Crea sito
READING

Amicizia femminile nei film: un mini best of

Amicizia femminile nei film: un mini best of

Che i meccanismi alchemici dell’amicizia femminile siano più interessanti di quelli che scattano tra uomini è una nozione che fino ad oggi nessuno si è preoccupato di sdoganare. Questo significa che il quantitativo di film a tematica “amicizia femminile” è enorme. Io vi ripropongo un micro-repertorio di film, alcuni recenti e poco conosciuti e altri che sono grandi classici da recuperare, che secondo me hanno fatto un buon lavoro nel fornire un ritratto più o meno veritiero ed accurato dell’amicizia tra donne, cercando di renderlo il più variegato possibile.

heavenly-creaturesCreature del cielo (Peter Jackson, 1994): Tratto da fatti di cronaca, il film documenta l’evoluzione dell’amicizia tra Pauline Parker, riservata e scontrosa adolescente di estrazione popolare, e l’inglese benestante Juliet Hulme. Nonostante le diverse provenienze geografiche e familiari, le due sono unite dalla stessa visione cinica e dall’atteggiamento di superiorità tipico degli adolescenti frustrati dall’ambiente che li circonda. Juliet stringerà con Pauline un’amicizia esclusiva, entrando nel mondo creato dalla fervida immaginazione dell’amica, popolato da castelli e principi con effetti speciali meravigliosamente anni ’90, che contribuiscono significativamente a dare un tono lugubre e inquietante al tutto (non penso però che fosse questo l’intento del regista). L’intensità del sentimento amicale che lega le due è talmente forte da essere ormai irrazionale, e quando le giovani si vedranno costrette a separarsi, pur di evitarlo, saranno disposte a compiere un atto sconsiderato.
Il film fa un ottimo lavoro nel riuscire a farci entrare nel mondo delle due ragazze mostrandoci come l’amicizia tra donne, specie se giovani, possa essere talmente intensa da diventare feroce, e fino a che punto le persone possano spingersi quando accecate da un sentimento che in astratto riesce a rimanere così intrinsecamente puro e umano (basti pensare alla sequenza onirica verso la fine del film, con le due ragazze che corrono, insieme e felici, sulla nave), ma va inevitabilmente a scontrarsi con le conseguenze delle azioni delle protagoniste, fin troppo reali e concrete.

MV5BMTgyNDc3MTczMV5BMl5BanBnXkFtZTcwNjM5MTQxNw@@._V1_SY317_CR2,0,214,317_Sket (Nirpa Bhogal, 2011): Si può amare qualcuno, eppure manipolarlo? Si può essere generosi, nel più totale egoismo? Sket è un termine colloquiale inglese che indica una persona di estrazione sociale tendenzialmente povera, ignorante, e probabilmente aggressiva. Una versione più cruda di quello che noi potremmo definire uno “di borgata”. Sket è una storia sulla presa di coscienza del sé e dello stare in gruppo, di riti d’iniziazione, vendette e riscatti. Kayla si è appena trasferita a Londra, vive con la sorella maggiore in un quartiere popolare e fa fatica ad integrarsi. In seguito ad un incidente, la ragazza si avvicina alla gang femminile del quartiere: le ragazze sono visceralmente leali l’una all’altra, si coprono le spalle a vicenda e si proteggono dai ragazzi. Ma soprattutto non si sognano neanche di mettere in discussione le decisioni prese dalla leader, Danielle. Quando Kayla proverà ad entrare nel gruppo inevitabilmente ne altererà le dinamiche, costringendo le ragazze ad aprire gli occhi sulla vera natura delle loro azioni, che spesso superano la sottile linea che separa il “sapersi difendere se necessario” da atti di bullismo totalmente gratuiti per sfogare le frustrazioni. Il finale rimescola nuovamente le carte in tavola, dove nel mentre si sono aperte le crepe sulle dinamiche interne delle gang, cosa spinge Danielle a compiere gesti così avventati ed irrazionali, fornendo anche spunti validi per la riflessione su una realtà sociale spesso bollata e archiviata con termini riduttivi e offensivi per non doverci davvero fare i conti: Sket, appunto.

gingerandrosa_blogGinger & Rosa (Sally Potter, 2012): Se pensiamo a Londra e agli anni ’60, tendenzialmente pensiamo ai Beatles e ai maglioncini aderenti monocromo, o magari a David Bailey. Con questo lavoro però, Potter ci propone una Londra molto diversa, quella che non si era ancora messa a ballare lo swing: una Londra povera, in bilico tra l’entusiasmo ormai svanito dell’euforia post-guerra degli anni ’50 e l’esplosione degli anni ’60 per come li conosciamo nella loro versione stereotipata. Sullo sfondo, ma sempre presente, la minaccia della bomba atomica, mentre il film si concentra su una crisi di un’amicizia che avrà un finale atomico tutto suo. Infatti, sebbene le interazioni tra tutti i personaggi e il contesto storico siano parte integrante del film, le vicende ci vengono mostrate attraverso gli occhi di Ginger, la quale si vedrà costretta a crescere troppo presto a causa del tradimento della migliore amica Rosa. Prima che questo avvenga però, Potter si e ci concede il piacere di tornare ad assaporare, con rara accuratezza, l’amicizia femminile come la si sperimenta solo da adolescenti: quando si è due di una, s’indossano gli stessi vestiti e si fa tutto insieme, perché essere due entità diverse, che vivono e vogliono cose diverse, è semplicemente inconcepibile.

1 Sheet+billing+dateSucker Punch (Zack Snyder, 2011): Ammucchiate tutti i pregiudizi che avete su questo film. Spingeteli poi verso un orecchio, destro o sinistro, come vi pare. Buttateli fuori. Bene, adesso che siete persone nuove e pronte a vedere la luce vi parlo di Sucker Punch, perché questo film merita più amore di quanto ne abbia ricevuto. Anche io come molt* di voi ho peccato d’ingenuità e prevenzione, bollandolo come l’ennesimo prodotto che usava il girl power come scusa per mostrare donne che si dimenavano in minigonna. Ora, se è inevitabile che ciò rimanga vero fino ad un certo punto, limitarsi a descrivere così il film sarebbe quantomeno riduttivo. C’è una componente sessista? Sì. Questo (da brave femministe) dovrebbe impedirci di amarlo? No. No perché, nonostante il film sia costellato di donne seminude che sparano addosso a qualsiasi cosa, sparare non è il fine ultimo, e se le gonnelle vengono predilette al pantalone perché è più facile estrarre pistole e coltelli, why not? La trama è ben costruita, avvincente e col finale che ti fa cadere la mascella al pavimento (in senso buono), gli effetti visivi sono impressionanti senza risultare eccessivi e quindi fastidiosi, e la somma dei due ti permette di dimenticare la visione un po’ stereotipata dei vari tipi di donna. Gli uomini sono davvero solo sullo sfondo e ben lontani dal centro delle conversazioni delle ragazze. Insomma, non capita poi così spesso di riuscire a trovare un film che riesca a bilanciare tutto questo, quindi direi che, nonostante tutti i suoi difetti, Sucker Punch entra di diritto nella lista dei film sull’amicizia femminile di Soft Revolution. Godetevelo!

Poster - Some Like it Hot (1959)_01A qualcuno piace caldo (Billy Wilder, 1959): Capolavoro indiscusso del genio Wilder, se questo film non è uno dei vostri preferiti è solo perché non l’avete ancora visto. Una discussione sul polimorfo universo femminile fornitavi da niente popò di meno che Tony Curtis, Jack Lemmon e l’unica e sola Marilyn Monroe, apoteosi della femminilità. Curtis e Lemmon, presto, nel film, si vedono costretti a tirare fuori il loro lato femminile per sfuggire a dei gangster di Chicago in quanto unici testimoni di una sparatoria. Musicisti squattrinati, e ragionevolmente disperati, ottengono un impiego in un’orchestra diretta in Florida per qualche mese. Unico problema: l’orchestra è femminile. I due uomini si armano quindi di rasoi e parrucche diventando Josephine e Daphne, e il resto è storia (che dovete assolutamente andare a recuperare). Mantenendo un livello di comicità brillante ed altissimo, il film fornisce una visione da un punto di vista più unico che raro: le donne viste dagli uomini che si fingono donne, con l’immediata necessità di capirle ed empatizzare con i loro problemi, e quindi vederle sotto una luce completamente diversa. Scatta allora la famosa solidarietà tra ragazze, ma quando questa diviene carnale a scattare è un’altra cosa, se capite cosa intendo. Se il personaggio di Curtis metterà su una messa in scena tanto improbabile quanto geniale per riappropriarsi della propria identità maschile, mantenendo quella femminile come facciata, Lemmon forse cederà alla sua natura femminile, come si evince nel serrato battibecco finale con un suo adulatore finora ignaro della sua vera natura ma che non si fermerà davanti a questa. In fondo, nessuno è perfetto.

the_runaways_teaser_posterThe Runaways (Floria Sigismondi, 2010): Dakota Fanning interpreta Cherie Currie. Kristen Stewart interpreta Joan Jett (sì, quella Joan Jett – lo shock vero è che le riesce). Insieme mettono su una band rock al femminile semi amatoriale, firmano un contratto con l’agente sbagliato e poi partono in tour. Tipo le Spice Girls, solo che erano gli anni ’70 ed era socialmente accettabile, se non addirittura incoraggiato, indossare vestiti ridicoli e un sacco di glitter in faccia. Il film segue le tortuose avventure della band, dalla formazione del gruppo alla dipartita di Currie, che all’epoca del tour ha appena quindici anni ma capisce in fretta che quel mondo non è il suo. Tratto da una storia vera – le Runaways hanno vita breve ma sono vere pioniere – la vicenda filmica viene arricchita dalla sapiente scelta di affidare la regia a Sigismondi, che ha alle spalle un grande background sia come musicista/produttrice discografica che come regista di videoclip. A distaccare il film dalla massa sono le performance impegnate delle due protagoniste, con interpretazioni doppiamente vincolate: interpretare una persona vivente ed iconica, per di più in una fase della sua vita non semplice. Ciò che più rimane impresso del film sono proprio le due giovani donne, colte subito prima e subito dopo un cambiamento epocale, e come questo le unisca e le divida. Ma certi legami non si spezzano quasi mani, non davvero. Vedere per credere.

Questo è quanto, sentitevi liberi di lasciare un commento segnalando altri film che varrebbe la pena recuperare per poter allungare la lista!


RELATED POST

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

By using this form you agree with the storage and handling of your data by this website.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.