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Ricette arrabbiate: la torta alla ricotta con glas...

Ricette arrabbiate: la torta alla ricotta con glassa di cioccolato

di Rosita Pederzolli

angry_womanLa storia che le ragazze emancipate non cucinano è una stronzata bella e buona. Cucinare è per veri duri: serve aggressività, inventiva, pazienza e soprattutto molta cattiveria.
Se partiamo con l’idea di cucinare con dolcezza, abbiamo sbagliato in partenza.

Per cucinare serve la cattiveria. Non puoi fare un dolce con amore. In un dolce bisogna riversare rancore, rabbia, odio e disprezzo. Non puoi rompere un uovo come se stessi accarezzando un gattino. Devi rompere un uovo con la precisione e la cattiveria con cui sfasceresti i testicoli del tuo ex ragazzo, montare gli albumi come fossero i capelli della ragazzina che alle medie ti prendeva sempre in giro, sbattere l’impasto sul tavolo come fosse la testa del tuo professore di latino. Solo così il tuo dolce sarà davvero buono.

Oggi vi insegnerò a fare un plum cake alla ricotta grondante cioccolato. È una ricetta semplice e veloce, ma davvero crudele. Siete abbastanza incazzate? Bene, cominciamo.

Questi sono gli ingredienti.

Per la torta:
 – 300 grammi di zucchero
 – 300 grammi di ricotta
 – 200 grammi di farina
 – 1 bustina di lievito
 – 3 uova
 – una tavoletta di cioccolato di quella che più vi piace

Per la glassa:
 – una tavoletta di cioccolato fondente
 – 2 cucchiai di zucchero a velo (va bene anche quello normale, ma a velo si scioglie prima)
 – acqua tiepida q.b. (ma ne basta davvero poca)

Ora direte, “Oh no, non un dolce da figa con la glassa! È troppo difficile!” In verita, in verità vi dico che la glassa è facile da fare. Ci vuole un filino di pazienza, ma quando avrete riversato la vostra terribile ira sul plum cake, sarà davvero una gioia spalmarci la glassa sopra. Avete presente il killer psicopatico che dopo aver ucciso la vittima in maniera brutale la riveste e la adagia dolcemente sul letto? Ecco, questa è la glassa. Puoi farne a meno, ovvio, l’omicidio ormai è fatto, ma per la tua fragile mente è così rilassante…

Ok, cominciamo.

Piccola premessa: di recente mia nonna mi ha regalato delle fruste elettriche. Niente da dire, sono comodissime e ti permettono di svolgere il procedimento in maniera veloce e precisa. Ma vuoi mettere la soddisfazione di fare tutto con la cara vecchia forchetta? Io faccio così: lavoro con la forchetta, e per finire do una girata veloce con le fruste elettriche tanto per amalgamare ed essere sicura che il lavoro è fatto bene.

Allora, come prima cosa prendiamo una terrina abbastanza spaziosa e abbastanza profonda dove amalgamare lo zucchero e la ricotta. La ricotta è un latticino davvero insulso: mia madre a volte la mette nella pasta o nella minestra e sembra vomito di neonato, oltre a non avere alcun sapore. Ma nei dolci è una cosa meravigliosa.

Dopo aver amalgamato con violenza zucchero e ricotta, buttiamoci dentro le uova. Io ho raggiunto un’abilità tale che ne rompo due in un colpo solo, ma chi è un principiante può andare più tranquillo. Solo assicuratevi di pensare a qualcuno che detestate prima di romperle, così sarete sicuri di romperle con precisione e che non farete la mossa moscia che vi farà spargere pezzettini di guscio nell’impasto.

Giro di frusta elettrica, e passiamo alla farina e al lievito, che andiamo a setacciare insieme con uno scolapasta così da non formare grumi schifosi. Setacciare è la parte che mi piace meno: è noioso e non riesco mai a non sporcare di farina il tavolo e me stessa, ma ne vale la pena perché l’impasto diventerà bello uniforme. Suggerimento: setacciate prima metà della farina, mescolate e poi setacciate anche l’altra metà, così evitate ancora di più il rischio grumi.

Un’altra frustata, dai.

A questo punto viene il bello. Prendiamo la nostra tavoletta di cioccolata, scartiamola e mettiamola in uno strofinaccio. Chiudiamo bene e con un matterello, un sasso, un mazzo di evidenziatori, una bottiglia di jagermeister o qualsivoglia arnese, iniziamo a prendere a martellate quella lurida tavoletta di cioccolato. Non troppo, non si deve sbriciolare del tutto. Devono esserci delle scagliette.

Fatto? Divertite? Io a volte se voglio fare una cosa di precisione metto la tavoletta sul tagliere, prendo un coltellaccio e la faccio a pezzetti con quello. De gustibus.

Versiamo le scagliette e mescoliamo.

L’impasto e pronto, ora bisogna soltanto versarlo in uno stampo (io uso quelli apribili) spalmato di burro così non si attacca, e metterlo in forno per 30 minuti a 180°C.

Mentre aspettate, consiglio un telefilm strappalacrime o un bel libro. Io mentre aspettavo ho letto Pastorale Americana.

Quando il tutto sarà pronto (fate la prova coltello, infilatelo dentro e se esce asciutto è pronta), tirate fuori la torta e lasciatela raffreddare senza toglierla dallo stampo. Probabilmente vi sentirete un po’ stanche e svogliate, ma non fermatevi ora. È il momento della glassa.

Prendete la tavoletta di cioccolato fondente e riducetela in pezzi come la precedente, anzi, anche peggio, così si scioglie prima. Tenetelo lì che tra poco serve.

Mettete in un pentolino lo zucchero a velo e riscaldatelo diluendolo con l’acqua. Più o meno mezzo bicchiere. Vi deve venire una specie di sciroppo denso, quindi mescolate senza distrarvi.

In un altro pentolino sciogliete il cioccolato a pezzetti sempre con poca acqua. È ora il momento di unire le due cose. Versate l’acqua sul cioccolato fuso, ma poco alla volta! Ancora meno di quello che pensate. Usate un cucchiaio per aiutarvi. Mescolate sempre nello stesso verso così non si fanno grumi e quando sarà bella densa (del tipo che se alzate il cucchiaio fa un bel filino tipo pubblicità) sarà pronta.

Quando la vostra torta si sarà raffreddata, spalmateci sopra tutta la glassa e lasciatela raffreddare.

Ora avete non soltanto una torta soffice e buonissima piena di cioccolato da mangiare a colazione, ma anche un karma libero dai pensieri negativi. E senza uccidere nessuno!

torta rosita

 


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  1. alice

    8 ottobre

    in verità hai ucciso un bel po’ di animali che non centravano un cazzo , tutti i pulcini maschi che non servono alla produzione di uova,i vitellini,.. se pensi al karma cambi ingredienti!;)

  2. Bianca Bonollo

    8 ottobre

    @alice: ovviamente era sottinteso che bisogna usare le uova della gallina zitella della propria nonna, e la ricotta fatta con il latte di una mucca che ti implora di mungerla perché il suo vitello è prematuramente morto di morte naturale… ovviamente 🙂

  3. Bianca Bonollo

    8 ottobre

    (PS. poi se vuoi fare una cosa fatta bene devi assolutamente accertarti che i microrganismi che compongono il lievito siano aspiranti suicidi, sennò non vale)

  4. elisa bettineschi

    8 ottobre

    mi piace l’idea della ricetta emozionale scarica tensione 😉 la proverò!!

  5. Ilaria

    9 ottobre

    Cucino un dolce simile ma per fare a pezzetti la tavoletta di cioccolato usavo pazientemente il coltello. Il tuo metodo mi piace molto di più. Domani assassino brutalmente quella dannata tavoletta con un martello!

  6. alice

    11 ottobre

    certo o trovi le uova delle galline amiche tue della muca che ha abortito perchè non poteva permettersi un* altr* figli* oppure puoi fare questa : 2 o 3 banane stramature 100g di margarina ( non idrogenata) 50 g di zucchero di canna 175g di farina cioccolato fondente qb ( non basta mai:P) un pizzico di sale 1\2 cucchiaio di bicarbonato 1\2 bustina di lievito vanigliato un tappino di aceto un tappone di rum. mescoli prima margarina con zucchero poi metti le banane frullate aggiungi aceto e rum e vai con il resto secco metti nella tortiera inforni a 180° finchè non senti il profumo( circa per 15 minuti).

  7. Sara

    13 maggio

    Geniale l’idea della ricetta antirabbia!! L’ho sempre pensato che la cucina è roba per gente coi controci. E le fruste elettriche le lasciamo al Dalai Lama 🙂

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