ed omicidi). E’ violenza perchè si vuole imporre fisicamente col presidio del territorio una propria visione, è violenza per donne che eventualmente si recano in ospedale per un’interruzione di gravidanza, è violenza la presenza di obiettori e volontari vari negli ospedali, facendo un discorso più ampio trovo molto irrispettoso che negli ospedali girino suore, frati e co a chiedere offerte e ad infastidire i pazienti (capisco che qualcuno può trovarlo un conforto nella degenza, ma è comunque una presenza imposta a tutti), che negli ospedali ci siano statue, santini e rosari in giro (mia esperienza personale di 4 ricoveri in day hospital in oculistica nel 2012, santini di Santa Lucia e statuette varie nel reparto, nel corridoio accanto alle stanze)

  13. ilaria

    9 febbraio

    Scusate, ho postato di fretta senza rileggere con cura, al terzo rigo il periodo è incompleto, volevo scrivere “non è certo violenza fisica (come avviene negli US di fronte a studi e cliniche dove si praticano aborti, con attentati ed omicidi) ma danneggia allo stesso modo gli utenti dell’ospedale, donne in particolare, e non solo se incinte o se in procinto di effettuare un’interruzione di gravidanza”

  14. Pasquino

    9 giugno

    Venite gente vuota, facciamola finita,
    voi preti che vendete a tutti un’ altra vita;
    se c’è, come voi dite, un Dio nell’ infinito,
    guardatevi nel cuore, l’ avete già tradito
    e voi materialisti, col vostro chiodo fisso,
    che Dio è morto e l’ uomo è solo in questo abisso,
    le verità cercate per terra, da maiali,
    tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali;
    tornate a casa nani, levatevi davanti,
    per la mia rabbia enorme mi servono giganti.
    Francesco Guccini Cirano d’amore di morte e di altre sciocchezze
    adesso l’uomo è un verme
    un parassita, una tenia
    di questo pianeta che mi tedia
    con una bellezza che senza l’umanità
    è come nel vuoto deserto una voce che canterà
    pregando quel Dio che ci avete traslato che male vi facciamo?
    molto, perché come bombardieri nell’Immenso voliamo
    e voi materialisti
    per cui l’Hubble ha detto che Dio “l’omino magico che vive in cielo” non c’è e siamo sassi senza cervello in questo abisso
    tenetevi i Griffin, lasciatemi Superman
    tornate a casa Kriminal e Cattivik, levatevi da davanti
    per la mia rabbia enorme mi servono gli Astrorobot

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