Se vivete secondo la carne, voi morrete.
San Paolo ai Romani, 8:12-13

Nella sua secolare azione di costruzione dell’immaginario collettivo, la Chiesa Cattolica ha sempre detestato l’amore carnale (eros, amor) preferendogli l’amore di carità (agape, dilectio). Sino all’epoca romantica, cioè nel periodo di sviluppo e dominio dell’immmaginario cattolico, le stesse parole “amore” o “innamorato” non avevano una connotazione positiva, bensì avevano il potere di evocare dolore e catastrofi. In questo senso, sebbene negli anni ci siano stati progressivi e doverosi aggiustamenti della dottrina, è possibile affermare che ancora adesso la sessuofobia sia una caratteristica strutturale del cristianesimo, il quale è stato fondato sulla condanna della carne (caro).

Agape (inteso come banchetto comunitario) – Affresco nella Catacombe di Priscilla, Roma

Le istituzioni ecclesiastiche hanno incessantemente cercato, e tuttora cercano, di imporre una visione severa riguardo al sesso, delineando dei confini ben precisi entro i quali questo può essere praticato, descrivendo luoghi, tempi, modalità e perfino posizioni. Una certa minima tolleranza era ovviamente resa necessaria dal fatto che le giovani coppie cattoliche avevano, fra i loro obblighi, quella di generare dei figli, ed è solo in funzione procreativa che il sesso poteva essere praticato senza diventare lussuria. Era perciò preferibile che venisse ridotto al minimo non solo nella quantità, ma anche in termini di piacere reciproco.

È dunque facilmente intuibile quale sia e sia storicamente stata la posizione della Chiesa Cattolica nei confronti di tutte quelle unioni dalle quali non potevano nascere figli, in particolare nei confronti delle unioni e dell’amore omosessuale. Ci sono stati e ci sono ancora adesso persone omosessuali che non hanno mai voluto rinunciare alla loro fede cattolica, cercando sempre nuovi percorsi individuali e sociali che abbiano coerenza interna affinché questi due aspetti del proprio sé possano coesistere. Questo è l’argomento del documentario Gay e cattolici, prodotto recentemente da Vice.

Il documentario, nonostante la breve durata, mostra una serie di realtà fra loro assai diverse, coinvolte nel processo di integrazione fra mondo LGBT e Chiesa Cattolica. Da una parte abbiamo associazioni come la Kairos, associazione cristiana LGBT che persegue il diritto di vivere la propria sessualità in armonia con il proprio credo, oppure sacerdoti lucidi come don Andrea Bigalli, che accoglie pienamente le esigenze spirituali ed affettive degli omosessuali. Dall’altra, i rappresentanti delle odiose associazioni omofobiche, impegnate più che mai in una guerra per la salvaguardia della cosiddetta famiglia tradizionale.

Un frame dal documentario di Vice

Parlando con la produttrice Lara Green, ho appreso che ci sono state alcune resistenze da parte delle istituzioni ecclesiastiche a parlare in modo netto e incontrovertibile di quelli che sono i sentimenti condivisi dalla Chiesa nei confronti della comunità LGBT. Il motivo, probabilmente, risiede nella proverbiale ambiguità della Chiesa moderna nei confronti dell’omofobia, condannata come un qualunque altro atto di violenza, ma anche incoraggiata nei fatti, attraverso la predicazione dell’astinenza per gli omosessuali (il che è, molto banalmente, una violenza), o attraverso una costante negazione dell’esistenza stessa dell’omosessualità come orientamento affettivo e sessuale (la Chiesa preferisce infatti parlare di “tendenze” o “pratiche”, disconoscendo l’aspetto affettivo e relazionale), o attraverso l’indicazione di terapie riparative, seppure in modo informale a causa dei limiti legali.

Ancora, i difensori della cosiddetta famiglia tradizionale (cosiddetta poiché il termine tradizionale non ha realmente la possibilità di caratterizzare un nucleo sociale che, in quanto tale, varia al variare dei contesti sociali) rivendicano adesso anche la pretesa di poggiare il proprio odio su basi scientifiche, il che è involontariamente comico per due aspetti specifici. Il primo, riguarda la proverbiale ostilità che la Chiesa Cattolica ha espresso nei confronti della scienza, perseguitandola e condannandola finché ha potuto e con tutti i mezzi che ha potuto; il secondo, è determinato dal fatto che la fede, come concetto, si basa sull’accettazione di un assunto che è, per sua natura, indimostrabile, invisibile.

In realtà, le contraddizioni che determinate pretese portano con sé sono talmente tante e talmente stridenti che sarebbe assai faticoso elencarle tutte, ma d’altronde queste contraddizioni rappresentano a loro volta un elemento strutturale della Chiesa Cattolica.