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Plain Jane. Come farsi cambiare la vita da un paio...

Plain Jane. Come farsi cambiare la vita da un paio di scarpe e da una sbruffona inglese.

“A Plain Jane is a woman who has an average appearance. It can also mean an object that is unadorned or unembellished.” Questo è quanto recita Wikipedia se interrogata sul significato di un’espressione non direttamente traducibile in italiano, ma che sarà nota alle spettatrici e agli spettatori abituali di Mtv.
Una Plain Jane è dunque una donna “media”, che si confonde nella folla. E Plain Jane sono le ragazze protagoniste dell’omonimo programma di makeover presentato da Louise Roe e prodotto dal network americano The CW.
Il contenuto delle puntate è molto scarno e ruota attorno ad una scaletta sempre identica a sé stessa: una “Plain Jane” scrive a Louise Roe dichiarandosi disperata e alla ricerca di aiuto. La fonte della sua disperazione è duplice: un guardaroba scialbo e un ragazzo desiderato al quale non è in grado di dichiarare il proprio interesse. Louise Roe accorre in aiuto della poveretta e, come in tutti i programmi di makeover che si rispettino, dedica un pomeriggio alla denigrazione dei capi d’abbigliamento in possesso della malcapitata. La terapia prevede inoltre lo stalking del ragazzo bello & impossibile sul quale la Plain Jane ama struggersi e l’imposizione di una specie di prova di coraggio durante la quale la ragazza deve “superare” la sua paura più grande. Si va dal nuotare con un mini-alligatore all’infilare le mani in una cuccia per ragni velenosi passando per il gettarsi da una gru. In genere le ragazze hanno difficoltà ad approcciare la prova e tentano di rifuggirla facendo i capricci o lasciandosi assalire dal panico. A quel punto Louise sfodera l’arma segreta, ovvero un buono per lo shopping. Personalmente credo che se avessi una paura fottuta di buttarmi da una gru non sarebbe certo un buono da trecento dollari a farmi cambiare idea, ma a quanto pare le Plain Jane del programma sono molto volubili e tendono a superare le loro fobie con molta facilità.

Una volta conquistato il buono e superata definitivamente la paura di perdere la vita per mano di un rettile assassino, Louise porta la Plain Jane a fare shopping, dal parrucchiere e da una make-up artist qualsiasi che ha immancabilmente lavorato per Beyoncé o per Scarlett Johansson. In queste occasioni Louise mostra alla Plain Jane che i suoi vestiti scialbi la facevano sembrare grassa/vecchia/triste/ossuta/gravida/orribile/poco-professionale e le rivela l’esistenza di capi d’abbigliamento striminziti utili a mostrare la mercanzia. Louise fa inoltre parte del gruppo di “fashion experts” che sono soliti insultare le donne convinte che non sia il caso di indossare sempre e solo scarpe con tacchi vertiginosi. La loro filosofia è che anche andare al supermercato a comprare la carta igienica richieda un “look favoloso”.
Al termine del predicozzo di Lousie tutte le Plain Jane si mostrano convertite. Il loro obiettivo è farsi amare dal tizio belloccio e tanto sensibile di turno; per questo sono disposte a sacrificare tutti i loro vestiti, cui all’inizio della puntata sembravano affezionate, e a deambulare con grande difficoltà.
Mentre la Plain Jane di turno si fa truccare pesantemente (in genere così pesantemente da sembrare di dieci anni più vecchia), Louise organizza il suo appuntamento con il tizio bello e tanto sensibile. Successivamente le fa indossare un abito striminzito e la carica su una limousine. Lo spazio-tempo limousine è dedicato all’epifania, che immancabilmente avviene. Louise mostra alla Plain Jane che se non ha avuto di paura di danzare con le tigri/buttarsi sotto un treno/insultare un mafioso armato allora significa che non dovrebbe farsi intimorire da un semplice appuntamento con il tizio bello e tanto sensibile. A quel punto la Plain Jane scoppia in lacrime e Louise sorride come una santa illuminata dalla parola di Dio, dicendole di smetterla, altrimenti il mascara cola.
L’appuntamento è forse la parte più noiosa e deprimente del programma. In quest’occasione il tizio bello e tanto sensibile si mostra stupito e dice: “Non credevo di piacerti”. La Plain Jane ha difficoltà ad articolare un discorso sensato e allora ride nervosamente e beve vino. I due si guardano, talvolta danzano accanto al desco e, nei casi più sdolcinati, si baciano.

Come avrete capito, Plain Jane è uno dei tanti programmi che dipingono le ragazze come delle cretine incompetenti che vanno aiutate con una maschera esfoliante e un paio di Manolo. Il concentrarsi sull’aspetto della protagonista di ogni puntata non è di per sé sbagliato: talvolta rinnovare il proprio look può effettivamente aiutare a ritrovare l’autostima o a piacersi di più. Il problema di Plain Jane è che veicola l’idea che ogni problema possa essere risolto con un reggiseno a balconcino o un quintale di fondotinta. Le ragazze che all’inizio della puntata sembravano vagamente dotate di un intelletto e di gusti personali finiscono per somigliarsi tutte e per piegarsi ad un’idea socialmente condivisa di desiderabilità estetica. Anche il modo in cui si relazionano con il ragazzo tanto desiderato lascia intendere che la loro unica arma sia il fatto di essersi fatte travestire da belloccia scosciata.
A colpirmi particolarmente è stata una puntata in cui la Plain Jane era una ragazza della mia età che aveva scritto un romanzo e che stava cercando di farselo pubblicare da una casa editrice. Louise sosteneva che i tanti rifiuti collezionati non fossero dovuti alla scarsa qualità del suo lavoro o ad uno dei tantissimi motivi che spingono le case editrici a rifiutare i manoscritti ricevuti. Secondo Louise il problema della Plain Jane era che il suo look la faceva sembrare troppo giovane, inesperta e poco professionale. Il suo suggerimento era quello di “vestirsi da scrittrice”, cioè indossare scarpe con i tacchi e tailleur spiritosi.
Ora, se mai qualcuno venisse a dirmi una cosa del genere credo che mi metterei a ridere e manderei la persona in questione a quel paese. Non solo le donne sono spesso vittime di discriminazione nel mondo dell’editoria. Vale anche la pena di ripetere loro che non è il caso di scrivere fino allo sfinimento per migliorarsi, perché basta farsi fare le sopracciglia da un’esperta per divenire un’autrice di successo.
Questo è solo uno dei tanti esempi di consigli ridicoli che costellano le sei puntate di Plain Jane che sono state realizzate e mandate in onda finora. Stando a diversi articoli che ho recuperato online, lo show non è stato ufficialmente cancellato, ma a quanto pare la pagina ufficiale è scomparsa dal sito della TheCW e la prima puntata della seconda stagione, prevista per fine luglio 2011, non è mai andata in onda. Nel frattempo Mtv Italia propone repliche della prima stagione e io continuo a domandarmi che senso abbia investire del denaro per produrre dei programmi così scarsi.


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  1. elenoire

    21 novembre

    Per me non è così pessimo come lo definisci tu; è divertente per le varie location in tutta Europa e sicuramente fa capire a ragazze troppo trasandate di avere più cura del proprio look.

    Lo prendi troppo sul serio, io lo guardo perchè è in inglese e mi piace il glamour; ma lo considero un gioco molto più rilassante di tanti talk show che ospitano i nostri politici super imbarazzanti.

  2. Patty

    19 aprile

    Ho riso come una matta, sei troppo forte!!! Rimane il fatto che io adoro plain jane e Louise Roe e’ fantastica! Aiutare gli altri a ritrovare la propria autostima e’ una cosa positiva. Ci sono persone che nn hanno idea del proprio potenziale xc insicure, ben vengano i tacchi e l’ombretto se aiuta a stare bene.

  3. Daina

    23 maggio

    Anche io lo guardavo, non so perchè ma mi attirano sempre questi programmi da “sogno americano” in cui sembra che i problemi si risolvano così facilmente, sarà il complesso di cenerentola (particolarmente pieno di desiderio di vendetta per chi, come me, è stata sempre discriminata e non si è mai sentita accettata), ma il desiderio di credere che queste ragazze trovino la felicità grazie al nuovo outfit fa sentire un po’meno “sole”. Come una rivincita in cui l’esser sfigate non si risolve attribuendo il giusto valore alle cose, bensì adeguandosi a quei canoni e uscendo dal guscio, solo per lasciarci le prossime sfigate, colpevoli di non aver imparato a mettere l’eye-liner senza sbavare. Ragazza cara, come puoi sperare che qualcuno ti noti qundo ti vesti così male? Impara trucco e parrucco e poi dopo potremo apprezzare le tue qualità, ovviamente accessorie! Ultima considerazione: per quante doti e capacità abbiano le Plain Jane, l’obiettivo finale è conquistare il tizio finale, il principe azzurro che è così sensibile che esclamerà: non sembri nemmeno tu! (già che ora sei figa magari ti do qualche possibilità). Ah, dimenticavo…c’è pure da dire che spesso molti dei nuovi look delle ragazze sono bruttarelli e stanno loro male, ma visto che li ha scelti Louise e sono accompagnati da tacchi vertiginosi, allora sono cooosì glamour!

  4. Maria

    20 agosto

    Alle volte anche un vestito nuovo e un pò di trucco servono a dare una botta all’autostima. Alle volte una non si rende conto di essere bella finchè qualcuno non te lo fa notare (magari bruciandoti le felpe e i jeans oversized).

  5. […] Ho guardato diverse puntante della serie e tutte seguono la stessa trama con tanto di lacrime al medesimo punto, potete trovare un’ampia descrizione di come queste si svolgano qui. […]

  6. […] visibili da anni sulle tv italiane. Volendo essere precise, si tratta di una copia mal riuscita di Plain Jane, un reality statunitense del network The CW, mandato in onda in Italia da Mtv. Le puntate hanno un […]

  7. Giorgia Sutka

    21 giugno

    E un bell programma. Aiuta tanto ai giovani di capire avete bisogno di colori .Altro non vedi solo grigio e nero.Che brutto.Pensiamoci un attimo che anime…..

  8. alice

    22 giugno

    Io invece penso che persone come te siano solo delle grandissime invidiose e che non hanno una vita sociale se vengono a criticare dei programmi! Repressa del cavolo il programma non é come lo definisci tu,anzi! Beh…si vede che te neanche dopo tutto il cambiamento che fanno queste ragazze diventi decente!ahahahah sei una cessa!!!!ora mettiti sotto al letto e vergognati!

  9. Laura

    25 giugno

    D’accordo su tutti i fronti con l’articolo.
    E anche se immagino di resettare la testa per adeguarla all’outfit, di glamour continuo a non vederne una mazza. Mi aspetterei perlomeno un cambiamento di look nel senso del buon gusto e invece… sempre colori fluo, mercanzia in vista, occhi pesti… non sarà che più che la bassa autostima delle ragazze il problema sia l’esagerata autostima della tal Louise? Perchè di buon gusto, almeno nel senso italiano del termine, proprio non ne ha, sorry.

  10. Silvia

    20 agosto

    L’articolo è alquanto esagerato, Plain Jane è un bel programma di intrattenimento che insegna anche qualche abbinamento interessante di vestiti e trucco. Per me ti stai confondendo col programma delle Belen che è una scopiazzatura riuscita male di questo, in cui veramente mettono tacchi/scollature/mini esagerati su tutte le povere ragazze che gli capitano a tiro facendole imbarazzare fino alla morte da amici ed esperti. Ammetto che io sono per il look comodo e trucco acqua e sapone per cui magari non capisco molto di moda o simili però certi consigli li trovo più che azzeccati se una vuole cambiare il modo in cui vede sé stessa.

  11. […] abbiamo proposto il nostro articolo su Plain Jane, del quale condivide […]

  12. […] Ho guardato diverse puntante della serie e tutte seguono la stessa trama con tanto di lacrime al medesimo punto, potete trovare un’ampia descrizione di come queste si svolgano qui. […]

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