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Frozen: Per una volta Disney la fa giusta

Frozen: Per una volta Disney la fa giusta

Ammetto di non essere il tipo di persona che si innamora dei film Disney sulle principesse. Al contrario, i film che mi facevano impazzire da piccola erano quelli dove quasi sempre le principesse non c’entravano nulla: La spada nella roccia, Robin Hood, Lilo e Stitch, Mulan, Hercules. Tutta la litania di principesse su principesse che si innamorano di bellimbusti, che devono essere salvate, che vogliono sposarsi più di ogni altra cosa, mi sembrava estremamente noiosa. Per questo quando uscì Brave, qualche anno fa, ero in estasi: finalmente una storia di una principessa ribelle e che non ne vuol sapere di vestiti, bon ton e matrimoni. Tuttavia Disney promette molte cose ma mantiene la metà delle sue promesse, e al centro di Brave c’erano più il dramma familiare e il rapporto madre-figlia (che va benissimo, ma noi ci aspettavamo altro) che l’indipendenza della principessina.
E poi arrivò Frozen.

A prima vista potrebbe sembrare una favola classica. Elsa e Anna sono due principesse sorelle che vivono rinchiuse in un grande castello a causa dei poteri magici di Elsa, poteri magici di cui nessuno mai può venire a sapere, perché anni prima quegli stessi poteri avevano quasi causato la morte di Anna. Da allora Elsa vive isolata nella sua stanza e Anna è tenuta lontana da ogni contatto con la città esterna. Il giorno dell’incoronazione di Elsa, però, le porte vengono aperte e Anna incontra immediatamente un giovane e nobile bellimbusto, Hans: cantano una canzoncina, occhi dolci e puff, sono innamorati. Classico. Bene. “Elsa, noi ci sposiamo” “Manco per idea! Non farmi arrabbiare! Andate via tutti! Aiuto, i miei poteri, AAAH”.

Ovviamente, i poteri di Elsa scatenano un eterno inverno per tutto il regno. Elsa scappa via e crea un castello di ghiaccio dove canta la canzone più bella di tutti i film Disney, che è praticamente un grandissimo “fuck you” al mondo e alle aspettative che tutti avevano per lei (Let it go). Finalmente sola, può essere se stessa. Anna, nel frattempo, sconvolta da tutto ciò, si mette in marcia per andare a ripescare quella testarda di sua sorella, e far ritornare la primavera. “Lasciate che venga con voi, principessa” “No, non servi, mia sorella ha bisogno di me, ok thanks bye.” L’adorabile Anna è però anche incredibilmente impedita e quindi, incappata in Kristoff, un buffo ragazzo venditore di ghiaccio e la sua renna di nome Sven, si fa dare un passaggio verso la montagna dove sua sorella si è rifugiata. Mentre bisticciano e tentano di non venir mangiati dai lupi, Anna racconta la sua storia, ed ecco che di nuovo Disney dà voce all’ovvietà non detta, presente in un milione di favole. E ne fa un intera scena, non solo una battuta!

Ed è subito cult.

(SPOILER da qua in poi)

Arrivate a questo punto ci rendiamo conto che forse forse Frozen non è la solita favola classica. Ma sappiamo già tutte, nel nostro cuoricino abituato ad anni di trame sempre uguali, che sarà Kristoff ad essere il VERO principe di Anna. E infatti, tante peripezie, tante nuove cose, pupazzi di neve che amano l’estate, pupazzi di neve cattivi, cospiratori, famiglie di troll, e insomma, un sacco di neve dopo, Anna ha bisogno di un atto di Vero Amore per scongelare il suo cuore (un piccolo errore di Elsa) e non morire. Mentre tornano verso il castello e verso il principe per questo benedetto bacio di Vero Amore – alla cui menzione tutte alziamo gli occhi al cielo perché pensavamo di essercela risparmiata, almeno per stavolta – tutte alziamo doppiamente gli occhi al cielo perché sappiamo già che sarà Kristoff a salvarla e non il principe bellimbusto.

E infatti è così. E tutti vissero felici e contenti.

No, scherzo.

Quello che non ci aspettavamo, no, signori e signore proprio no, è un twist alla Sherlock in cui il principe non solo NON si rivela il Vero Amore, ma si rivela anche – rullo di tamburi – il cattivo affamato di potere!
Onestamente, mi avevano già conquistata a Let it go, ma con questa sorpresa del principe cattivo ero in visibilio. Tuttavia, c’era ancora l’annosa questione dell’atto di Vero Amore e dell’inverno eterno da risolvere.
E qui, per la seconda volta, Frozen mi lascia a bocca spalancata. Perché l’atto di Vero Amore finisce per essere in realtà… un abbraccio fra sorelle. Anna, quasi sul punto di essere completamente congelata a causa della scheggia di ghiaccio nel cuore, protegge Elsa dal principe arrivista e malvagio. E poi si ghiaccia. Ed Elsa, dopo anni e anni di porte chiuse, segreti e silenzi, la abbraccia e piange. E Anna si scioglie.
Così, tutti noi, oltre a scioglierci con lei in brodo di giuggiole, tiriamo un sospiro di sollievo e gioiamo e cantiamo perché, per la prima volta, non è una questione di principi né di baci di Vero Amore.

L’amore fraterno tema principale di un film Disney? Chi l’avrebbe mai detto! E per di più, due principesse (una regina e una principessa, a dirla tutta) che sanno il fatto proprio: Elsa, bellissima, forte, indipendente e tuttavia profondamente insicura; Anna, adorabile, goffa e distratta, eppure dotata di una forza e un coraggio infiniti. E non c’è nessun principe a salvarle: si salvano da sole, per davvero stavolta. Certo, Kristoff aiuta, ma non è il suo amore per Anna al centro della nostra storia. E sì, sì, alla fine i due si baciano e Anna regala una slitta nuova a Kristoff e sono adorabili, ma è un epilogo, e ci sta benissimo.

Quindi ecco, io volevo dire che mi sono innamorata di questo film. E che non smetto di cantare le bellissime canzoni da quando l’ho visto. Comprendetemi, sapete di chi sono le voci di Anna e Elsa in inglese? Kristen Bell e Idina Menzel. Sì, sì, esatto, Veronica Mars e Elphaba di Wicked. “Cosa? Veronica Mars sa cantare?” Eh, già.

Sembra insomma che la Disney stia mettendo la testa apposto. C’è ancora la brutta questione del “white-washing” (tutti i personaggi sono bianchi), ma si tratta pur sempre di una favola nordica. Spero, comunque, che continuino su questa scia di rinnovamento. Chissà, forse, prima o poi, vedremo due principesse innamorate l’una dell’altra. Lasciatemi sognare.


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  1. Chiara B.

    10 febbraio

    Molto amore davvero per questo film – e per questo articolo!
    Aggiungo che, per come l’ho vista io, anche se l’abbraccio di Elsa è un positivo coronamento, l’atto di Vero Amore decisivo per sciogliere il cuore di Anna è l’atto di salvare Elsa compiuto dalla stessa Anna. Magari può sembrare una sottigliezza, ma il fatto che l’atto salvifico di vero amore non vada semplicemente ricevuto, ma compiuto, mi è sembrato un modo ulteriore in cui la Disney ha miracolosamente restituito iniziativa autonoma a questa principessa sui generis!
    E, poi, vogliamo parlare del fatto straordinario che sì, Anna e Kristoff finiscono assieme – senza matrimonio, tra l’altro – ma Elsa rimane felicemente da sola? Credo davvero che sia la prima volta che vedo contemplata in un film Disney la possibilità per una donna di essere felice con sé stessa e per sé stessa. Insomma, gaudio, tripudio e Let It Go! Grazie per averne scritto =)

  2. giov

    10 febbraio

    premetto che frozen non l’ho visto, però ho letto su tumblr (dove se no?) che il white washing non è giustificato dalla nordicità dei personaggi, in quanto in teoria cosi’ a nord nella scandinavia dovrebbe trovarsi il popolo saami, con annessa storia di oppressione ed esoticismo. in giro (ok, sempre su tumblr) ci sono articoli interessanti sull’argomento.

  3. Sonomi

    10 febbraio

    Oddio sono contenta che sia piaciuto anche a voi!

    …io sono stata “agganciata” da Let It Go e poi ho dovuto vedere tutto il resto, è secondo me è un film delizioso.

    Aggiungo che anche io la vedo come Chiara: l'”act of true love” che scongela il cuore di Anna è il suo stesso gesto di sacrificio: è lei che si salva da sola mettendo la salvezza della sorella davanti alla propria (che è poi la definizione di amore che aveva dato il pupazzo di neve Olaf proprio poco prima).

    Sul whitewashing…secondo me è un problema reale, ma con questo film hanno un po’ sbagliato mira.

  4. costanza

    10 febbraio

    Il cartone mi è piaciuto, e fra l’altro mi ha divertito molto andare a vederlo con la mia, di sorella. Tuttavia, l’ho trovato fortemente problematico almeno per due aspetti, a parte il white-washing di cui dicevate. Il primo é: la rappresentazione dei corpi (delle donne), sempre sulla linea rapunzel, corpi da ragazzine minutissime ancora meno realistici delle principesse classiche (e sicuramente un bel passo indietro rispetto a, che so, la principessa della Principessa e il ranocchio). Secondo: l’incuria. Si vede che il cartone è stato realizzato al risparmio, riciclando grossolanamente molte figure (per esempio da rapunzel- appunto). Ci sono delle svolte narrative un po’ forzate, e le musiche, sebbene ci siano delle belle canzoni (let it go, certo), non le trovo comunque all’altezza dei cartoni disney classici- e anche a me sembra paradossale doverli rimpiangere.

  5. Paolo1984

    10 febbraio

    mi pare che almeno dagli anni 90 in poi la Disney abbia fatto progressivi passi avanti per quanto riguarda i personaggi femminili

  6. Calogero

    15 febbraio

    Non vi indignate per quel pugno in faccia che anna dà nella penultima gif? Se le parti fossero invertite invece…

  7. Matteo

    17 febbraio

    Anch’io ho apprezzato i temi di frozen, l’amore fraterno e l’esprimere la propria personalità, e sono contento di sentire il mio parere espresso in quest’articoletto. Purtroppo del film non mi ha soddisfatto la trama, che mi è sembrata una condensazione di una storia più ampia, ridotta e incastrata nell’ora e mezza del film: le scene non si sviluppano appieno prima di passare a una scena successiva, e quindi non rimasto tanto coinvolto quanto avrei potuto.. Peccato.

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