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L’ultimo post di Soft Revolution

L’ultimo post di Soft Revolution

Caro pubblico di Soft Revolution, è arrivato infine anche il nostro momento di dire addio: da domani chiuderemo i battenti, cessando ufficialmente tutte le pubblicazioni. Il sito rimarrà online, e con lui tutto il nostro ampio e variegato archivio, ma questo sarà l’ultimo post che faremo.

La sofferta decisione che abbiamo preso nella nostra immaginaria stanza dei bottoni nasce dalla mera constatazione che non è più sufficiente la buona volontà per tenere in piedi questo progetto, sin dalla fondazione sempre interamente autogestito e autofinanziato. Anche quando abbiamo messo in vendita qualcosa (fanzine, musicassette, borsette, spille e adesivi), il ricavato è servito semplicemente a coprire le varie spese che vengono con il gestire un sito e/o a produrre altro merchandise.

Avremmo voluto invecchiare tutte con Soft Revolution, trovarci all’ospizio con le nostre soffici chiome dalle improponibili tonalità pastello per disquisire di patriarcato e menopausa, ma la realtà è che niente ha potuto riparare l’incompatibilità del tenere in piedi gratuitamente un sito con gli impegni lavorativi e incombenze personali subentrati molto lentamente ma con prepotenza nel corso degli ultimi anni. Diciamo tanto dell’adolescenza, ma anche l’età adulta è una brutta bestia.

Potrebbe sembrarvi che alla fine ci siamo tutte calmate. Non è così. Seguiamo con attenzione l’aggravarsi della situazione politica nel nostro paese e all’estero, non manchiamo di guastare le cene in compagnia verbalizzando il senso di nausea che proviamo di fronte a tutto questo, continuiamo a fare attivismo online e offline. In tutta onestà, se c’è un’attività femminista di qualsiasi tipo in giro, è molto probabile che ci troverete in mezzo una redattrice di Soft Revolution.

Illustrazione di Giorgia Marras (per gentile concessione)

Quando siamo partite, nel 2011, in Italia non c’erano molte pubblicazioni interessate a parlare alle ragazze (e al resto dell’umanità) di femminismo, genere, corpi e sessualità, in chiave accessibile. Nei primi tempi ci sembrava di gridare nel vuoto, ma rapidamente tante di voi hanno iniziato a rispondere al nostro segnale. Ci siamo subito rese conto che quello che facevamo non era solo per noi, ma era un servizio pubblico per persone femministe o quasi che non avevano nessun posto dove scambiarsi idee e crescere insieme.

Ora la situazione è felicemente cambiata: anche qui in Italia ha finalmente preso piede questa nuova ondata femminista, e ci sono non solo riviste online e offline dedicate a questi temi, ma anche podcast e programmi televisivi. Ovviamente nessuno di questi prodotti sarà mai bello quanto il nostro, ma gioiamo della loro esistenza e del fatto che chiunque abbia bisogno di un riferimento possa trovarlo più facilmente che sette anni fa.

Con l’archivio, rimarrà online anche il nostro shop. Se vi fa piacere avere una borsina o una manciata di adesivi con su scritto il nome di un progetto editoriale defunto ma molto pregevole (viva il progetto editoriale!). Il nostro magazzino attende voi per alleggerirsi del tutto.

Vi lasciamo con una piccola carrellata di cose nostalgiche che forse non tutt* sapevate di Soft Revolution (non era un saluto vero se non partivano gli elenchi puntati):

• Al momento della fondazione, eravamo giovanissime: Margherita aveva 24 anni, Valeria 23 e Marta 20.

• Il primo testo pubblicato sulle pagine di Soft Revolution, nel gennaio del 2011, era stato “All known metal bands”, scritto da Margherita Ferrari e dedicato a una pregevole opera di editoria dell’assurdo, ovvero un mero elenco alfabetico di oltre 50.000 band metallare. Alla faccia del #firstpost.

• Uno degli articoli più letti del nostro archivio è quello sull’odore dei genitali femminili, chiaramente un argomento capace di smuovere mari e monti e di generare più commenti inappropriati di qualsiasi altro. Tra gli altri grandi classici, la terribile inchiesta sul sesso di Beatrice Borromeo, il sempre attuale “Essere grassa d’estate”, e questo bell’articolo su Artemisia Gentileschi, di cui chiaramente non si parla ancora abbastanza.

• Molto prima di diventare “Ragazze che dovrebbero darsi una calmata”, Soft Revolution aveva il sottotitolo “Il posto di Dio è occupato”. Questa espressione era stata estrapolata da un opuscolo di matrice cattolica finito nella cassetta della posta di una di noi, nei primi anni Dieci. Gli ideatori di quel volantino volevano probabilmente ammonire il lettore che fosse meglio non sostituirsi al Divino, ma rimanere umili nella vita (“Il posto di Dio è già occupato, meglio che ti togli dalla testa di volertelo prendere tu! Abbassa la cresta!). Senza troppi giri di parole, ci piaceva l’idea di decontestualizzarlo e metterlo in bella vista sul quello che all’epoca era ancora un semplice blog a sei mani – e anche un po’ suggerire che il posto di Dio lo stavamo occupando noi.

• All’inizio del 2012, dopo solo un anno dalla nostra nascita, la nostra redazione contava già 15 persone. Negli anni si è allargata ad includere oltre 120 persone, tra autrici e illustratrici, con le quali si è formata una rete professionale e di amicizie di cui saremo grate a Soft Revolution per sempre. È stato un onore collaborare con loro e vederle diventare delle donne fighissime che fanno cose fighissime.

Speriamo che questi anni passati assieme siano stati piacevoli anche per voi. E che ricorderete con piacere almeno un paio dei nostri articoli! Danziamo all’idea di poter rivivere nelle vostre future conversazioni. Grazie di cuore per il supporto e l’amore che ci avete dimostrato fino ad oggi.
Vi vediamo e vi vogliamo bene, tesorini che non siete altro!
Ciao Paolo 1984! So long!

Valeria e Marta


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  1. Manuela

    31 dicembre

    Grazie di tutto!

  2. fairylizzie

    31 dicembre

    Solo una cosa. GRAZIE!

  3. Enrica

    1 gennaio

    Mi mancherà tanto questo spazio, ma so che ritroverò molte di voi in giro per la rete.
    Un abbraccio da una ragazza che non si è ancora data una calmata e che quest’anno festeggia i 50 (con la luna e woodstock!)

  4. Irene

    2 gennaio

    Ho scoperto questo sito nel 2017 per via di un articolo sui superfood, subito ho cominciato leggere gli altri articoli trovandolo pieno di spunti interessanti ma soprattutto articoli ben scritti e ben documentati.
    Spesso di femminismo non si parla(va), o si parla (ora) in maniera dozzinale, su SR era diverso e per questo vi sono grata. Tuttavia questo punto di forza può anche essere un punto di debolezza: a volte avvertivo una certa distanza e minore senso di identificazione. Soft Revolution era un calderone di stimoli e di femminismo, ma stimoli molto lontani dalla cultura pop che appare più accattivante. Si può leggere di femminismo su Vice o su Bossy (pr fare dei nomi), con maggior clamore e minore introspezione.

    Mi spiace che non sia sopravvissuto, anche se dai pochi post pubblicati era intuibile.

    Grazie ancora di tutto, e buona fortuna a tutte!

  5. teresa

    4 gennaio

    bruschette negli occhi, bruschette negli occhi a non finire
    a mai darsi una calmata!!! grazie di tutto
    rnr <3

  6. Valeria

    4 gennaio

    Grazie di tutto! E, per me, “Essere grassa d’estate”, e il suo seguito, dovrebbero andare dritti dritti nelle antologie scolastiche.

  7. paola

    10 gennaio

    vi scopro ora che avete chiuso. ma vi trovo belle, mi sembra di conoscervi da una vita, sorelline. io di anni ne ho 54 e di calma non se ne parla. solo quella temperamentale. ma quella dello spirito vada a farsi benedire.

  8. Elena

    18 gennaio

    Grazie, negli anni ho letto tante cose che sono rimaste con me.

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