Loredana Lipperini su La Repubblica (7 maggio 2011):
“Soft Revolution [...] cerca di coinvolgere le giovani e giovanissime a lavorare sugli stereotipi e sui prodotti culturali che consumano quotidianamente. [...] Soft Revolution parla di libri, di televisione, di musica, di vita quotidiana, di generi sessuali. [Le autrici] sono bravissime.”
Flavia Piccinni su La Repubblica Bari.it (23 febbraio 2012):
“Prendete un gruppo di ragazze fra i 16 e i 25 anni. Mettetele in un Paese come il nostro. Fatele arrabbiare (e, per questo, basta accendere la televisione e trovarsi davanti Vespa che parla di farfalline e operaie). Ne nascerà una divertente, irriverente, ironica e affatto banale webzine: Soft Revolution. Esempio che qualcosa (finalmente!) sta succedendo.”
Violetta Bellocchio su Grazia.it (22 giugno 2012):
“La prima cosa che mi è venuta in mente davanti a Soft Revolution e al suo sottotitolo, “Ragazze che dovrebbero darsi una calmata”, è che c’è dentro tutto quello che avrei sempre voluto trovare in una rivista per ragazze fatta di carta, quando ero nell’età adatta a comprarle in edicola e desideravo qualcosa che parlasse almeno un pochino a me.”





