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DIY: Come improvvisarsi event manager ed organizza...

DIY: Come improvvisarsi event manager ed organizzare una serata velatamente pretenziosa in discoteca in poche e scaltre mosse.

1- Prima di tutto decidete quale dovrà essere il nome della serata in questione. Il nome che campeggerà sul flyer subito sotto a quello della discoteca e al verbo “to present” coniugato alla terza persona singolare. Dimenticate ciò che quei rossi dei vostri insegnanti vi hanno inculcato alle superiori circa l’importanza del titolo come ciliegina sulla torta/ultimo tassello del processo di creazione e pensateci piuttosto ora, subito. Puntate ad un anglismo ad effetto, qualcosa che richiami subito alla mente del povero malcapitato che si troverà il flyer infilato tra il tergicristallo e il parabrezza dell’auto l’immagine della festona del secolo. Siate irriverenti, ma non volgari. Giocate sul nonsense, se siete in grado. Potete spaziare da Supernova Sex Magic a Banana Madness, passando per Son Of A Beach, Sweaty Bling Bling Buddha Bar, e interiezioni di buon auspicio come Fuckin’ Awesome. Potete anche aggiungere un tocco di banalità all’insieme facendo seguire al nome prescelto il sostantivo “night”, nel caso temiate che le persone confondano l’orario antemeridiano con il postmeridiano. Personalmente ritengo che Toxic Power Trallalà Night possa essere un buon punto di partenza.

2- In base al nome scelto, avrete immagino già delineato nella vostra testa il tipo di serata che volete andare a proporre. Molto bene. Ora vi serve qualcuno da piazzare in consolle. Il cugino del giardiniere dei vostri dirimpettai andrà benissimo. Se non dispone di un nome d’arte (da scriversi, in caratteri cubitali color plutonio, nel nostro solito flyer), ditegli di procurarsene uno di almeno tre sillabe, che contenga o una cappa o una zeta, e finisca per erre. In alternativa, anche un nome che evochi un mestiere artigianale epico-medievale andrà benissimo (tipo “fabbro” o “maniscalco” per intenderci). Potendo disporre dello spazio adeguato, non sarebbe male nemmeno mettere in scaletta una band dal vivo. I terzetti sono l’ideale: potrete agevolmente piazzare due membri ai lati opposti della sala e quello che rimane (magari il batterista – che per l’occasione si sarà esercitato a far roteare la bacchetta tra le dita ogni tre per due) su di una pedana rialzata nel mezzo, circondato da macchine del fumo q.b. L’età media dei musicisti sopracitati dev’essere almeno 42 anni, altrimenti la vostra festa non raggiungerà il Bonus Credibilità adeguato. Nel caso in cui la band abbia un repertorio di pezzi rock inediti e assolutamente imprevedibili come Whole lotta love, We will rock you e Highway to hell, assicuratevi che il soffitto sia abbastanza alto da permettere ad uno spettatore di altezza media – esaltato al punto giusto – di poter agitare agilmente il proprio dito indice verso l’alto, a ritmo, per tutta la durata dell’esibizione senza il rischio di rompersi un’unghia. L’esibizione di un gruppo dal vivo, si badi, non si deve intendere come uno scalzamento della figura del Resident Dj. Al contrario, quest’ultimo dev’essere lasciato libero di intervenire con degli stacchetti musicali “che pompano”, ogniqualvolta lo desideri. Nessuno pubblico mi risulta si sia mai lamentato di questi briosi mash-up improvvisati alla carlona.

3- E ora qualcuno che balli. L’importante in questi casi è avere a disposizione almeno un paio di cubisti maschi e un paio di cubiste femmine. Qualunque sia il tema scelto per la serata, di entrambe le coppie andranno messi in risalto gli addominali e il culo. Ed è per questo che la scelta dei costumi risulta fondamentale: ho visto con i miei occhi un paio di cubisti inconsapevolmente vestiti come gli adoratori di Kali nel secondo film della saga di Indiana Jones. Pura avanguardia, capiamoci. Per le ragazze si consigliano perizomi in tinta col colore degli occhi. Siate affamati, sbizzarritevi! Per una gestione più ottimale del corpo di ballo consiglio di piazzare sulla nuca dei suddetti un dispositivo di controllo cerebrale che vi consenta di controllarli e comandarli a distanza, comodamente seduti nel vostro ufficio setoso e profumato. Provate ad informarvi su Ebay, reparto Cibernetica.

4- Sbrigate tutte queste questioni, sarà bene che vi adopriate per addobbare la location dell’evento. Scelta la location e ottenuta legalmente l’autorizzazione ad usarla, sarete infatti pronti per liberare il piccolo designer represso che è in voi. Ignorando completamente ogni regola del Feng Shui, riposizionate più tavoli, tavolini e sgabelli che potete nell’area calpestabile di cui è costituito il posto prescelto, e inchiodate la suddetta mobilia al suolo, di modo che gli avventori siano costretti a cadere sulle proprie gengive almeno dieci volte prima di capire che non è possibile farsi strada spostando leggermente a lato tali suppellettili e che il modo più corretto per incanalarsi verso la pista è facendo trenino con quelli che ci si trova davanti (sì, questo è un ottimo modo per favorire l’interazione tra partecipanti all’evento, sarete additati come dei geni). Piazzare qua e là sul soffitto bocchettoni spara-aria-fredda o spara-glitter, assieme a festoni collosi gravanti sulle teste (e i drink) della gente sono altre opzioni che vi consiglio di prendere in considerazione. Assolutamente OUT le luci bianche e i muri vuoti; decisamente IN le luci rbg e le proiezioni con pretese autoriali vagamente urban gothic (indipendentemente da quello che è stato scelto come tema per la serata).

5- Mettete delle parrucche ai baristi e alle bariste. Un filo di matita sulle labbra agli uni e alle altre pure, se vi avanza tempo. Se le parrucche scarseggiano, fateli pettinare da un adepto di Tabatha innaffiato di Jameson. Se gli adepti di Tabatha scarseggiano, dei petardi andranno benissimo. Sulle matite per le labbra non transigo.

6- Prendete un paio di omaccioni pelati e lobotomizzateli. Insegnate loro una manciata di espressioni chiave come “Qui solo liste”, “Qui solo tavoli”, “No”, “Prego”, “I ragazzi no”. Date loro una giacca scura ciascuno e avrete i buttafuori.

7- In caso l’aveste dimenticato, tarate gli omaccioni del punto 6 su “MISANDROPO” (accento sulla terz’ultima). Le ragazze, le donne, le bimbe e le anziane possono permettersi di saltare la fila e di entrare con una riduzione del prezzo di ingresso, mentre i ragazzi, gli uomini, i bimbi, gli anziani e le scimmie urlatrici dovranno sostanzialmente votarsi alla madonna sperando di riuscire a superare gli omaccioni prima dell’alba.

E con questa ho terminato. Buona fortuna!

Nota: Questo post è liberamente ispirato ad una serata (allucinante) che l’autrice ha trascorso in un locale del vicentino di cui non intende fare il nome per paura di ripercussioni via mafia cinese. Nessun bicchiere di plastica fumé è stato maltrattato durante la stesura del pezzo.


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  1. Elisa

    11 novembre

    Ah, Vicenza…quanto può essere fonte di ispirazione!!
    Na meraviglia, aspettiamo la data della Toxic Power Trallalà Night.
    Besitossssss, Eli

  2. Bianca

    11 novembre

    Ehi ma sei troppo esperta! Ora ti consiglio di sottomettere qualche discotecaro brufoloso e desideroso di scalare la gerarchia, e di fondare una crew che organizza serate… Però devi trovare un nome adatto, che sia un po’ inglese per far vedere che sei professional, e con una parte scema in italiano per far vedere che sei simpa. Tipo MegaTega Staff, Desfo Crew, o Fammivedereil Corp. Sono disponibile a essere sottomessa pur di diventare PR. Contattami.

  3. Valeria Righele

    11 novembre

    “Fammivedereil Corp” ! Sto ridendo come una scema da cinque minuti. Ok Bianca, sei assunta. Presentati il 30 febbraio dell’anno prossimo presso gli uffici di via Fasulla 123. Impossibile sbagliare campanello: è quello zebrato.

    @Elisa: come minimo ipnotizzerò Marghe per convincerla ad intitolare così il primo evento di SR che decideremo di promuovere. Stay tuned.

  4. Margherita Ferrari

    12 novembre

    quindi il volantino della nostra futura serata reciterà
    ——-

    SOFT REVOLUTION ZINE PRESENTS:

    Toxic Power Trallalà Night

    featuring The Only Feminist in Town DJ (ah ah ah), Teenage Lobotomy and Il Mugnaio (Resident DJ).

    foto di gattini gratis per tutti!

    ——-

    sì sì, è fatta. tra cinque anni.

  5. Valeria Righele

    12 novembre

    (gattiniii!) manca solo il nome della discoteca/fabbrica dismessa/stazione di servizio/pescheria da gianni dove si svolgerà il tutto, e il volantino è praticamente fatto. can’t wait! nel mentre vedo se su internet vendono stock di parrucche che potrebbero tornarci utili…

  6. Isaia

    22 febbraio

    Ciao!
    Mi sono rovesciato dalle risate leggendo questo articolo! 🙂
    E il fatto che lo abbia visto a 5 anni dalla pubblicazione la dice lunga.
    Posso citare qualche pezzo in una guida al mondo degli eventi che sto scrivendo? 😀

    Grazie

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