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Le bizzarre tempeste ormonali di “Cinquanta ...

Le bizzarre tempeste ormonali di “Cinquanta sfumature di grigio”

di Alessandra Pradelli

Tempesta secondo Wikipedia: un qualunque stato disturbato dell’atmosfera; implica condizioni meteorologiche severe.
Tempesta secondo gli stereotipi cinematografici e televisivi: condizioni meteorologiche durante le quali accadono immancabilmente omicidi/invasioni di alieni/tradimenti/trombate generiche che altrimenti mai sarebbero accadute. La giustificazione a queste ultime, il mattino seguente, è sempre la stessa: avevamo paura, per consolarci abbiamo bevuto vino davanti al camino caldo caldo, è stato quel che è stato. Dimentichiamocene.
Non sarebbe quindi più appropriato definirle “tempeste ormonali”?
Chi, ripeto chi, almeno una volta nella vita non è stato vittima di una tempesta ormonale?

Finalmente, grazie a questo spunto, ho l’occasione perfetta per commentare lui, il libro che ha battuto perfino Twilight, sia in vendite che in cretineria. Lui, incoronato dai tabloid inglesi re delle vendite dell’ultimo decennio. Lui, uno dei libri che più ha massacrato le fantasie sessuali di un’ampia fetta di pubblico femminile. Cinquanta Sfumature Di Grigio è arrivato, dopo più di un anno, anche sul mio comodino.

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L’anno scorso mi ero ripromessa di comprarlo solamente quando e se fosse arrivato negli scaffali a non più di quattro euro e novantanove, beandomi nel frattempo di essere una delle poche superstiti al contagio di questa lettura pseudo erotica. Da vera tempesta ormonale, a sentire le testimonianze. C’è chi giura di avere amiche, parenti, conoscenti che si sono messe a piangere una volta terminato il libro. La scorsa estate non c’è stato quotidiano che non ne abbia parlato, periodico che non gli abbia dedicato articoloni, interviste e copertine, programmi televisivi che non abbiano chiamato esperti ad analizzarlo, sviscerandolo riga dopo riga. Per non parlare di Studio Aperto.

Dopo più di un anno non ho comunque avuto il coraggio nemmeno di infilarlo nel carrello di Amazon, figurarsi farmici vedere alla cassa di una qualunque libreria del centro storico. Ma una mia amica sì e durante una cena me lo ha indicato tra le sue mensole, nascosto in modo tale che nessuno lo potesse riconoscere. «Te lo presto?».

Non sono riuscita a dire no. L’ho portato a casa, non senza un certo imbarazzo, e l’ho iniziato il pomeriggio seguente. Già la prima pagina preannuncia cazzate: la coinquilina della protagonista, tale Kate, a quanto pare è una promettentissima giornalista che, dopo aver pianificato un’intervista per, attenzione, nove mesi, si ammala e manda la sua amica a fare il servizio al posto suo. No dico. Eh? I giornalisti con un minimo di dignità si presenterebbero anche se si dovessero svegliare con i tentacoli al posto del naso.

Comunque, tutto ciò chiaramente è solo un pessimo pretesto per arrivare al fulcro della vicenda. La vergine stupidella in piena tempesta ormonale, smaniosa di esplorare la propria sessualità, deve per forza conoscere quel bel balengo di un improbabile VENTISETTENNE MULTIMILIARDARIO STALKER ed ecco che, saltando tutta la ancor più noiosa parte di convenevoli iniziali, loro due iniziano a fare quello che devono e… E cosa?

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Un susseguirsi senza capo né coda di dialoghi surreali e trombate inverosimili, a partire dal fatto che lei perde la propria innocenza e ha contemporaneamente il suo primo orgasmAHAHA, fino alla scena che definire disgustosa è l’eufemismo del millennio: lui, che dall’alto dei suoi ventisette anni sa calcolare il di lei ciclo mestruale, la mette a novanta (sul lavandino di un lussuosissimo hotel in cui è giunto con il suo jet privato solo perché lei non ha risposto a una mail) e senza colpo ferire tira la cordicella del tampax, lo getta nel gabinetto (stupido inquinatore) e comincia a, ovviamente, fotterla senza pietà.

Christian Grey si sente subito in dovere di specificare ad Anastasia, protagonista e voce narrante, che lui non fa l’amore. Lui fotte senza pietà. Ed è anche vero che lui spesso e volentieri dichiara cose tipo “Ora ti sculaccerò e poi ti fotterò senza pietà” oppure “Devi sapere che appena varchi la mia soglia per essere la mia Sottomessa, io farò di te quello che voglio. Devi accettarlo e desiderarlo” e ancora “Ti scoperò in qualsiasi momento, in qualsiasi modo, in qualsiasi luogo, ti punirò quando mi ostacolerai. Senza dimenticare il ricorrente Ti addestrerò a compiacermi.”

Ora. A parte l’imbarazzo e l’ilarità che mi ha provocato la lettura di queste righe, almeno due domande sorgono spontanee. Punto primo: una ragazza, un’adolescente, una donna, per quanto incuriosita da BDSM e pratiche affini, che reazione avrebbe di fronte a una simile dichiarazione d’intenti, apparsa dal nulla? Scoppierebbe a ridere? Gli tirerebbe un destro ben assestato sullo zigomo? Inveirebbe urlando “Ma taci, cretino, e togli l’audio quando guardi i porno che sei già sufficientemente scemo”? O davvero proverebbe un fremito d’eccitazione nel basso ventre come uno dei tanti, troppi, che Anastasia menziona in ogni pagina del volume?

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Punto secondo: l’autrice. Ma chi è? Soprattutto, da cosa nasce l’idea che la protagonista debba avere una dea interiore per giustificare le proprie tempeste ormonali? Ebbene sì, Anastasia, durante i suoi “stream of consciousness” continua a rivolgersi a questa fantomatica dea interiore che alberga dentro di lei, la stessa che la sprona a fare le peggio porcate.

E.L. James, chiunque tu sia: questa te la potevi evitare. Almeno questa. Con una veloce googlata, è possibile scoprire che tale E.L. James è, in verità vi dico, una tranquilla madre di famiglia inglese, definita da Time Magazine come “una delle 100 persone più influenti del mondo”. Qui nasce la terza domanda spontanea: influente perché ha convinto milioni di lettrici che per provare piacere sia necessario essere sottomesse?

Ora che ci penso, avere tempeste ormonali significa per forza arrivare a pratiche sessuali indesiderate solo per paura di perdere il proprio partner? Rimane per me un mistero senza soluzione il fatto che queste righe scritte e tradotte male siano diventate per così tante motivo di turbamento emotivo e sogni erotici a tutto spiano.

Lo so, forse pecco di fantasia, forse è più facile additare le donne che non spengono mai il cervello come femministe frigide e rompicoglioni, ma a me non viene nessuna tempesta ormonale a leggere di una che viene sculacciata a sangue, salvo poi piangere da sola perché si sente mortificata e svilita perché quello che desidera è in realtà il vero amore; che ogni giorno riceve e risponde a mail per chiarire la sua opinione in merito alle suddette sculacciate e al bisogno del partner di sottometterla, farle male, controllarla. Mi provoca tempeste di perplessità e tristezza che neanche la Corrida ai tempi di Corrado.


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  1. francesca a.

    28 settembre

    si sa che questo libro è un frutto meramente commerciale. prima di essere pubblicato c’è stato uno studio da parte dei migliori esperti di marketing, che poi, a quanto pare, ha portato i suoi frutti. il target per cui è stata studiata la trama del libro è proprio quello della donna un pò frustrata e non appagata sessualmente, alla ricerca di stimoli fantastici (??) per poter riavviare l’ormone assopito.
    che poi un libro sia un libro, che una lettura sia una lettura, una trovata commerciale ben riuscita rimane una trovata commerciale ben riuscita. tanta stima per chi ha saputo vendere una genialata del marketing così.

  2. Victoria

    28 settembre

    Il libro era semplicemente un fanfic di twilight, con i nomi cambiati. Io l’ho letto e l’ho trovato pesimo in quanto l’escritura, ma alcune scene riuscivano a farme sentire un po eccitata. Il valioso di questo non e la manera in qui ti presenta il mundo bdsm o le relazione amorose (perche lo fa di un modo problematico), ma penso che si deve riconoscere al meno la espressione del desiderio femenino: questa é una signora che esprime, non quello che ha, dato che non he sposata con un millionario, ma quello che le sembra eccitante. E non solo, dato che tante donne hanno diventate pazze per il libro. Questo ci parla del desiderio femenino, la sete per storie che lo soddisfano, che ci fanno sentire normale anche si abbiamo voglia di cose schiffose.

  3. Lu

    28 settembre

    Sono una delle poche a non aver mai letto 50 Shades. Non spenderei nemmeno un centesimo per comprarlo. Neanche se fosse, diciamo, Johnny Depp a comprarmelo implorandomi di leggerlo, ENNE O. Un po’ mi intristisce il fatto che, con tutte le battaglie e tutte le conquiste femminili, ci siano povere creature frustrate e morbose che traggono piacere immaginando scene di violenza e perversione! Il tuo articolo mi trova pienamente d’accordo, molto divertente e intelligente! baci

  4. Chiara

    5 ottobre

    Un harmony divenuto bestseller. Bleah. Vade retro! E non trovo che sia perverso (il bdsm non è perverso a mio avviso), ma frutto di una mente perversa, che è peggio!

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