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Letteralmente queer: “Her Body And Other Par...

Letteralmente queer: “Her Body And Other Parties” di Carmen Maria Machado

Da qualche anno ho iniziato a dimenticare un sacco di cose che prima mi erano perfettamente chiare: dove stanno le chiavi, ad esempio. Dove ho messo la macchina, quando scadono gli abbonamenti, se ho pagato o meno le bollette, i compleanni delle persone a cui voglio bene.

Poi ho iniziato a dimenticarmi dei libri. Che sembra una cosa impossibile quando hai, che so, 18? 22 anni? Ma a un certo punto ho smesso di ricordare in modo preciso le cose che avevo letto per farle diventare un’unica massa indefinita di generiche storie che mi sono passate davanti al naso da qualche parte nella vita, e poi forse non erano abbastanza interessanti per essere distinte fra il libro in cui Murakami mangia molti cetrioli crudi o il libro in cui Murakami ascolta molto jazz o quello in cui Murakami descrive delle scene di sesso che nessuno di noi vorrebbe mai vivere.

Ho creato un account Goodreads per smettere di dimenticare le cose e ricordarmi quelle da leggere, per fare sì che la mia memoria non sia solo libri di Murakami e generico, intensissimo odio per Ragazze Elettriche (davvero, parliamone; scusa Ilaria!). Così a fine anno posso guardarmi indietro e darmi una pacca sulle spalle perché non è vero che mi sono sempre seppellita sotto repliche di Uomini e Donne o preso i mezzi praticamente dormendo, ci sono state volte in cui ho preso in mano un libro e in cui l’ho finito, e ci sono state volte in cui ho scoperto cose come Her Body And Other Parties di Carmen Maria Machado e ho pensato che una cosa simile era assolutamente incredibile e metteva un punto fermo difficile da dimenticare, nonostante sia una lettura agevole come deve essere agevole camminare nella melassa.

Goodreads non ha un ruolo definitivo in questa storia perché Her Body and Other Parties l’ho visto segnalato praticamente ovunque, in ogni classifica del 2017, in ogni possibile entusiasta recensione. Non c’è angolo di internet che non ne abbia tessuto delle sperticate lodi: ad esempio qui c’è quello che pensa Roxane Gay a riguardo, e qui Jeff Vandermeer (e se siete fan della Trilogia dell’Area X potete ben capire come questo tributo sia particolarmente rilevante). Onestamente è difficile trovare qualcosa di negativo al riguardo.

Così come è difficile trovare qualcosa che non siano lodi su Carmen Maria Machado, scrittrice americana al suo primo romanzo con alle spalle una notevole quantità di saggi, racconti e articoli che l’hanno fatta definire dal New York Times una delle scrittrici che stanno forgiando il nostro modo di leggere nel 21° secolo (in compagnia di altra gente leggera come Alison Bechdel, Elena Ferrante e Chimamanda Ngozi Adichie). La Machado, proprio come la sua raccolta di racconti, è un universo di meraviglie, ma a differenza della sua raccolta una persona molto concreta, come perfettamente illustrato da questa gran bella intervista rilasciata ad Autostraddle.

Quello che succede nella struttura del libro non è mai nulla di eccezionale: otto racconti, alcuni decisamente brevi altri così lunghi che vi sembrerà di avere scalato una montagna, condensati in 248 pagine che se comprate la versione cartacea hanno anche una copertina straripante indizi, e se invece optate per la versione Kindle a un certo punto capita una cosa bizzarra con la numerazione delle pagine che voglio pensare sia intenzionale e non un difetto del mio device in là con gli anni.

Ma quello che è straordinario è che non ci sono limiti in quest’opera, né per dove può essere portata la lingua né per quanto assurde possono diventare le situazioni, per l’abilità dell’autrice di confondere le idee ad ogni singola pagina e rendere al contempo ogni singola pagina la cosa più queer che sia mai stata messa nero su bianco.

Letteralmente queer, perché non c’è un solo grammo di eterosessualità in questo volume; non c’è niente che sia piatto o sapido o semplicemente convenzionale, non c’è niente che non presupponga a monte una buona dose, una massiccia dose di sospensione di incredulità per scoprire fino a dove possono spingersi abusati luoghi comuni come “Real Women Have Bodies” o undici possibili fittizie stagioni di Law And Order.

Dove possono arrivare? A fare terra bruciata di tutto quello che esisteva prima e a creare un – seppur fittizio – mondo completamente nuovo, un nuovo punto di partenza per la letteratura LGBTQI (ma che definire semplicemente letteratura LGBTQI è riduttivo).

Questo libro è un universo, catastrofico e spaventoso, commovente in modo doloroso e vorace, che vi toglierà delle energie e delle speranze mentre lo leggete, e vi riconsegnerà al mondo un po’ più strani, un po’ pià stanchi, un po’ più innamorati.

Non è un libro che ha bisogno di Goodreads per essere ricordato.

L’autrice: Carmen Maria Machado


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