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639 a 74: i numeri dell’indifferenza

639 a 74: i numeri dell’indifferenza

639 a 74. I numeri mi inquietano. Non si tratta dell’esito dell’ennesima votazione politica, ma sono le condivisioni sui social media che avevano due notizie di La Repubblica, dopo diverse ore dalla pubblicazione: i segreti per gustare al meglio le birre artigianali e il gesto di protesta di una donna cinese che ha deciso di darsi fuoco in piazza Tiananmen all’apertura dei lavori del parlamento.

Età compresa fra i 30 e i 40 anni: di lei non si sa che questo. Ignote (ma perfettamente intuibili) le ragioni del gesto, che – stando ai testimoni – non le avrebbe provocato la morte, ma “solo” ustioni al volto. Subito fermata dalla polizia e poi più nulla.  Nemmeno la stampa estera ha dato grande risalto al fatto: Radio free Asia è forse l’unica testata a sviluppare un resoconto il più possibile dettagliato ed un commento di contestualizzazione ai fatti, altri siti d’informazione riportano, a grandi linee, le stesse notizie pubblicate da Repubblica.

Sono però i numeri ad inquietarmi, perché la notizia non ha avuto una grande eco sui media tradizionali, ma evidentemente interessa poco anche i navigatori del web, di solito più attenti  e meno sonnacchiosi. Darsi fuoco è una cosa tremenda, un gesto di una violenza inaudita che può scaturire solo dalla forte disperazione dell’impotenza.

Con questo gesto la “sconosciuta” sperava forse di attirare, anche solo per qualche istante, l’attenzione dell’opinione pubblica internazionale. Si avvicina l’8 marzo, di lei -quasi sicuramente- non avremo più notizie, ma credo sia nostro preciso dovere creare “rumore” in questo silenzio.

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