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Il nastrone della settimana: Come un animale

Il nastrone della settimana: Come un animale

Lo scorso agosto mi trovai al cospetto di diversi animali selvatici costretti alla vita in cattività.
Non era mia intenzione mettere piede in uno zoo spacciato per parco naturale, ma evitai di estrinsecare la mia tristezza e il mio disappunto con adeguata determinazione per motivi che hanno a che fare con lo smarrimento che provo ogni volta che torno a casa dai miei genitori.
Lo zoo era invaso da bambini urlanti e coppie di genitori giovani e armati di fotocamere. Io deambulavo incerta cercando sacche d’aria che mi permettessero di osservare il silenzio ed evitare la violenza dei flash delle macchine fotografiche. La mia schiena era rigida a causa della rabbia che provavo nel constatare quanto poco rispetto quegli esseri umani provassero nei confronti degli animali. Mi chiedevo che senso avesse fotografare ogni singola bestia se essa era, a conti fatti, solo un pupazzo stupido, incapace di rispondere agli ordini. Un pezzo di carne, un ammasso di pelo, una corazza vuota, la cui immobilità implicava solo e soltanto noia, disprezzo.
Di fronte ad un muro di roccia finta giacevano due volpi semiaddormentate. Un bambino che aveva staccato i genitori urlava frasi sconnesse poggiando le mani sul vetro della gabbia. Le volpi lo ignoravano. Io lo osservavo ricacciando le lacrime che si stavano materializzando sui miei occhi sotto un enorme tappeto fatto di indifferenza e distacco. Il bambino non sembrava in grado di accettare che le volpi non fossero al suo servizio. Forse nessuno gli aveva mai detto che le volpi sono animali malvagi, dotati di poteri di trasfigurazione. Forse nessuno gli aveva raccontato che per secoli, in Oriente e in Occidente, le volpi furono oggetto di timore e fascinazione, quasi si trattasse di animali sacri.
Ad un tratto il suo sguardo si staccò dalla gabbia e si poggiò su di me, che ero poco distante, alla sua destra. Era chiaro che cercava solidarietà. Si aspettava che, da essere umano, mi unissi a lui nel Cantico degli Insulti. Rimasi immobile, incapace di aprire bocca, così il bambino corse via, sostituito ben presto da un gruppo di adulti chiassosi che puntavano i flash contro gli occhi spenti delle volpi.
Fui presuntuosa e in quelle piccole volpi in prigionia vidi di una parte di me stessa, perché in quel momento non ero umana. Ero solo un’ombra.

Tre Allegri Ragazzi Morti “Voglio”
Belle and Sebastian “The Fox in the Snow”
Warpaint “Elephants”
St. Vincent “Year of the Tiger”
Florence + the Machine “Rabbit Heart (Raise Up)”
The Vaselines “The Day I Was a Horse”
The Beatles “Rocky Raccoon”
The Flying Burrito Brothers “Wild Horses”
The Kills “Monkey 23”
Karen O and the Kids “Animal”
Sleater-Kinney “The Fox”
Kimya Dawson “We’re All Animals”

Per approfondire la storia sociale delle volpi in Oriente e in Occidente consiglio Fox di Martin Wallen (Reaktion Books, 2006). Il libro fa parte di una bella collana, chiamata Animal, dedicata alla storia sociale di diversi animali.


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  1. Valeria Righele

    17 Ottobre

    Ho appena finito di ascoltarlo: brilliant. È ricominciata “voglio” dei tre allegri e credo di essere sul punto di commuovermi.

  2. Cate Ghobert

    18 Ottobre

    Nastrone particolarmente apprezzato da una “volpe” di nome (di battaglia, scherzi dello scoutismo)ma forse faina di fatto…

  3. Eleonora Andronaco

    25 Ottobre

    Chaos reigns.

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