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Se ti dico pornografia cosa ti viene in mente? #1

Se ti dico pornografia cosa ti viene in mente? #1

Nel corso del mese di settembre vi abbiamo raccontato diversi aspetti del mondo della pubblicità, dedicando particolare attenzione alle derive sessiste del suddetto. Il tema che abbiamo scelto per ottobre resta legato all’ambito della comunicazione, del corpo e delle dure leggi del mercato, ma invade al contempo spazi di cui è difficile parlare e scrivere senza temere l’altrui giudizio. Ottobre sarà per noi il mese della pornografia. Ne discuteremo in modo assai vario, segnalandovi ciò che di pregevole conosciamo del settore e sperando al contempo di stimolare una riflessione che superi l’idea ancora molto diffusa di pornografia come Regno dei Casi Umani Zozzoni e delle ragazze usate come carne da macello. Certo, c’è anche questo, ma non solo.

Per l’occasione inauguriamo una rubrica temporanea che è emersa assemblando le risposte che ci hanno dato un gruppo assai vario di ragazze e ragazzi alla domanda: “Se ti dico pornografia cosa ti viene in mente?”.
Quella che segue è la risposta di una ventenne che chiameremo M.

La prima cosa che penso quando si parla di pornografia è “passatempo dilettevole”. Già, non depravazione, non perversione né roba da sfigati. Ovviamente se presa con la giusta moderazione, come tutte le cose della vita. Il suo fine specifico dovrebbe essere quello di eccitare e incanalare le energie sessuali tanto da farle sfogare, solitamente da soli. Da qui il pubblico maggioritario: single, solitamente uomini, solitamente tendenti al cesso in quanto incapaci di andarsi a procurare una donna vera. Basta vedere gran parte della pornografia per confermare questo stereotipo. Sono fantasie sessuali estremizzate in cui la donna si fa fare qualsiasi cosa essendone felice e godendo da morire. Ad essere sempre al centro della scena è la “femmina”, assatanata e vogliosa, mentre del maschio si vede solamente il membro o poco più in quanto la maggior parte delle volte si tratta di attori brutti e pure vecchi.
Cosa può esserci di femminile, cosa potrebbe trovare una donna di eccitante in tutto questo? Ebbene, ora dovrò per forza coniugare il teorico col personale. Sono una ragazza di poco più di vent’anni, e a detta della gente sono carina e intelligente. Non ho problemi con gli uomini, né in famiglia. A volte mi sento addirittura wonder woman. E non sento difficoltà nell’affermare che la pornografia mi piace e ne faccio utilizzo. Molti filmati mi irritano, non sopporto l’eccessiva prepotenza maschile e appena noto un gesto di violenza cambio. Ma quando trovo quello giusto, mi stuzzica l’idea di una donna che gode così tanto, che può averne quanti ne vuole e dove vuole di uomini in grado di soddisfarla pienamente. Si sa, sono fantasie. Fantasie che la maggior parte delle volte non vorrei si tramutassero in realtà. Una gran numero di donne si eccita all’idea dello stupro da parte di uno sconosciuto, ma mai e poi mai vorrebbe accadesse. Più o meno è la stessa cosa. Suppongo che per un uomo medio l’eccitazione stia più che altro nell’immediata percezione visiva dell’atto meccanico, mentre per la donna, e questo sì lo posso dire con più certezza, sta nello spunto, nella fantasia che una scena può provocare indipendentemente dal momento rappresentato.
In base al momento esistenziale in cui si è, ciò che ci piace ed eccita cambia, e la pornografia ne è un esempio lampante. Per esempio, in un periodo in cui mi sentivo particolarmente sola mi piaceva guardare filmati in cui una donna aveva rapporti con più uomini contemporaneamente. Dopo essermi messa con un ragazzo, felice e appagata, non ricercavo la pornografia con la stessa frequenza e quando accadeva cercavo cose più semplici. Finita male la relazione, mi sono data ai filmati gay, due o più uomini. Alcuni potrebbero interpretarlo come l’apice dell’eterosessualità, altri come depravazione, ma dal mio punto di vista è sintomatico del fatto che sono talmente stufa di prendermela in quel posto che mi piace vedere gli uomini che se lo mettono in quel posto tra loro.
La possibilità di avere rapporti concreti non mi manca, come alla maggior parte delle donne, ma purtroppo io ho un difetto: mi è quasi impossibile riuscire ad avere rapporti casuali con sconosciuti, mi blocco e non riesco a godermi proprio niente. Preferisco quindi darmi alle fantasie del mio cervello “alimentate” da un film piuttosto che ad uno sconosciuto. Ma è questione di scelte. Per molte potrò sembrare una sfigata, alla stregua di adolescenti arrapati, ma la verità è che faccio quello che mi fa sentire meglio senza pentimenti. Il mio obiettivo sarebbe quello di riuscire a fare a meno serenamente del sesso e delle cose ad esso connesse fino alla prossima relazione, ma sono “tristemente” fatta di carne.
Le persone possono ricorrere alla pornografia per diversi motivi, per solitudine, per sfogo, alcuni magari davvero per depravazione, ma come diceva il vecchio Aristotele, una cosa è definita dal suo fine, e il fine della pornografia, come abbiamo già affermato e forse in parte dimostrato, è dar modo a chi ne usufruisce, di sfogarsi e anche di divertirsi. Inoltre può dar modo alle persone di conoscere meglio il proprio corpo e sé stesse, nel mondo della propria fantasia.
Per questo ritengo che se si togliesse il tabù specificatamente femminile che la ricopre si potrebbe non solo ottenere una qualità migliore ma anche la diffusione del porno più à la Anais Nin, che ha già preso vita ma ancora non è conosciuto dal “grande pubblico”.

(M., 20 anni)


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  1. Boris

    3 ottobre

    analisi decisamente interessante e intelligente. Com’è che una 20enne donna fa capire ad un 30enne maschio certe cose?
    Lo so, la risposta è ovvia, females rules

  2. Caterina Bonetti

    3 ottobre

    Bella dichiarazione. Ho come il sospetto che ottobre sarà un mese caldo e moooolto interessante su softrevolution!

  3. […] ricordate la testimonianza sulla pornografia della settimana scorsa? Quella opera dell’autrice anonima? Oggi vi proponiamo un secondo pezzo sullo stesso tema, […]

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