Delia Derbyshire

Delia Derbyshire è un personaggio unico nella storia della musica, un’artista geniale e ispiratrice: oltre ad essere una delle prime donne ad essersi occupate di musica elettronica, ha dato ad essa uno dei maggiori contributi tecnici e compositivi negli anni ’60. Nata a Coventry, Inghilterra, nel 1937, dimostrò sin da bambina un grande interesse per il suono e la musica:

Sono sempre stata appassionata della teoria del suono, anche ai tempi del liceo. L’insegnante di fisica si rifiutò di insegnarci l’acustica, ma la studiai da sola, e mi riusciva bene. Era un misto di parte matematica e di musica. Inoltre, la radio è stata il mio amore sin da quando ero bambina, perché venivo da una famiglia umile, avevamo pochi libri, e la radio è stata la mia educazione. Entrare nella BBC è sempre stata la mia piccola ambizione” (Delia, da un’intervista del 2000).

Si laureò e specializzò in storia della musica, e prese il diploma in pianoforte alla Royal Academy of Music a Londra.
delia derbyshireAlla fine degli anni ’50 il mondo musicale era totalmente maschile, e Delia ebbe delle difficoltà sin dal suo primo tentativo di entrarne a far parte. Dopo la laurea e il diploma cercò lavoro alla Decca Records, dove le venne detto che semplicemente non avevano alcuna intenzione di assumere donne negli studi di registrazione. Nel 1960 riuscì ad ottenere un posto come assistente di un critico di musica classica della BBC, e fu allora che cominciò a dimostrare veramente le sue qualità, che anzi alcuni si spinsero a definire magia: poteva ad esempio dire con precisione dove cominciava a suonare un determinato strumento semplicemente guardando i solchi del vinile.
Lavorando per la BBC, sentì parlare del BBC Radiophonic Workshop, il laboratorio sperimentale in cui venivano creati gli effetti sonori e le musiche per la radio e la televisione, e chiese di poter entrare – mossa che creò un po’ di confusione al tempo, dato che le persone di solito venivano assegnate dall’alto a quella sezione. Date le sue capacità, venne assunta, e si ritrovò nel suo ambiente naturale: lì ebbe la possibilità di dare libero sfogo alla sua mente, producendo una grandissima quantità di colonne sonore, componendo, manipolando, tagliando e incollando nastri e registrazioni: le tecniche della prima musica elettronica erano infatti assolutamente manuali. Nel ’62 collaborò anche col compositore Luciano Berio, attivo nel campo dell’avanguardia elettronica, che la influenzò e le prestò degli strumenti.
Tra le tante opere prodotte in quegli anni, ce n’è una che l’ha resa famosa a livello internazionale: nel 1963 si occupò della realizzazione elettronica del famoso tema di apertura della serie televisiva Doctor Who, composta originariamente da Ron Grainer.

Il lavoro e le tecniche usati de Delia per questo pezzo hanno dell’incredibile per l’epoca (per chi volesse approfondire, c’è una pagina di wikipedia interamente dedicatagli), tanto che, quando l’ascoltò, Ron Grainer disse stupito “Davvero ho composto questo?“, e Delia rispose “La maggior parte“. Grainer tentò di farle avere un credito da co-compositrice, ma la BBC glielo negò.

Delia fece parte di molti alti progetti collegati al BBC Radiophonic Workshop, uno dei quali è la band White Noise. Fondato nel 1968 insieme a David Vorhaus e altri musicisti, il gruppo fece uscire nel 1969 il meraviglioso album An Electric Storm, un capolavoro di psichedelia, sperimentalismo elettronico estremo, pop e pura follia: Vorhaus ha calcolato che ci sono voluti più di un milione di pezzi di nastro tagliati e incollati insieme per realizzarlo. Nulla è quello che sembra in questo disco: i violini e i violoncelli sono in realtà tracce di contrabbasso velocizzate, alcune “voci” sono elettroniche, alcuni suoni irreali sono voci manipolate. In My Game of Loving, David Vorhaus e Delia utilizzano addirittura dei campionamenti degli orgasmi di donne e uomini.

Delia partecipò a innumerevoli altri progetti negli ultimi anni ’60, lavorando anche con Paul McCartney, George Martin e Yoko Ono. Nel 1972 fece un album solista, e nel ’73 lasciò il BBC Radiophonic Workshop. Delia motivò questo abbandono con l’espressione “self-preservation”: stava arrivando l’era dei sintetizzatori, mentre per lei la musica elettronica era sempre stata una questione di lavoro minuzioso e manuale.

Ritiratasi a vita privata,  l’equipe musicale della BBC perse la sua grande personalità, e il periodo d’oro del Workshop finì. Nelle interviste, gli ex colleghi la definiscono “affascinante”, “geniale”, “leggendaria”, “dalla volontà di ferro”, “misteriosa” ed “enigmatica”. In un’intervista disse: “Ho fatto anche cose che mi era stato vietato di fare, e penso di essere sempre stata una pensatrice molto indipendente“, e che credeva fermamente che la libertà creativa fosse più importante di venire assunti. Il suo idealismo a volte non le rese la carriera e la vita facili e, parlando della sua professione, in un ambiente che era quasi esclusivamente in mano agli uomini, dichiarò: “Le donne sono ottime ingegnere del suono, e la ragione è che possono interpretare ciò che il produttore vuole, sanno leggere tra le righe e capire la loro personalità. Le donne sono brave con le cose astratte, hanno sensibilità particolare e capacità di comunicazione. Padroneggiano la complessità del tagliare e incollare i nastri, che è un lavoro molto delicato“. Un produttore, data la sua fama, una volta le disse che immaginava fosse un’ardente femminista; Delia rispose che effettivamente non ci aveva mai pensato in quei termini.

Delia ritornò alla musica solo alla fine degli anni ’90, quando cominciò a collaborare con Peter Kender (aka Sonic Boom) degli Spacemen 3. Purtroppo morì nel 2001 senza far uscire nulla. Nella sua soffitta vennero trovati centinaia di nastri, impacchettati e mai toccati dal 1973, che sono stati poi catalogati e digitalizzati (ma non pubblicati, per problemi di copyright con la BBC). Nascosti da lei stessa per trent’anni: chissà, forse se quei lavori, che hanno anticipato di molto artisti come Aphex Twin e Autechre, fossero stati accessibili al grande pubblico negli anni ’70, oggi la musica potrebbe essere molto diversa, e Delia sarebbe stata da subito riconosciuta come la Signora Elettronica. Ma la “Scultrice del Suono”, come l’hanno anche definita, era una persona estremamente riservata, e se lo avesse davvero voluto, non avrebbe occultato tutto avvolgendosi nella sua tipica aura di mistero.

 

Per approfondire: nel 2010 Matthew Sweet ospitò un bellissimo programma radiofonico per la BBC su Delia Derbyshire, con interviste ai vecchi compagni e colleghi. Si trova su Youtube.