di Carlotta Majorana

Mia cara Maudie,
ho scritto una commedia per bambini, di cui non credo si possa fare granché in America. […]
Mi piacerebbe che tu fossi il ragazzo, la ragazza e la maggior parte dei bambini e il pirata capitano.

Era l’8 aprile del 1904 e lo scrittore inglese J.M. Barrie scriveva queste parole all’attrice Maude Adams per chiederle, qualora fosse riuscito a portare negli Stati Uniti la sua storia, di interpretare il personaggio principale: Peter Pan. L’anno successivo, la cara Maudie diventava la prima interprete di Peter Pan a Broadway, riscuotendo un enorme successo. La commedia, il cui titolo originale è Peter Pan, or The Boy Who Wouldn’t Grow Up, era già stata prodotta a teatro in Inghilterra e, anche in quel caso, Peter era interpretato da una giovane attrice, Nina Boucicault. Nina e Maudie sono state le prime di una lunga serie di attrici a portare in scena il personaggio di Peter, talmente tante che lo scrittore Roger Lancelyn Green (biografo di J.M. Barrie) nel 1951 scrisse “Interpretare la parte di Peter Pan è l’ambizione massima di tutte le attrici, così come fare Amleto per gli attori”.

In poco tempo, la commedia che nelle paure del suo autore non poteva avere futuro in America divenne una tradizionale rappresentazione natalizia, sia nei teatri londinesi sia in quelli di New York. Era uno spettacolo perfetto per il Natale, una storia per bambini con protagonisti dei bambini, una storia su cui anni dopo avrebbe messo le sue mani melliflue anche Walt Disney, appropriandosi prepotentemente del personaggio di Peter nell’immaginario collettivo [che poi è sempre stato il suo stile]: Peter è un innocuo ragazzino che vola verso casa seguendo la seconda stella a destra. Diventa inoffensivo. Ma il personaggio letterario di Peter Pan era invece un personaggio complesso. Ascrivibile a pieno titolo alla tradizione del teatro “in drag”, Peter appartiene alla folta schiera di personaggi non classificabili nello schema binario maschile-femminile, personaggi – secondo una definizione della studiosa Marjorie Garber – di “rottura della categoria”.

peter pan

Maude Adams

Per comprendere i motivi che rendono Peter Pan un personaggio di rottura, molto meno semplice di quel che appare adesso, sono necessarie alcune informazioni preliminari sul suo creatore, James Matthew Barrie, dalla cui vita è stato tratto anche un film, intitolato Finding Neverland (2004). Barrie nacque in Scozia nel 1860, in una famiglia di origini umili. Nono di dieci figli, Barrie sperimentò nell’infanzia un trauma insormontabile: la morte di uno dei suoi fratelli, David, di soli dodici anni. La madre di Barrie non si riprese mai dalla morte di questo figlio e rimase così sofferente che Barrie fece di tutto per ricordarle che aveva sempre un altro bambino, lui, cercando contemporaneamente di emulare il fratello nei suoi modi di fare. Lo spettro di David, che con la sua morte prematura è destinato a restare un fanciullo per sempre, accompagnò Barrie per il resto della vita, ed è probabilmente questa morte che sta alla base della sua narrativa, tanto quanto l’incontro con i cinque figli di una giovane vedova, Sylvia Davies, cui Barrie si ispirò per raccontare le storie dei Bimbi Perduti che vengono portati sull’Isola che non c’è.

Il personaggio di Wendy, invece, è ispirato ad una amica che Barrie aveva da bambino, Margaret Henley, che Barrie chiamava “my Friendy”, nomignolo che però suonava diversamente per via della sua incapacità di pronunciare correttamente la lettera “erre”, diventando “my Wendy”. Anche Margaret morì all’età di sei anni, e sebbene il suo nome venne scelto per essere quello della migliore amica di Peter, di fatto era lei stessa – quanto il fratello David – ad essere fonte di ispirazione per il personaggio di Peter. Peter, dunque, è effettivamente ispirato da due figure importanti per la vita di Barrie, una femminile e una maschile, andandosi a definire come qualcosa di diverso che trascende i generi. Barrie è stato accusato di essere un pedofilo represso, un omosessuale, un asessuale, un impotente. Tuttavia alcuni biografi lo descrivono solo come paterno, o anche materno, come fu per i ragazzi Davies alla morte della loro madre, quando decise di adottarli nel tentativo di sostituire una presenza ormai scomparsa e fonte di amore, così come aveva provato a sostituire il fratello David agli occhi – e nel cuore – di sua madre.

La prima apparizione letteraria di Peter risale al 1902, nel romanzo The Little White Bird. In questo romanzo, tutti i neonati sono anche degli uccelli, e infatti Peter vola via dalla sua stanza per arrivare ai giardini di Kensington (gli stessi dove Barrie conobbe i fratelli Davies). Qui, oltre alle fate, incontra un vecchio uccello chiamato Solomon Caw, e parlando con lui Peter apprende di essere anche un bambino. Il dialogo tra i due chiarisce bene la vera essenza di Peter:

Peter: “Quindi non sarò esattamente un essere umano?”
Solomon: “No.”
Peter: “E non sarò neppure un vero uccello?”
Solomon: “No.”
Peter: “Sarai un Tra-e-Tra.”

peter pan

Nina Boucicault

Questo “Tra-e-tra” è esattamente l’escamotage che Barrie utilizzò per esorcizzare, a modo suo, le dicotomie che turbavano la sua vita: uomo-donna, padre-madre e adulto-fanciullo. All’inizio della commedia Peter Pan, or The Boy Who Wouldn’t Grow Up, la scissione dell’identità di Peter viene subito metaforicamente rappresentata quando perde la sua ombra. Quell’ombra gli è evidentemente necessaria per ritrovare un’integrità personale, tanto che torna nella camera dei Darling per riattaccarla al suo corpo, ma da solo non ci riesce e ha bisogno dell’aiuto dell’amica Wendy. La sua natura sfuggevole viene rimarcata anche nel momento più drammatico della storia di Peter, quando lui (anzi lei) si rivolge al pubblico chiedendo loro di salvare Campanellino battendo le mani. Nel copione, la scena viene così descritta: “Egli si alza e tende le braccia a non sa chi, forse ai ragazzi o alle ragazze, anche se lui non è uno di loro”.
Nonostante la presenza di un travestito come personaggio principale, lo spettacolo di Peter Pan non è mai stato considerato un drag show, pur essendolo di fatto. Per molto tempo, anche i Bimbi Perduti venivano interpretati da attrici.

Nella storia le nemesi di Peter sono due, Capitan Unicino e Mr. Darling, i cui ruoli nelle rappresentazioni teatrali venivano spesso affidati allo stesso attore. Sono due figure autoritarie e patriarcali, due simboli di mascolinità, di virilità compiuta, matura e soprattutto manifesta, qualcosa che né Barrie né Peter raggiungeranno mai. In questo senso, è naturale che Peter venga interpretato da una donna, perché non potrà mai essere un uomo. La “battaglia” tra Peter e Capitan Uncino diventa anche una battaglia di identità, quando Peter finge di essere Capitan Uncino e lo inganna, nascondendosi e parlando con la sua voce. Questo inganno getta lo stesso Capitan Uncino in una crisi e chiede “Se tu sei Uncino dimmi, allora io chi sono?”. Questa domanda svela che il vero oggetto della commedia non è tanto l’allegoria della mancata volontà di crescere, ma la rappresentazione travestita, dunque anche il suo travestimento, quello di Uncino, rischia di essere svelato da quello di Peter.

Peter Pan è un personaggio di rottura della categoria perché, come viene ribadito più volte, non appartiene mai a nessuna categoria specifica e si trova sempre a saltellare tra di loro, o meglio a sovrastarle, mantenendosi al di sopra di esse e guardandole dall’alto. La sua è una figura di sconfinamento e di scissione, è diverso rispetto a tutti gli altri personaggi intorno a sé (siano essi amici oppure nemici), vive con i ragazzi e le ragazze nell’Isola che non c’è, un luogo della mente dove tutto è possibile, ma “non è uno di loro” perché è psicologicamente e socialmente un “tra-e-tra”, ed è culturalmente un travestito, senza un’identità di genere definita.

In homepage: Michael Llewelyn Davies con “zio Jim” (Barrie) – 1901