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Kim GordonIn sintesi
Dal 2011 al 2018, Soft Revolution è stata una rivista femminista per ragazze (ma anche per il resto dell’umanità).

Da dove salta fuori?
Correva l’anno 2011. Senza celare un certo turbamento, Margherita Ferrari, Valeria Righele e Marta Corato si dissero che pareva impossibile che non esistesse ancora un rivista in lingua italiana per le ragazze. Nel senso di “per ragazze in quanto persone pensanti”.
Il passo successivo fu fondarne una. Questa.

Come funziona?
Ogni mese scegliamo di ragionare attorno ad un tema che sia ampio a sufficienza da consentire varie vie d’accesso, cui sia possibile approcciarsi da più prospettive. Ognuna di noi cerca di lavorare su ciò che tale tema evoca nella sua testa, tenendo presenti le linee guida della redazione.
Accade anche che ci si svincoli dal tema per segnalazioni di particolare interesse. Cerchiamo di stare sul pezzo, per quanto ci è concesso, e questo rende la nostra programmazione molto elastica.

Soft Revolution implica “femminismo soft”?
No. Con “soft” intendiamo che per noi il femminismo si vive tutti i giorni. Crediamo nell’importanza di un lento ma necessario mutamento culturale, al quale lavorare con costanza e solerzia.
Per questo motivo, abbiamo scelto uno stile accattivante e accessibile, onde rendere chiari e trasparenti i messaggi che vogliamo veicolare.