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I LIKE YOU SO MUCH BETTER WHEN YOU’RE NAKED: Amanda Palmer

Siccome anche noi siamo delle burlone, in (tardiva) risposta alla divertentissima battutona del nostro premier (quella del quarto di personalità lesbico) introduco senza indugio l’amore adolescenziale del mio 25% lesbico: Amanda Palmer.
La prima canzone dei Dresden Dolls – gruppo di cui faceva parte insieme a Brian Viglione – che sentii fu Coin-Operated Boy, in una versione live. Ciò che mi colpì fu lo stranissimo modo di cantare di Amanda che si discostava moltissimo da tutto ciò che avevo sentito fino ad allora. Un canto fatto di urla, mormorii, risate. Una canzone su un ragazzo meccanico, di cui fidarsi totalmente e in cui rinchiudersi per non farsi ferire dagli esseri umani che abitano fuori dalle nostre stanze. I testi di Amanda non sono mai banali, non sono le canzoncine sull’amore finito bene o male. Sono strane, divertenti, ipnotizzanti, tristissime. Sono sul dolore di vivere in un mondo che ci impone tutto, da come vestirci a come comportarci con l’altro sesso (è un discorso che vale per ambo i sessi) e su come ribellarsi. E per ribellarsi si intende essere semplicemente se stessi, senza paura.
Essere se stessi. Credo che sia la cosa più difficile del mondo. Credo sia per questo che le canzoni di Amanda mi paiono così magnifiche e potenti: non esistono molte cantanti dichiaratamenti bissessuali, con sopracciglia diverse ogni volta (e magnifiche!), che non si preoccupano di depilarsi – Amanda è contro la depilazione, in quanto pratica intesa come alterazione del corpo per adeguarsi ai canoni di bellezza attuali -, che parlano senza paura del loro passato difficile in maniera anche ironica (la canzone Oasis è in parte autobiografica: anche lei è stata violentata e ha abortito). È strana ma di una stranezza affascinante, è sé stessa, non pretende di essere qualcosa di diverso da ciò che effettivamente è.
Sono stata molto combattuta su che video mettere in questo articolo. Volevo una canzone che potesse piacere a tutti perché poi vi appassionaste a lei. E sono tutte così belle che non sapevo proprio quale scegliere. Backstabber tuttavia è stata la mia colonna sonora di quest’estate e pur avendola ascolatata decine di volte mi lascia sempre entusiasta. Godetevela.

Inoltre: il nastrone della settimana di Soft Revolution è dedicato ad Amanda Palmer. Sappiatelo.


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