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Rita Petruccioli

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scuola e università
Il nuovo mondo ed io: considerazioni di una neolaureata sul da farsi

Il nuovo mondo ed io: considerazioni di una neolaureata sul da farsi

A fine settembre mi sono laureata. La laurea triennale, ma nessuno ha mancato di farmi presente come questo fosse un grande passo per me e un piccolo passo per l’umanità. C’è una cosa che rende tutti i laureati uguali tra loro, a prescindere dalle attitudini e dalle competenze richieste dal titolo di cui ora sono
Rivedere le priorità

Rivedere le priorità

Siamo tutti, bene o male, sopravvissuti alle angherie scolastiche; al terrore dell’impopolarità, del brutto voto, di chiamare “mamma” la maestra, o di scoppiare incontrollabilmente contro il professore di turno e, in preda a una mai diagnosticata sindrome di Tourette, dargli del caprone in tutte le lingue morte che conosci. Siamo sopravvissuti o sopravviveremo. C’è una
Perché una bambina non può avere il diario di Spongebob?

Perché una bambina non può avere il diario di Spongebob?

“Non so come fanno a vivere,” dice mia cugina Camilla, riferendosi alle sue compagne di scuola che si vestono solo di rosa. Alle soglie dell’inizio della seconda elementare, è piuttosto perplessa da come le sue amichette abbiano un’intensa ossessione per le Barbie, mentre lei preferirebbe andare a giocare in giardino. La rituale scelta del diario
La matita "rosa incarnato" e il pensiero unico: un ricordo d'infanzia

La matita “rosa incarnato” e il pensiero unico: un ricordo d’infanzia

In tempi andati, i dilemmi erano molto più semplici. Ma non per questo meno esistenziali. Penso si trattasse della prima elementare, i primi giorni, quando le maestre sono tutte intente a conoscere i bambini che dovranno crescere e sopportare per i successivi cinque anni. L’attività preferita era farci disegnare. Mi viene sempre in mente un
Sull'attivismo e sul non arrendersi: un'intervista con Lorella Zanardo

Sull’attivismo e sul non arrendersi: un’intervista con Lorella Zanardo

Lorella Zanardo è una scrittrice, una blogger, un’attivista, un’imprenditrice, una documentarista e una persona molto pregevole. Molt* di voi la conoscono probabilmente grazie al suo documentario Il corpo delle donne, con il quale ha denunciato la disgustosa condizione in cui versa la rappresentazione delle donne nel panorama mediatico italiano. Sono proprio i media il soggetto
Vocazione indotta, da Alicia Silverstone alla tetra gonna grigio scozzese

Vocazione indotta, da Alicia Silverstone alla tetra gonna grigio scozzese

Era il 1993 e sugli schermi di Mtv passavano Alicia Silverstone e Liv Tyler in divisa scolastica. Il video – so che ve lo ricordate – era il video di Crazy degli Aerosmith, la cui trama è quella scarna e perfetta che incanta qualsiasi adolescente, ovvero: tagliamo la corda e facciamo qualsiasi cosa. Se sei
La fame e la fame che non c'è più

La fame e la fame che non c’è più

Avevo questo collega all’università. Un simpatico ragazzo occhialuto che seguiva il mio stesso corso di laurea; oltre ad essere mio collega, però, il simpatico ragazzo era anche batterista; suonava in un gruppo, scriveva per un giornale locale, e voleva entrare in un secondo corso di studi, a numero chiuso, al quale poi, puntualmente, entrò. Di

Dotto-random: ovvero le delizie di un dottorato in disciplina umanistica su suolo italico

La fede è qualcosa che o si possiede o non ci si può dare (come il coraggio di don Abbondio). Quando la si possiede può farci a sopportare privazioni, stenti, fatiche titaniche con la ferrea convinzione di un progresso verso il “bene superiore”. È con questo spirito che ho affrontato, ormai tre anni fa, l’epica impresa

Que sbatti per la cruccolandia

Il Semesterticket è un pezzo di carta che dà un potere enorme. Non solo certifica la tua immatricolazione ad un’università tedesca, ma ti permette anche di viaggiare gratis sulla metro e sui treni di tutta Berlino (o del Brandeburgo, o di un altra regione, dipende da dove si trova l’università). A Berlino ogni università lo

Dello sbattersi: verbo riflessivo con annesso movimento di polsi. Cronache di una vita spesa viaggiando

Chi di voi ha letto il mio profilo qui su Soft Revolution (per chi non l’ha letto: non vi biasimo) avrà notato che a diciassette anni mi sono “rifugiata ad Hong Kong”. Nel caso in cui ve lo steste chiedendo, il motivo è semplice: ho vinto una borsa di studio che mi ha permesso di

C’era una volta, in un paese lontano lontano, la ricompensa per il mio sbattimento

Ho sempre pensato di non essere terreno particolarmente fertile per le fiabe. Per quanto mi piacesse sentirmele raccontare (così come qualsiasi altro racconto) e nonostante mi riguardi ancora oggi i cartoni della Disney, non mi sono mai veramente ritrovata dentro la loro struttura. Senza andare a ribadire ancora una volta come la “versione per bambine”,

This is not a drive by – Un anno in Québec

Se qualcuno mi chiedesse qual è la cosa che mi è piaciuta di più del Canada, credo che sarebbe difficile scegliere. Ma se fosse una questione di vita o di morte dare una risposta precisa, credo che direi i fuochi all’aperto. Il primo fuoco a cui sono andata è stato anche la mia prima festa