Crea sito
READING

Big no-no: Bocciofili di Dargen D’Amico

Big no-no: Bocciofili di Dargen D’Amico

di Alessandra Perongini

Da Bling Bling a hip-hop e video con donne sculettanti il passo mentale è stato breve e mi ha dato l’occasione per scrivere di un fatto non proprio nuovo (si parla di luglio) ma a che a suo tempo mi aveva provocato parecchi travasi di bile. Il fatto in questione è il video di Bocciofili di Dargen D’Amico (featuring Fedez e Mistico). Raro esempio di quel trashume e cattivo gusto che purtroppo solo qui in Italia ci riescono così bene, è diventato virale non appena uscito. Per una settimana ha invaso la mia bacheca Facebook; moltissimi dei miei contatti, seppur per prenderlo in giro, lo hanno pubblicato e commentato.

Sia il testo che le immagini sono tristi, volgari ed estremamente offensivi, da cose di questo genere: “mi chiedo se c’è un corso di danza per décolleté perché le tue tette ballano molto meglio di te” di Fedez fino al momento di poesia pura “e se i meloni non li esci e la patana men che mai ridammi subito i miei cashi”. Ma di cose così ce ne sono tante in giro e non è su questo che volevo soffermarmi.

A farmi diventare nera sono state le reazioni di chi lo ha condiviso, che sostanzialmente si possono dividere in due categorie: da una parte, una fetta di estimatori, quelli che rispettano e apprezzano il personaggio, lo trovano intelligente quando non geniale in virtù probabilmente dei due dischi più o meno buoni che ha fatto nella sua carriera e che per questo lo hanno difeso a spada tratta con la motivazione che è un provocatore.
Questa è un’ipotesi che si smonta da sola perchè, senza voler peccare di superbia o pregiudizio, credo che il fruitore medio di un prodotto del genere non sia esattamente il tipo di persona con un livello culturale adeguato per capire la eventuale provocazione, e questo lo si capisce scorrendo anche solo velocemente i commenti su Youtube (un campione di umanità sempre molto variegato) che, a parte qualche martire solitario che ha cercato di far notare come “esci quelle bocce” non sia una forma propriamente grammaticale, sono solo commenti su quale sia la più eccitante delle ballerine, “quanto spacca Fedez”, “oh ma a 0:25 c’è Maradona”, “se critichi il video sei gay”.

Dall’altra parte, e sono la stragrande maggioranza, ci sono stati quelli che ci hanno riso sopra. In tanti, uomini ma anche donne, alcuni dei quali persone che con la musica ci lavorano e verso le quali nutro reale stima, lo hanno pubblicato e pubblicizzato prendendolo come una cosa divertente. Mi ricordo una ragazza che aveva scritto con tanto di risatina “chissà che infarto hanno fatto durante le riprese i vecchietti che ci sono nel video”, che è un po’ discorso del guardare il dito e non la luna.

Altre, sempre donne, replicavano ai commenti negativi dicendo che criticare e incazzarsi è da stupide e significa non saper stare al gioco. Proprio questo mi fa uscire fuori di testa, la capacità che abbiamo acquisito di fare di qualsiasi cosa un meme, uno scherzo, una battuta, senza più riuscire a prendere seriamente nulla. Certo l’autoironia è una bella cosa, il politicamente scorretto anche, ma esiste un punto in cui tutto ciò smette di essere divertente e comincia a diventare raccapricciante. Un video con delle ragazze seminude che mentre sventolano slogan femministi storpiati vengono rinchiuse dietro le sbarre dai tre rapper-poliziotti che blaterano di bocce e meloni non fa ridere.

2

Ci ho messo davvero tutto il mio impegno, ho provato anche io a vederne il lato simpatico, ma non ce la faccio. Lo trovo tremendo e basta. Vederlo mi ha fatta sentire ferita ed umiliata e non trovo giusto che provare ad esprimere questo punto di vista equivalga a sentirmi dare della pesantona o ancora meglio della vetero-femminista “che non si depila le ascelle” (sì, mi è stato detto anche questo). Qui non è questione di pesantezza, neanche di femminismo, è che, se è vero che viviamo in un mondo in cui quel che conta è la visibilità positiva o negativa che sia, allora ci sono cose alle quali a priori questa visibilità non va data, che non vanno rivalutate, nemmeno sotto forma di cosa buffa. Perché se lascio cadere sul ridere di questo, poi non potrò lamentarmi quando le offese col sorriso in faccia verranno fatte a me personalmente.

Anche ponendo che il problema sia davvero la mia mancanza di umorismo e che la canzone in sé sia divertente, trovo comunque che per poter scherzare su un argomento delicato il presupposto di base sia l’averne una coscienza seria e pienamente formata. Ironizzare sul sessismo è una cosa che si può permettere di fare, in ogni caso fino a un certo punto, chi poi nel concreto mostra di avere colto il problema e di combatterlo (in questo senso io non ho mai trovato offensivi i video di un Immanuel Casto, per esempio), ma diventa grottesco se a farlo è qualcuno che del sessismo non solo se ne frega ma anzi lo pratica con grande orgoglio.

Ed è finalmente questo il punto, il praticare: se si ride su tutto senza farci delle riflessioni dietro, si finisce con l’introiettare il comportamento che si stava tenendo solo per scherzo, e da lì ci vuole un attimo a ritrovarsi inconsciamente parte integrante proprio di quella mentalità alla quale tra una battuta e l’altra ci si sentiva superiori. Una semplice dimostrazione di come questo accada ce l’abbiamo adesso a portata di mano: se Dargen D’amico era un provocatore, perché invece Miley Cyrus è solo una troia? Il concetto è lo stesso. Ma questa probabilmente è un’altra storia ancora.

1


RELATED POST

  1. gion

    27 novembre

    la domanda può essere rigirata: perché salvare miley cirus e non anche dargen d’amico? perché, se non ricordo male, qui si difese il video di wrecking balls.

  2. Margherita B

    28 novembre

    Ricordo che un amico di mia sorella minore (15 anni) glielo inviò per messaggio. Io mi incazzai; lei s’incazzò. Poi ridemmo entrambe perché comunque quest’amico lo aveva mandato come una sorta di elogio al décolleté di mia sorella e, avendola leggermente offesa, aveva davvero fatto un buco nell’acqua.
    Purtroppo per i tre giorni seguenti ci ritrovammo a canticchiare a caso “ridammi subito i miei cashi, ci pagherò il canone Rai” e a maledirci ad alta voce

  3. Pe

    28 novembre

    Musichetta carina, testo pessimo e video di cattivo gusto, ma non vedo perché arrabbiarsi. Prima di leggere il tuo post non la conoscevo e ora continua a ronzarmi in testa il ritornello come è successo a Margherita B. Così gli fai pubblicità, ignoriamolo!

  4. rICCARDO

    29 novembre

    Non ho un granché da dire sull’articolo, sono in disaccordo e vabbè…

    Il problema piuttosto è il qualunquismo e soprattutto la superficialità con cui si giudica il pezzo in sé (che posso capire sia discutibile ma offensivo proprio no) ma soprattutto Dargen.

    Visto che ti sei presa la briga di ascoltare Bocciofili, investi altri 4 minuti. Il tema della violenza sulle donne trattato con una sensibilità e delicatezza unica, in particolare nella seconda strofa. Ovviamente il pezzo (uscito solo qualche mese prima) ha avuto molta meno risonanza mediatica rispetto a Bocciofili. Scandalizzati di questo se proprio senti l’esigenza di scandalizzarti.

    http://www.youtube.com/watch?v=Rv1FnbSAduI

  5. Margherita b

    29 novembre

    Il punto secondo me non è “oddio che pezzo di merda Dargen D’Amico” ma “che mostruosità questa canzone”. In che modo si giudica superficialmente il pezzo? Non è un pezzo profondo, che ci possiamo fare? Costruire una tesi kantiana su quello che in realtà voleva dire Dargen D’Amico? No. Ci fermiamo alle parole e al video, perché ci sono solo questi a disposizione. Poi, se D’Amico ha fatto anche cose migliori, ottimo per lui.
    Il testo non dice solo “Sono un uomo in discoteca, mi piace guardare le ragazze ballare e mi piace soprattutto guardare le tette che ballano perché vabbe’, mi piacciono le tette”. Il testo parla di soldi, di pagare una ragazza perché “faccia uscire i meloni”, disprezza quella che non lo fa e che non lo accetta.
    In Wrecking Ball possiamo discutere che la Cyrus stesse mercificando e svendendo il proprio corpo; io detesto quella canzone e trovo il video imbarazzante ma, per quanto non mi piaccia, è il suo corpo, la sua immagine ed è lei a decidere. Qui c’è un gruppo di uomini che paga ragazze in discoteca e ne dice di tutti i colori quando queste “non ci stanno”. C’è una differenza.
    E, soprattutto, vi giuro che se si trattasse di una ragazza che parla di sottomettere gli uomini e pagarli per tirar fuori l’uccello sarei indignata allo stesso modo. Per dire, certe frasi di “Girls (we run this world)” di Beyoncé sono agghiaccianti e irrispettose nei confronti del genere maschile. E lo so, e non mi piace.

  6. gion

    29 novembre

    Ah grazie per aver risposto. La mia non voleva essere una critica: è che spesso e volentieri proprio non ci arrivo. Cioè io credevo che il video di Wrecking Balls sarebbe stato massacrato, ma le critiche sono state invece tacciate di slut shaming. Poi esce quello che è uscito su Terry Richardson (ne avete parlato voi) e insomma bo…pensavo fosse più facile da giudicare :D.

  7. Lorenzo

    29 novembre

    Il problema più che altro è che livello abbia raggiunto il giornalismo musicale.
    Lei, signora (non)giornalista,è un’incompetente,non tanto per la critica alla canzone in se’,che potrebbe essere giustificata colla morte dell’ironia nell’universo,quanto piuttosto per la sua ignoranza nei confronti dell’artista,di cui è evidente che lei non sappia nulla.
    Commenta con tono supponente che manco sceriffi i suoi lavori precedenti,e mi domando se sia utile la stupidità nel giornalismo.
    Se lei si fosse informata non avrebbe dato del sessista all’artista,che definire sensibile è un eufemismo,e si avrebbe evitato una figura di merda.
    Le persone che parlano e non sanno,questo sì che è veramente triste

  8. malben

    29 novembre

    “Ironizzare sul sessismo è una cosa che si può permettere di fare, in ogni caso fino a un certo punto, chi poi nel concreto mostra di avere colto il problema e di combatterlo (in questo senso io non ho mai trovato offensivi i video di un Immanuel Casto, per esempio), ma diventa grottesco se a farlo è qualcuno che del sessismo non solo se ne frega ma anzi lo pratica con grande orgoglio.”

    Tu che parli della prima fetta di fruitori di questa canzone forse non ti sei chiesta perchè questi fruitori lo difendono e reputano intelligente, forse perchè chi “in virtù probabilmente dei due dischi più o meno buoni che ha fatto nella sua carriera” sa che lui è uno che “nel concreto mostra di avere colto il problema e di combatterlo” sulla base dei suddetti dischi più o meno buoni, sulla base delle sue campagne di sensibilizzazione, sulla base dei suoi dischi e dei suoi discorsi. Tu che usi la parola “troia” come offesa dovresti farti due domande e possibilmente trovarci anche le risposte prima di pubblicare un articolo pretenzioso e ignorante (in materia) come questo. Mi viene in testa “Continua a correre” sempre di Dargen, sempre nello stesso disco, che parla di violenza sulle donne. Oppure mi viene in mente “Pubblicittà” in cui affronta il tema della prostituzione e sempre dello asfruttamento femminile. Ecco, ora che hai gli strumenti per giudicare, almeno per coerenza (anche se nella coerenza non ci credo molto ed è per questo che non scrivo articoli come questo) faresti meglio a ricrederti, perchè tentando di criticare la superficialità qui sei apparsa come l’unica superficiale

  9. gion

    29 novembre

    Sarà anche sensibile, ma allora, come minimo, è un personaggio un po’ incoerente :)…sarà mica che vuole prendere il più alto numero di like dal più vasto pubblico possibile?^^

  10. malben

    29 novembre

    Non è incoerente, si è sempre saputo prendere in giro come artista. Ha sempre avuto la capacità di passare da un tema serio ad uno diametralmente opposto. é molto probabile che il cash abbia fatto da mandante per questo pezzo ma non ci vedo niente di male, nessun cambio di rotta pensando a lui come artista. Se guardi nel suo passato ci sono state anche altre canzoni “ignoranti” che però non si è filato nessuno se non chi lo seguiva di sua sponte. Giudicare l’artista da una sua canzone (e questa in particolare) sarebbe come giudicare un sommo poeta per una sua poesia minore, magari anche mediocre. E poi trovo sacrosanto il suo diritto di fare che cassius vuole 😀 Se la cosa ti disturba cambia canale, è facile

  11. ALESSANDRA

    30 novembre

    Rispondo a Riccardo, Lorenzo e Malben (se questi ultimi due non sono la stessa persona): non mi reputo una giornalista musicale ma non sono un’incompetente. So di cosa sto parlando, conosco Dargen D’amico dalle Sacre Scuole e ho ascoltato i suoi dischi. Da di vizi di forma in poi non mi sono piaciuti per niente (opinione personale) ma li ho comunque ascoltati tutti. So bene che è sempre stata sua abitudine alternare pezzi più caciaroni ad altri più ‘seri’ (i due che mi avete citato li trovo molto paraculi, ma è di nuovo una mia opinione) e non la trovo comunque una giustificazione. Un pezzo con un immaginario brutto e violento come quello di bocciofili io lo giudico per quello che è, non mi importa se in passato ha fatto di meglio. Capisco che la frase generale/generalizzante sulla sua carriera possa sembrare supponente e inadeguata, il motivo per cui l’ho liquidata così sbrigativamente è che a)ho specificato dall’inizio che l’articolo era su bocciofili, non su Dargen D’Amico.
    b) Soft Revolution non è una webzine musicale e non è il luogo adatto per fare una disamina della sua intera discografia (cosa che peraltro nemmeno mi interesserebbe fare). Il punto di vista di questo articolo è quello non di una giornalista musicale che dà un giudizio su un artista (lungi da me), ma di una ragazza che ha visto un video e si è sentita offesa dal suo contenuto. Sono due cose ben diverse.

  12. gion

    30 novembre

    Certo che uno più fare quello che gli pare, ma ciò non significa che non lo si possa criticare 🙂

  13. Techne Sya

    12 gennaio

    Cara Alessandra, hai ragione in tutto per tutto: Bocciofili non è solo, o non tanto, una cagata megaglattica, ma è anche il triste specchio di una società italiana allos bando demenzial-culturale col cervello e le coscienze frullati da vent’anni di becero berlusconismo.
    Ci piacerebbe che tu leggessi il nostro blog http://technesya.blogspot.it/ e magari lasciassi un tuo commento. A presto!

  14. lui

    31 maggio

    ….e quando la volpe non arriva all’uva….

    Vi fate troppe pippe mentali e siete estremamente femministe (e forse anche un po’ bruttine), però avete sempre una parola pronta a screditare ciò che non capite.
    Ok, il video mette in evidenza le curve di queste ragazze, ma è proprio il motivo del brano e la goliardia dello stesso a richiederlo.
    Non ci vedo nulla di “brutto e violento” in questo video, o almeno se lo paragono alla cronaca, alla tv, ai videogiochi dai quali siamo bombardati.
    Ma che ne posso capire io, a me il video è simpatico, vuoi per il testo vuoi per le belle signorine, ma si sa, chi è cresciuto a pane e Canale5 come me non può avere un “livello culturale adeguato”….

  15. Rodolfo

    28 giugno

    No, può solo essere un pirla. In questo sei autocosciente, quindi una speranza di guarigione ce l’hai 🙂

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

By using this form you agree with the storage and handling of your data by this website.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.