I was really interested in this idea that kids can have problems, too, and here’s how to solve them.

Lo scorso 22 luglio Raina Telgemeier ha portato a casa il Premio Eisner per la Miglior Pubblicazione per Ragazzi di età compresa tra i 9 e i 12 anni (Best Publication for Kids | ages 9-12) al Comic-Con di San Diego. Gli Eisner Awards, intitolati al grande fumettista Will Eisner, sono tra i premi più importanti per il settore fumettistico americano e internazionale – e Raina Telgemeier, in totale, ne ha vinti tre.

Quest’ultimo l’ha conquistato con Ghosts, un fumetto che parla della morte, pensato però per un pubblico giovane e stampato con una tiratura vertiginosa: mezzo milione di copie. Si tratta di un numero altissimo che conferma il successo e la fiducia riposta dall’editore Scholastic nell’autrice, considerata ormai una superstar del settore: tutti e tre i precedenti libri a fumetti erano finiti in cima alla lista dei Best-seller del New York Times, assicurandole due dei sopracitati Premi Eisner e numerosi altri riconoscimenti. Ma ci arriverò tra un momento.

Ghosts, dicevamo, affronta il delicato tema della perdita, senza tuttavia scadere nel patetico o nel moraleggiante. La storia è quella di due sorelle messicano-americane (Cat e Maya) che si sono appena trasferite coi loro genitori a Bahía de la Luna, immaginaria località balneare del Nord della California, nella speranza che il clima fresco e ventoso dell’area possa giovare alle condizioni di salute della più piccola: Maya infatti è affetta da fibrosi cistica polmonare, una malattia genetica che le causa frequenti scompensi respiratori e infezioni.

Il disagio di una routine medica fatta di flebo, giubbotti per le compressioni toraciche e cannule nasali per l’ossigeno non intacca l’allegria e la vivacità della bambina, pienamente cosciente della sua condizione ma intenzionata a godersi ogni momento, divertendosi con la sorella e facendo nuove amicizie. Cat, al contrario, fatica a accettare il male della sorella, così come il dover ricostruire un network di amicizie da zero, in una città che non conosce: ma quello che a prima vista potrebbe sembrare egoismo (non rivelare alle nuove compagne di classe che ha una sorella, per di più malata), non è altro che una combinazione molto umana, di negazione di una realtà complessa e paura di ciò che è inevitabile.

E i fantasmi cosa c’entrano? Come spiega Carlos, il loro nuovo vicino di casa: “Per via della nebbia, i fantasmi vedono la nostra città come il posto perfetto dove passare il loro tempo”. Gli spiriti dunque vivono a Bahia de la Luna, e vogliono conoscere le nuove arrivate. Cat si opporrà strenuamente a questo contatto, soprattutto dopo aver visto che un primo tentativo di avvicinamento aveva causato peggioramenti nella salute di Maya, ma l’avvicinarsi del Dia de Los Muertos (festività dedicata agli affetti scomparsi, celebrata il 1 novembre) sarà l’occasione giusta per affrontare la fonte delle proprie ansie e riconciliarsi con la sorellina e alcune tradizioni familiari che assieme alla madre aveva abbandonato col tempo.

Come per i suoi lavori precedenti, Telgemeier costruisce una storia intelligente e toccante, ricca di sottotrame articolate: accanto alla delicata questione della morte e il modo in cui alcune culture scelgono di celebrarla, l’autrice esplora la quotidianità di una famiglia di origine messicana residente in America e il suo rapporto con la tradizione. La madre delle ragazze, Leona, ricordando quando sua madre era emigrata dal Messico, portando con sé usanze che lei non volle mai assimilare, ammette: “Mi sento male a parlarne ora, ma non ho mai imparato a parlare fluentemente spagnolo. Quando vostra nonna morì, in un certo senso le tradizioni se ne andarono con lei”.

A proposito del libro, in un’intervista ad NPR Telgemeier ha detto: “Penso che molti ragazzini – ma anche molte persone – abbiano un qualche tipo di timore della morte. Me compresa. Mi affascinava da sempre l’idea di renderla meno spaventosa, quasi gioviale […] Negli ultimi anni mi sono trovata ad affrontare molte perdite e molte persone cui tenevo si sono allontanate dalla mia vita. In un certo senso [il libro] è stata per me un’opportunità per fare pace con quello che ho vissuto, credo”.

Prima di Ghosts, Raina Telgemeier ha conquistato valangate di lettori e lettrici con la graphic novel Smile (rimasta in classifica dei Best-seller New York Times per ben quattro anni consecutivi) e quello che può esserne considerato l’ideale completamento, Sisters, in Italia editi entrambi da Il Castoro. Il primo le è valso il Premio Eisner per Miglior pubblicazione per adolescenti nel 2011, il secondo l’Eisner per Miglior Scrittrice/Autrice nel 2015.

Si tratta due libri strettamente autobiografici: Telgemeier prende infatti ispirazione continuamente dalla propria vita per proporre alla sua readership storie in cui possano immedesimarsi – con la rassicurazione che le storie normali “sono importanti”.

Smile racconta di quando una rovinosa caduta sull’asfalto all’età di 11 anni le costò la perdita degli incisivi superiori, dando il via ad un’odissea di dentisti, odontoiatri, apparecchi fissi, elastici e dolori indicibili conditi da bullismo, baratri di autostima e cotte non corrisposte. Un piccolo gioiellino dal sorprendente lieto fine che ha consolato e divertito i cuori di chiunque abbia mai vissuto disagi del genere da giovane (Il senso di soffocamento di quando ti mettono in bocca lo stampo per rilevarti l’impronta dentale? Check; L’apparecchio-baffo da portare di notte? Check; Bulli camuffati da amici che è meglio perdere che trovare? Check; Faticare ad essere fedeli al proprio carattere riservato, in una fase della vita in cui tutti attorno a te stanno cambiando e sperimentando? Check).

Smile

Era stata pensata come storia a puntate, pubblicata settimanalmente sul portale Girlamatic che ospitava storie a fumetti destinate a un pubblico YA femminile. Quando poi Scholastic decise di pubblicarlo tutto in volume, “non c’era modo di sapere se si trattava di un’opera vendibile nel mercato editoriale. Non c’erano altri graphic novel sulle esperienze di ragazze adolescenti” ha ricordato l’autrice. Nonostrante la risposta del New York Times, l’opinione di educatori e genitori era che non fosse sufficientemente gratificante per le ragazze un libro “con le figure”, tanto più che loro in genere non leggono fumetti.

Fortunatamente certe perplessità sono state ovviate e ora a Telgemeier è riconosciuto il merito di aver riportato in auge tra gli studenti delle scuole medie i libri a fumetti.

Sorelle, uscito nel 2014, è dedicato invece al rapporto con la sua (vera) sorella minore, Amara. Partendo dalla cronaca del lungo viaggio “on the road” che intrapresero sul finire degli anni Ottanta assieme alla madre e al fratellino per raggiungere dei parenti in Colorado, il libro riesce a trascendere il mero ritratto di una sorellanza conflittuale, apparentemente inconciliabile, per diventare una riflessione sull’impotenza che si prova quando ci si accorge che il matrimonio dei propri genitori è in crisi e probabilmente non vorranno più stare assieme.

Sisters / Sorelle

Della straordinaria produzione di Telgemeier va ricordato anche il dolceamaro Drama, pubblicato nel mezzo dei due memoir, inserito nella lista dei migliori graphic novel per ragazzi del 2013 e selezionato per lo Stonewall Book Honor Award (premio conferito ai migliori libri americani che raccontano la vita LGBT).
Ispirato all’esperienza dell’autrice come membro del coro scolastico, racconta i retroscena della produzione teatrale di una scuola media americana, attraverso gli occhi di una ragazzina che si occupa della scenografia e da grande vorrebbe lavorare a Broadway. Nel mezzo del caos organizzativo, cerca di venire a capo della propria situazione sentimentale, mentre anche i suoi amici mettono in discussione la propria sessualità.

La sensibilità dell’autrice è stata plaudita proprio per l’aver saputo creare un libro sofisticato con una scuola media realistica, fedele ai sentimenti di chi la vive ogni giorno. E nonostante la prevedibile censura delle biblioteche più bigotte, scandalizzate di fronte ad un unico disegno di due ragazzi che si baciano, “è stato bello vedere una narrativa dove personaggi gay sono trattati esattamente come personaggi etero, piuttosto che collocati in una sottotrama piena di tensione, incentrata sull’essere diversi dai loro compagni di classe. È un vero progresso per la cultura pop: persone gay che sono semplicemente persone gay, non persone gay che sono solo gay”.

Drama

Raina Telgemeier è nata a San Francisco nel 1977, e tuttora vi risiede. Nei suoi disegni si sente tutta l’influenza delle strisce a fumetti di “Calvin&Hobbes” di Bill Watterson e “For Better or Worse” di Lynn Johnston, che fin da piccola adorava e leggeva sui quotidiani. Coinvolgenti, divertenti e piacevoli a guardarsi, i suoi fumetti costituiscono un prezioso contributo alla nona arte, in grado di proporre temi complessi (la morte, il divorzio, il bullismo, la sessualità) ad un pubblico di giovanissimi, senza aspettare che arrivi una specifica età per potergliene parlare: “queste sono cose che potranno esperire in modo diretto prima o dopo; e se non direttamente, tramite persone che conosceranno nel corso della loro vita” dice giustamente A.V. Club.

Un’autrice da conoscere, umile e rispettosa di culture che non le appartengono, conscia della propria ordinarietà di ex girl scout e sempre pronta a scherzarci, arrivata al successo dalla gavetta più dura (alle prime convention di fumetto girava anche lei vendendo fumetti spillati e fotocopiati per 1 dollaro), continua ispirazione per le generazioni più giovani. Amiamo Raina Telgemeier? Diamine, sì.

I ragazzini leggono i miei libri e mi sentono una loro amica. So che guardano a me come un modello, ed è intenso. Mi piacerebbe riuscire ad interagire con ciascuno di loro, di persona. Se potessi rassicurare i ragazzi che capisco le loro vite e i loro sentimenti complicati, sarebbe fantastico. Non c’è bisogno di essere straordinari per essere rispettati nei propri sentimenti e per sentirsi amati.

Raina Telgemeier – Foto di Marion Vitus


Note:

L’autrice spiega come si pronuncia il suo nome.

L’edizione italiana di Ghosts è uscita ad ottobre, col titolo Fantasmi, in occasione di Lucca Comics and Games 2017. Raina Telgemeier era presente come ospite d’onore, con una mostra a Palazzo Ducale.

Raina Telgemeier ha realizzato anche la versione a fumetti di 4 volumi del Club delle Babysitter di Ann M. Martin (due tradotti in Italia da Il Castoro).