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Dis.order: un racconto quotidiano di un “disordine alimentare organizzato”

di Claudia Mariani

 

Sono sempre stata affascinata dalle contraddizioni, soprattutto da quelle linguistiche e semantiche. L’anoressia viene definita come un “disordine alimentare”, ma osservando persone vicine a me che soffrono o hanno sofferto di questa patologia ciò che più mi ha colpito è l’ordine, a tratti ossessivo, della loro vita. Da questa osservazione è nato Dis.order, un racconto quotidiano di un “disordine alimentare organizzato”.

Contraria da sempre alle campagne shock o “alla mercificazione delle immagini del dolore”, in questo progetto fotografico ho cercato di affrontare il tema dell’anoressia attraverso lo still­ life. L’utilizzo di questo genere fotografico, infatti, mi ha permesso non solo di eludere l’immagine del corpo, ma anche di accendere le luci, non solo metaforicamente, sull’organizzazione, la modularità che caratterizza le giornate delle persone che affrontano l’anoressia.

Ho cercato di fare fotografie che rendessero l’idea di un’organizzazione di un “disordine”. Un’organizzazione fatta di abitudini, ripetizioni, ciclicità, meccanismi che ogni giorno si ripetono come un rituale. Controllare il proprio peso, fare attività fisica, pesare il cibo, spezzettarlo in piccoli pezzi, masticarlo, sputarlo e nasconderlo. Ogni giorno uguale all’altro. Dis.order è la testimonianza di un calcolo della vita: calcolo del peso, delle calorie da bruciare e da non ingerire, calcolo dei troppi giorni passati dall’ultimo ciclo mestruale, cicli di medicinali, di visite e analisi mediche da fare.

Pensare che l’anoressia riguardi solo del mondo della moda o ne soffrano solo ragazzine che vivono passivamente un modello estetico “imposto” dalla società è pericoloso. Ne soffrono persone “normali”, uomini e donne, giovani e non, di diversa fascia sociale e di età, con vite molto differenti tra loro, ma caratterizzate dal costante tentativo di gestire ossessivamente le giornate e le attività da svolgere per nascondere un disordine emotivo che non si lascia organizzare.


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  1. Lauretti81

    11 ottobre

    Complimenti per il progetto e per la capacita’ di capire per immagini che cosa e’ realmente un “disordine alimentare”. Immagini secche, che forse solo chi ci e’ passato puo’ realmente capire, ma che sprigionano nella loro secchezza, anche la loro verita’.

    Grazie.
    L.

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