Con dicembre è arrivato il tempo dei doni e dei buoni propositi. Quest’anno, per evitare di fare corse al supermercato, acquistare regali inutili e poco soddisfacenti o prefissarmi impegni che sono solamente quelli che non ho portato a termine l’anno prima, vorrei proporre un dono che possiamo concedere a noi stessi e agli altri per sentirci davvero un po’ più buoni (e perché no, un po’ più bravi) e che vale anche come proposito per l’anno che verrà: dedicarci alla diminuzione del nostro impatto sull’ambiente. Farlo può dimostrarsi rivelarsi un’avventura divertente e può avere anche benefici sulla salute, sul portafoglio e sulla forma fisica.

È notizia di pochi giorni fa quella del distaccamento di un blocco di ghiaccio da un ghiacciaio cileno. Non se ne distaccava uno di queste dimensioni dagli anni ‘90. Gli scienziati non hanno ancora dato un nome alla ragione del distacco (come per molti avvenimenti naturali è possibile che si tratti di un insieme di cause diverse) ma il pensiero di molti si è rivolto comunque al riscaldamento globale e alle soluzioni per risolvere il problema delle emissioni di gas serra che nel 2017 ancora non si sono trovate.

Di fronte a queste notizie è inutile sia allarmarsi che fare finta di nulla. Entrambi questi comportamenti ci portano, per mancanza di speranza o per mancanza di interesse, a non fare niente affinché la crisi climatica in cui ci troviamo possa cambiare. Ok, non la situazione non può migliorare ma qualcosa che possiamo fare però c’è: prestare attenzione ad alcune delle nostre abitudini.

Cosa vuol dire ridurre il proprio impatto ambientale?

Il riscaldamento climatico è causato, semplificando moltissimo, dall’aumento della concentrazione dei gas serra nell’atmosfera. L’effetto serra di per sé è una cosa positiva: è ciò che ha permesso che sulla Terra si raggiungesse una temperatura adatta alla vita, poiché impedisce al calore emesso dalla Terra (a sua volta proveniente dal Sole) di fuoriuscire in dosi massicce rendendo la temperatura al suolo troppo fredda.

A causa di molte attività dell’uomo, le concentrazioni di gas serra stanno però aumentando più del normale, trattenendo sempre più calore. La comunità scientifica ha dimostrato che l’innalzamento delle temperature causerà con il tempo lo scioglimento dei ghiacciai, l’innalzamento dei livelli del mare, l’inaridimento di molte terre ed molte altre conseguenze poco piacevoli per la specie umana (oltre che per molte specie animali).

Ridurre il proprio impatto sull’ambiente significa quindi impedire che le nostre azioni contribuiscano all’aumento della concentrazione di questi gas (specialmente anidride carbonica e metano). Consumare meno energia, produrre meno rifiuti, riciclare, non utilizzare prodotti che richiedano il disboscamento, acquistare prodotti di seconda mano, sono tra le principali possibilità rimaste nelle nostre mani.

È vero che la più grossa fetta di responsabilità e di colpa è in mano a organizzazioni molto più grandi di noi. D’altra parte il comportamento di ciascuno di noi può servire a sensibilizzare l’opinione dei nostri conoscenti. Non c’è bisogno di essere attivisti a tempo pieno per ottenere risultati notevoli: due esempi di successo che insegnano come raggiungerli senza stancarsi troppo sono Colin Beavan (meglio conosciuto come No impact Man) e Lauren Singer (@trashisfortossers).

Riuscirci è possibile: ecco da chi prendere ispirazione

No Impact Man

Colin Beavan è un giornalista che qualche anno fa ha deciso di affrontare un esperimento (documentato con un libro e un documentario) per raggiungere l’obiettivo di avere impatto zero sull’ambiente. Impatto zero significa non generare emissioni di gas serra (non utilizzare auto, mezzi pubblici e non produrre rifiuti non riciclabili) e non consumare risorse quali la carta o l’energia elettrica (niente computer o luci dopo il tramonto). Beavan si è imposto queste regole mantenendo il proprio lavoro e continuando a vivere a New York, una città in cui scegliere di non utilizzare l’ascensore significa salire numerosi piani di grattacieli a piedi.

Si è trattata di un’esagerazione, con uno messaggio ben preciso: diminuire il proprio impatto sull’ambiente è possibile ed è persino conciliabile con l’avere una famiglia, amici, un lavoro e una vita in città. Il suo libro “No Impact Man” (tradotto in italiano da Mt0, ma per chi si vuole cimentare di facile lettura anche in inglese) è un’ottima guida, contenente aneddoti molto divertenti (come ad esempio il momento in cui ha sostituito la lavatrice con un’attività di gruppo in cui assieme a sua moglie e sua figlia ha eseguito una sorta di pigiatura dei panni sporchi) e di consigli su come arrivare a risultati importanti conciliandoli con una vita frenetica.

Zero Waste Girl

Lauren Singer ha avuto un percorso simile. Anche lei di New York, ha deciso nel 2012 di smettere di produrre rifiuti (ovviamente esclusi tutti quelli che potevano essere riciclati). Ha documentato la sua impresa con un blog, Trash Is For Tossers, un profilo Instagram e un canale Youtube ed è in breve tempo diventata famosa per essere riuscita, senza sforzi, a fare in modo che tutti i suoi rifiuti degli ultimi quattro anni fossero così pochi da entrare in un barattolo. Singer fornisce anche molti consigli su come creare detersivi e detergenti fatti in casa (realizzarli da sé permette di evitare di utilizzare plastica e controllare meglio l’Inci). Grazie alla sua esperienza in materia Singer ha poi fondato The simply co., un marchio che vende in confezioni riciclabili gli stessi prodotti che insegna a creare.

Da dove comincio?

Se volete cominciare con piccoli passi ecco qualche consiglio:

Per evitare lo spreco di carta:

  • utilizzate dei fazzoletti di stoffa: procuratevene più di uno (così sarete preparat* in caso di raffreddore e avrete un cambio tra un lavaggio e l’altro) e potrete fare per sempre a meno dei fazzoletti di carta, risparmiando soldi ed evitando rifiuti non riciclabili. Se li scegliete con qualche stampa simpatica possono essere anche un ottimo regalo di Natale;
  • utilizzate dei tovaglioli per la tavola: idem come sopra. Se avete paura che si macchino non preoccupatevi, le macchie di cibo vengono via molto facilmente;
  • create un angolino in casa dove accumulare i fogli già sporchi per riutilizzarne i lati puliti: quando cercherete qualcosa su cui scarabocchiare o prendere delle note utilizzerete nuova carta.

Per evitare lo spreco di energia:

  • se non l’avete già fatto, sostituite le lampadine di casa con quelle a led: consumano meno e vi fanno risparmiare sulla bolletta. Potrete approfittarne per cambiare l’atmosfera della stanze della casa scegliendo tra luci calde e fredde;
  • fate carichi di lavastoviglie e lavatrice sempre piene: anche in questo caso consumare di meno si traduce in un risparmio sulla bolletta;
  • scegliete le “ciabatte” multiple con l’interruttore: prima di andare a dormire, o prima di passare una giornata fuori casa vi assicurerete con un tasto solo di non lasciare nessun apparecchio in stand by (in alternativa potete impegnarvi a ricordare di staccare le prese).

Per produrre meno rifiuti:

  • rivoluzionate il proprio periodo mestruale con soluzioni riutilizzabili. Sono un esempio le coppette mestruali, gli assorbenti lavabili, oppure l’intimo creato apposta per essere utilizzato durante il ciclo;
  • fate la spesa “alla spina”: sono sempre di più i negozi che permettono di fare la spesa portandosi i propri contenitori e pagando solo il peso dei prodotti acquistati. Anche alcuni grandi supermercati hanno introdotto meccanismi simili per l’acquisto di detersivi (dietro l’acquisto di un solo contenitore in plastica riutilizzabile);
  • evitate di utilizzare le borse di plastica quando fate la spesa: portate con voi una borsa di stoffa, riutilizzabile.

Per un Natale sostenibile:

Qui trovate i consigli di Lauren Singer per addobbi, alberi, regali e pacchetti completamente sostenibili.

Se vi è venuta voglia di intraprendere questa avventura, anche solo seguendo le soluzioni meno impegnative, consiglio i blog sopracitati e alcuni altri: Zero Waste Home, Going Zero Waste (in particolare il post relativo al non farsi prendere dal panico se a volte i propositi di riciclo non vanno come si desiderava). Vi sapranno indicare come prenderla con calma e per il verso giusto, tenendovi compagnia durante il percorso.