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One Billion Rise! I 15 anni del V-Day di Eve Ensle...

One Billion Rise! I 15 anni del V-Day di Eve Ensler

What does ONE BILLION look like?
On 14 February 2013, it will look like a REVOLUTION.

ONE BILLION RISING IS:
A global strike
An invitation to dance
A call to men and women to refuse to participate in the status quo until rape and rape culture ends
An act of solidarity, demonstrating to women the commonality of their struggles and their power in numbers
A refusal to accept violence against women and girls as a given
A new time and a new way of being

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Se siete quel tipo di persone che si prende male/indispone al solo pensiero dell’approssimarsi della famosa festività degli innamorati, gioite! Quest’anno avrete una motivazione seria per celebrare il 14 febbraio: non si tratterà di festeggiare S. Valentino con la persona che amate, ma di un progetto di solidarietà di respiro più ampio, che non farà sentire escluso nessuno, perché qui di persone che dobbiamo avere a cuore ce ne sono almeno un miliardo.

One Billion Rising è la campagna, il progetto, la manifestazione, chiamatela come preferite, voluta da Eve Ensler per festeggiare il 15esimo anniversario dal primo V-Day, il giorno dedicato alla messa in scena de I monologhi della Vagina, spettacolo teatrale passato alla storia per aver introdotto una nuova attitudine nel parlare di questioni femminili. Solitamente il V-Day assume i toni di una gioiosa celebrazione della diversità femminile, all’insegna della leggerezza e del lirismo. Quest’anno, per volere della creatrice, si è deciso per celebrare il traguardo dei quindici anni di questa ricorrenza e di trasformarla in un atto di affermazione politica, nel senso nobile del termine, dandole la forma di un flash mob coreografato che avrà luogo in più di 200 Paesi, per dire basta alla violenza sulle donne. Non è la solita retorica vittimista a cui siamo abituate da un paio d’anni a questa parte quando si parla di femminicidio e violenza nel nostro paese, ma una “sollevazione” attiva e vitale. Non a caso si è scelto come slogan “Strike, dance, rise”, tre verbi all’imperativo che dicono quello che già sappiamo bene, cioè che le donne sono un soggetto politico motore del cambiamento, che possono sollevare da sole le proprie sorti, attraverso una forma d’espressione a noi ben cara, la danza. Noi di SR lo sappiamo bene, dato che la musica la amiamo anche per la capacità di smuovere i nostri corpi prima che i nostri pensieri. La campagna è accompagnata da video potenti e d’impatto, tra cui un short film in cui si ribadisce l’idea che le donne sono artefici del proprio destino* e si sanno salvare da sole, quando c’è una coscienza che le accompagna. Allora l’invito è quello di cogliere al volo l’occasione, controllate sul blog italiano l’evento relativo alla vostra città e partecipate: lo diceva anche Emma Goldman, “If I can’t dance, it’s not my revolution”.

 


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