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Notti brave. Di uomini fedifraghi, paura della cas...

Notti brave. Di uomini fedifraghi, paura della castrazione e costruzione del concetto di virilità

Quella che intendo proporre (mi si conceda l’accademichese) è una riflessione sul tema dell’infedeltà maschile, a partire da tre figure di uomo molto emblematiche al riguardo nel cinema e nella televisione.
Il primo personaggio a cui vorrei fare riferimento è John McBurney, detto McB, il protagonista del film del 1971 di Don Siegel The Beguiled (malamente tradotto in italiano La notte brava del soldato Jonathan). McB è un caporale nordista che viene trovato ferito da una ragazzina, che per salvarlo lo porta nel suo collegio femminile del sud. Le conseguenze del suo arrivo in questa società matriarcale saranno tragiche.
Prenderemo poi in analisi la figura di Donald Draper, il protagonista della serie tv di produzione AMC nata nel 2007 e già pluripremiata da svariati Emmy e Golden Globe Mad Men. Don è un copywriter di successo sul cui oscuro passato si fa luce stagione dopo stagione, ma ciò su cui vorrei concentrarmi in questa sede è una sequenza in particolare, che si trova all’interno dell’ottimo episodio “Mistery Date” (quarta puntata della quinta stagione).
Infine l’ultimo termine di paragone è Hank Moody, lo scrittore politicamente scorretto – che tanto ricorda un Charles Bukowski meno grasso e butterato – protagonista della serie Californication, in onda dal 2007 su Showtime, che analizzeremo soprattutto in relazione al season finale della terza stagione, “Mea culpa”.
Bene, è il caso di dirvi fin da ora che non potremo evitarci parecchi spoiler, da qui in poi procedete quindi a vostro rischio.

Cominciamo col dire che si tratta di tre personaggi per molti aspetti differenti, ad esempio i tre si muovono in fasi storiche e in luoghi diversi (McB nel profondo sud durante la guerra di secessione, Don a New York negli anni cinquanta, Hank sulla west coast ai giorni nostri), eppure c’è un fil rouge che li lega. Tanto per cominciare sono tutti e tre (a loro modo “tipicamente”) americani, inoltre ciascuno di loro rappresenta un esemplare standard di quella che indichiamo comunemente con il termine “virilità”.
McB è opportunista e bugiardo: tenta infatti in tutti i modi di impietosire la tenutaria del collegio, Lady Marta, mentendo sul suo passato e fingendosi una persona pietosa e di buon cuore pur di restare ad approfittare del suo status di galletto del pollaio. Status che non fa a fatica a conquistarsi, essendo, ovviamente, volitivo e affascinante (è impersonato da un giovane Clint Eastwood dotato di basette e barbetta incolta, potete capire), oltre che “proibito” in quanto, ufficialmente, un nemico al quale si è offerto rifugio violando i principi patriottici.
Don è invece il vero e proprio self made man americano: tutto d’un pezzo, autorevole, padre di famiglia ma anche professionista affermato, perfettamente in grado di nascondere le proprie insicurezze e di conquistare grazie alla sua posizione sociale oltre che con il suo aspetto.
Infine abbiamo la simpatica canaglia Hank: scrittore in crisi, cinico dal cuore tenero, è il tipo d’uomo che vanta tra i suoi assi nella manica quel mauditisme capace di suscitare in tante donne, al contempo, cupio dissolvi e sindrome da crocerossina alla “io ti salverò”.
Il concetto di virilità che noi condividiamo è sicuramente una costruzione culturale, nella quale gli elementi che abbiamo elencato sopra entrano prepotentemente a far parte, e tuttavia è anche vero però che il concetto biologico presupporrebbe l’uomo come “inseminatore”, portato quindi a inseminare il maggior numero di femmine possibile. E forse non è un caso se tutti e tre questi personaggi sono irrimediabilmente, quasi compulsivamente, dei donnaioli.

McB tenta di sedurre (o forse è sedotto? Il titolo inglese -appunto “il raggirato” o “il circuito”, sembra non lasciare dubbi) quasi tutto il gineceo in cui entra a far parte: dalla tenutaria, alla diciassettenne smaliziata, alla ragazzina dodicenne che l’ha salvato, alla schiava di colore, fino all’ingenua e illibata professoressa. Il film è stato accusato di misoginia da più parti, e in effetti diventa via via un horror agghiacciante nel quale diventa impossibile non schierarsi con il protagonista contro queste femmine la cui possessività e il desiderio frustrato conducono a un epilogo isterico e folle: scoperto McB a letto con la diciassettenne Carol, la punizione è esemplare. Al caporale viene amputata una gamba (con la scusa ipocrita di evitargli la cancrena della sua ferita), metafora nient’affatto velata della castrazione, tant’è vero che lo stesso McB la esplicita (“Già che c’eravate potevate castrarmi!”), e quando questi cerca di reagire alla perdita del suo potere – appunto alla messa in discussione della sua virilità -, di comune accordo le donne lo uccidono. L’unica che realmente sembra soffrire e opporsi a questa decisione è Edwina, l’insegnante, che si era davvero innamorata di McB. E’ difficile stabilire se lui la ricambiasse, visto il suo doppiogiochismo, ma di fatto lui accusa Edwina per la sua condotta, sostenendo di aver dovuto ripiegare su Carol perché lei voleva conservarsi pura fino al matrimonio. Questa incapacità di sottrarsi ai propri istinti, e di accusare però di questo le figure femminili, vuoi per il loro negarsi, vuoi per il loro ruolo di tentatrici, come sirene nell’odissea, è una costante anche negli altri due casi qui presi in esame, come vedremo.

La scena che ci interessa per quanto riguarda Don è una sequenza onirica. Nella realtà Don è per la prima volta in vita sua felicemente sposato. A suo fianco ha finalmente una donna capace di tenergli testa: giovane, attraente, brillante, moderna e emancipata. La possibilità di essere finalmente felice di Don però è minacciata dal suo fatal flow, l’infedeltà, appunto. Dopo aver rincontrato una vecchia amante, Don, allucinato dalla febbre, sogna di cedere alle sue avances, e dopo aver consumato il tradimento, quando lei gli fa osservare soddisfatta che non è cambiato, la strangola fino ad ucciderla. E’ una sequenza molto forte, anche perché lo spettatore scopre solo dopo (quando Megan, la moglie, entra in scena al mattino come un angelo salvifico) che si trattava soltanto di un incubo – nonostante dopo che Don è andato ad aprire alla donna si utilizzi la stessa sequenza montata al contrario per farlo vedere mentre torna nel letto febbricitante, sottigliezza tipica di una serie raffinata come questa. Si tratta in ogni caso di un momento che mette in scena molto bene il conflitto tra quello che sarebbe un impulso atavico e anche psicologicamente giustificato, per Don, di autoaffermazione di sé, e dall’altro lato la volontà di essere fedele in primo luogo a se stesso e alla sua ricerca di una vita monogama serena e soddisfacente. La scissione tra desideri inconsci e manifesti è lacerante, ma quali sono i più profondi, i più reali, i più impellenti?

Veniamo a Hank. La puntata è concepita per tirare le fila dell’intera terza serie, e agli avvenimenti reali si alterna una scena metaforica che vede l’uomo in piscina, su una poltroncina gonfiabile, mentre attorno a lui nuotano nude tutte le donne con cui ha intrattenuto un rapporto nel corso della stagione. Sul bordo, sua moglie Karen, il suo unico vero amore, e la figlia Becca. Le donne in piscina tentano di farlo cadere in acqua, ma lui grida aiuto rivolgendosi alla sua famiglia, che però, delusa, gli volta le spalle. Nel frattempo, nello svolgersi della narrazione reale, Karen e Hank, finalmente di nuovo insieme, stanno progettando di ri-trasferirsi a New York, che rappresenta per i due la possibilità di tornare a essere felici come nei primi anni della loro relazione. A impedire il coronamento dei sogni di Hank, si fa vivo il suo passato burrascoso, sotto forma di Mia, figliastra minorenne del secondo matrimonio di Karen, con cui Hank ha fatto sesso. Nel momento in cui viene fuori lo scandalo e la polizia arriva a prenderlo per corruzione di minore, cioè al termine dell’episodio (accompagnata da Rocket Man di Elthon John in una scena perfetta), rivediamo Hank in piscina. Non sono più le donne a farlo cadere, è lui stesso che si abbandona, ubriaco fradicio, all’acqua. Anche questa scena evidenzia il senso di impotenza di Hank davanti al suo destino di uomo fallito, di cui lui stesso non riesce ad andare fiero. Ma stavolta la responsabilità è tutta sua.

Infatti, anche se si può fare un parallelismo tra questi personaggi, è altrettanto possibile leggere invece tra le tre storie una sorta di sviluppo, dando cioè una lettura in certo modo progressiva (e progressista) dello stesso tema. Mi spiego. Per McB si tratta di mantenere uno status, come dimostra questo scambio con Edwina: “anche mio padre lo diceva sempre: le altre non significano niente, l’ho fatto solo per divertirmi un po’” lo rimprovera lei, e lui “beh, segno che tuo padre era un vero uomo”. Ma per gli altri due non è solo questione di timore della perdita della virilità in senso classico, è un po’ come se questi uomini si sentissero in colpa per il fatto di non riuscire a fare parte della rivoluzione del ruolo della donna in corso. Vorrebbero rispettare le loro donne e non tradirne la fiducia, acconsentire al patto monogamico, ma non riescono. Più che la castrazione, sembrano temere il reale dispiegamento della propria potenza sessuale, l’incapacità di controllarla, per le conseguenze distruttive che potrebbe avere nella loro vita. “Protect me from what I want”, per dirla con i Placebo (e con Lacan).

Il loro senso di colpa per questa incapacità di liberarsi dal giogo del ruolo biologico della virilità, li porta però ad accusare le donne di essere un ineludibile “richiamo della natura”, e così siamo daccapo. Ma anche qui ci sono delle differenze, e un’evoluzione: se McB viene “sedotto & castrato” (tema sempre presente è quello della doppiezza e dell’ipocrisia, non solo dell’epoca vittoriana ma proprio di queste donne, che lo vogliono “maschio” ma poi non riescono ad accettare le ovvie conseguenze della sua mascolinità, che nella visione classica machista dovrebbero essere la supremazia e l’impulso sessuale indifferenziato), e le donne sono perciò additate senza eccezione come prime colpevoli; Don con la sua amante si sente in balìa dell’insistenza di questa (e delle altre) donne, ma è chiaro che in realtà sta tentando letteralmente di sopprimere una parte di sé, e non costei; infine Hank cade in piscina da solo, attaccato alla bottiglia, senza che sia la sirena a trascinarlo, per quanto chi ha seguito dall’inizio la vicenda sappia benissimo che motore della vicenda è stata la seduzione ad opera di Mia, in cui Hank effettivamente ha avuto solo la colpa di essere un inetto. Ed è proprio a causa della sua inettitudine che Hank affonda, lasciandosi cadere senza opporsi. Che anche questa sia una colpa è ben esplicitato da questa scena, che si dimostra in effetti la più onesta, sebbene sia parte di un telefilm spesso tacciato di sciovinismo per l’uso che fa del corpo e del ruolo della donna nella narrazione.

Del resto non va dimenticato che The Beguiled è un film del ’71, praticamente uscito in concomitanza con le rivendicazioni femministe di quegli anni, mentre le due serie prese in esame sono a noi contemporanee, e Mad Men raffigura la società degli anni ’50: l’evoluzione di un punto di vista meno sessista, insomma, sembra seguire un ordine cronologico. Segno forse che le cose stanno cambiando, e i tempi sono maturi per una costruzione culturale meno vincolante del concetto di mascolinità/virilità, che tenga conto anche delle esigenze affettivo-emotive dell’uomo e non soltanto di quelle (presunte) “biologiche”.


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  1. Paolo S

    7 Novembre

    Gran bel post, acuto e convincente. Purtroppo non ho visto nessuno dei tre “cinetesti” analizzati, quindi ho poco da obiettare o aggiungere, se non i miei complimenti.

  2. faber

    7 Novembre

    bel lavoro, sei riuscita a sintetizzare e a rendere visibile a chi legge alcuni dei motivi alla base di quel sentimento di conflitto irrisolto che aleggia sullo spettatore al termine della visione di tutti e tre gli episodi presi ad esempio

  3. Marta Conte

    7 Novembre

    OTTIMO articolo.

  4. Paolo1984

    9 Novembre

    articolo molto interessante e analisi acuta, in effetti i tre personaggi maschili presi in esame sono diversi tra loro e in effetti è possibile rintracciare l’evoluzione di cui si parla. Ho visto oramai parecchi anni fa Beguiled (ammiro l’attore e regista Eastwood) e seguo Californication che è tra le serie che prediligo. Beguiled misogino? Mi sembra un giudizio troppo semplice, in realtà anche il protagonista non fa una gran bella figura: imbroglione e falso com’è,secondo me non si salva quasi nessuno tra i personaggi. Mi sembra più un film dove Siegel abbia messo il suo pessimismo riguardo al rapporto tra uomini e donne e alla natura umana. E questo potrebbe valere pure per Cane di paglia di Peckinpah (altro film degli anni ’70 tacciato di fascismo e misoginia)
    Quanto a Californication, le accuse di sciovinismo qui sono infondate: ci sono molte scene di sesso e di nudo ma sono tutte necessarie alla trama, e quanto ai personaggi femminili, sono diversi tra loro come è giusto che sia (teniamo presente che è un dramedy) e non mi sembrano nè migliori o peggiori, nè più nè meno “incasinati” di quelli maschili, me anche la “seduttrice” Mia (una bravissima Madeline Zima) non è dipinta come un personaggio “cattivo”.
    Quel che conta per me è questo: uomini e donne come quelli che compaiono nel film e nelle serie tv prese in esame, esistono o no? Sono credibili? Secondo me sì quindi è giusto raccontarli

  5. Paolo1984

    9 Novembre

    Ed è vero che Hank non accusa le donne di essere “tentatrici” accusa se stesso, è consapevole dei suoi problemi e non scarica sulle donne della sua vita, delle responsabilità che sono solo sue. E’ molto diverso da McB le cui ambizioni da “gallo nel pollaio” però verranno severamente punite

  6. Paolo1984

    9 Novembre

    secondo me quel che attrae le donne in Hank va al di là del “mauditisme”, c’è anche quello, ma un altro motivo del suo fascino è che le donne capiscono che lui è al fondo una brava persona e sa rispettarle,

  7. Elisa Cuter

    11 Novembre

    Sono d’accordo Paolo1984. La mia lettura era funzionale a un discorso, per questo forse ho tagliato un po’ troppo corto su the beguiled. Concordo anche su quello che dici del personaggio di Hank, ma non sono sicura che tutte le scene di nudo (sempre solo femminile alla fine, di peni se ne son visti proprio pochi) di Californication siano funzionali alla storia…Poi, per quanto mi riguarda, meglio così. Non che mi sia dispiaciuto.

  8. Paolo1984

    11 Novembre

    “alla fine, di peni se ne son visti proprio pochi”
    si vedono anche poche vulve che io ricordi, sennò diventava un porno e non credo fosse nelle intenzioni degli autori.
    resta una bella serie-tv, alla fine conta questo per me 🙂

  9. Andrea1003

    18 Febbraio

    L ” Italia è un criminale paese sessista femminista affetto da misandria dove la violenza femminile sul sesso maschile compresa la eventuale mutilazione genitale maschile per mano femminile viene sempre giustificata e non viene mai punita nemmeno dai tribunali criminali sessisti femministi marci .
    Per capirci qualsiasi femminuccia italiana beata è candida potrebbe castrare o evirare il maschio che ha semplicemente osato respingerla e non si fa nemmeno 1 giorno di galera è il maschio vittima di questo stupro violento femminile volontario con annessa sua mutilazione genitale viene pure deriso e sputtanato anche a mezzo stampa e fatto passare pure da maniaco mentre la femminuccia violentatrice , troia e squilibrata viene dalle donne italiane che sono tutte delle stronze criminali di maniache squilibrate sceme e anche stupide giustificano sempre tale donna criminale per solidarietà femminile .
    Poi queste donne troie e maniache che difendono sempre una donna criminale che usi violenza femminile a danno del sesso maschile pure pretenderebbero che mi mettessi a piangere se una donna fedifraga stronza e pure criminale viene uccisa dal suo ex compagno oppure se la donna fedifraga e pure stronza criminale resta sfigurata per tutta la vita perché l “ex compagno gli ha lavato la faccia con l “acido !
    Mi sembra molto strano che non ci siano le solite stronze di criminali maniache squilibrate di donne sessiste femministe affette da misandria che scrivano commenti idioti stupidi e molto criminali a riguardo di questo vecchio Film ?
    Strano la rete internet è un covo di femministe maniache criminali pazzoidi che scrivono idiozie oppure ci sono maschi idioti senza palle che scrivono idiozie infantili .
    Dove sono finite tutte queste persone pazze internet-dipendenti-deficenti ?

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