Già l’anno scorso ci eravamo alleate con il Lago Film Fest, il festival di cinema che anima Revine Lago, e vi avevamo raccontato cosa avreste trovato nel piccolo borgo in provincia di Treviso tra cortometraggi, performance, concerti e arte.

Per questa sua tredicesima edizione, che si terrà dal 21 al 29 luglio, lo slogan del festival è #NoFucksGiven, che rimarca il carattere fortemente indipendente del festival, poco incline a scendere a compromessi o farsi scoraggiare dagli ostacoli e difficoltà che (troppo) spesso emergono quando si organizzano eventi culturali.

Quest’anno, in maniera particolare, spiccano nel programma del festival i molti film di registe donne, o che raccontano le loro protagoniste in modi non scontati. “Non è stata una decisione presa a tavolino”, racconta Viviana Carlet, fondatrice e direttrice artistica del festival, “ma negli ultimi anni, e questo in particolare, molti dei film che da sempre cerchiamo per Lago – film ironici, dirompenti, di qualità – sono stati diretti da donne. Non amiamo affatto la retorica, neanche quella di genere”.

Fra i film da non perdere ci sono il delicato Submarine, storia di una donna indipendente in una Beirut invasa dai rifiuti e diretto e interpretato da Mounia Akl, e Selva, della giovane regista Sofía Quirós, poetica riflessione sulla morte e il destino. Foreign Body, di Marta Magnuska, è un’animazione che sfiora il tema della dismorfofobia e del rapporto con il proprio corpo, mentre Fry Day, di Laura Moss, è un amaro coming of age con l’esecuzione del serial killer e stupratore Ted Bundy sullo sfondo. Tutt’altro tono quello di Etage X, di Francy Fabritz, cronaca dal finale inaspettato di un incontro fugace fra due donne di mezza età intrappolate in un ascensore.

Claudia Bernardi, Trottolinus Confusus, dal Bestiario Criptozoologico Lacustre

Deviare dai punti di vista canonici è una missione a cui Lago si dedica su più fronti: ecco quindi LOST (Lago Original SoundTrack), progetto incentrato sulle colonne sonore che vuole insegnare agli spettatori a percepire i film in modo diverso; Nisimazine, il laboratorio di critica dedicato a giovani critici cinematografici, teso a condividere opinioni inedite e creare momenti di scambio e confronto fra i giornalisti e gli spettatori.

Ma soprattutto c’è Diciottocchi, workshop dedicato a giovani creativi e che quest’anno ospiterà nove illustratrici.

“La qualità delle iscrizioni era altissima, e scegliere è stato molto difficile. Ho quindi selezionato stili molto diversi fra loro, per rappresentare il panorama dell’illustrazione italiana contemporanea e soprattutto per creare dialogo, contaminazione” spiega Morena Faverin, coordinatrice del progetto. “La decisione si è basata interamente sul merito: solo in un secondo momento mi sono resa conto che erano tutte donne, cosa che ovviamente mi ha fatto molto piacere”.

A partecipare saranno Benedetta Vialli, che avete già visto su queste pagine; Debora Guidi, che ha creato alcune tavole per Goodnight Stories for Rebel Girls; Silvia Bellè, pattern designer che tradurrà Lago in una stampa per tessuti. Ci saranno i toni Technicolor di Nadia Pillon e quelli pastello di Silvia Reginato, i tratti e i dettagli di Livia Rescigno e le texture dalla forte componente analogica di Laura Savina. Ci saranno anche Anna Sandri, giovane illustratrice dallo stile vivace e naïf, e Claudia Bernardi, originaria proprio di Lago e che lo racconterà con il tono vagamente irriverente che le è proprio.

La ricerca costante di nuove chiavi di lettura, lo spazio dato ai punti di vista inediti e inusuali, il rifuggire dalla retorica per creare nuovi spazi di dialogo e di pensiero: sembra proprio che Lago Film Fest non abbia nessuna intenzione di darsi una calmata. Dove l’ho già sentita, questa?