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Cose che ci sono piaciute nel 2012 pt.2

Cose che ci sono piaciute nel 2012 pt.2

Charles Baudelaire
di Silvia Lanotte — Ho sempre odiato i poeti maledetti: nella mia testa hanno sempre avuto un aria melanconica e depressa da domenica pomeriggio davanti alla tv. Quest’anno, per cause di forza maggiore (leggi interrogazione di italiano), ho dovuto studiare il Decadentismo e leggere Les Fleurs Du Mal. Ho scoperto che Baudelaire si meriterebbe una recensione in stile “I like you much better better when you’re naked” e che, anche se scriveva a metà Ottocento, le sue opere sono ancora più che attuali.

Il cucinare (for dummies)
di Tarin Nurchis — Datemi una quantità di tempo illimitata ed un buon sottofondo musicale sul quale sculettare (Beyoncé è perfetta) e passerò in cucina momenti di puro spasso culinario. Non posso garantire sui risultati (anche se perseguo fermamente alti profili), ma so per certo che avrò trascorso delle ore liete, alle prese con ricette, pentole e dimostrazioni su Youtube; e se è vero che il viaggio è il percorso e non la meta… Ho realizzato questo feeling con la cucina da poco. E non so in base a cosa. Forse il principio è sempre quello di ‘fare’ invece che ‘pensare’. O meglio pensare a cose diverse, tipo: il tuorlo è il bianco o il rosso dell’uovo? Come faccio a far montare bene la panna? Che cos’è di preciso una boule? E che cosa si intende con ‘quanto basta’? Questi e altri piccoli dilemmi sono diventati piacevoli sfide con le quali dilettarmi. Peccato solo che il tempo illimitato non si compri al supermercato insieme allo zucchero.

Le sedie rosse della biblioteca del BFI
di Chiara Puntil — Ma anche, la biblioteca del BFI. Ma anche, il negozio del BFI, in cui vorrei tanto entrare e dire “Vorrei uno di tutto, grazie”. Ma soprattutto, le sedie rosse della biblioteca del BFI, leggerissime, a dondolo dal design minimalista, su cui probabilmente sarò seduta quando leggerete questa classifica, o perché sono una tristona che passa le vacanze in biblioteca, o perché sarò finalmente riuscita a persuadere la bibliotecaria a donarmene una per Natale (speriamo che sia “la seconda che hai detto”).

Officine Ghermandi al Bilbolbul di Bologna
di Roberta Errani — Che la Ghermandi fosse un talento dell’illustrazione lo si sapeva, ma che fosse addirittura un mostro io l’ho scoperto visitando la mostra “Officine Ghermandi” al Festival Bilbolbul di Bologna. Una quantità di bozzetti, disegni preparatori ed originali da far sbiancare Leonardo Da Vinci. Qualità e quantità, parole che raramente vanno a braccetto. Se ve la siete persa datevi delle bacchettate nelle mani e vedete di non perdere l’appuntamento con la VII edizione del Festival di Bilbolbul che si terrà Bologna dal 21 al 24 Febbraio 2013.

212 di Azealia Banks
di Valeria Righele — Stando alla mia libreria iTunes, il pezzo che ho più ascoltato negli ultimi sei mesi. Sì, perché questa hit pazzesca della Banks chiama letteralmente il repeat ed è impossibile non farla ripartire una volta terminata. Coi suoi denti sbiancati e il suo maglioncino di Topolino, la giovanissima rapper di Harlem è forse una delle ragazze più belle e con più faccia tosta che io abbia mai sentito rimare. Devo ancora decidere se la amo o la invidio a morte per questo.

Il discorso di Julia Gillard, Primo Ministro australiano
di Veronica Tosetti — Ebbene, dall’altra parte del mondo esiste un’importante nazione governata da una donna, che in ottobre portò davanti al parlamento un accalorato discorso sulla misoginia e sulla discriminazione di genere. Il discorso è stato talmente incisivo e importante da aver portato a modificare la voce “misoginia” sul dizionario Macquarie, ampliandolo da  semplice “hatred of women” a “entrenched prejudice against women”.  A dimostrazione di come il dibattito politico su queste tematiche non vada per niente sottostimato, e sia capace di portare a una ridefinizione di concetti universali. La domanda finale però sorge spontanea: quanti erano al corrente di questo evento epico?

Just Kids di Patti Smith
di Margherita Ferrari — Ho impiegato mesi per leggere questo libro, nonostante sia molto breve. La commessa che me l’ha venduto era una ragazza all’incirca della mia età, che mi ha sorriso e mi ha detto che era uno dei suoi preferiti. All’epoca devo aver pensato che era strano che un testo uscito da pochi mesi potesse aver guadagnato un simile titolo.
Il motivo per cui mi ci è voluta una vita per finirlo è che, alla fine di ogni capitolo, dovevo fermarmi a riflettere sul senso della vita, dell’arte, della morte, oltre che contemplare l’immensità di Patti Smith in quanto spirito creativo ed essere umano. Non mento quando dico che è uno dei libri più belli che abbia mai letto, oltre che una delle ricostruzioni più commoventi di un rapporto d’amicizia che io abbia mia incontrato. Chi l’ha spacciato per l’autobiografia di una rockstar è un criminale.

Girls
di Elisa Cuter — Vero colpo di fulmine dell’anno, almeno per la sottoscritta. Ne ho già scritto un po’ in tutte le salse, ma non potevo non citare anche qui la serie di Lena Dunham per la HBO, soprattutto perché: 1) dopo le vacanze di Natale è in arrivo la secondo stagione, 2) questa serie sembra rivolgersi esattamente al pubblico di Soft Revolution. Per questo motivo attendo la prossima stagione quasi con timore: questo telefilm parla talmente tanto di me, di noi, che gli sviluppi che la storia di Hannah e le sue amiche prenderanno saranno un po’ come un pronostico, o un avvertimento. Prima di scoprire se c’è speranza per la nostra generazione di wannabe (“le velleità ti aiutano a dormire”, dicono i Cani, che non riesco proprio a non citare come esempio nostrano della stessa poetica quando parlo di questa serie), recuperate la prima stagione, è un ordine.

Viaggi in solitaria
di Marta Conte —
I viaggi in solitaria sono una cosa che mi ha sempre terrorizzata, complice la natura ansiosa di mia madre. Ma, come tutte le cose spaventose che si rispettino, ne ero anche profondamente affascinata, e quest’estate ho potuto testarmi. Una mia amica si è trasferita a Londra in cerca di fortuna, la quale è arrivata col mio stesso aereo, pare, perché io ho passato gran parte della mia vacanza da sola a scorrazzare per le strade della capitale inglese mentre la mia amica faceva colloqui e giornate di prova lavorative. Probabilmente c’è anche da dire che complici della mia ottima vacanza sono la natura cordiale degli inglesi, il clima temperato(!), e una mia decisa ostinazione a non farmi rovinare l’esperienza per niente e per nessuno. Ma anche, va detto, gli ottimi mezzi di trasporto di cui la città si avvale: un grosso punto a favore del mio successo di avventuriera va al fatto che è quasi impossibile perdersi (una delle cose che più mi indisponeva). E’ stata un’esperienza unica: ho potuto conoscere una città ricca e stimolante con i miei tempi (militareschi), i miei bisogni (inesistenti: “Il cibo è per i deboli”) e i miei desideri (si sacrificano i bisogni in nome dello shopping: amen). Non dico di aver guadagnato tanta fiducia in me stessa e nelle mie capacità di sopravvivenza e giudizio da decidere di rifarlo ovunque nel mondo, ma se non altro posso dire di essermi piacevolmente riscoperta più in gamba di quanto non credessi. Che non è poco.

Genesis di Grimes
di Chiara Puntil — Un viaggio notturno nel deserto, una serie di movimenti quasi ritualistici illuminati dai fari dell’auto, una dissolvenza che lascia posto a una ragazza- Grimes stessa in versione Artù- che brandisce una spada, ad un’altra (Brooke Candy) che emerge dal mare come una Venere in drag, e poi di nuovo a Grimes, che questa volta incarna una Eva contemporanea con un serpente che le cinge le spalle. È così che si apre il video di Genesis, diretto e interpretato da Grimes, un cortometraggio onirico e surreale che si sposa perfettamente con il ritmo ipnotico della canzone. Sarò sempre grata a chi ha postato questa canzone su Facebook (you know who you are), scuotendomi dalla mia ignoranza; credo che da quel giorno le visualizzazioni su Youtube abbiano subito un’impennata. Io non sono compulsiva, ci tengo a sottolinearlo, eh! PS: Grimes parla del video qui.

Le medicine inglesi
di Marta Corato — Se c’è una cosa di cui non mi sono mai fidata, sono le medicine inglesi. Mentre quelle italiane hanno blister di tinte unite, font sobri, parole incomprensibili, quelle inglesi arrivano in scatole con tutti i colori dell’arcobaleno, scritte a rilievo, immagini iridescenti, tipo farmacia di Barbie. Sono inquietanti. Inaffidabili. Ma dopo essermi messa con un inglese, il mio punto di vista è cambiato: profondo conoscitore della medicina britannica, e mi ha fornito dei prodotti che mi hanno cambiato la vita. In particolare, ho scoperto che Inghilterra esiste un medicinale capace di curare il male supremo: le afte. In 22 anni di sofferenza non avevo mai trovato NIENTE che le facesse andare via, ma eccolo qui, dalla perfida Albione: il Bonjela. Anestetizza, ripulisce, dopo due giorni l’afta non fa neanche più male. Certo, gli ingredienti sono ancora misteriosi e possibilmente radioattivi, ma se volete ve ne mando un tubetto.

La Trama Del Matrimonio di Jeffrey Eugenides
di Marta Magni — Leggo una certa quantità di libri all’anno ( grazie mezzi pubblici grazie) ma normalmente i bei libri, quelli che poi effettivamente ricordo senza doverli annotare sono uno-due. Quest’anno è stato il turno della Trama del matrimonio di Eugenides. Letto ad inizio anno, proprio i primi giorni del 2012. Amato tantissimo e mai dimenticato. La trama del matrimonio ha tutto quello che serve per essere il libro perfetto.


RELATED POST

  1. Veronica Tosetti

    27 dicembre

    Ah, Grimes! Ah, Azealia! Un posticino per MIA ci stava a questo punto, ma lasciamo spazio alle giovani(ssime)!
    Girls, santocielo, Lena Dunham è un cazzo di genio.

  2. Chiara Puntil

    27 dicembre

    Anch’io mi sto ancora interrogando su quanto sia il “quanto basta” (ma anche sui possibili effetti collaterali delle medicine radioattive inglesi!).
    Comunque, sono d’accordo con Elisa, guardare la prima stagione di Girls è d’obbligo. Non vedo l’ora che inizi la seconda serie!
    @Veronica: <3 Grimes <3

  3. […] sulle scene musicali di artiste come Grimes e Azealia Banks, che la redazione di SR aveva apprezzato dal primo momento e aveva promosso attraverso i propri influenti canali di comunicazione (sic!). […]

  4. trasporti-roma

    17 maggio

    Non mi capita mai di fare commenti sui blog che leggo, ma in questo caso faccio un’eccezione, perché il blog merita davvero e voglio scriverlo a chiare lettere.

  5. […] nuova amica della tua migliore amica in Bridesmaids, i rapporti altalenanti fra Hannah e Marnie in Girls (e basta leggere i commenti a questo post per capire quante prospettive esistano su chi delle due […]

  6. […] Just Kids di Patti Smith (Feltrinelli) […]

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