Creata da David Lynch e Mark Frost, Twin Peaks è indiscussamente una delle serie televisive più famose al mondo. Le sue prime due stagioni, uscite all’inizio degli anni ’90, sono forse quanto di più inaspettato, grottesco e surreale si fosse mai visto in televisione all’epoca. Un universo melodrammatico costellato di personaggi e particolari assurdi, fuori dalla norma e disturbanti che ha continuato a vivere per i decenni a seguire, indipendentemente dalla fine della serie.

Quello che forse nessuno si sarebbe aspettato è che più di vent’anni dopo (27 per essere esatti) Twin Peaks sarebbe ritornato: Twin Peaks The Return è ufficialmente la terza stagione dello show. Uscita nella primavera del 2017 e prodotta da Showtime, mantiene quasi tutto il cast e la crew originali, e naturalmente il team Lynch & Frost alla regia/scrittura.

Twin Peaks The Return è composta da 18 episodi della lunghezza di circa un’ora ciascuno. Il pilota da solo dura complessivamente quasi due ore. Un po’ come le sue stagioni precedenti, è qualcosa di completamente diverso da quello che potreste essere abituati a vedere. Questa è una serie lenta, dalla trama tremendamente non lineare: possono passare anche dieci minuti senza fatti degni nota per lo sviluppo della vicenda, ma sono comunque dieci minuti carichi di bellezza – e molto humor nero. Twin Peaks The Return è ossessionata dalla banalità straziante delle vite delle persone e dai suoi dettagli senza importanza.

Non solo: è una serie per la quale David Lynch ha avuto quasi del tutto carta bianca dal network. Il risultato è una meravigliosa fiera della weirdness, costellata di umorismo grottesco e momenti onirici che stordiscono, e allo stesso tempo danno qualcosa a cui pensare – come un interminabile gioco mentale di rimandi e metafore.

Il plot di questa stagione si sviluppa attorno al destino dell’Agente Speciale dell’FBI Dale Cooper (Kyle MacLachlan): alla fine della seconda stagione purtroppo scopriamo che lo spirito maligno Bob – quello che in precedenza aveva fatto un sacco di danni nella cittadina di Twin Peaks – ha preso possesso del corpo e della mente di Cooper. Se la domanda che ossessionava gli spettatori durante la prima stagione e parte della seconda era “Chi ha ucciso Laura Palmer?”, qui la domanda che viene spontaneo farsi è “Cosa è successo a Cooper in tutti questi anni?”.

Non ha senso riassumere tutto quello che succede in Twin Peaks The Return, vi rovinerei la visione di un circo così bizzarro e bello che trascende ogni senso del normale, e pertanto anche del concetto di riassunto. Per apprezzare bisogna vedere. Ammetto che ho impiegato qualche mese in più rispetto al resto del mondo per avvicinarmi a questa nuova stagione e affrontarla. Se siete stati fan delle prime due stagioni, e temete che questa terza possa essere un vilipendio alla memoria di Twin Peaks come lo avete conosciuto, forse riuscite a capire la mia esitazione ad affrontarlo.

Ma ne vale la pena, vi posso assicurare. Ancora incerti? Ecco un paio di punti che forse possono invogliarvi ad imbarcarvi in quest’avventura.

Ecco perché vale la pena vedere la nuova stagione

Innanzitutto, Twin Peaks The Return è un gigantesco bagno di nostalgia. Il tempo a Twin Peaks sembra essersi fermato: Shelly lavora ancora come cameriera all’RR Café;  Bobby è diventato poliziotto ma si commuove ancora al pensiero di Laura Palmer; Lucy è ancora la segretaria della centrale di polizia. E naturalmente, il ceppo della Log Lady ha ancora molte cose da dire.

Twin Peaks The Return

La Signora del Ceppo e il Ceppo

In fatto di arredamento Twin Peaks The Return tiene fede al suo amore per gli animali impagliati- in primis per le teste di Bambi, che si possono trovare in ogni azienda che si rispetti:

Twin Peaks The Return

Immancabile pezzo di arredamento, la testa di cervo impagliato

A Twin Peaks c’è ancora brutta gente. Sì, come nelle prime stagioni ci sono ancora brutti ceffi in giro, accadono cose strane e le nuove generazioni non hanno certo smesso di drogarsi. Ma la fotografia di alcune scene è così bella da rimanere abbagliati – qui la figlia di Sherry, interpretata da Amanda Seyfried, durante un viaggio a base di cocaina.

Twin Peaks The Return

Amanda Seyfried in Twin Peaks

Twin Peaks The Return parla ancora del male che cammina indisturbato fra di noi. Mentre il vero Agent Cooper è intrappolato nella cosiddetta Loggia Nera, il suo doppelgänger diabolico si aggira indisturbato per gli Stati Uniti, seminando morte e altre losche amenità. Segno tangibile che le cose si sono fatte più serie, più dark e più cattive è il fatto che la serie inizia con un ambientazione sanguinolenta e aliena a New York, per poi seguire un omicidio in South Dakota e una serie di strani eventi a Las Vegas. In tutto questo c’è lo zampino di Bob/Cooper, che nella serie ha quest’aspetto fenomenale:

Twin Peaks Return

Mentre il vero Dale Cooper ha più o meno questa faccia:

Twin Peaks The Return

Twin Peaks The Return fa anche ridere. L’umorismo demenziale di certe situazioni vi scalderà il cuore, come in questa scena dove Cooper ritorna sulla terra completamente sprogrammato e svalvolato, ma ancora in grado di riconoscere una buona tazza di caffè.

Twin Peaks The Return

Coffeeee

E una volta provato non ne può più fare a meno:

Twin Peaks The Return

More coffeeee

Twin Peas è infarcita di dettagli kitsch, che amerete e probabilmente vorrete far diventare vostri feticci. Per me questo è uno:

Twin Peaks The Return

Gemme del kitsch

Twin Peaks The Return vi scombussolerà la visione. Questa serie è talmente diversa rispetto alle altre realtà televisive odierne (in termini di formato, linearità della storia, regia e montaggio) che non riuscirete a pensare ad altro. La visione è impegnativa solo all’inizio: se ci si abbandona al fatto che questa è Twin Peaks, tutto viene più facile. Il problema è vi troverete immersi in un mondo delirante e non vorrete più uscirne – e forse farete fatica a vedere altro per un po’. Soprattutto, non vi toglierete più certe immagini stupende dalla testa – ad esempio, l’agente speciale dell’FBI Denise aka David Duchovny.

Twin Peaks The Return

Denise

Inoltre: in questa serie c’è bella musica. Alla fine di ogni episodio vi viene regalata una chicca dream/synth-pop, in perfetto stile Twin Peaks, senza dimenticare i reprise dei temi principali della colonna sonora anni ’90.