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Wildflower in skirt. Intervista alla fotografa Mas...

Wildflower in skirt. Intervista alla fotografa Masha Sardari

di Francesca Frigo

È giovanissima, ha solo 19 anni, ed è una delle fotografe più promettenti al mondo. Di Masha Sardari mi sono innamorata così: leggendo che è così giovane, guardando immagini che vorrei aver creato io per come riescono a filtrare e lasciare intravvedere il suo mondo interiore e i suoi ricordi; per come si dorme nei boschi, si fa un bel niente, si aspetta e si sogna nelle sue foto. Non importa in che contesto lei li cali, i suoi soggetti sono distratti, pensierosi e terribilmente seri come io mi sentivo a 17 anni e come mi sento anche adesso, che di anni ne ho 21, mentre fischietto, leggo un libro o penso a qualcosa. Citando Pennac, “Nulla di più enigmatico di un’aria matura”. Questo è verissimo, se riferito a lei.

Decido di intervistarla e la mia mente gironzola tra le sue foto, una canzone che mi piace e che si intitola Don’t watch me dancing e alcuni tardo-pomeriggi della mia adolescenza, dove la luce che vedevo studiando dalla finestra era la stessa che lei usa per il suo lavoro.

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Masha, per introdurti vorrei tu rispondessi a delle brevissime domande. Quali sono le cose che ami e di cui non puoi fare a meno? Sono curiosa, qual è il tuo libro preferito?
La serenità che mi trasmette la natura, l’entusiasmo e lo scorrere dei pensieri. Il mio libro preferito si intitola The Glass Castle ed è stato scritto da Jeanette Walls.

Quali sono le cose che invece non sopporti?
La noia e il grigiore di alcune città.

E la tua eroina/il tuo eroe di quando eri bambina?
Mia madre. Lei è una persona che si dà un gran da fare, la più bella che io abbia mai conosciuto.

Sei una giovane ragazza americana di origine moldava: che cosa vuol dire per te essere donna? E, in particolare, cosa vuol dire essere donna oggi negli Stati Uniti?
Essere donna per me vuol dire avere l’opportunità di dimostrare al mondo che le donne possono essere forti e raggiungere i loro obiettivi esattamente come fanno gli uomini. Negli Stati Uniti, il sessismo e l’oppressione esistono ancora, anche se, con il tempo, le cose sono migliorate. Pensa che si tratta di uno dei pochi paesi sviluppati in cui le donne non sono politicamente rappresentate in modo congruo con il loro numero e il loro peso nella popolazione.

Che legame c’è fra i soggetti delle tue foto, quasi sempre femminili, e il modo in cui vivi la tua femminilità?
Per me l’arte è un mezzo non solo per esprimere le mie idee, ma anche per affermare me stessa come una tosta rappresentazione di che cosa è oggi un’artista donna. Per secoli sono stati gli uomini a raffigurare le donne come loro le vedevano, credo sia giunto il momento per le donne di essere loro stesse le creatrici della propria immagine.

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Per quanto riguarda le tue origini, sono stata in Romania, un paese che confina con la Moldavia, e ne sono rimasta colpita. In genere, mi interessano i paesi dell’Est Europa perché li percepisco giovani, creativi e in via di sviluppo. Mi piacerebbe che tu mi raccontassi i tuoi ricordi e le impressioni che hai conservato del paese in cui sei nata. Ci sei mai ritornata?
Sai, sarà sempre la mia casa e penso con molto affetto alla mia vita laggiù. Dato che mi sono trasferita negli Stati Uniti ad una età relativamente giovane (12 anni N.d.A.) non ho molti ricordi nitidi della mia infanzia in Moldavia, ma associo emozioni molto forti a quella terra. Era un posto molto soft, pieno di innocenza e di quella bellezza della natura che ha avvolto la totalità della mia esistenza. La mia arte mi ha permesso di trattenere quelle sensazioni e di trasformarle in immagini. Ho avuto la fortuna di ritornarci e mi sono stupita di quanto poco sia cambiata: gli odori erano gli stessi e così anche gli alberi che vedevo dalla mia casa sul fiume.

Com’è nata la tua passione per la fotografia? Quanti anni avevi? In che cosa consiste esattamente il tuo lavoro?
Ho cominciato molte cose nella mia adolescenza, ma nessuna di loro sembrava destinata a durare. Mi interessavo a loro per un paio di settimane e poi l’interesse scemava. La fotografia è stata la prima cosa di cui mi sono veramente innamorata, sentivo come se fosse stata modellata esattamente su di me. Avevo circa 15 anni quando l’ho scoperto. Ho cominciato scattando foto all’ambiente intorno a me e infine sono passata agli autoritratti. Ora lavoro soprattutto con modelli.

Masha Sardari

Che cos’è per te la fotografia?
La fotografia è semplicemente un’estensione della mia mente nel mondo fisico. I soggetti appaiono nella mia mente e, se sono abbastanza fortunata, sono in grado di farli vivere attraverso la fotografia.

Le ragazze delle tue foto sono sempre circondate da una natura magica, non sono mai ritratte in un ambiente urbano e questo contribuisce a creare un’atmosfera favolosa e senza tempo. Perché questa scelta?
Mi sono sempre sentita molto vicina alla natura dal momento che sono nata in un villaggio rurale, entrando in contatto raramente con le aree urbane e le grandi città. Pertanto, è in uno spazio naturale che ho cominciato a fare Arte. Credo che il mio lavoro si basi molto sulla luce e sull’atmosfera, dopotutto una fotografia non può essere scattata senza la luce, è semplicemente impossibile.

In alcune delle tue foto ritrovo la suggestione di opere d’arte come Ophelia di Millais, dipinta a metà del XIX secolo.
Non mi sono mai espressamente riferita a questo dipinto, ma il mio lavoro attinge a vari movimenti artistici simili e sono particolarmente interessata ai Pre-raffaeliti, al Barocco, al Rinascimento e al Romanticismo. I soggetti femminili in ambienti naturali sono una scelta comune a questi movimenti ed è quindi naturale che il mio lavoro faccia riferimento a questi periodi.

In un saggio Carver ha scritto che “in narrativa, la vera sperimentazione dovrebbe essere originale, conquistata a fatica e motivo di soddisfazione” e dice anche che “non ci si dovrebbe sforzare di imitare il modo altrui di guardare le cose”. In un certo senso, mi sembra che lo stesso valga nella fotografia.
Sono d’accordo sul fatto che non si debba cercare di imitare altri, ma è qualcosa di praticamente inevitabile. A meno che uno non decida di traslocare in un’isola deserta e di non avere più alcun contatto con la società, credo sia impossibile non essere influenzato dal lavoro di altri. La pura originalità non esiste, tutto ciò che possiamo fare è sperare di avvicinarsi ad essa il più possibile.

Vorrei che tu mi dicessi qualcosa sul tuo rapporto con Internet. Come favorisce la diffusione, la conoscenza del tuo lavoro? Quali problemi sorgono? Pensi che questa tendenza a fotografare qualsiasi cosa e postarla sui social network faccia male o bene alla Fotografia?
Internet ha giocato un ruolo chiave nel permettermi di condividere il mio lavoro con un pubblico vasto. Non è mai stato così facile pubblicare una foto e avere migliaia di persone in grado di vederla in pochi minuti. A volte, è difficile acquistare credibilità come artista se il tuo pubblico principale è una collezione di pixel. Questo tuo pubblico potrebbe far diventare il tuo lavoro la prossima grande cosa o distruggere anche quel (basilare) rispetto che l’artista si merita. In generale, questa è una buona tendenza, ma ha degli svantaggi. In un certo senso, la fotografia non è sempre apprezzata come invece lo sono altri mezzi di espressione, per il fatto che viene commercializzata e screditata attraverso la riproduzione.

E ora a cosa stai lavorando?
Al momento sto elaborando i concetti per una nuova serie di foto, spero di avere l’opportunità di scattare in Colorado quest’estate, ma siamo ancora alle prime fasi di realizzazione.

Cosa ti aspetti dal futuro? La tua vita ora è diversa da come immaginavi da bambina?
Spero di avere sempre la capacità di creare Arte, non mi importa quale sia. Non credo che da bambina sarei mai riuscita ad immaginare così la mia vita attuale. Non era qualcosa che credevo risiedere nel regno delle possibilità. Sono estremamente grata di essere in grado di fare ciò che amo.

Grazie, Masha.

Sito ufficiale: http://www.mashasardari.com/

Flickr: https://www.flickr.com/photos/gomophotography

La foto che compare nella homepage è una foto di Masha utilizzata come copertina per il disco dei Moonbell Figurine e.p.

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