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Pablo Berger e la sua Biancaneve torero

Pablo Berger e la sua Biancaneve torero

blancanievesA causa delle origini orali di gran parte delle fiabe tradizionali che conosciamo, per ognuna di esse esistono diverse variazioni sul tema. Prendiamo ad esempio la storia di Biancaneve: c’è la versione classica con la mela avvelenata, un’altra in cui alla fanciulla vengono offerti un pettine ed un corsetto avvelenati prima che effettivamente soccomba a causa della mela, un’altra in cui Biancaneve, data ormai per morta, viene rinchiusa in una bara di cristallo, ed un’altra ancora in cui le bare in realtà sono sette.

Biancaneve ha anche varie incarnazioni cinematografiche, dal classico personaggio Disney alle più recenti interpretazioni di Kristen Stewart e Lily Collins. Come anche altre fiabe (Cenerentola in primis) la storia di Biancaneve è anche stata riadattata, fungendo da modello per film che di fiabesco hanno ben poco. Una trasposizione piuttosto recente è quella di Pablo Berger, che con Blancanieves trasporta la storia nella Spagna degli anni Dieci e Venti, dove Biancaneve diventa Carmen, una donna torero*.
Evitando di spoilerare troppo la storia, ecco alcuni validi motivi per andare a vedere il film:

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  • È un film muto e in bianco e nero, e come tutti i film di questo tipo ha il fascino ineffabile che un talkie non potrà mai avere.
  • Nonostante il progetto risalga a otto anni fa, Berger è riuscito a finanziare Blancanieves soltanto adesso, dopo il boom di The Artist, perché nessuno credeva che un film muto potesse avere successo (evidentemente non tutti sono soggetti al fascino ineffabile del cinema muto. Incroyable), ed infatti ora deve sorbirsi i paragoni con The Artist, anche se in realtà la sua idea risale a prima. A mio modesto parere, Blancanieves è meglio.
  • La cinematografia è qualcosa di fantastico. Anche se vi fa schifo anche solo pensare alla corrida, le scene con Plaza de Toros ripresa dall’alto sono innegabilmente spettacolari.
  • Nonostante la protagonista sia un torero, il film non è per niente pro-corrida, ma anzi usa gli stereotipi legati alla Spagna (nacchere e tori, per farla breve) in modo molto interessante, calcando la mano sulla “performatività” di flamenco e corrida e indicando quanto anche il concetto di identità nazionale sia in realtà una costruzione, una performance (qui torniamo ad Elsaesser ed al discorso di “impersoNation”).
  • Biancaneve. Torero. Biancaneve è un torero. Il torero è Biancaneve. Come ti scombina gli stereotipi ed i costrutti di genere questa cosa qui, nessuno mai.
  • Maribel Verdú è strepitosa nei panni della matrigna cattiva e dedita al BDSM. I suoi costumi sono altrettanto belli, dal vestito da flapper al completo maschile con tanto di cilindro.

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Se i miei validisssssimi motivi non fossero stati sufficienti a convincervi, questo è il sito ufficiale del film e questo il trailer. Buona visione!

[*] Troviamo una donna torero, interpretata da Rosario Flores, anche fra i protagonisti di Parla Con Lei di Almodóvar.


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  1. Paolo1984

    24 settembre

    deve essere un film interessantissimo. Mi intriga.
    Sull’identità nazionale: noi tutti siamo un mix di natura cultura e storia..si può dire che che la nostra natura è (anche) fare cultura, l’identità nazionale rientra in questo, e ci sono tanti modi di viverla

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