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L’eterna lotta tra pois e righe. Dots VS Str...

L’eterna lotta tra pois e righe. Dots VS Stripes

In quanto figlia degli anni ’90 subisco da sempre il fascino degli abiti dai tessuti colorati e con stampe bizzarre. Riesco ancora a rievocare gli outfit improbabili che mi metteva addosso mia mamma per andare alla materna o alle elementari. Era il tempo dei fuseaux e dei colori assurdi, abbinati tra loro senza criterio. Quel periodo è finito, ma l’insana passione per le stampe, in particolare quelle a righe o quelle a pois, è sopravvissuta al susseguirsi delle stagioni. Nell’adolescenza, per esempio, ho sviluppato una specie di metodo, se così si può definire: amavo indossare le righe perché richiamano immediatamente un immaginario rock trasversale, dal punk, al grunge, al classic e così via. Allo stesso modo adoravo i pois, molto più sbarazzini e altrettanto stilosi, e mi ero così suddivisa il guardaroba tra righe-invernali e pois-estivi. È una suddivisione di cui sono diventata cosciente solo a posteriori, facendo pulizia nei miei armadi degli abiti del tempo del liceo. Ricordo in particolare due o tre maglie a righe, una di cotone pesante, misto viscosa, a righe rosse e nere con il collo alto, che adoravo perché mi ricordava una maglia indossata da Kurt Cobain, e un’altra a righe larghe bianche e blu.

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Meet my old friend

Allo stesso modo gli abiti estivi a pois si riproducevano a un ritmo inarrestabile. Canotte, prendisole, accessori a non finire.
Due dei miei capi preferiti attualmente appartengono a queste due categorie: un mini abito in cotone stretch nero e grigio e una camicetta acquistata durante gli ultimi saldi, un capo piuttosto “audace” nel suo rievocare in maniera imbarazzante una “maestrina dell’asilo”, ma che per non so quale motivo mi provoca un grandissimo orgoglio. Il corpo è di seta écru con pois blu e le maniche di jersey sempre blu, ma tinta unita.

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Una cosa che ho sempre rimpianto è l’impossibilità di abbinare le due tipologie, per la famosa legge intrinseca del buon gusto che vuole che non si possano abbinare due stampe differenti, anche se in perfetto equilibrio cromatico. Il mio senso estetico mi ha sempre impedito di infrangere questo tabù, che ho rispettato finora.

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Facendo un giro nei negozi a grande distribuzione, ho notato che la nuova collezione primavera/estate 2014 è caratterizzata da una vagonata di capi a stampa cosiddetta “polka dot” e al tempo stessso di capi a righe alla marinara e non solo, in egual numero.
Un tripudio per il mio umore e un supplizio per il mio portafogli.
Ma anche un irrisolvibile conflitto. Un capo esclude forse l’altro? Perché rinunciare a indossare due capi con stampe differenti insieme?
Sempre della serie “decido io le mie regole”, mi sono messa a sperimentare una soluzione che mi permettesse di sfidare il tabù e al tempo stesso di non risultare ridicola. Vi stupirà sapere che ci sono riuscita, abbinando un tubino nero a pois (gioia dei miei occhi) e un cardigan nero a righe ton sur ton. Questa soluzione mi permette di unire le mie piccole ossessioni e al tempo stesso di risultare di buon gusto e decisamente nelle mie corde.

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Maglia a righe LEVI’S (foto 1)
Vestito INTIMISSIMI 
Leggins CALZEDONIA (foto 2)
Camicia PENNYBLACK (foto 3)
Tubino PENNYBLACK 
Cardigan INTIMISSIMI (foto 4)

 


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