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La piaga sociale del regalo di Natale “orend...

La piaga sociale del regalo di Natale “orendo”

Siamo onesti: per quanto ci piaccia additare il Natale come la sagra del consumismo più sfrenato e lamentare la mancanza di tempi lontani in cui lo spirito della celebrazione era tutt’altro, gran parte dell’appeal di questa festa viene proprio dai regali (anche se personalmente la mia parte preferita del Natale sono le decorazioni). È proprio l’importanza dei regali a caricarci di aspettative che, se deluse, rischiano di rovinarci la giornata e ci portano ad ingozzarci di pandoro ed abusare di bollicine, un food coma autoindotto nel tentativo di dimenticare le sgradite sorprese ricevute.
Questo post ha quindi l’obiettivo di aiutarvi a superare il first world problem più first world problem che ci sia, ovvero i regali di Natale orendi. Vi guiderà passo passo, delineando i modi per schivare regali indesiderati, le reazioni più appropriate al momento del misfatto ed infine come sbarazzarvi una volta per tutte della ciofeca appioppatavi.

FASE UNO: PREVENIRE È MEGLIO CHE CURARE
Se sospettate che qualcuno stia meditando di regalarvi l’ultima fatica editoriale di Bruno Vespa, se vi trovate in presenza di un regalatore di cragne seriale o se più semplicemente volete indirizzare una persona nel verso giusto, vi conviene agire fin d’ora. Pensate alle letterine di Babbo Natale della vostra infanzia: la loro evoluzione naturale è la wishlist, che potete spedire ai diretti interessati. Potete anche lasciare indizi tipo riviste e browser aperti “casualmente” a una certa pagina, o sbavare sulla vetrina che racchiude l’oggetto del vostro desiderio.
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Se volete la sorpresa, non vi piacciono questi metodi di manipolazione passiva, o se la persona in questione è impermeabile a questi trucchi (e non lo escludo: conosco gente che non troverebbe le cose neanche se fossero loro segnalate con una freccia neon intermittente, quindi escludo che si accorgano della rivista aperta alla pubblicità del profumo) vi conviene almeno specificare cosa NON vi piace. Fate attenzione a come rispondete a domande trabocchetto come “Cosa ne pensi di quella felpa verde muffa?”, siate categoric* nello stroncare l’ultimo album di Enrique Iglesias, evitate di dare spunti fraintendibili, tipo “Ho perso il mio tagliaunghie”: il regalo inguardabile potrebbe essere dietro l’angolo.
Naturalmente, nulla di tutto ciò potrà fermare chi è seriamente intenzionato a donarvi un buono per l’abbronzatura spray, ma voi almeno saprete di aver fatto di tutto per evitarlo. Lo stesso discorso vale per i soggetti che, dopo avervi chiesto quale regalo vorreste, faranno comunque di testa loro – e qui non parlo di gente che chiede un anello di diamanti e riceve un chiodo, ma di chi regala una Barbie a chi, interpellata, le aveva risposto espressamente di volere Forza Quattro (true story).

FASE DUE: IL MOMENTO DELLA VERITÀ
È finalmente arrivato il momento di scartare i regali: l’aspettativa è alle stelle, la tensione si taglia con il coltello, vi state già proiettando un film mentale su quanto sarete bell* con quel maglione a trecce quando, dopo un immaginario rullo di tamburi, fra le vostre mani appare non il suddetto maglione, ma un pigiamone con la simpatica faccia di Tweety, che voi detestate con tutto il cuore da quando avevate due anni. Come reagire?
La prima cosa da fare è prestare attenzione ai commenti che introducono il regalo prima di scartarlo: in questo modo, il vostro film mentale non si interromperà bruscamente, ma con un graduale anticlimax. Trovo specialmente rivelatori indizi tipo “Spero di averci azzeccato” o il mio personale campanello d’allarme “Per te che hai dei gusti… particolari (eufemismo). Come reagire una volta scartato il regalo interessante (vado di eufemismi anch’io)? Scegliendo una fra le seguenti opzioni:
1- Non nascondete le lacrime del disappunto, ma fingete che siano di gioia. Pronunciate un “Grazie” fra i singhiozzi, ed abbracciate il generoso donatore, in modo da celare lo sforzo provocatovi da tale farsa.

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[“Ho qualcosa per te, Felipe: un calendario di quelli offerti dal negozio di mio papà” “Grande!” “C’è un paesaggio molto bello, con la luna, un lago con le barchette, e mucche, e cime innevate, e in primo piano una finestra con una tenda ed un vaso di fiori, e farfalle… vedrai che bello!” “Allora, che ne dici?” “Grap…zie, Manolito” “Grapzie?”]

2- Iniziate a saltellare, urlando “WOW” e battendo le mani in modo esagerato: voi sfogherete il nervoso, l’artefice del regalo crederà che siate entusiasti e vi sarà gentilmente chiesto di smetterla e passare oltre.

3- Per questa opzione vi servirà un complice, meglio se una persona fidata e che conosce bene i vostri gusti. Quando l’orrido presente emergerà dalle spire della carta regalo, voi ammutolite, sussurrando un grazie e guardando il regalo con fare incredulo (espressione che sorgerà spontanea, credetemi). A questo punto il vostro complice si rivolgerà all’autore di cotale dono, dicendogli sottovoce qualcosa tipo “sai, è fatt* così…è un* che interiorizza molto, in questi casi non si esprime mai più di tanto”

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[“Stavo giusto venendo a casa tua per portarti il calendario del negozio di mio papà” “oh, grazie, Manolito!” “Vedrai che bel paeasggio! Con dei colori…! E la luna, un lago con le barchette, e mucche sulla riva, e cime innevate, e in primo piano una tenda, un vaso, fiori e farfalle…Ecco!” “(sottovoce) grazie, monolito” “Poverina, si è emozionata!”

4- Dire sinceramente le cose come stanno, possibilmente in maniera diplomatica. Senza dubbio la soluzione ideale. Ma purtroppo non viviamo in un mondo ideale, e questa scelta potrebbe scatenare l’ira di chi vi ha generosamente donato il pigiama di Tweety, pensando anche di farvi piacere.

FASE TRE: COME AFFRONTARE LE REAZIONI NEGATIVE
A meno che non siate dotat* di una capacità affabulatoria che vi rende in grado non solo di spiegare perché il regalo non sia di vostro gusto, ma addirittura di far sentire l’altr* in colpa per avervi donato siffatto obbrobrio (ma in questo caso i miei consigli non vi servono), la sincerità non è sempre ben accetta. Se comunque scegliete questa strada, cercate di non dire subito “posso cambiarlo?”, ma cercate di motivare le ragioni, se necessario mentendo a fin di bene ed adducendo ragioni tipo taglia, allergie ad alcuni ingredienti/ componenti, doppioni e via dicendo. christmas-presents-toys-cartoon-72-598x427
Potreste però trovarvi ad affrontare alcune obiezioni, come ad esempio “Ma una volta ti piaceva!” o “Certo che sei davvero di gusti difficili/ sei proprio un* ingrat*/ c’è chi metterebbe la firma per un regalo così!” o il classico “È il pensiero che conta”. Se la prima risposta fa presagire che un giorno o l’altro riceverò in regalo Sbrodolina e nel secondo caso sarei tentata di suggerire di donare in beneficenza la cifra destinata ai miei eventuali regali (opzione che sinceramente preferirei quasi sempre), per quanto riguarda “È il pensiero che conta” cito testualmente un’ascoltatrice del Ruggito del Coniglio, che al sondaggio “È vero che «Basta il pensiero»?” rispose “Sì, ma certe persone dovrebbero pensare un po’ di più”.
Potreste anche far finta di niente e lasciar correre: questa è l’opzione che preferisco, specialmente con chi di solito fa regali apprezzabili (un dono sbagliato può capitare a tutti) e con persone che si offenderanno sempre e comunque (“Cosa significa che sei allergica alla lavanda???”).

FASE QUATTRO, OVVERO COME SBARAZZARSI DEL REGALO ORENDO
Anche se avete deciso di tenervi il regalo senza dire niente, vi rimane il dubbio di cosa farne. Forti del fatto che “One man’s trash is another man’s treasure” (o, come dice lui, come-up), potreste darvi al riciclo, avendo l’accortezza di destinare il regalo a qualcuno che non conosce chi ve l’ha donato, specie se si tratta di qualcosa di altamente riconoscibile (nella mia famiglia rimane leggendario il caso di alcuni conoscenti dei miei, che a Natale mi regalarono un bellissimo libro di fiabe… che noi avevamo regalato alla loro figlia l’anno prima. Figura di merda da manuale).

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[“Vediamo, finora ho regalato due calendari del supermercato “Don Manolo”, uno a Mafalda e l’altro a Felipe. Che dev’essergli piaciuto moltissimo, perché il paesaggio è davvero bello. E che colori! E adesso è il turno di Susanita…” “Ah, un altro calendario del tuo negozio? Mafalda e Felipe me ne hanno già regalati due!”]

Se riciclare non fa per voi, potete “casualmente” dimenticarlo da qualche parte, ma vi garantisco che molto probabilmente ci sarà qualcuno pronto a farvi notare che avete lasciato il DVD di Natale sul Nilo sul sedile dell’autobus, esortandovi a riprendervelo. Potete anche far sparire il regalo orendo e dire che ve l’hanno rubato: abbiate cura di non mostrarvi troppo afflitti, onde evitare che il regalo venga sostituito, vanificando i vostri sforzi.

La soluzione che preferisco è organizzare un “Ugly Secret Santa Party” dove tutti gli invitati portano qualcosa di cui vogliono disfarsi. Ci sono varianti diverse (c’è chi si scambia i regali già aperti, chi fa pescare i pacchetti a caso, chi fa passare i pacchetti di mano in mano fino a quando non suona il timer…), ma almeno gli invitati sanno fin dall’inizio che nel 99% dei casi riceveranno qualcosa che non amano. Il lato positivo di tutto ciò è appunto ridere insieme dei regali discutibili, ma anche che qualcuno potrebbe apprezzare qualcosa che per un altro è brutto o inutile. Infine, voi forse vi sentireste in colpa a cestinare i sali da bagno radioattivi che vi ha regalato la vostra madrina di battesimo, mentre un vostro amico non avrà di queste remore, gettandoli via senza problemi.

FASE CINQUE: PREPARARE IL TERRENO PER L’ANNO PROSSIMO
Queste opzioni valgono anche per quest’anno, ma più giocate d’anticipo, meglio è. Se siete stanch* di ricevere “pensierini” di circostanza e poco sentiti o semplicemente non ci tenete affatto a scambiarvi regali, inventatevi le vostre tradizioni e dite espressamente di non voler ricevere niente. Se preferite qualcosa di meno definitivo, giustificate la cosa appellandovi alla crisi imperante. Potreste anche trovare un compromesso, tipo fissare limiti di prezzo (così nessuno potrà giocare la carta del “Con quel che ho speso per farti un regalo…”) o di tipologia (a Natale solo libri, o solo cibo).

alberofattodilibriInfine, se avete un progetto da finanziare e vi mancano i fondi o volete qualcosa di troppo costoso per essere regalato da una persona sola (una macchina fotografica, un viaggio in Messico…), potete chiedere a chi vorrebbe farvi un regalo di contribuire all’acquisto versando una piccola quota.
In tutti questi casi, prima iniziate a parlarne e più è probabile che riceviate quello che desiderate piuttosto che l’ennesimo malloppo. Come detto sopra, questo non impedirà a chi è solito fare regali orendi di colpire ancora, ma almeno voi potrete chiamarvi fuori. Buon Natale e splendidi regali a tutt*!


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