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“Paura di volare”, di Erica Jong

di Marta Dalla Pozza

fear-of-flying-erica-jongPerchè recensire un volume pubblicato nel lontano 1973 e non più in commercio, nell’edizione italiana? Se il libro si intitola Paura di volare e l’autrice è Erica Jong ci sono almeno tre, fondamentali motivi:

1. Il romanzo è stato un caso letterario dell’epoca, con venti milioni di copie vendute e traduzioni in quaranta lingue. In Italia, dal ’75 al ’77, ne sono apparse dieci edizioni.

2.  Erica usa un linguaggio esplicito e audace nel parlare di sesso e fantasie femminili: per i nostri tempi, niente di nuovo, ma provate ad immaginare che effetto doveva fare la lettura alle mogliettine americane dei primi anni ’70. Il movimento femminista aveva già fatto la sua comparsa, ma certi tabù erano difficili da sradicare e, come racconta la stessa Jong, negli USA e altrove imperava ancora il mito della realizzazione attraverso il matrimonio.

Le donne, insomma, crescevano accompagnate da quella mistica della femminilità che le voleva spose e madri quanto prima, ma dentro di loro, come spiega Betty Friedan, covava una «strana e sottesa inquietudine, […] in cui il desiderio rimosso di sviluppo della propria personalità come essere umano si scontrava inconsciamente con il modello femminile tradizionale proposto dalla società in quegli anni1».

Nel suo romanzo Jong dà voce a questa insoddisfazione, senza trascurare il pianeta inesplorato dell’eros femminile. Le sue descrizioni delle voglie e avventure di Isadora, la protagonista, hanno una forza paragonabile a quelle scaturite dalla penna di Bukowski:

«Come potevi continuare ad innamorarti di uomini che non conoscevi nemmeno? Come potevi fissare a quel modo la patta dei loro pantaloni? […] Come potevi startene seduta nello scompartimento di un treno e scopare con gli occhi un perfetto sconosciuto? 2»

3. L’autrice esprime il senso di inadeguatezza femminile in maniera altrettanto efficace. La “paura di volare” del titolo, infatti, non è soltanto letterale (la protagonista ha attacchi d’ansia quando deve prendere l’aereo), ma coglie un sentimento a mio parere molto diffuso tra le donne. Per quanto colte, preparate, motivate possiamo essere, spesso abbiamo paura di esporci, siamo pervase da un’insicurezza di fondo che ci impedisce di realizzarci del tutto.

«Languivo nella frustrazione più totale – racconta la protagonista, aspirante scrittrice – pensando che gli argomenti che conoscevo erano “triviali” e “femminili”… mentre gli argomenti che non conoscevo per nulla probabilmente erano “profondi” e “maschili”. Qualunque cosa facessi, pensavo, era destinata al fallimento 3».

Elena Gianini Belotti, in Dalla parte delle bambine (Milano, Feltrinelli, 1973), un’analisi che ha qualche decennio, ma per certi aspetti è ancora attuale, imputava questo sentimento all’educazione diversificata imposta al sesso femminile, fin dalla tenera età. Ad esempio, ci si aspettava che in cortile i maschi corressero, fossero spericolati, mentre alle alunne, invece, veniva insegnato a giocare senza sporcarsi, ad essere docili, ubbidienti, passive. Ecco che «il bisogno di realizzare se stesse come individui, l’autoaffermazione, il desiderio di autonomia e di indipendenza, la cui mancanza si rimprovera alle donne, nell’adolescenza, al momento delle scelte fondamentali, hanno già subíto dure scosse: e questo è avvenuto fin dalla primissima infanzia (ibidem, p. 9)».

Ma veniamo alla trama: il personaggio principale, Isadora White Wing, ha ventinove anni ed è in volo con il suo secondo marito verso Vienna. Lui è psicanalista e sono diretti ad un congresso del settore. Isadora è inquieta. Esorcizza i suoi desideri nel bisogno di una zipless fuck, la scopata senza cerniera, diventata proverbiale: «Senza cerniera perchè al momento buono le cerniere cadono come i petali di una rosa sfiorita, la biancheria si sparge nel vento come la bambagia di un soffione 4». Sogna l’incontro con un eccitante sconosciuto, che la porti a dimenticare le sue difficoltà relazionali. A Vienna infatti conoscerà Adrian, un secondo psicanalista, con il quale fuggirà in un viaggio senza meta per l’Europa, perduta nell’illusione dell’amore, ma soprattutto alla ricerca di sé stessa.

Nel racconto sono inseriti numerosi flash back, che ci raccontano la sua infanzia, il difficile rapporto con la madre e con il proprio essere scrittrice; gli uomini che incontra e dai quali cerca conferme, dal suo primo marito ai numerosi psicanalisti.

Non dirò come finisce il libro, ma soltanto che, attraverso vicende rocambolesche, Isadora acquisisce una sempre maggiore consapevolezza di sé stessa e della propria vocazione.

Spero di aver incuriosito qualcuno a leggere Paura Di Volare: se vi interessa è reperibile nelle biblioteche, oppure è possibile ordinare online l’edizione in inglese, dal titolo Fear Of Flying (ristampata di recente). Altrimenti provate a cercarlo nei mercatini di libri usati, magari avrete fortuna: io ho trovato la mia copia sullo scaffale di una cooperativa e sono rimasta colpita da titolo e copertina, che mostra una grande bocca rossa femminile, semiaperta, su sfondo verde acceso. In quell’occasione ho acquistato anche il seguito del romanzo, Come salvarsi la vita, ma l’ho trovato meno convincente. Se volete però so che ne esiste anche un terzo, oltre a volumi di poesie ed altri romanzi della stessa autrice. Buona lettura!

 

1 Betty Friedan, La mistica della femminilità, Milano, Edizioni di Comunità, 1970, pp. 9-10.

2 Erica Jong, Paura di volare, Milano, Bompiani, 1975, p. 21.

3 Ibidem, p. 164.

4 Ibidem, p. 22.


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  1. laura a.

    25 ottobre

    Meritevolissima azione, l’aver riportato all’attenzione questo libro 🙂
    A 14 anni (era uscito da poco) lo sbirciavo nella libreria dei miei, ricavandone un certo sconcerto e molte cose su cui riflettere…la copertina di allora era questa, secondo me la più calzante di tutte le successive che richiamavano semplicemente il sesso, tralasciando il versante della “dissociazione”:
    http://www.ebay.it/itm/Paura-di-Volare-Erica-Jong-E1-/110667401242

  2. Pe

    25 ottobre

    Questo è il libro che ogni ragazza dovrebbe leggere. Profondo tanto da leggerti dentro e scorrevole da venir letto tutto di un fiato. Mi ha stupito quanto fosse attuale pur essendo stato scritto molto tempo fa.

  3. Valeria

    25 ottobre

    Sì che lo voglio leggere. Subito! Perchè, anche se ho smesso di pensare che i miei argomenti sono “femminili” in negativo mentre quelli di valore sono “maschili”, continuo a pensara che i miei argomenti non abbiano valore tout court. E ho una fottuta paura di “volare”, indicibile.
    Segnalo che è in vendita su amazon:
    http://www.amazon.it/s/ref=nb_sb_noss_1/278-8544742-6161116?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&url=search-alias%3Daps&field-keywords=paura%20di%20volare%20erica%20jong&sprefix=paura+di+volare+%2Caps&rh=i%3Aaps%2Ck%3Apaura%20di%20volare%20erica%20jong

  4. federì

    25 ottobre

    Mi è piaciuto molto il pezzo e mi ha ricordato il vecchio proposito di leggere la Friedan.. Grazie!

  5. Marta DP

    25 ottobre

    Mi fa piacere sapere che qualcun’altro ha letto e apprezzato il libro… E grazie per le vostre attente osservazioni.

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