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Beatrice Borromeo dovrebbe chiedere scusa a chiunq...

Beatrice Borromeo dovrebbe chiedere scusa a chiunque sia un’adolescente nel 2014

Giovedì 6 marzo, su Il Fatto Quotidiano, è uscito un articolo di Beatrice Borromeo intitolato Sesso a 14 anni, le adolescenti raccontano: “Se non ti fai sverginare sei una sfigata”.
La redazione di Soft Revolution l’ha trovato becero e doloroso da leggere. Data la grande risonanza che ha avuto in questi giorni sui social network, abbiamo ritenuto fosse il caso rispondere chiarendo un paio di cose.
Una volta letto l’articolo, se la pensate come noi, vi invitiamo a fare pressione sul Fatto e sull’autrice con un tweet.

1. Il rigore del metodo

Una regola fondamentale che ho imparato studiando sociologia, ma che dovrebbe essere incisa sui banchi delle scuole fin dalla prima elementare, dice che non possiamo generalizzare a partire da un numero limitato di casi o occorrenze di un dato fenomeno. Ad esempio, non possiamo dire che i tutti i gatti di Corfù sono rossi solo perché, nell’approdare sull’isola per la prima volta, ne abbiamo visti due, ed entrambi erano di quel colore.
Per poter affermare che i gatti di Corfù sono tutti rossi ci servirebbe un campione ben calibrato dell’intera popolazione felina, ed esso dovrebbe rivelarsi composto, per l’appunto, da gatti rossi.
La persona che, senza mai aver messo piede a Corfù e senza aver studiato i dati relativi ai colori dei felini dell’isola, venisse a raccontarmi che lì tutti i gatti sono rossi, sarebbe a dir poco menzognera. E lo sarebbe anche colui il quale riferisse lo stesso, avendone contemplati solo due da lontano.

Seguendo l’esempio dei gatti rossi di Corfù, non mi aspetto che una persona adolescente pronunci la frase: “Scopare è come fumare una sigaretta, […] una piccola trasgressione”.
Dico questo perché nel corso della mia intera esistenza non mi è mai capitato di sentire un ragazzo o una ragazza minorenne parlare di sé o delle proprie attività definendole “trasgressive”. “Trasgressivo” è un aggettivo usato dalle persone di mezza età per riferirsi agli adolescenti con tono paternalistico o, in alternativa, dai giornalisti che tentano di costruire pezzi sensazionalistici sul nulla.

Costruire pezzi sensazionalistici sul nulla significa mentire, e i giornalisti non dovrebbero mentire. Dovrebbero conoscere l’argomento del quale si apprestano a scrivere, per evitare di parlare a vanvera. Dovrebbero documentarsi più del comune cittadino prima di articolare un punto di vista e stenderlo nero su bianco, perché essere letti implica grosse responsabilità e potere d’influenza su chi un’opinione non ce l’ha ancora. I giornalisti dovrebbero sapere fin troppo bene che non possiamo generalizzare a partire da un numero limitato di casi. I giornalisti non dovrebbero inventare delle citazioni ad hoc da inserire nei propri articoli. I giornalisti dovrebbero sapere che cosa significa virgolettare una frase o un discorso, e agire di conseguenza.

2. “Lei non ha idea di che cosa significhi essere una ragazza”

C’è una scena ne Le vergini suicide – il romanzo di Jeffrey Eugenides e il film di Sofia Coppola – che mi torna spesso in mente. In una stanza d’ospedale, la più giovane delle sorelle Lisbon dialoga con un medico di mezza età. Cecilia è reduce dal suo primo tentativo di suicidio e siede apatica sul letto, mentre egli le fa presente che è troppo giovane per conoscere le oscurità che possono spingere un adulto a togliersi la vita.
“Evidentemente, dottore, lei non ha idea di che cosa significhi essere una ragazza di tredici anni”, gli risponde Cecilia.

Non avere idea di cosa significhi essere una ragazza – una qualsiasi – in un dato momento e in un dato luogo, ma parlare comunque per lei; farsi ventriloqui.
Prendere una ragazza – una qualsiasi – e chiamarla puttanella. Generalizzare a partire da un’esperienza. Chiamarle tutte puttanelle.

Essere così dimentiche della propria esperienza adolescenziale e di quelle osservate attorno a sé, da stendere un articolo irresponsabile e dannoso come quello di Beatrice Borromeo, pubblicato all’interno della sezione “Donne di Fatto” de Il Fatto Quotidiano.
Sesso a 14 anni, le adolescenti raccontano: “Se non ti fai sverginare sei una sfigata”, recita il titolo.

3. Beatrice Borromeo da ragazza

Beatrice Borromeo ha compiuto un gesto disgustoso, reso ancor più grave dal fatto ch’ella non è un uomo di mezza età, bensì una giovane donna.

Beatrice Borromeo ha scritto un articolo sensazionalistico sulla sessualità di chi è ragazza adolescente nel 2014. L’ha fatto usando toni assimilabili al peggior tipo di slut shaming. Ha costruito il suo pezzo assemblando stralci d’intervista che suonano falsi come una dentiera di legno. Non ha citato delle fonti attendibili o degli studi sulle abitudini sessuali o le rappresentazioni che ragazzi e ragazze hanno del sesso e dell’affettività. Si è permessa di predisporre il terreno per quello che poi è stato lo scatenarsi di centinaia di commenti scritti da persone che hanno preso l’articolo per oro colato e l’hanno usato come supporto per dichiarare che le ragazze d’oggi sono tutte delle puttanelle.

Per quanto irritante, è più facile accettare che il medico de Le vergini suicide sminuisca il dolore, il senso d’isolamento e, in generale, l’intera esperienza di vita di una persona come Cecilia. Egli, com’è chiaro, non ha idea di cosa significhi essere una ragazza adolescente. Ignora cosa si provi nel subire certe pressioni e certi insulti, nell’essere trattata in certi modi e guardata in altri.

Non conosco Beatrice Borromeo di persona, ma ritengo di poter affermare ch’ella sia stata, non moltissimo tempo fa, un’adolescente. Immagino che, anni or sono, se non tutt’ora, abbia frequentato molte ragazze. E suppongo che non le abbia conosciute isolatamente da individui di genere maschile.
Se Beatrice Borromeo ha il privilegio di fare la giornalista, mi aspetto che le storie che ci viene a raccontare non siano menzogne, non siano costruite ad hoc per raccogliere consensi sui social network.
Se Beatrice Borromeo è stata una ragazza adolescente, una qualsiasi ragazza adolescente, mi aspetto che non punti il dito contro una categoria intera demonizzandola, accendendo roghi al centro delle piazze e nei salotti delle nostre case.

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Se Beatrice Borromeo è stata una ragazza adolescente, se ha provato certe esperienze sulla propria carne e le ha viste compiersi sul corpo di altre, mi aspetto che porti rispetto a chi ha quindici anni nel 2014, indipendentemente che sia o non sia “sessualmente attiva”, come si suol dire.

E mi aspetto che Beatrice Borromeo sappia che è troppo facile chiedere che si ponga l’attenzione sui corpi delle ragazze, perché è lì che gli sguardi sono già rivolti. È sui corpi delle ragazze che si intavolano discorsi infiniti, spesso densi di moralismo e giudizi negativi.

4. Lo sguardo altrui sul tuo corpo

L’altro ieri sera sono tornata a casa da sola dopo una festa di compleanno. Come spesso accade – al punto che ormai sono solita aspettarmelo – un signore di mezza età mi ha vista da lontano, ha attraversato la strada apposta per venirmi vicino e, con voce vogliosa, mi ha detto “Ciao bella mora”, aggiungendo poi una lista di cose che mi avrebbe fatto e che ho sentito solo in parte, perché ho affrettato il passo per scappare.

Ieri mi ha scritto un’amica per raccontarmi che le era successa una cosa molto simile e che l’irritazione l’aveva spinta a rispondere all’uomo che le si era impropriamente rivolto per strada, trovandosi poi a dover gestire il terrore ch’egli reagisse con violenza.

5. Portare rispetto

A Beatrice Borromeo e a tutte le persone che traggono piacere dall’insultare a caso le ragazze adolescenti di oggi, di ieri e di domani, io dico per l’ennesima volta:

se c’è una categoria meritevole di rispetto, essa è quella delle ragazze adolescenti.
Non ho motivo di rivolgere imperitura stima a chi riceve già di continuo legittimazione, incoraggiamento e potere.
Il mio rispetto va a chi, nonostante lo scrutinio costante e spesso brutale, giunge ai vent’anni.
Il mio rispetto va a chi, sotto lo scrutinio costante e spesso brutale, non giunge ai vent’anni.

Se c’è una categoria meritevole di rispetto, essa è quella delle ragazze adolescenti.
Le si dipinge come figurine piatte. Stronze, fragili, puttane, frigide, pronte a massacrarsi a vicenda. L’amicizia femminile è quasi sempre raccontata con toni che sembrano volerla negare nella sua essenza.

Le ragazze adolescenti sono quasi sempre nel torto.
Se scopano, se non scopano.
Se parlano di sesso, se non ne parlano.
Se fanno una sega ad un ragazzo con cui sono uscite, se non gliela fanno.
Se si masturbano, se non si masturbano, se dichiarano di farlo, se dichiarano di non farlo.

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Le ragazze adolescenti sono trattate sistematicamente da sgualdrine quando cercano di avere accesso alla pillola del giorno dopo. È successo a me, è successo a moltissime delle mie amiche.

Le ragazze adolescenti sono trasformate in oggetti sessuali, ma il loro piacere, nel discorso pubblico, nelle narrazioni collettive, non è mai computato. Le ragazze adolescenti, nelle narrazioni collettive, non provano desiderio, non si masturbano. Se lo fanno, sono delle devianti. “Non si parla di queste cose.”

Gli opuscoli di educazione sessuale che trovai in quarta superiore nei corridoi della mia scuola venivano da un Ministero della Repubblica Italiana e dicevano che era meglio evitare di fare sesso.

Le ragazze adolescenti, nelle mondo del dato per scontato, non consumano materiale pornografico, perché “quella è roba da maschi”. Il materiale pornografico più facilmente accessibile online presenta rappresentazioni svilenti della sessualità femminile, in cui le ragazze sono utili solo in quanto attrezzo per procurare piacere ad altri. La pornografia fatta bene, quella che mostra nel dettaglio e realisticamente le gioie del piacere femminile, è spesso difficile da reperire, soprattutto quando non si sa della sua esistenza.

Le ragazze adolescenti si meritano il mio rispetto, il vostro e quello di Beatrice Borromeo perché sono come degli equilibristi.
Traiamo immenso piacere dalla contemplazione dell’apparente mancanza di sforzo con cui gli equilibristi eseguono le loro coreografie. Percepiamo la tensione dei loro muscoli, i rischi che corrono fluttuando nell’aria. Anche le volte in cui li vediamo fallire un esercizio e precipitare nel vuoto, rispettiamo lo sforzo che c’è stato.
Una ragazza adolescente – una qualsiasi – vive correndo il rischio di essere svergognata pubblicamente. Articoli come quello di Beatrice Borromeo gettano benzina sul fuoco. Scatenano dibattiti controproducenti, che negano le verità quotidiane di chi è ragazza nel 2014.
Negano le violenze, negano gli affetti, negano la concretezza delle esperienze che non trovano spazio per essere raccontate, perché è molto più facile inventarsele per suscitare clamore.

Beatrice Borromeo dovrebbe chiedere scusa per quello che ha scritto e con lei anche il Fatto Quotidiano, che ha fornito lo spazio e il bacino d’utenza che ha accolto le sue parole.

Se siete d’accordo, ditelo a Borromeo e ditelo al Fatto con un tweet
. Gli handle da usare sono @BorromeoBea e @fattoquotidiano. Sentitevi liber* di farlo linkando questo articolo.

(Immagini: foto da the real orphan, fotogramma del film Ghost World)


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  1. Valeria

    9 marzo

    Grazie per questa risposta. Mi sento meno sola, sinceramente, a volte dire queste cose è come combattere contro i mulini a vento.

    Valeria

  2. Grazie Margherita, mi hai strappato le parole di bocca. Parlo da “letterata” e non da sociologa e rincaro da dose. L’articolo era mal scritto. Riportava, a spizzichi e bocconi, un fatto singolo (vero? costruito al tavolino della redazione?) avendo la pretesa di farlo assurgere a campione – è vero- ma al contempo parlava così esplicitamente di una ragazza “tipo” da risultare quasi comico. Come quei racconti che iniziano con “Mio cugino conosce un tale che…”. Quando l’ho letto ho pensato che fosse stato scritto da un vecchio per un pubblico di vecchi, notoriamente terrorizzati dai mille pericoli dell’adolescenza. Poi leggo il nome dell’autrice e le cose si chiariscono. E’ un articolo “piaccione”. Non entro nel merito del reperimento delle informazioni (potrebbe essere anche tutto vero), ma il taglio allarmistico che viene dato, l’approccio moralistico, la finta preoccupazione con cui si abbraccia un tema come questo è perfetto per un rotocalco tradizionale. Forse il tema è proprio questo: il pubblico (colto, di sinistra, radical) de “Il fatto” non è molto diverso da quello di Gente. Il lettore vuole la “storia debosciata” per: a) rincuorarsi e pensare che la figlia/nipote non sia così b)discutere con il collega su quanto siano cambiati i tempi, quanto siano diversi e “pericolosi” gli adolescenti di oggi c)sfogare tutta la carica moralista che si portano addosso. Tuttavia dovrebbe essere compito di una redazione “sana” non scadere, per la caccia al lettore, in clichés di questo tipo…

  3. Laila Al Habash

    9 marzo

    Tre parole: grazie di cuore.

  4. martina

    9 marzo

    Risposta perfetta alla superficialità dell’infamato articolo!

  5. Valentina

    9 marzo

    Sono d’accordo, ma anche in disaccordo con questo articolo.
    le mia perplessità è la seguente:
    la giornalista ha ammesso che questa è solo una testimonianza (la versione di Chiara) e che quindi non rappresenta tutto il mondo degli adolescenti. ha anche detto che ci saranno altri articoli con storie diverse.
    questo articolo non racconta tutta la verità, ma ci sono anche molte ragazze che condivino l’esperienza descritta nell’articolo e secondo me è quindi giusto parlarne. dite che sbaglio?

  6. il problema è che borromeo ha costruito, a detta sua, l’articolo a partire da una testimonianza, ma usando toni che danno ad intendere che si tratti di un’esperienza condivisa, quasi generazionale. ha insistito sulla peculiarità dell’esperienza singola solo quando è stata attaccata. e in ogni caso le giustificazioni che ha portato sono balorde a livello metodologico.

    noi siamo le prime a voler parlare di sessualità e lo facciamo anche relativamente spesso, cercando di rivolgerci e di dare spazio soprattutto alle voci delle ragazze più giovani. il punto è che c’è modo e modo di farlo. i toni di borromeo sono toni di slut shaming e non è così che si fa, se si vuole stare dalla parte delle ragazze.

  7. Ilaria

    9 marzo

    Sono incappata in questo articolo casualmente su fb e da allora ci sto troppo male. Di articoli come questo, che puntano a solleticare la morbosità dei lettori, ce ne sono spesso; quello che mi fa stare particolarmente male in questo caso è proprio il fatto che sia stato scritto da una giovane donna. Condivido ogni parola di questo post e l’ho twittato a lei e al Fatto, anche perché ho notato che questo articolo è il primo di una serie.

  8. Irene Franco

    9 marzo

    Sotto un post di un utente fb che aveva condiviso l’articolo, ho commentato cercando di smentire quelle assurdità. Io ho 19 anni ed ero la più giovane tra la gente che ha postato altri commenti: tutti diametralmente diversi dal mio, che osannavano il contenuto dell’articolo quale grande verità rivelata. Sono felice di aver vinto. E non per gloria virtuale, ovviamente. Grazie, da ex adolescente “problematica” e da donna.

  9. Valentina

    9 marzo

    ok quindi semplicemente doveva marcare di più l’aspetto della “singola testimonanza” stando molto attenta a non forzare la linea di confine con la generalizzazione e riportare sempre e comunque anche l’altra faccia della medaglia.
    Ad esempio se si volesse denunciare che adolescenti usano la pillola del giorno dopo regolarmente, non avendo la più pallida idea del male che fa, si dovrebbe anche obbligatoriamente parlare dei problemi che ci sono in molti consultori/ospedali ad ottenerla quell’unica volta che per sbaglio ti si rompe il preservativo.
    sono sulla strada giusta?

    in ogni caso ammiro molto questo sito, soprattuto per come trattate molti temi che sono ancora pesanti tabù in italia.
    credo solo che ci sia bisogno di articoli più provocatori per far smuovere la popolazione e pretendere una giusta educazione sessuale a scuola e in televisione. io ho scoperto a 23 anni che assunzione di contraccettivi, tabacco e alcool mescolati insieme sono un mix terribile se si vuole vivere discretamente oltre i 30anni e conosco CENTINAIA di persone ignare che lo fanno. non dico che non si possa fare, ma forse avrei soppesato meglio le mie scelte se avessi avuto i mezzi per farlo.

  10. Jules

    9 marzo

    Sono d’accordo dalla prima all’ultima parola, l’avevo già scritto nei commenti, sono rimasta disgustata da questo articolo. Grazie.

  11. @valentina: dubito fortemente che la pillola del giorno dopo sia usata regolarmente. è difficile da reperire, spesso impossibile. e non costa poco. in altri paesi è molto più economica e può essere acquistata senza ricetta. con queste premesse, il discorso non regge.

  12. Ilaria

    9 marzo

    @Valentina: secondo me la generalizzazione c’è, a partire dal titolo fino al fatto che la giornalista si riferisci molto spesso a “Chiara e le sue amiche”, parla spesso al plurale, e tra una frase di Chiara e l’altra infila pure delle affermazioni che tendono a veicolare il lettore verso una ben determinata reazione. Almeno secondo me. Voglio anche sottolineare un altro aspetto, e qui parlo non da sociologa ma da pedagogista quale sono: intervistare ragazzi/e adolescenti è molto complicato, non solo perché occorre avere un grande rispetto e tatto verso sensibilità in formazione ma anche perché spesso le reazioni che otteniamo possono essere “di facciata”. Un adolescente, di fronte a un’intervista su un tema “ad alta sensibilità” come il sesso, e fatta in forma anonima da un adulto che non conosce, può giocare (a volte anche non del tutto consapevolmente) a spararla grossa, a enfatizzare certe cose, a esagerare. Per difesa, o per spacconeria, o per tendere la corda, o per mostrarsi scafato/a e cinico/a, per divertimento, per stupire, per stimolare sdegno, perché gli/le viene così… per centomila motivi. Quindi spacciare per assoluta verità le di Chiara in un modo così acritico mi sembra poco professionale anche dal punto di vista giornalistico.

  13. Julia

    9 marzo

    Classico caso di “slut shaming”, infarcito dalle solite litanie “ai miei tempi a 14 anni si giocava con le bambole!”. Sento queste porcherie da almeno 20 anni, cioé da quando ero adolescente io. Sempre “le ragazzine di oggi sono tutte puttane”. Inoltre l’articolo della Sig.ra Borromeo è pornografia allo stato puro, talmente disgustoso che non sono riuscita neanche a finire di leggerlo.
    Si scrive pornografia a uso e consumo di vecchi bavosi che in pubblico condannano e in privato se ne approfitterebbero volentieri, classica morale da paese cattolico. E pure il’8 marzo, alla faccia della festa della donna. Sono disgustata.

  14. daniela

    9 marzo

    Grazie, condivido parola per parola.

  15. Mariana

    9 marzo

    Grazie mille! Non sapevo più come esprimermi. E la cosa più fastidiosa? I commenti delle persone, di giovani, di ragazze giovani adulte. “Zoccole”, “Troie”, “Puttanelle”. Mi veniva da piangere. Grazie ancora! Lei ha espresso tutto ciò che volevo dire ma per cui non riuscivo a trovare le parole esatte.

  16. Marco

    9 marzo

    Chiaramente, se sei una zoccola quattordicenne nessuno deve permettersi di giudicare. Se invece sei un cinquantenne che vuole sesso, sei un vecchio maniaco bavoso. Complimenti per l’empatia.

  17. andrea

    9 marzo

    giovedi 6 marzo è uscito un’articolo che parlava di racconti di adolescenti…nessuno ha voluto dire che questa è la regola solo che il fenomeno c’è…Borromeo e il Fatto Quotidiano non devono chiedere scusa di niente anzi è la vostra redazione che dovrebbe chiedere scusa alla giornalista per questa ramanzina(DISGUSTOSA ed INSOLENTE)… Prima di dare lezioni di giornalismo dovreste sapere una cosa elementare e cioè che sono gli atti e i comportamenti in questione che sono beceri e dolorosi non chi li racconta…ogni giorno poi c’è BARBARA D’URSO che in tv ci parla sempre delle baby squillo e altre storie del genere…ma di questo forse non ve ne siete ancora accorti…

  18. Argh mi si è cancellato il commento che odio!! Vabbé, allora, punto uno: 14 anni sta a 50 come l’adolescenza sta all’età adulta, ma immagino che pretendere a un adulto di comportarsi come tale sia troppo. Punto due: qui non si demonizza il voler far sesso, che è cosa sana e bella dalla giovinezza in su, ma l’usare il desiderio come scusa per sopraffare l’altro, e se tu cinquantenne mi fermi una ragazza sola ad ora tarda per comunicarle il tuo desiderio di fartela del tutto indifferente al suo interesse nei suoi confronti la tua azione va al di là di ogni volontà di instaurare una relazione paritaria, quindi non solo sei uno scocciatore ma anche un vigliacco (lo faresti di giorno con la ragazza in compagnia?). Punto tre: qui non si attacca solo il contenuto – il comportamento sessuale dei giovani d’oggi – che è argomento ben più ampio e complesso di come l’ha voluto sintetizzare Borromeo, ma lo stile dell’articolo. Non si fa giornalismo così, non è questo il modo di fare informazione. Poiché il racconto non è mai neutro, il giornalista si fa carico della responsabilità di impostare il suo linguaggio nel modo migliore per rendere il più possibile tutte le sfumature della questione, altrimenti è di parte, è fazioso, cerca il risultato facile, è insomma tutto ma non un giornalista serio.

  19. martina

    9 marzo

    @andrea: immagino che quindi se ci fosse stata una critica ai contenuti dei programmi di Barbara D’Urso tu avresti reagito allo stesso modo? Difendendola, dicendo che sono i “comportamenti ad essere beceri” e non il modo non esattamente sensibile e professionale di chi ne parla? Dato che equipari i contenuti dell’articolo della Borromeo ai programmi della Durso, tanto per capire.

  20. doriana

    9 marzo

    grazie per quest’articolo!

  21. Ferdinando

    9 marzo

    Tutta la prima parte (i fatti di Corfu’ e le regole dell’analisi statistica) e’ assolutamente ineccepibile.
    Peccato che poi l’autrice commetta lo stesso errore di “generalizzazione” spesso e volentieri in altre parti dell’articolo. Certo, generalizzazione “a difesa” invece che “in accusa”, ma pure sempre generalizzazione.
    Mi sarei fermato al punto 1. Fermarsi li’ avrebbe significato che Beatrice Borromeo doveva delle scuse alle ragazze adolescenti. Il resto del papiro ora fa si’ che siano in due a dovere delle scuse: Beatrice Borromeo alle ragazze adolescenti e Margherita Ferrari a “tutti gli altri”, perche’ no, non il bistrattamento delle ragazze adolescenti non e’ SISTEMATICO ne’ SISTEMICO, perche’ circa il 48.2% di quella pornografia “per un pubblico maschile” ha per consumatori delle donne (e l’81.9% di quel 48.2% dichiara che tale pornografia ben rappresenta le loro fantasie erotiche), etc etc…
    Davvero, il punto 1 bastava. Il punto 2 ci puo’ stare. Se si fosse risparmiata il resto avrebbe fatto decisamente meglio.

  22. Marco

    9 marzo

    Il cinquantenne che cerca la quattordicenne sbaglia e su questo non ci piove, ma voi assolvete la quattordicenne slut, che è altrettanto sbagliato. Non so se qui c’è qualcuna che ha 50 anni, ma quando li avrete, presumo che vorrete lo stesso essere amate e fare sesso. Provate a immaginarvi signore cinquantenni. Cercherete l’amore e il sesso nel modo in cui potrete. Qualche volta vi riuscirà, altre volte vi andrà male, altre volte magari l’approccio sarà maldestro. Ecco, ora provate a immaginare di sentirvi chiamare per questo motivo vigliacche, scocciatrici e vecchie carampane rinsecchite che pretendono di fare sesso alla loro età. Scommetto che vi farebbe dispiacere, e magari lo trovereste ingiusto. Però non ci pensate due secondi a chiamare vecchi bavosi gli altri.

  23. Antonello

    9 marzo

    Scusi, ma la sociologia si basa proprio su generalizzazioni visto che si serve di dati campione.

  24. Paolo1984

    9 marzo

    Marco, se una cinquantenne importuna un ragazzo sconosciuto che sta passeggiando per i fatti suoi e non gradisce quel genere di attenzioni (non ho mai sentito un episodio del genere ma non escludo nulla in assoluto) credo che il ragazzo abbia tutto il diritto di risentirsi e scacciarla perchè sì è una scocciatrice e una molestatrice altrettanto un uomo più che adulto che per strada apostrofa una giovane peraltro sconosciuta, che passeggia per i fatti suoi e che palesemente non gradisce e vorrebbe non essere disturbata e ha tutto il diritto di non essere disturbata come ce l’ho io e ce l’hai tu, sì è uno scocciatore, un molestatore e un vigliacco e sì è un vecchio bavoso

  25. Valentina

    9 marzo

    @Ilaria: grazie mille per la tua chiave di lettura

  26. Eleonora

    9 marzo

    E’ vero quello che dici, ma sarebbe anche giusto ammettere che non viviamo in una realtà semplice. Non lo è per gli adolescenti, che si trovano indubbiamente a vivere un’età di profonda irrequietezza, incompletezza, paura e disagio; ma non lo è nemmeno per chi, a questi ragazzi cerca di insegnare a cavarsela in questo mondo. E’ innegabile che spesso (attenzione, spesso non sempre),ci si trovi ad aver a che fare con adolescenti che pensano di potersi permettere tutto. Sono convinti di aver raggiunto un’età tale da essere perfettamente consapevoli, ma le conseguenze di tanti atteggiamenti possono essere devastanti. Quello che andrebbe insegnato e innalzato è il rispetto per sè stessi e per gli altri. La mancanza d’amor proprio sta spesso alla base di atteggiamenti che sono di fatto sbagliati e non tanto nei confronti della società, ma sbagliati per sè stessi. Se è vero che esistono ragazze che il lunedì mattina arrivano a scuola sventolando ai quattro venti di aver fatto sesso nel bagno di una discoteca con la paura di essere rimaste incinte beh, c’è di fatto un problema. E non tanto per l’atto in sè, ormai non stupisce più nulla, quanto per la sminuente semplicità con cui una parte così profondamente personale viene svenduta, sventrata. Forse, quello che la Borromeo voleva trasmettere (in modo sicuramente eccessivo), è che dall’esterno sono comportamenti che fanno paura. L’allarmismo è inutile, è solo controproducente. Ma onestamente non me la sento di puntare il dito contro qualcuno che denuncia atteggiamenti autodistruttivi. La realtà di oggi è meravigliosa e ricca di qualsiasi tipo di opportunità, ma può diventare una pericolosissima arma a doppio taglio. Le ragazze adolescenti sono fiori che stanno sbocciando, è importante che si prendano cura della loro coraggiosa fragilità.

  27. Garnant

    9 marzo

    Nooo, l’inchiesta scandalistica sulle “ragazze che bruciano le tappe”!!! Alle medie (negli anni ’80) la prof di religione ci leggeva sempre in classe articoli del genere, a scopo intimidatorio, visto che la nostra scuola media confinava provvidenzialmente con un istituto professionale per l’industria e l’artigianato…

  28. ALessio

    9 marzo

    A mio parere,
    generalizzare non è affatto positivo (anche se come è stato detto, in parte necessario per le scienze sociali).
    Detto questo, vorrei dire che non mi sembra che l’articolo sia foriero di una generalizzazione. Racconta il mondo visto da /alcune/ ragazze di quattordici anni. La generalizzazione è stata fatta da /alcuni/ lettori, che forse non riescono a distinguere un reportage giornalistico di una certa realtà sociale con un articolo scientifico.
    Che sia apparso nei dintorni della festa della donna non ha aiutato (o forse si, dipende da che lato la si guarda). La giornalista, e il giornale, ne saranno di certo felici, vista l’eco che ha ottenuto.
    Lamentarsi di questo caso come un esempio dell’esagerazione fanatica del giornalista è un atteggiamento alquanto ipocrita. Ce ne sarebbero, di occasioni, di argomenti da contestare, e nessuno (anzi, la maggior parte) non dice niente.
    Di certo è un argomento di rilievo, ma qui mi sa che si guarda il dito e non la luna: se anche una sola ragazza al mondo iniziasse a pensarla come queste suddette, io direi che c’è comunque da riflettere.
    E da avere i brividi.

  29. Paolo1984

    9 marzo

    Alessio, l’articolo è indifendibile da ogni punto di vista.

  30. francesca

    9 marzo

    @alessio, a me non pare che l’articolo racconti il mondo visto da alcune adolescenti. Racconta alcune adolescenti viste da Beatrice Borromeo.

    E, se vogliamo parlare di distinguere forme e linguaggi del giornalismo

    inchiesta= lungo pezzo o libro che fornisce dati che qualcuno si è andato a ricercare nel tentativo di ricostruire la realtà. Il giornalista investigativo dice “ok, fonte più o meno ufficiale DICE che succede cosa X. Dopo un lungo e meticoloso lavoro di investigazione posso dirvi che SI’, succede cosa X, e succede in questo modo, e queste sono le prove/NO, non succede cosa X, invece succedono Y e Z e queste sono le prove.”
    Non funziona che se hai chiesto delle cose a della gente hai fatto un’inchiesta. Anche se pare che scrivere inchiesta dappertutto fa fico.

    reportage= racconto approfondito di una realtà che l’autore va a vedere di persona+riflessione.
    Sarebbe un reportage se B. avesse seguito per un tempo ragionevolmente lungo delle adolescenti immergendosi nel loro ambiente, andando nei luoghi che frequentano, intervistato loro, i loro partner e amici, le persone con cui hanno a che fare eccetera.

    Questo chiamasi ARTICOLO DI COLORE, un pezzo sulla società in cui chi scrive si fa un giro in un dato ambiente, lo descrive, dice cari lettori qui l’atmosfera è questa, in questi dintorni si dicono queste cose, la gente che incontro è fatta così, non è interessante?
    Lo so che sopra c’è scritto Inchiesta, ma ci potevano scrivere anche Romanzo o Rana o Trallallero.

  31. Fabio

    9 marzo

    Non ho voglia di dilungarmi, so che non c’entra niente con l’articolo. Sono un ragazzo di 23 anni e sono stato adolescente anch’io. Vorrei dire che anche per i maschi al giorno d’oggi la vita è dura se non si vuole cedere agli stereotipi. Anche per i ragazzi arrivare ai vent’anni “sotto lo scrutinio costante e brutale” spesso è dura. E diventare Uomini, così come per le Donne, è sempre più difficile, in mezzo a tanti maschi (e basta). Parlo per esperienza personale.

    Per il resto condivido le Sue opinioni sull’articolo della Borromeo.

  32. Ilaria

    10 marzo

    @Fabio: sono d’accordo con te. In questo caso l’articolo parla di ragazze ma un articolo altrettanto superficiale che parlasse di adolescenti maschi sarebbe da condannare ugualmente. E’ difficile essere adolescenti per tutti, anche se in alcuni contesti forse per una femmina a volte lo è un pochino di più.

    @Valentina: 🙂

  33. JOSHUA

    10 marzo

    Anzitutto, ma potrei sbagliarmi, mi pare non abbiate colto la natura dell’articolo. A me non aveva affatto dato la sensazione di slut shaming ma di “guardate a quale genere di sessualità sono costrette le giovani ragazze”.

    Secondariamente, e non mi sbaglio, il tasso dei suicidi negli uomini è di quattro volte quello delle donne (ISTAT: http://www.istat.it/it/archivio/55646). Affermare quindi che “se c’è una categoria meritevole di rispetto, essa è quella delle ragazze adolescenti” portando ad esempio il fatto di “non sapere cosa significhi essere una ragazza” tratto da “Le vergini suicide” vuol dire collocarsi tra l’ignoranza e la faziosità. Ma quella conta solo quando è da parte dei maschi nei confronti delle femmine, perché il contrario è femminismo, che è solo bello e buono, giusto?

  34. elisa

    10 marzo

    qui non si centra il punto,come sempre.la questione non è che non va bene generalizzare(cioè non sono tutte permale,ci sono ragazze perbene)ma il punto è che nessuno ha il diritto di giudicare e categorizzare le donne in questi schemi,qualunque età abbiano.punto.
    queste operazioni in ogni caso sono pura propaganda SNOQ,nello stesso stile di quelle della De Gregorio e altre.e la Borromeo è una pessima giornalista,in generale.

  35. ELISA

    10 marzo

    (SCUSATE IL MAIUSCOLO HO LA TASTIERA BLOCCATA)
    MA COME MAI GLI UOMINI CHE COMMENTANO SONO QUI SOLO PER LAMENTARSI E VITTIMIZZARSI OFF TOPIC INVECE DI DISCUTERE DELL’ARGOMENTO?
    E CMQ QUESTA VISIONE DELLE DONNE A MAGGIOR RAGIONE E DELLE RAGAZZE O PERVERSE O COSTRETTE A QUALCOSA QUANDO SI PARLA DI SESSO E’ FUORVIANTE.ANCORA LA VISIONE DEL SESSO COME “IL MALE” SE NON RIENTRANTE IN CERTI SCHEMI(AMORE,STORIE SERIE,MATRIMONI,PUDICIZIA)

  36. Elisa

    10 marzo

    Grazie, grazie ed ancora grazie per questo articolo. Io ho 34 anni e sono rimasta così sconcertata dalla bassezza del pezzo di Beatrice Borromeo. Grazie ancora Margherita. Sei

  37. Elisa

    10 marzo

    Mi si è cancellato il resto del messaggio… Ops! Dicevo… sei incredibilmente capace di esprimere con completezza e senza livore il mio pensiero a riguardo!

  38. Cristina

    10 marzo

    Grazie! Per l’adolescente che sono stata.
    Per la donna che poi sono diventata
    ambedue sempre sotto lo sguardo indagatore di chi morbosamente vorrebbe sapere ma è chiuso ottusamente nel “si fa ma non si dice”.
    Grazie, da Donna matura che oggi se ne frega beatamente del perbenismo falso e sempre più dilagante nonostante il passare del tempo.

  39. manu

    10 marzo

    sapete cosa è svilente? che di tutte le cose che si potevano affrontare per commentare, o meglio, completare l’articolo, vi siete messi subito a parlare di come è scritto, come se la generalizzazione fosse la causa stessa del comportamento descritto, inoltre parlare di come sia poco chiaro che quella raccontata è solo una parte delle cose che succedono riduce al nulla il contenuto stesso. se fosse l’1% o il 99% cambierebbero i fatti riportati?
    io credo di no…
    se si addossa alla scrittrice la colpa di aver raccontato un fatto, non come piacerebbe scientificamente e linguisticamente sentirlo, per addolcirlo, è il classico caso dell’ambasciator che porta pena.
    dire “lo hai scritto male, hai generalizzato, te lo sei inventato” mi sembrano tutti argomenti che distraggono da una questione più complessa, e purtroppo verosimile in alcune parti. E riducono il tutto a come si scrive di qualcosa, non il qualcosa di cui si scrive
    detto questo, se ci sono delle colpe sono da ricercarsi ben al di fuori di un articoletto da giornale, perchè delle colpe ci sono nei fatti che vengono riportati, anche fossero solo 10 ragazze in un unica classe di un unica scuola…. c’è tanto svilimento del corpo e della mente della donna, in un’età dove ci sono gli ormoni ma anche i sentimenti più spiccati e puri che la maggior parte di noi provano in quell’età, e sulla mancanza di questi non avete speso quasi una parola…

    inoltre, rispondo a quelli che gridano all’intervista inventata a tavolino, che li invidio molto, perchè non hanno mai fatto a desolante esperienza di incontrare alcuni gruppi di ragazzi sui treni o i bus all’ora di punta…e sentirli parlare mentre dai loro le spalle…

    se credete odiate il problema, odiate la situazione, ma non prendetevela con chi ha descritto, sgraziatamente forse, l’articolo
    a che pro?

    molte persone giovani ci si saranno riconosciute, e quelle che non si sono riconosciute non dovrebbero pretendere delle scuse, come sempre succede quando capisci che non si sta parlando di te

    se molte ragazze così giovani si sentono oggetti (perchè io credo che quella descritta non sia la tanto agognata liberazione sessuale) non credo sia colpa della borromeo, e dire che il 99% delle ragazze non sono così, e il restante 1% ha dei buoni motivi per farlo, è anche questo moralismo

    quello che invece non ho trovato moralista è aver portato alla luce, come ha fatto l’articolo originale, moltissime problematiche sulla sessualità, e con un linguaggio così diretto credo che abbia infastidito tutti, è vero, perchè descrive qualcosa di molto povero e molto triste…

    credo che sarebbe utile sopra ogni cosa ragionare su questo
    sul perchè, poche o molte che siano, queste ragazze credono di dovere così poco a se stesse

  40. Biancaluce

    10 marzo

    Ragazzi, frequento giochi online, traduco e sono su teamspeak racogliendo confidenze di giovani tra 15 e 25 anni, di cui si parla qui e nell’altro articolo. La loro espressione riguardo alle ragazzine modaiole e svestite è che non le sposerebbero mai, perchè “si son fatte l’intera comitiva”.
    Alla mia domanda, posta in diversi gruppi, negli ultimi 5 anni su chi sceglierebbero per una storia, la risposta è sempre stata la ragazza semplice, acqua e sapone.
    Ma i genitori dove sono? Come mai si scagliano su chi giudica il colore del tanga che si vede sotto la mini-fazzoletto. O solo giustificano se stessi per aver speso troppo tempo a ricrearsi una vita dopo il fatidico divorzio e a riempire di regali i figli per toglierseli di torno? Ora molti di loro non hanno il senso del meritarsi le cose.

  41. Furio detti

    10 marzo

    mah. l’impressione che mi dà questo articolo (condivisibile solo per certi contenuti e non certo per la logica di fondo) è che come al solito ci si arrabbia con lo specchio quando ci dice la verità. la Borromeo è lo specchio del reale, ancorché non preciso (penso anche io che esageri in negativo e di un buon 20% lo stato dei fatti). detto questo, la Borromeo non insulta nessuno e non ho letto un riga di giudizio nelle sue parole. nel vostro articolo sento invece oltre a diverse affermazioni sensate (gatti di Corfù) e richiamo all’immedesimazione con le esperienze adolescenziali anche troppo ingiustificato livore che mi pare derivi dall’appartenenza di genere dell’articolista. fosse stato un maschio e, magari avesse detto la pura verità, sarebbe stato facile per voi liquidato con la balla “ma tanto è un maschio e si sa che il sessismo e bah bah bah” invece stavolta questa scusa per ogni stagione non potete usarla. da qui frustrazione e rabbia. stando sul pezzo, a me non frega niente di quando maschi e femmine decidono di copulare. penso che purtroppo su questa cosa meravigliosa e biologica la società e il potere hanno messo le mani da subito inventando balle e morali solo per pagine la libera sessualità, solo per controllare le masse. se condizioni l’uomo nel sesso lo controllerai anche per tutto il resto. questo è quanto. e credo che quanto prima si smetterà di discutere su sesso e morale lasciando ciascuno libero di fare ciò che vuole, quanto prima ci si libererà del controllo sociale e del potere che lo fomenta. ecco perchè la parte che mi dà più fastidio del vostro pezzo è l’invito a “fare pressione” sul Fatto. fare pressione per cosa? per che cazzo cosa? non per dire legittimamente: Borromeo ti sbagli (bel che sarebbe legittimo) ma per pretendere abiura e il ritiro dell’articolo. questa è censura e è semplicemente merda. cordialmente.

  42. Paolo1984

    10 marzo

    “perchè non hanno mai fatto a desolante esperienza di incontrare alcuni gruppi di ragazzi sui treni o i bus all’ora di punta…e sentirli parlare mentre dai loro le spalle…” Manu

    quindi a te basta sentir parlare dei ragazzi e delle ragazze sul bus per conoscerli e decidere che sono tutti come quelli dipinti in questo pessimo articolo? Ma per favore!

  43. ilaria

    10 marzo

    Lo avevo già consigliato tempo fa ma con questo post capita ad hoc; a chi fosse interessato/a a questi argomenti consiglio il romanzo di Tom Wolfe, “Io sono Charlotte Simmons”; è un romanzo ma nasce da una vera inchiesta che l’autore condusse in diversi college americani e magari anche la Borromeo avrebbe fatto bene a leggerlo. Non capisco i commenti di molti (non tutti) uomini intervenuti…sembra che vi sentiate attaccati. Ma chi ce l’ha con voi??? Non siete voi in discussione.

  44. toto

    10 marzo

    Scrivo da giovane padre, padre di due bambine, che un giorno saranno adolescenti. Condivido parte dell’articolo di Margherita. Condivido l’invito a non generalizzare, condivido l’invito ad evitare accuse e chiacchiere su problematiche gravi. Non condivido però l’invito alla censura, o alla gogna mediatica verso Beatrice.
    Credo che le persone responsabili, nel leggere l’articolo sul fatto quotidiano, non abbiano cominciato a puntare il dito contro queste ragazzine, postando commenti offensivi, e criticando queste presunte giovani donne inesperte e goffe nelle loro espressioni. Chi icritica di getto, chi offende, è vitima della stessa barbarie di chi adolescente, soffre di questi odiose pressioni.
    Personalmente non mi sono illuso di leggere una verità assoluta sulle adolescenti, ma semplicemente una testimonianza. Dopo l’articolo ero frastoranto e impaurito, pensando alle mie due bambine domani, circondate da un contesto brutale e decadente come quello descritto. Credo che l’articolo mi sia servito in qualche modo, credo che mi si stato utile a svegliare in me un maggiore istinto di protezione, che spero non possa scadere mai in una bigotta oppressione nei confronti delle mie figlie. Dopo l’articolo di Beatrice, e anche dopo questo articolo di Margherita, cercherò di essere un padre migliore, cercando per quanto il più possibile di aiutare le mie bambine a diventare donne.

  45. Ciro

    10 marzo

    Questo articolo è uno dei motivi per cui la laurea in sociologia dovrebbe essere abolita. Non è colpa nostra se anche tu eri una zoccola a 14 anni. Non c’è nessun problema, solo sentirsi in dovere di ripulirsi la coscienza dopo aver letto un articolo normalissimo pare abbastanza ridicolo non credi?

  46. daniele

    10 marzo

    Mi aggancio al commento di Ferdinando per aggiungere un’altra cosa. Dall’articolo sembra emergere che tutti gli uomini abbiano una sola cosa in testa e “sfruttino” le donne, preferibilmente adolescenti, per soddisfare tale voglia irreprimibile; non è forse generalizzazione anche questa? Non solo, si rincara la dose scrivendo “troppo facile chiedere che si ponga l’attenzione sui corpi delle ragazze, perché è lì che gli sguardi sono già rivolti. È sui corpi delle ragazze che si intavolano discorsi infiniti”; senza voler offendere nessuno in alcun modo, ci tengo solo a far sapere che per un numero (spero alquanto elevato) di uomini la donna arriva dopo molte altre questioni (l’arte, la politica, lo sport, la carriera e chi più ne ha più ne metta). Quindi tranquille, una fetta di popolazione maschile si è elevata ben al di sopra di quello stato animale di cui purtroppo ne fa parte l’altra fetta. E’ infatti evidente che molti “uomini” non sono altro che scimmie con un testicolo gigante al posto del cervello e questo, magari scherzosamente, viene sempre fatto notare. Ma è ben risaputo che certe cose si fanno sempre in due; l’uomo è quindi il depravato e la donna la santerella che è cascata nel tranello demoniaco? Io non credo. Potevano essere gli uomini ad avvicinarsi all’approccio che le donne, secondo un codice non scritto, hanno, o almeno avevano, nell’ambito dell’amore (e dell’amare), un approccio quasi stilnovista e nobilitante per entrambe le parti. Da quello che si vede però (e che è sotto gli occhi di tutti, che vi siano ricerche scientifiche o meno) è la donna che progressivamente cerca di partecipare alla corsa al degrado di cui ahimè fa parte quella fetta di popolazione maschile a cui prima accennavo. L’errore è da entrambi le parti, ma nascondersi dietro al vittimismo mi sembra poco utile. Detto ciò rispetto la posizione dell’autrice perché l’articolo è ben scritto e comunque pieno di spunti interessanti.

  47. simonetta

    10 marzo

    Quell’articolo è illeggibile. Prende una (dico UNA) testimonianza, diciamo vera, ne estrapola brani a effetto, e la presenta come rappresentazione attendibile della diffusa condizione delle adolescenti di oggi, spacciandola per INCHIESTA, il che presupporrebbe un lavoro di raccolta e confronto di dati, e successivi approfondimenti, di cui qui non si vede nemmeno l’ombra. Il lavoro della giornalista è pessimo, ma la scelta del giornale di ospitare l’articolo è inqualificabile, e pubblicandolo si è assunto una grave responsabilità.
    Tra le tanti frasi che mi hanno fatto sussultare per violenza, approssimazione, inconsapevolezza, una mi sembra particolarmente rivelatrice del modo di pensare che trasuda da questo articolo, e che sarebbe più comprensibile in un uomo sessantenne, che in una donna venticinquenne: “(Chiara) descrive un mondo capovolto: “I ragazzi non ci pressano mai per andare a letto. Anzi, sono terrorizzati dal fare figuracce, perché non sanno bene cosa devono fare. Anche perché noi siamo cattive, se uno se la cava male poi rischia che lo roviniamo. Sono le femmine – spiega Chiara – a sentirsi in dovere di sverginarsi in fretta. E poi gli uomini non hanno bisogno di insistere, perché le ragazze sono indemoniate”.
    Quindi il mondo dritto, il mondo come dovrebbe essere, è un mondo in cui i ragazzi pressano le ragazze (opportunamente riluttanti) ad andare a letto, sereni di trovare comprensione e accoglimento di fronte alla propria eventuale imperizia, e silenzio. Quelle sarebbero le buone ragazze, non queste, “cattive” e “indemoniate”… ma che mondo stiamo descrivendo? Sarebbe questo un mondo desiderabile? In cui la sessualità femminile non esiste in quanto desiderio ed espressione di un soggetto, ma solo come acquiescenza rassegnata e silente di un oggetto al desiderio pressante di altri? E perché desiderare è prerogativa del maschio, perché il ragazzo che desidera si sta semplicemente e lecitamente esprimendo, mentre le ragazze sono indemoniate?
    Era solo per fare un esempio del mondo di non detti, presupposti, pregiudizi e giudizi, che questo articolo evoca velenosamente, quando non afferma. Questa la responsabilità della giornalista, e del giornale che sceglie di pubblicare.
    Questo articolo mira unicamente a creare scalpore e a titillare sguardi morbosi sulle adolescenti, in spregio ad una rappresentazione corretta e leale della realtà, senza nessuno sforzo di penetrazione e comprensione di un fenomeno, e incurante della responsabilità di portare un contributo a temi così delicati e fondanti della convivenza civile. Solo una mia opinione? Magari sì. Ma segnalo 2 cose:
    1) Le immagini che accompagnano l’articolo: una fotografia di un gruppo di adolescenti presa da dietro e dal basso… una foto di sederi, e da una prospettiva schiettamente voyeristica; una illustrazione stile manga di una ragazzina con la maglietta trasparente, i seni svettanti, e minigonna inguinale, con intorno un alone giallo che la rileva come un punto esclamativo
    2) L’articolo ha alcune parole evidenziate con il grassetto… Leggiamo solo queste parole, le parole chiave per scelta editoriale, e avremo chiaro l’impatto che l’articolo persegue…
    una ragazza-stappata-Margherita-mi hanno sturata-la perdita della sua verginità-Chiara-Reazioni? Non molte-complimenti- la conta-liberarsene – vanno col primo che passa-il bilancio-ancora data-emarginata-Bambina-una sfigata-Preliminari-una sega-sesso orale- ero ubriaca-vodka-pesca-shot di rum e pera-tre o quattro canne-un pompino-Scopare come fumare-piccola trasgressione-più matura-gruppo più figo-la dovrai pur dare-andare a letto-figuracce-oi siamo cattive-insistere-indemoniate-ho deciso che scopo-‘mi hanno sfondata’-‘mi hanno aperta’-l’inibizione-Gliela dai-Il sesso-Inesperti-stramale-per venire-per liberarti-questione d’immagine-primo fidanzato-gita fuori città-precauzioni-preservativo-pillola anticoncezionale-in paranoia-pillola del giorno-e pregano

  48. Simona

    10 marzo

    Daniele, non credo l’intento dell’articolo fosse anche di disegnare tutti gli uomini come porci che hanno in mente una sola cosa, ma di far capire come anche quella piccola percentuale entra sempre e comunque nella vita di ogni donna: poche volte, se ha fortuna, molte se non ne ha. Io sono sempre stata un maschiaccio, capelli corti, jeans e abbigliamento poco appariscente – non quello che potrebbe essere definito provocante. Eppure a nove anni c’era stato il ragazzo di quindici che mi voleva convincere a farglielo “mettere dentro”, così arrivavo “pronta alle medie”; mentre ero in motorino a quattordici anni sono stata accostata da un cretino che si masturbava in auto; l’unica volta che ho fatto il viaggio in treno verso l’università con un vestito corto (faceva caldo) sono stata baccagliata con insistenza da un tizio nonostante fosse evidente che non avevo interesse. Ho dovuto cambiare scompartimento. Questi sono solo pochi episodi (ne avrei altri da raccontare), in un mare di battute e battutine, frecciate e allusioni con cui una ragazzina, adolescente e donna italiana si confronta nel corso della sua vita. E la difficoltà è sempre come reagire. Se rispondi male sei acida, era solo una battuta, non sai stare allo scherzo; se rispondi con una battuta, allora ci stai, stuzzichi, meglio assicurarsi di essere in un luogo pubblico; se fai finta di niente spesso l’altro sente autorizzato a proseguire, e tu di nuovo sei lì a cercare un modo elegante per uscirne, sempre con il timore però che effettivamente non sai chi ti trovi di fronte, e devi fare attenzione perché potrebbe essere peggio di un coglione, potrebbe essere un coglione violento. Il punto dell’articolo credo sia questo: cecità nei confronti di quanto sia difficile essere adolescente può forse essere capito se viene da parte di un maschio adulto, ma da parte di una giovane donna che qualche versione di quello che ho raccontato ha di sicuro vissuto – e vive quotidianamente – forse sarebbe lecito aspettarsi una profondità ed empatia maggiori.

  49. daniele

    10 marzo

    Concordo. E la mia delusione nasce proprio da questo. Dal vedere ragazze costrette a uniformarsi ai ragazzi (qui intesi come “morti di f.”, passatemi il termine). Vedere che il rapporto sessuale diventa il motore del mondo, mentre l’essere umano potrebbe lasciarsi trasportare da passioni ben più profonde, quali l’amore per la musica, la poesia o la pittura. Oggi tutto cade nella sfera sessuale. L’ottanta percento degli adolescenti vive per il sabato sera. Molte ragazzine vivono per il sabato sera (anche se poi non è detto che in discoteca accada per forza ciò che l’articolo incriminato cerca di farci credere). L’uomo aveva da imparare una grande lezione dalla donna, ma le cose sembrano essere andate diversamente. Tutto qua.

  50. Paolo1984

    10 marzo

    “Vedere che il rapporto sessuale diventa il motore del mondo, mentre l’essere umano potrebbe lasciarsi trasportare da passioni ben più profonde, quali l’amore per la musica, la poesia o la pittura.” Daniele

    guarda che le due cose non si escludono a vicenda..si può essere appassionati/e di pittura, musica eccetera e amare il sesso anzi mi sembra bellissimo. E ritenere il sesso qualcosa di necessariamente “meno degno” rispetto all’arte è indice di moralismo spicciolo come se tra arte ed eros non ci fossero rapporti. “Rapporto sessuale motore del mondo”? Bè sarebbe meglio se fosse quello anzichè il denaro.
    E anche la storia degli uomini che “dovevano imparare una grande lezione dalle donne” o “costrette” a uniformarsi ai ragazzi (??) è francamente ridicola: uomini e donne sono intellettualmente e moralmente pari nel bene e nel male. Però certamente è più comodo trastullarsi con l’idea che oggi tutto è decadenza, le ragazze di oggi sono zozzone come e peggio dei maschi (o di certi maschi, quelli che non amano la poesia) mentre una volta…. Io dico che gli “zozzoni” meritano rispetto (finchè ovviamente rispettano la libertà dell’altro) come i “romantici” e come tutte le variazioni intermedie fra i due estremi

  51. Paolo1984

    10 marzo

    “Io dico che gli “zozzoni” meritano rispetto (finchè ovviamente rispettano la libertà dell’altro) come i “romantici” e come tutte le variazioni intermedie fra i due estremi”

    e lo dice uno che si sente più vicino ai “romantici” cioè uno che crede che sentimento, amore, passione erotica e piacere sessuale siano compatibili e che sia meraviglioso quando ciò avviene

  52. daniele

    10 marzo

    Ci sta che mi sia spiegato male Paolo. Avere una donna come musa con cui condividere un’avventura che, si spera, duri tutta una vita è cosa estremamente giusta, anzi, è spesso fonte d’ispirazione necessaria per quell’applicazione di arte di cui parlavo. “Farsi” due donne (o due uomini, perché la cosa è reciproca) al mese, significa abbassare quel sacro e spesso raro sentimento di Amore a rude istinto animale. Ci tengo a precisare che è per colpa dello “zozzone” (e per “zozzone” intendo quel genere di persone di cui parlava Simona, non quello che fa battute sporche fra amici per stare in allegria, sia chiaro) che le ragazze non possono girare tranquillamente di sera per strada come invece possiamo permetterci noi (salvo poi altri inconvenienti spiacevoli). Spero di aver ora chiarito il concetto in maniera più esaustiva di prima.
    P.S. non sono un cattolico, non c’è assolutamente nulla di religioso in quello che ho scritto.

  53. Ste'

    10 marzo

    Anche io (che ho vissuto un’adolescenza molto ritirata, ed era comunque già la fine degli anni Novanta) mi sono sentita offesa da quell’articolo della Borromeo.
    Ho trovato questo tuo post segnalato dalla Lipperini e lo sto girando a chi mi sembra interessato, tra cui anche la redazione del “Fatto”, che continua con il suo “reportage”. Grazie a te.

  54. elena

    10 marzo

    è sempre la stessa storia che si ripete: era meglio prima! Ogni generazione critica la successiva: non rispettano i genitori, le istituzioni, la patria, la famiglia, la religione, Dio e anche la natura. Sono tutti eversivi, lascivi e puttane. Giusta la critica all’articolo “furbo”, costruito sul nulla e farcito di sessismo, ma tra un mese chi lo ricorderà?

  55. Calenda Maia

    10 marzo

    Ringrazio Garnant per il suo commento, anche io sono cresciuta con articoli “intimidatori” come questo e giuro che ho sempre voluto male a tutti gli pseudogiornalisti che campano creando il ”caso”. Articolo terribile e controproducente per le adolescenti e gli adolescenti: dopo averlo letto ditemi quanti distinti padri e nonni si sentiranno autorizzati ad apostrofare con apprezzamenti imbarazzanti le minorenni che incontrano sul loro cammino. Consiglio caldamente a Beatrice Borromeo di guardare il corto “Oppressed Majority”, non sarà perfetto, ma ha il pregio di mettere in luce alcune dinamiche che le donne hanno interiorizzato e che evidentemente ripropongono alle ragazzine di oggi. Beatrice Borromeo, hai cannato di brutto!!!!!!

  56. Paolo1984

    10 marzo

    Daniele, infatti ho detto che meritano rispetto finchè rispettano la libertà degli altri.
    Anch’io come ho detto mi considero un “romantico”, e trovo che sia bellissimo condividere la vita (e quindi anche l’eros, il sesso) con una donna (non solo come musa, personalmente mi basterebbe una compagna mia pari) in un rapporto d’amore che si spera duraturo, è quello che vorrei..ma non giudico necessariamente “sporco” chi vive diversamente e cerca cose diverse. Anche perchè come ho detto tra i due estremi ci sono le fasi intermedie: a volte una storia d’amore nasce da una storia di sesso, a volte no

  57. Paolo1984

    10 marzo

    “a volte una storia d’amore nasce da una storia di sesso, a volte no”

    e in entrambi i casi non c’è nulla di male

  58. Risencourt

    10 marzo

    Rimango seriamente allibito dinanzi a tanta generalizzazione… Che è quella che fate voi, non la giornalista.

    La giornalista ha parlato di una grossa, enorme, fetta delle adolescenti, e non di casi isolati. I casi isolati sono quelle ragazze che si comportano in maniera contraria.

    Inutile stare a cercare di consolarsi con belle parole, che giustifichino o ci strappino da un senso di disgusto verso certi comportamenti. Non sono bigotto, non sono neanche religioso, dunque non parlo per dogmi.. Parlo per buon senso, per la dignità della persona. Le parole della giornalista sono state ricalcate dalla realtà, e ha fatto bene.. Ha sottolineato la crudezza della cosa, e a quanto pare è riuscita a suscitare la reazione intensa che voleva, a giudicare da tutto il clamore insorto. Vi spaventa che questa sia la realtà? Vi stranisce? Lo è.. Accettatela di buon grado, sia uomini, che soprattutto donne che si sentono offese nella loro femminilità..

    Chi non ha vissuto mai simili esperienze ha la coscienza pulita, e non vedo perchè dovrebbe risentirsi troppo..
    Ci lamentiamo che i fatti non vengano mai raccontati per quelli che sono.. Ci lamentiamo delle censure, dei mezzi termini.. Poi finalmente un articolo giunge a far fronte a tutto questo, ma attenzione, va ad intaccare la reputazione delle giovani adolescenti, quindi fermi tutti.. È linguaggio inappropriato!

    L’articolo non ha mai parlato di “sgualdrine”, ha solo riportato fatti e “frasi” che fanno parte del vocabolario giovanile di tutti i giorni. Che gran parte delle adolescenti in tempesta ormonale si comportano tutte da sgualdrine lo sapevo anche da prima dell’articolo. Sono ancora giovane, e in mezzo a tutto questo ci ho vissuto, e ci vivo ancora.. Si parla dell’immoralità degli atteggiamenti maschi troppo promiscui, ma farlo dei modi troppo ” espliciti” delle ragazze è considerato scorretto o maschilista..

    Il giornalista non deve stare a pensare al linguaggio aulico. La schiettezza, e l’essere tagliente, il più delle volte ne fanno un tesoro di risorsa.

    ma immagino vi faccia sentire meglio pensare di non poter essere giudicati per nulla..

  59. Nicola Poccia

    10 marzo

    Grazie Margherita per questo bell’articolo che condivido pienamente.

    Normalmente le persone con una intelligenza e sensibilita’ nella media, non appena trovano un palco, cominciano subito a pontificare e a dar spettacolo di se’ stesse.

    La gente dovrebbe semplicemente smettere di giudicare la morale altrui e magari fumarsi qualche erba se proprio non riesce a trattenersi.

  60. GiOVANNA

    10 marzo

    ma immagino vi faccia sentire meglio pensare di non poter essere giudicati per nulla..

    Risencourt ha circoscritto con precisione il focus di questa serie di commenti, (specie quelli di Paolo1984).

  61. Garnant

    10 marzo

    Grazie a te Calenda Maia. Sempre quando ero una Dollina di Cavezzali, mi capitò di leggere la Scimmia nuda di Desmond Morris (erano tempi bui gli anni ’80, ma almeno tutti avevamo in casa qualche volume Euroclub), dove si spiega che il controllo sociale sul corpo delle donne e financo certe complicazioni anatomiche come l’imene, sono evolutivamente funzionali a disincentivare l’attività sessuale in giovane età, perché periodo non ideale a crescere la prole. Fair enough. Ma tutto l’agitarsi moralista e ridicolo degli adulti (o tempora o mores), prof di scuola, genitori, giornalisti e semplici passanti era estremamente fastidioso lo stesso, e vedo che non è cambiato niente (almeno s’è abbandonata la melodrammatica espressione “bruciare le tappe”).

  62. Zanzo

    10 marzo

    toglietevi le fette di salame dagli occhi. Un indizio: nel 2014 si fa sesso regolarmente a 13-14 anni. fatevi qualche domanda, le risposte siete abbastanza intelligenti da trvarle da soli.

  63. manu

    10 marzo

    @paolo1984: non so come risponderti, senza offenderti, ci provo. Mi spiace se non capisci le cose scritte in italiano. io ho scritto, cito: “rispondo a quelli che gridano all’intervista inventata a tavolino”,con l’episodio del treno.
    Cosa c’entra il dire che “per conoscerli e decidere che sono tutti come quelli dipinti in questo pessimo articolo…?” non si sa, lo hai sognato, te lo ha detto tua zia, boh…. quindi “Ma per favore!” lo dico io a te. Per favore, anche per tenere alta la media della qualità dei commenti, leggi con attenzione, e controlla di aver acceso il cervello prima di sentirti in dovere di smerdare tutti quelli che hanno scritto qualcosa che non ti è piaciuto o non hai capito, ma a cui non sai come controbattere, specie se (si spera) questo è un luogo dove prima di tutto alcune persone esprimono alcune opinioni su alcuno fatti, partendo da un articolo di giornale…
    Il tuo commento, mi spiace dirtelo, fa solo capire come hai letto del mio commento, si e no 12 parole, e quello che ho scritto io era (spero) chiaro, e parecchio…

    nel caso fossi duro di comprendonio, quello che intendevo dire è che, se per tutte le possibili motivazioni del mondo, la borromeo fosse incappata in un gruppetto, o una singolarmente, delle ragazzine che mi è capitato di ascoltare, in uno di queli luoghi dove si parla senza badare a chi potrebbe sentirti, quello che avrebbe riportato sarebbe davvero verosimile, perchè è un linguaggio e un approccio che riconosco.
    quindi non credo se lo sia inventato o lo abbia più di tanto colorito, quello stralcio di testimonianza che ha riportato.
    Aggiungo, in risposta a te direttamente questa volta, che ho già detto come la penso sul fatto di sentir parlare una persona e giudicare che siano tutti o no così. rileggiti il mio commento, cerca il punto dove compare il segno %, e leggerai come la penso

  64. MANTA

    10 marzo

    perchè la borromeo dovrebbe chiedere scusa?
    a questo punto si può dire che il suo articolo faccia rodere parecchia gente per motivi che nemmeno voglio immaginare, e siamo in un’epoca dove dal criticare una donna al prendersi una denuncia per qualsivoglia motivo, il passo è veramente breve, cioè diciamo le cose come stanno: un articolo simile non avrebbe mai potuto scriverlo un uomo perchè altrimenti sarebbe finito al gabbio per direttissima, e mi sto accorgendo che la maggior parte di chi la critica nemmeno ha ben compreso il significato dei suoi articoli, che non trattano il sesso in se ma dell’idea che ne ha una parte circoscritta della società, e sinceramente stento a credere che abbia inventato tutto di sana pianta.

  65. manu

    10 marzo

    premesso che do per scontato che abbiate letto tutti e con un minimo di attenzione e cognizione di causa l’articolo incolpato, mi rivolgo a tutti quelli che, con argomenti diversi, cercano di difendere il diritto alla sessualità del singolo campione, immaginario o no, esistente o no (credete in quello che volete o che la vostra religione vi consente) rappresentato nell’articolo.
    con forza
    senza riserve
    a queste persone, che parlano di dignità, di libertà, e di diritto al rispetto chiedo: perchè condannare gli atteggiamenti di cui si parla in modo così inequivocabile e che mettono a rischio la propria salute, per fare un esempio, sia in contrasto con tutte le motivazioni di dignità, di libertà, e di diritto al rispetto che difendete con tanta foga?
    è in contrasto con una libera sessualità pensare che sia pericoloso non usare le precauzioni? è un peccato così imperdonabile sperare che almeno possano avere a cuore questo?
    è da bacchettoni sperare che i nostri figli ambiscano prima di tutto alla serenità, all’amore, al piacere e alla sicurezza, invece di buttarsi via per non restare indietro? o anche la libertà personale, compresa quella di ammalarsi anche di malattie terribili – parliamo di ipotetiche 14enni- va oltre ogni ragionevole perplessità verso il fatto che un adulto, in quanto tale, dovrebbe incoraggiare diversi modi di esprimere la propria sessualità?

    e perchè nessuno, e ripeto, nessuno, ha speso mezza parola sull’evidente motivazione principale dell’atto, che non è una libera esplorazione dei sensi, non è curiosità, attrazione, amore, ma un desiderio di non essere emarginate, che tanto somiglia a una forma commercializzata di bullismo? è questa la libertà che ritenere di dover così strenuamente difendere?
    la libertà di essere dei bulli o subire gli altri? cosa ha a che fare tutto questo col sesso?
    è tutto qui quello che avete da dire? che l’articolo è poco scientifico e per guardoni?
    e se ci fosse del vero, non ritenete di avere un minimo di obbligo morale di dovervi concentrare sul criticare queste cose?

    siamo ancora ai maschi si, ma femmine no?
    davvero?
    siamo ancora a questo?

    la parità dei sessi è ancora il diritto a prendere senza rimorsi il peggio dello stereotipo del sesso opposto?

    mettiamoci d’accordo
    altrimenti stiamo parlando di cose diverse
    da cui io ritengo di volermi astenere

    non mi interessa

    sono più interessata a capire se ci sono altri adulti, con ragazzi alla soglia dell’adolescenza che ritengono di dover avere un ruolo nel guidare i figli nelle scelte che fanno per se stessi e per gli altri

    se questo è una colpa, e la sola cosa importante è stabilire con correttezza chi è la zoccola, e chi lo è stata, che zoccola in realtà non si dice, e che i maschi sono tutti maiali, tranne che con la mamma credo di essere nel posto sbagliato…

  66. JOSHUA

    11 marzo

    E direi che la seconda parte, quella che parla dei ragazzi, rende perfettamente il senso di quale sia poi il sesso veramente più fragile a quell’età. Eccetto, certo, i due, tre maschi alfa per classe che vengono opportunamente portati ad esempio del patriarcato maschilista.

  67. EMcA

    11 marzo

    Dopo due righe sui gatti di Corfù, arresto la lettura.
    Si, l’articolo di Beatrice Borromeo non è statisticamente rilevante, è evidente e verissimo, e grazie a stock atzo. Andatevi ad indignare per cose più importanti valà. Di giornalisti come B. Borromeo, avercene.

  68. Damiano

    11 marzo

    Brava, brava, brava.

    “Una regola fondamentale che ho imparato studiando sociologia, ma che dovrebbe essere incisa sui banchi delle scuole fin dalla prima elementare, dice che non possiamo generalizzare a partire da un numero limitato di casi o occorrenze di un dato fenomeno. ”

    Praticamente bastava scrivere quella frase.

  69. categrass

    12 marzo

    Sono una pedagogista e lavoro anche con gli adolescenti in corsi scolastici pomeridiani. Ritengo che il rigore nel metodo sia fondamentale nella teoria quanto nella pratica nonché dunque nel presentare una realtà laddove la si voglia generalizzare. Tuttavia l’art. Della Borromeo racconta uno spaccato adolescenziale, ahimè molto aderente alla realtà. L’esperienza individuale di Margherita sembra veramente raccontare l’attuale assenza di quei famosi valori sociali, tra cui dignitá e rispetto, che molti sociologi ci dicono oggi mancare o tutt’al piu cambiare. E qui sarei curiosa di capire come generalizzano! Se il bullismo è un dato di fatto perché avallato da ricerche scientifiche vi comunico che anche la prostituzione spontanea in età adolescenziale è un fenomeno che preocuppa i pedagogisti quanto i sociologi, i psicologi etc. e ahimè, ancora, si inizia come denunciato dalla Borromeo. Quanto alla parola “trasgressione”, giacché siamo in tema di generalizzazioni, posso confermare che tra i giovani viene utilizzata molto, anzi, a volte in modo spropositato. Gli adolescenti parlano per generalizzazioni e questo si evince chiaramente dalle parole di Margherita ben distinte dalle parole della giornalista. pertanto mi sembra che l’Articolo non sia stato ben compreso e abbia creato scandalo tra quei lettori che non riescono a distinguere una semplice denuncia di uno spaccato sociale, che necessita di approfondimento sociologico e non solo, da un report sociologico o scientifico come dir si voglia.

  70. Monica Garino

    12 marzo

    Grazie di cuore Margherita.
    L’articolo mi ha ferito!
    Sono la mamma di un’adolescente insicura nel 2014 e dopo aver letto l’articolo sono rimasta disorientata x come affrontare un discorso così importante, in un periodo in cui il rapporto tra mamma e figlia a quattordici anni è decisamente delicato.
    Probabile che ci siano casi limite simili a quelli descritti sul Fatto, ma questo articolo è troppo e molto superficiale.
    Se BEA, la giornalista voleva fare uno scoop è riuscita nel suo intento… A discapito del nostro sesso debole. La vergogna è essere una donna, ma non avere la sensibilità nello scrivere…. di difendere o suggerire consigli alle giovani ragazze che saranno le nostre donne italiane future… Un articolo troppo crudo e spoglio x descrivere fatti così delicati senza aggiungere un minimo di credibilità e di saggezza ritengo sia vergognoso, anche se probabilmente in parte vero…??!!
    Lo scoop era migliore se l’articolo terminava con un minimo di appiglio sul preoccuparsi di dare un aiuto a queste ragazze (se esistono realmente) che sono troppo fragili x comprendere che sn cadute in un tranello e che hanno una visione completamente distorta del sesso… Che dovrebbe essere ancora uno pochi piaceri della vita!!!
    Penalizzo la scrittrice BORROMEO del Fatto… la sensibilità è decisamente fondamentale quando si vuole rendere pubblico un fatto!!!

  71. Paolo1984

    12 marzo

    Categrass, lei sostiene che è aderente alla realtà, ci sono altri adolescenti e persone che lavorano con loro che sostengono il contrario. Forse vuol dire che la realtà è un po’ più molteplice, complessa, sfaccettata?
    In ogni caso la pseudoinchiesta di Borromeo non mi sembra il modo migliore di affrontare certi temi.

  72. Alessandra

    12 marzo

    Ho letto l’articolo della Borromeo e ho letto questo e vedo una sola cosa in comune: bigottismo come piovesse.

  73. roby

    12 marzo

    Assolutamente d’accordo, conosco tante “ragazze adolescenti del 2014” e sono tutte diverse, tutte così giovani da non poter essere in alcun modo giudicate. Già lo fanno tra di loro nei banchi di scuola, non serve che si enfatizzi certe dinamiche. Ogni ragazza(anche ragazzo)ha bisogno di anni per capire cosa significhi essere adulto, comportarsi in maniera razionale e responsabile. Se ciò non avviene l’ultima cosa da fare è sbandierare il tutto alla pubblica piazza, anche non facendo nomi si va a ledere la concezione che si ha degli esseri umani che rientrano in quelle categorie. Io ero adolescente tra il 2002e2007. Cose simili si verificavano. E so di episodio negli anni precedenti. E sono sicura che andando indietro ne si troverebbe altri. Il problema è che nascere in un contesto sociale maschilista come in Italia ti porta fin da piccola a considerare te stessa come invisibile a livello umano. La donna che ottiene subito attenzione è la donna sensuale, provocante. Questo fa sì che crescendo il messaggio che arriva a una ragazza adolescente è che per non essere invisibile alla società devi essere visibile agli uomini. Se venisse insegnato invece che la donna ha un’identità propria importante indipendentemente dal contesto che la circonda forse le ragazze userebbero il sesso per il proprio piacere e non per ricevere attenzione. Anche i ragazzini maschi vivono cercando attenzione, perché in una società maschilista vince chi si dimostra più forte. E quindi tanti adolescenti maschi fanno degli errori proprio perché vogliono dimostrare, essere all’altezza, essere meritevoli di attenzione. Insomma l’adolescenza è una fase così critica che se vuoi essere d’aiuto non la devi raccontare, ma devi parlare con chi la sta affrontando, magari dandogli un metro di giudizio più adulto a cui ci si possa aggrappare e trovare sostegno. Spero di aver scritto in maniera comprensibile.

  74. paola

    13 marzo

    D’accordo con la sostanza di questo post, ma c’è una cosa che non capisco: mi sono andata a leggere l’articolo della Borromeo che l’ha originato e da nessuna parte vedo scritto che le adolescenti sono tutte così, neppure indirettamente. Questo mi sembra un punto fondamentale: la Borromeo sembra riportare uno spaccato ben preciso di una realtà spazio-temporale ben precisa (una quinta ginnasio milanese nell’autunno-inverno 2014) e su questo non ho ragione di non crederle, per il semplice motivo che di ragazze che si esprimono e si comportano così ne conosco personalmente parecchie anch’io. E attenzione: non alle superiori, ma alle medie. Non per niente l’anno scorso nella scuola media della cittadina rivierasca dove abito è scoppiato il caso di parecchie dozzine di ragazze che facevano sesso orale ai compagni nei bagni della scuola per una ricarica del telefono. Mai stata una bigotta, ma confesso che mi fa tristezza pensare a ragazze che hanno un così scarso rispetto per se stesse e il proprio corpo. D’altra parte queste cose esistono e non c’è motivo di non parlarne. L’essenziale, appunto, è non generalizzare, ma ripeto, non mi sembra di trovare traccia di questa generalizzazione da parte della Borromeo, che ha piuttosto il difetto di essere limitato a una realtà troppo limitata e di rimanere perciò molto in superficie, senza dirci nulla sulla situazione più ampia.

  75. Effe

    13 marzo

    Ma qualcuno ha letto l’orrendo intervento uscito ieri sul blog di Travaglio in merito alla presunta inchiesta della Borromeo? Io l’ho trovato talmente presuntuoso e urtante che gli ho risposto (qui: http://fanycactus.wordpress.com/2014/03/13/caro-marco-ma-anche-no/)

  76. SUNNY

    13 marzo

    Mi ricordo ancora con quale e quanta fatica ho arrancato nel tentativo di superare la mia adolescenza. La confusione, le inevitabili incomprensioni, i giudizi, le critiche.
    Grazie mille per le sue parole. Ne vorrei a milioni come lei. Farei invece volentieri a meno di certi giornalisti. Grazie ancora.

  77. LuRCH

    14 marzo

    spiacente ma non ci avete capito niente: l’inchiesta della borromeo è come un occhio che spia dentro una serratura e non è detto che sia una realtà estesa come potrebbe non essere un particolare, il vostro problema sta nell’intolleranza derivante da un retaggio femminista, che per modi e metodologie ricorda il fondamentalismo talebano, e di quelle inchieste preferite negare una tale realtà pur di non porvi nella situazione di dover ammettere che far passare un disagio sociale per emancipazione precoce è un’assurdità senza precedenti, e la borromeo in un paio di articoli vi ha praticamente demolito un mondo, per intenderci lo stesso che contempla l’idea di bistrattare anche la cosa più bella di quel contesto, vale a dire i sentimenti di un quindicenne tristemente solo, che le femministe più ortodosse hanno rimodellato a ultimo reietto della società, e lo hanno fatto senza alcuna remora pur di suffragare un concetto a dir poco orrendo.

  78. Sunny

    14 marzo

    @LURCH: Guardare/spiare dal buco di una serratura significa solo ribadire che si sta osservando e si può osservare SOLO ciò che rientra nello spazio (ristretto) visivo concesso. Da qui a generalizzare e parlare di malattia sociale (come fa Travaglio nel suo post sul Fatto Quotidiano) ce ne vuole. Anche l’uso del termine “inchiesta” mi sembra inappropriato. Chiaramente abbiamo opinioni diverse al riguardo.

  79. andrea

    20 marzo

    La verità sta nel mezzo dei due articoli.
    Fatevi un giretto su NETLOG, o su ASK… e poi capirete davvero chi sono i ragazzi e le RAGAZZE di oggi.

  80. Clau

    12 aprile

    Nel suo articolo non vi è niente di offensivo, ha solo riportato alcune realtà. Non vi stanno bene pazienza. D’altronde non mi meraviglio visto che in Italia ci si scandalizzi molto ancora al pensiero che gli adolescenti abbiano una vita sessuale promiscua

  81. simone

    29 maggio

    purche’ sia per scelta propria e mai forzata ognuno puo’ fare esattamente cio’ che vuole! colgo l’occasione per salutare margherita.ho letto il suo libro un p’o’ di tempo fa’ e l’ho’ trovato bellissimo!

  82. Fresca

    5 giugno

    Che stronzata. Va bene voler difendere le adolescenti che non si meritano di essere definite ‘sgualdrine’ da una tale di cui nemmeno sapevano l’esistenza, ma siamo obbiettivi. Conosco un sacco di adolescenti, ma addirittura bambine di seconda media, che hanno visto più cazzi di Cicciolina. Personalmente, sono abbastanza ferrea sul rapporto sesso-adolescenza, ma anche se non va fatta di tutta l’erba un fascio.. un gran numero di ragazzine è costituito da troie.

  83. Giulia17

    25 luglio

    Da adolescente (con la testa sulle spalle) sono entusiasta di aver trovato un articolo che non colpevolizzi e generalizzi le mie coetanee, bensì che le tuteli e sfati il falso mito che tutte le teenager siano, scusate il francesismo, piccole troie. Detto ció, ti ringrazio Margherita per fornire sempre degli articoli illuminati; grazie di cuore, è difficile trovare blog pieni di spunti culturali come il vostro.

  84. MAC 66

    1 agosto

    Non mi e’ piaciuto cio’ che ho letto nell’articolo di Beatrice Borromeo sugli adolescenti e mi auguro che le cose non funzionino realmente e sistematicamente nelle modalita’ descritte.
    Non mi piace nemmeno cio’ che ha scritto lei,perche’ non si e’ preoccupata tanto di segnalare un modo eventualmente scorretto(l’esperta in merito e’ lei giusto?) di dipingere il mondo adolescenziale odierno, ma solo di prender le difese di una parte di essi,cioe’ le ragazze.
    Non una considerazione,o una parola di comprensione per gli adolescenti maschi,come se loro non fossero vittime a loro volta delle speculazioni,pressioni,manipolazioni e falsificazioni della realta’ perpetrate da persone che si sentono legittimate a scrivere determinate cose, generalizzando su fatti piu’ o meno isolati e mettendo in evidenza solo cio’ che fa loro comodo per sostenere le proprie tesi.
    Gli adolescenti sono adolescenti,con i loro problemi e le loro gioie e benche’ essere maschi o femmine di 14 anni non sia evidentemente la stessa cosa,non mi pare opportuno tirare in ballo considerazioni dal tono vagamente(neppure troppo) sessiste, perche’ queste idee sono fortemente radicate nelle menti(poco illuminate direi) di certi adulti e non dei ragazzini.
    A mio parere,se la signora da lei citata dovesse decidere di scusarsi per come e quanto ha scritto,dovrebbe farlo anche lei.

  85. Gianluca

    1 agosto

    Spero un giorno di Conoscerti di Persona.
    Sono d’accordo con tutto ciò che hai scritto.

    Gianluca Minissale. Mi trovi su Fb.

  86. ALESSIA

    28 agosto

    Ho 16 anni e leggendo questo articolo sento di doverti dire Grazie.
    Spesso penso a come sembra che giovani donne si dimentichino come sia essere adolescenti, pensano che noi, in quanto nuova generazione, siamo completamente diversi e sbagliati. Non è così. Non siamo una generazione di demoni, come non lo è stata quella precedente e non lo sarà quella successiva.
    Quindi Grazie, perchè la parte sul rispetto mi ha fatto venire gli occhi lucidi.
    Non si da molto spesso peso alla parola “rispetto”. In questo articolo invece l’ho sentita in tutto il suo significato. Quindi Grazie.

  87. giacomo

    7 settembre

    A me sembra che tutte vogliate mettere la testa sotto la sabbia come gli struzzi!! Certamente non è giusto generalizzare ma trovo ancor più rivoltante il voler a tutti i costi negare l’esistenza di un problema serio che non è il fatto che le ragazzine siano troiette o meno che lascia il tempo che trova. Il vero problema è che il sesso ha totalmente perso valore, un valore che è importantissimo nella crescita dei giovani. Ma parlare di questo e prendersi responsabilità è troppo difficile. Siete tutti degli ipocriti ( per prima chi scrive questo articolo ) che sfruttano delle polemiche sterili per evitare di affrontare il vero problema!!! Ridiamo al sesso il VALORE che merita, tutto il resto è aria fritta. Giacomo

  88. Francesco

    8 settembre

    Stendendo un pietoso velo su scemenze quali “lo slut-shaming”, “lo sguardo altrui sul tuo corpo” e “le ragazzine che sono sempre nel torto”, e tralasciando l’insipida figura di Beatrice Borromeo, mi viene in mente un quesito filosofico.
    Se non si può generalizzare partendo da pochi casi (e i casi saranno sempre pochi, paragonati ai miliardi di persone che vivono su questa terra) come si fa a definire il weltanschauung di una società? Quello che mi viene da pensare è che la mentalità collettiva sia sempre inconoscibile (e quindi non si potrebbero dire neanche cose come “le ragazzine sono sempre nel torto”, ma lasciamo perdere per amore della pace). È così? O c’è qualcosa che mi sfugge?

  89. Daiana

    16 dicembre

    La borromeo non ha per niente generalizzato , ha portato alla luce i fatti di una scuola . Ovviamente ci sono ragazze per bene e vale lo stesso per i ragazzi , ma penso che il sesso per i giovani sia cambiato e sicuramente quell articolo porta alla luce delle verità , io sono al primo anno di università e gli anni passati ne ho sentite tantissime di storie così nella mia scuola

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